L’ENERGIE NUCLEAIRE EN AFRIQUE… UNE BONNE AFFAIRE ?

Alors qu’une dizaine de pays africains projettent de se tourner vers le nucléaire civil et ont annoncé leur intention de se doter d’une centrale.

Le continent possède 20 % des réserves mondiales d’uranium. Mais le nucléaire civil représente moins de 2 % de sa production énergétique. Potentielle solution pour pallier le déficit d’électricité de l’Afrique, l’énergie atomique séduit de plus en plus. Une dizaine d’États ont déjà annoncé leur intention de se doter d’une centrale. Pour les puissances étrangères, cet engouement est un enjeu commercial de taille et l’occasion d’asseoir un peu plus leur influence sur le continent. Alors que la Chine et la Russie multiplient les projets, les États-Unis tentent de rentrer dans la course.

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L’Agence internationale de l’énergie n’est pas aussi optimiste que les pays africains. Selon elle, la part de nucléaire dans la production énergétique du continent ne va pas beaucoup augmenter dans les années à venir. En cause, son coût de production, moins compétitif que le renouvelable, mais aussi l’instabilité politique et le contexte sécuritaire tendu des pays intéressés.

https://www.jeuneafrique.com/1089444/politique/infographie-nucleaire-lengouement-africain-aiguise-les-appetits/

Romano Pisciotti : surfer sur le web

What’s the best way to make sense of investing in Africa?

The first step is to consider both cultural considerations and potential pitfalls.

Linguistic, ethnic and religious diversity makes cultural changes across the continent extreme. Demonstrating passion and interest in the local culture and its nuances is essential, not least to generate trust, but to build loyalty takes time.

 

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Romano Pisciotti

Appreciate that Africa is not just a homogeneous market, but 54 countries with 2,000 languages, 521 of which are in Nigeria alone.

Africa’s current total population of 1.2 billion people is young: South of the Sahara, their average age is under 25 in all countries except South Africa.

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Romano Pