Romano Pisciotti

“When my ship will no longer be the courage, pride and hope of a people … she will no longer have a flag.”

Romano Pisciotti

Amerigo Vespucci 300x300 Romano Pisciotti Romano Pisciotti

“Quando la mia nave non sarà più il coraggio, l’orgoglio e la speranza di un popolo…non avrà più bandiera.”

R.P.

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Capt. Romano Pisciotti

Industrial & Business Management Expert

After an important experience as naval officer,

I worked on behalf of important international companies in Argentina, Brazil, Egypt, Italy and Nigeria with full responsibility, in a managerial position.

I have actively participated at the business start-up of new operating units both in Italy and abroad.

I have been fully involved in the restructuring of companies and the regeneration of business activities. In my different experiences, I have directed multi-ethnic work groups even in stressful environments.

I have lived for more than six years in Nigeria where I have had significant experiences as General Manager.

My current activities still bind me to Africa, to Lagos, as a business consultant and teacher at the Rome Business School

I have never neglected the professional upgrading by following courses at qualified universities.

www.aziendaeimpresa.com

Beautiful people are not born out of nothing.

La Verità

Brilli più degli altri, questo è difficile da sopportare per alcune persone

BUSINESS & MARKETING

Royal Appeal 745x1024 Romano Pisciotti Romano Pisciotti

Commercial Developer

Motor Parts Industry (IVECO, Lagos – Nigeria)

italmotor@gmail.com

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Romano Pisciotti

“Quando stai per rinunciare, quando senti che la vita è stata troppo dura con te, ricordati chi sei: un marinaio di una volta. Ricorda il tuo sogno“.

“When you are about to give up, when you feel that life has been too hard on

you, remember who you are:

a sailor of yesteryear. Remember your dream “.

Africa’s Century

BUGIE // falsehood

verità Romano Pisciotti Romano Pisciotti

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“Sailor sailed and prepared manager”

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Accademia Navale – Naval Academy

Teacher at the Rome Business School

Romano Pisciotti Romano Pisciotti Romano Pisciotti

Romano Pisciotti: Rome Business School

I FORTI E I COLPI DEL DESTINO

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The defense of partisan positions is certainly legitimate, while the dissemination of untrue information is always unacceptable.

bugie della giustizia 1024x535 Romano Pisciotti Romano Pisciotti

La difesa delle posizioni di parte è certamente legittima, la diffusione di informazioni non veritiere è invece sempre inaccettabile.

 

 

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Siamo tutti cattivi nella storia di qualcuno

We are all bad in someone’s story

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Pisciotti R. Romano Pisciotti Romano Pisciotti
http://www.navismotor.it/
ITALMOTOR Romano Pisciotti Romano Pisciotti
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ITALMOTOR Ltd. CATALOG & BUSINESS LINK: 

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ASTRA

ITALMOTOR Ltd – CATALOG & BUSINESS

Logo IVECO 300x71 Romano Pisciotti Romano Pisciotti

La memoria dell’impresa // The memory of the company

Facciamolo strano…LET’S STRANGE

 

Rotary Hose 300x173 Romano Pisciotti Romano Pisciotti
Rotary Hose
 

Mail to: italmotor@gmail.com

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ITALMOTOR.tech

www.auroraviewresort.com

 

ITALY

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ITALMOTOR AFRICA

THE ROME BUSINESS SCHOOL NIGERIA

 

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Master License

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colonna infame Romano Pisciotti Romano Pisciotti

Le quattro parche

Onestà e sogno

sono morti

sotto le mura d’Invidia

e paludi di Gelosia.

Non c’è storia

quando l’Infamia

rammenda le verità

di cuciture incerte

imbastite da giochi

d’altri interessi.

Non c’è riscatto

ma solo vociare

dopo squallide sentenze

di Vergogna.

Il cuore batte e

non s’arrende mai

ai pupetti di bottega.

 

Romano Pisciotti

TORTORA Romano Pisciotti Romano Pisciotti
Gentlemen of the Court, I am innocent … I hope you are too
Vite da capitano Romano Pisciotti Romano Pisciotti
Vite da capitano

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China and America dominate global business like never before. That should be a wake-up call for other countries.

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You will always be the villain in a badly told story

 

 

ferra Romano Pisciotti Romano Pisciotti

This video shows you how to pronounce FIAT, Alfa Romeo, Lancia, Ferrari, Lamborghini, Maserati, Pagani, Abarth, Pirelli (pronunciation guide).

LO SUPPORTEREMO ANCORA?

INVECE DI SMORZARE, QUESTO ALZA LA POSTA. LO SUPPORTEREMO ANCORA?

Dopo vari tira e molla sulla considerazione della Crimea e di eventuali rinnovate rivendicazioni su di essa, l’eroe civile necessario dei benpensanti ha deciso che anche quella regione debba essere riconquistata dagli ucraini e addirittura la guerra non potrà considerarsi conclusa finché non sarà raggiunto tale obiettivo.
La Crimea in particolare ha una storia enormemente lunga di contese anche con sanguinose guerre, addirittura andiamo indietro al 1855 quando furono mandati dai Savoia ignari soldati pre-unitari a morire in territori sconosciuti, ma ormai su quell’area quasi tutti i commentatori internazionali avevano posto un punto fisso che fosse da considerarsi definitivamente un territorio russo e che non fosse nemmeno così sbagliata la cosa in fin dei conti.
Ogni tanto prova ad uscire qualcuno fra i politici e i media, anche di peso come l’ancora lucido 99enne ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, che con grande realismo politico propone come possibile soluzione alla guerra la cessione definitiva alla Federazione Russa di quei territori che sono in maggioranza russofoni.
È chiaro che ciò comporterebbe una ridiscussione di confini e con essa il riconoscimento di questi in sede di Nazioni Unite portandosi dietro una eventuale iper complessa pesatura delle posizioni negli equilibri internazionali, ma quando si parla di vite umane da preservare cessando i conflitti armati tutto si può affrontare con impegno.
Non appena un discorso di questo tipo, da ragionare attentamente ma propositivo e intelligente, esce nel dibattito pubblico ecco che viene zittito o occultato se proviene da personalità riconosciuta, mentre al contrario viene dato massimo risalto quando il presidente perennemente in maglietta militare ci critica aspramente per le nostre presunte negligenze presenti e passate e chiede di continuare a supportare la sua lotta armata.
Il passaggio da sottolineare ora e che non deve passare sotto silenzio, son qui apposta nel mio piccolo, è che il buon Zelensky ci vuole imporre moralmente, tramite i soliti sensi di colpa che provano a colpire un Occidente fragile, anche di sostenere una guerra di attacco per conquistare territori ormai perduti…..

di Cristiano Donelli

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presentato da Romano Pisciotti

https://www.linkedin.com/posts/cristiano-donelli_ucraina-zelensky-la-guerra-finira-con-activity-6963407622548955136-WCDW?utm_source=linkedin_share&utm_medium=ios_app

La nuova dottrina navale russa

Il presidente Vladimir Putin ha firmato domenica il documento ufficiale che stabilisce la nuova dottrina navale russa, in cui viene affermato che gli Stati Uniti sono il principale rivale della Federazione e vengono definite le ambizioni marittime globali di Mosca individuando aree cruciali come l’Artico e il Mar Nero, ma non solo.

Parlando in occasione della Giornata della marina russa nell’ex capitale imperiale di San Pietroburgo fondata dallo zar Pietro il Grande, Putin ha fatto un breve discorso in cui ha promesso che i missili da crociera ipersonici Zircon saranno consegnati alla flotta entro l’anno. In particolare andranno a equipaggiare le fregate della classe Admiral Gorshkov (come intuibile dalla serie di test effettuata nei mesi scorsi) facenti parte delle Flotte dei settori ritenuti essere vitali.

 

DOTTRINA NAVALE RUSSA

 

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presentato da Romano Pisciotti

Consumi: le prove di QUATTRORUOTE

Quattroruote lo dice e lo prova, numeri alla mano, da anni. Lo ribadiscono ora anche studi scientifici, in particolare quello condotto dal Fraunhofer Institute for System and Innovation Research di Karlsruhe: le auto ibride plug-in, nella guida reale, consumano ed emettono CO2 ben più di quanto dichiarano. E il vizio non è affatto sanato dalle nuove generazioni di veicoli, anzi: dalle ricerche dell’istituto tedesco emerge infatti che i modelli omologati secondo il nuovo ciclo Wltp evidenziano discrepanze ancora maggiori rispetto a quelli più vecchi, certificati Nedc.

https://www-quattroruote-it.cdn.ampproject.org/c/s/www.quattroruote.it/news/ecologia/2022/06/10/ibride_plug_in_fraunhofer_institute_il_consumo_reale_e_almeno_tre_volte_quello_ufficiale_.amp.html

presentato da Romano Pisciotti

NON SOLO OCCIDENTE

di Cristiano Donelli

NON È CHE AL MONDO ESISTERÀ SOLO L’OCCIDENTE, È BENE SAPERLO.
Il rafforzamento dell’unione strategica dei BRICS, i Paesi che per varie caratteristiche loro peculiari si sono coalizzati per tentare di guidare a loro favore gli scenari futuri, è stato favorito dalla situazione odierna di guerra e sanzioni economiche in risposta a tali eventi.
Sembra scontato che tutti sappiano che l’Occidente, che si riconosce nell’Unione Europea per alcuni e nella NATO per un altro perimetro, sia una delle parti del mondo e non si può pensare di fare credere che la visione che abbiamo noi sia l’unica presente, pur che pensiamo sia quella che ci piace di più.
La tendenza che va per la maggiore alle nostre latitudini è quella di parlarne il meno possibile, come sempre nei temi dove maggiore consapevolezza servirebbe, e se capita che serva riportarne notizie allora si afferma che alla fine questi paesi BRICS sono deludenti rispetto alle aspettative, marginali, perdenti nella competizione globale.
Questa credenza fallace e fuorviante è stata veicolata soprattutto in 2 momenti recenti, quando si è votata in aprile la risoluzione per denunciare l’attacco russo al territorio ucraino nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite in cui questi Paesi si sono astenuti o opposti al testo, poi quando si sono riuniti per il loro 14esimo incontro per definire un piano di azione urgente che vede l’obiettivo dell’affrancamento dal dollaro come valuta di riferimento per i loro scambi.
Stiamo parlando di un quarto del PIL globale e del 40% delle persone che popolano questa Terra, dire che sono ininfluenti è azzardato, così come è folle arrivare ad uno scontro tale per cui si limitino fortemente gli interscambi con questo blocco di Paesi.
Come modello di Stato e gestione della democrazia nei BRICS (e loro amici) siamo lontani dal nostro ideale, però qual è la soluzione per affrontare la situazione?
La prima potrebbe essere riconoscere la loro diversità, collaborare con essi dove possibile senza andare a sindacare a casa loro e operare per una cooperazione che mantenga lo scenario globale in equilibrio.
Questa però pare non piacere e si preferisce, senza dichiararlo con trasparenza e onestà intellettuale, la seconda possibilità, quella di contrapporsi, cercare di isolare, creare un solco netto e agire con il metodo vecchio come il mondo e lontano dalle ambizioni dell’umanità moderna: deterrenza, minacce, armi.
Intanto chi stringe le mani alla Russia da tempo e ambisce ardentemente ad entrare nei BRICS è l’Algeria, di cui i “migliori” si esaltavano che fosse diventata il nostro primo fornitore energetico superando la Russia.
Questa attrattività verso l’altra parte della barricata vale per la maggior parte dell’Africa e dell’Asia, quindi a lungo termine non so quanto ci convenga rafforzare la logica dei blocchi contrapposti come a Washington hanno deciso di farci bere di nuovo.

presentato da Romano Pisciotti

SUICIDARSI CON IL GAS

 

GNL dagli Usa? per l’Italia l’operazione più stupida che si possa fare

 

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Una nave gasiera di ultima generazione può trasportare fino a 200.000 metri cubi di gas liquefatto.

 

Nel processo di liquefazione il volume del gas viene ridotto di circa 600 volte.

Per farlo si porta il gas a -160 gradi centigradi, temperatura che dovrà essere mantenuta durante tutto il trasporto.

Una volta arrivato a destinazione il GNL dovrà essere rigassificato riportandolo gradualmente alla temperatura ambiente.

Il processo di liquefazione e rigassificazione richiede un’energia pari a circa il 30% della resa in combustione del gas, quindi il GNL parte già fortemente penalizzato in competitività, se poi aggiungiamo i costi di trasporto, é evidente che con questa soluzione avremo bollette molto più care.

A parte tutto ció va poi considerato l’aspetto ecologico.

Gli USA hanno promesso alla UE 15 miliardi di metri cubi di gas l’anno che rappresentano meno del 20% del solo fabbisogno italiano.

15 miliardi di metri cubi di gas, una volta liquefatti, si trasportano mediamente con 125 gasiere.

Una nave impiega circa 20 giorni per attraversare l’atlantico e raggiungere l’Italia dagli USA.

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Altri 20 giorni servono per il percorso inverso, (più almeno 2 giorni per le operazioni di carico e scarico).
Per il tragitto attraverso l’Atlantico la nave brucia circa 4000 chili di gasolio marittimo ogni ora, 96.000 chili al giorno, che per 40 giorni del viaggio di andata e ritorno dagli USA fanno quasi 4000 tonnellate.
Moltiplicate per 125 viaggi sono mezzo milione di tonnellate di gasolio bruciato in un anno, per trasportare il gas in Europa, con tutte le emissioni nocive del caso.
Ma non é tutto.

Negli USA non ci sono sacche di gas naturale come quelle siberiane (o se esistono, sono in via di esaurimento).

Il gas americano é quasi tutto “di scisto” o shale gas.

Si tratta di gas intrappolato in rocce sedimentarie argillose.

L’estrazione di questo gas avviene con un processo denominato Fracking.

Sottoterra si trivellano pozzi orizzontali, lunghi anche diversi kilometri, nei quali vengono fatte brillare cariche esplosive. Poi vi si inietta acqua ad alta pressione, mescolata a sabbia e additivi chimici.

Questo permette di frantumare le rocce argillose, da cui possono così liberarsi il petrolio o il gas, che salgono in superficie attraverso il pozzo.

Il territorio e l’ambiente ne escono devastati.

I problemi collaterali di questo genere di estrazioni, infatti, sono gravissimi. 

L’impossibilità di assicurare la perfetta tenuta delle tubazioni nei pozzi, causa l’irrimediabile inquinamento delle falde acquifere, che si trovano a metà strada tra i giacimenti e la superficie; inoltre, ca ricordato che il metano è un potente gas serra e una parte di quello estratto si libera nell’atmosfera.

Ogni pozzo occupa in media 3,6 ettari di territorio e richiede enormi quantità di acqua (da 10 a 30 milioni di litri), e di sabbia.

La sabbia deve essere estratta, raffinata, caricata e trasportata su treni (100 carri ferroviari per ogni pozzo), accumulata in depositi e infine trasportata con automezzi fino al punto di utilizzo.

Uno degli impatti ambientali più preoccupanti è legato all’acqua utilizzata per il fracking, che risale poi in superficie e deve essere smaltita come rifiuto nocivo, in quanto contaminata.

L’unica soluzione praticabile è trasportarla con autobotti in altre zone, dove viene stivata nel sottosuolo, con ulteriore inquinanento.

Tutta questa attività inoltre, stimola faglie sismiche sotterranee e induce terremoti.

Nel 2007 in Oklahoma c’era stato un solo terremoto, mentre nel 2015 ve ne sono stati oltre 900; per la maggior parte sono stati lievi, ma alcuni hanno provocato molti danni.

In pratica, una zona virtualmente non sismica è stata trasformata in pochi anni nel territorio più sismico degli Stati Uniti, proprio a causa dello smaltimento dei liquidi usati per l’estrazione di idrocarburi di scisto nelle profondità del sottosuolo.

Intendiamoci, anche i russi e gli azeri hanno devastato il mar Caspio per l’estrazione del petrolio, ma importare gas dagli USA é l’operazione ecologicamente più stupida che si possa fare.

Va detto che la maggior parte delle imprese di shale oil e shale gas degli USA erano a rischio di fallimento a causa dei bassi prezzi di mercato. In particolare le società più puccole non riuscivano ad essere competitive con le estrazioni tradizionali, proprio per gli altissimi costi del fracking. Ora la guerra le ha “Miracolosamente” rivitalizzate tutte.

di V. Vaia

PRESENTATO DA ROMANO PISCIOTTI

Azienda & Impresa

Beautiful people are not born out of nothing.

Elisabeth Kübler-Ross, Swiss psychiatrist, one day said “the most beautiful people I have met are those who have known failure, suffering, struggle, loss, and have found a way out of the darkest darkness. These people have a value, a sensitivity and an understanding of life that fills them with compassion, humility and a deep, loving restlessness. Beautiful people are not born out of nothing. “

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Elisabeth Kübler-Ross, psichiatra svizzera, un giorno disse “le persone più belle che ho incontrato sono quelle che hanno conosciuto il fallimento, la sofferenza, la lotta, la perdita, e hanno trovato il modo di uscire dalle tenebre più oscure. Queste persone hanno un valore, una sensibilità e una comprensione della vita che le riempie di compassione, umiltà e di una profonda inquietudine amorosa. Le persone belle non nascono dal niente.”

 

Romano Pisciotti: %name Beautiful people are not born out of nothing. Romano Pisciotti

LA BUFALA DEI LICENZIAMENTI VOLONTARI

Le “Grandi Dimissioni” sono, ehm… perlopiù fuffa.
Un quarto dei 20 milioni di americani che ha spontaneamente lasciato l’impiego nei primi mesi dell’anno, si è pentito della decisione.
Molti stanno affannosamente cercando lavoro, percependo il rischio di rimanere disoccupati a causa della recessione, la metà teme il peggioramento delle condizioni di mercato, ed il 42% dichiara che la nuova occupazione non è stata all’altezza delle aspettative.
Questa moda durerà quanto un gatto in tangenziale.

Di Gaetano Evangelista

presentato da Romano Pisciotti

PETROLIO A 380 DOLLARI

JP Morgan: petrolio previsto a 380 dollari al barile

”Le nazioni del Gruppo dei Sette stanno mettendo a punto un complicato meccanismo per limitare il prezzo raggiunto dal petrolio russo nel tentativo di stringere le viti sulla macchina da guerra di Vladimir Putin in Ucraina. Ma data la solida posizione fiscale di Mosca, la nazione può permettersi di ridurre la produzione giornaliera di greggio di 5 milioni di barili senza danneggiare eccessivamente l’economia, hanno scritto gli analisti di JP Morgan, tra cui Natasha Kaneva, in una nota ai clienti.

Per gran parte del resto del mondo, tuttavia, i risultati potrebbero essere disastrosi. Un taglio di 3 milioni di barili alle forniture giornaliere spingerebbe i prezzi del greggio di riferimento a Londra a 190 dollari, mentre lo scenario peggiore di 5 milioni potrebbe significare greggio “stratosferico” a 380 dollari, hanno scritto gli analisti.

Il rischio più ovvio e probabile con un limite di prezzo è che la Russia possa scegliere di non partecipare e invece reagire riducendo le esportazioni”, hanno scritto gli analisti. “È probabile che il governo possa vendicarsi tagliando la produzione come un modo per infliggere dolore all’Occidente. La rigidità del mercato petrolifero globale è dalla parte della Russia”

Quello che avete appena letto è un estratto dell’articolo di Bloomberg che riporta la notizia choc: il prezzo del petrolio quindi potrebbe raggiungere la “stratosferica”  soglia dei​​ 380 al barile se le sanzioni statunitensi ed europee spingessero la Russia a infliggere tagli di rappresaglia alla produzione di greggio. L’avvertimento, il grido d’allarme lanciato dagli analisti di JPMorgan dovrebbe mettere tutti in riga.

presentato da Romano Pisciotti

Lo schiaffo di JP Morgan: petrolio previsto a 380 dollari al barile

presentato da Romano Pisciott

ASINI DA GUERRA

Mar di Giada

Porteremo le nostre navi 

nel mar della giada, 

inchinandosi all’asino regnante

e alla finanza imperante.

(Romano Pisciotti)

mm ASINI DA GUERRA Romano Pisciotti

La NATO dopo Madrid – Cosa hanno incassato l’Europa e l’Italia?

Di fatto, a Madrid è stato ufficializzato che i “tutori” anglo-americani indicano la strada da percorrere a gregari europei ubbidienti perseguendo una politica che travalica gli obiettivi che la NATO si era posta dalla nascita fino alla caduta dell’URSS.

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Al summit di Madrid gli anglo-americani hanno ottenuto una vittoria politico-strategica di dimensioni senza precedenti, imponendo in modo trionfale agli alleati europei la loro agenda su almeno tre punti:

  • – indebolire e impoverire l’Europa e i suoi interessi economici e strategici con “diktat” circa la rinuncia a gas e petrolio russo che non dovrebbero competere alla NATO.  La guerra in Ucraina “mostra i rischi di essere dipendenti da materie prime che giungono da regimi autoritari” e “bisogna abbandonare presto il petrolio e il gas russi” ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel discorso di apertura del vertice di Madrid. “Non dobbiamo però finire per dipendere da un altro regime autoritario”, ha avvertito Stoltenberg, “molti minerali necessari alle tecnologie verdi arrivano dalla Cina, dobbiamo diversificare le risorse energetiche e i fornitori”.
  • –  alimentare e prolungare le tensioni belliche con Mosca che garantiranno il declino della Ue e il logoramento della Russia in una nuova già evidente corsa al riarmo, senza neppure indicare prospettive per la soluzione del conflitto in Ucraina o per l’apertura di un dialogo con Mosca teso a risolvere la crisi.
  • – coinvolgere gli europei nella sfida alla Cina sul piano economico e nei teatri operativi dell’Indo-Pacifico, col risultato di indebolire i margini di manovra degli europei e di coinvolgerli militarmente in teatri operativi lontani in cui saranno marginali non solo rispetto agli anglo-americani ma anche nei confronti di Australia, India e Giappone. “Siamo di fronte a minacce informatiche, spaziali e ibride e altre minacce asimmetriche e all’uso dannoso di tecnologie emergenti e dirompenti. Affrontiamo la concorrenza sistemica di coloro, inclusa la Repubblica Popolare Cinese, che sfidano i nostri interessi, la nostra sicurezza e i nostri valori e cercano di minare l’ordine internazionale basato sulle regole” si legge nel documento finale del vertice.

La NATO dopo Madrid – Cosa hanno incassato l’Europa e l’Italia?

 

DITTATORI AMICI

Italia e Turchia hanno firmato 9 accordi per «rafforzare la cooperazione», ha poi spiegato Erdogan. Il presidente turco ha fatto sapere che l’obiettivo per quest’anno è arrivare a un’interscambio economico di 25 miliardi di dollari.

SE SERVE, I DITTATORI DIVENTANO ADDIRITTURA NOSTRI AMICI.

Di Cristiano Donelli

Continua l’affannoso tour internazionale dei nostri vertici e Draghi va a trovare l’autocrate Erdogan con cui, dopo le schermaglie iniziali, sembra sbocciata una relazione speciale.
Nell’aprile 2021, quando le conferenze stampa di Draghi erano accolte da imbarazzanti standing ovation dei giornalisti in sala, destò scalpore la definizione di “dittatore” data dal nostro premier con quella naturalezza che non si è mai capito sia strafottenza, ingenuità costruita o semplicemente incapacità comunicativa.
Già allora però i più attenti avranno notato che, nonostante l’appellativo audace, Draghi stava dicendo che anche con loro bisogna avere il coraggio di collaborare per affrontare le sfide globali.
In realtà la distinzione non è mai stata fra buoni e cattivi per chi fa parte da sempre dell’establishment internazionale come SuperMario, che più che salvatore della Patria (italiana) si può considerare il primo avvocato difensore, nonché centravanti di sfondamento, degli interessi dell’alleanza militare atlantica.
Ci sono dipendenze che vanno malissimo, senza giri di parole quella con la Russia, perché sono cattivi, guerrafondai, irrispettosi di ogni principio democratico, retti da un sanguinoso despota che usa anche le leggi per rimanere al potere.
Ce ne sono altre invece che hanno le stesse caratteristiche citate prima, identicamente, però con dimenticanza selettiva ed irrigidimento alle domande di giornalisti che in maniera scellerata provano a fare domande su elementi palesi come elefanti in cristalleria.
Il gas che passa dalla Turchia si bagna inaspettatamente di democrazia, le armi che il loro esercito compra costantemente dal nostro mercato sono sacrosante e hanno pure il bollino Nato, il rubinetto delle migrazioni verso l’Europa che l’amico Recep apre e chiude vede serenamente le persone come mera merce di scambio.
In uno schema di comportamento così flessibile tutto può accadere, soprattutto perché questi governanti si accorgono che con non troppa difficoltà riescono a coprire nell’opinione pubblica queste incongruenze estreme con una parvenza di super competenza e di giustizia super partes.
Il sogno europeo non era certamente quello di avere un’unione di territori che fosse alla mercé delle strategie di chi non ha a cuore i valori della pace.
Dopo che si è fatto entrare chiunque creando gravi problemi di gestione delle politiche comuni, ora si pensa pure di allargarsi all’Ucraina solo per strategie geopolitiche (di altri) e non per l’insieme di regole che ci siamo dati, fra cui l’imprescindibile rispetto dei valori democratici.
Ci mancava solo di avere un rapporto privilegiato con la Turchia di Erdogan e il quadro di stravolgimento dei valori e di insulto all’onestà intellettuale delle persone è compiuto.

 

(presentato da Romano Pisciotti)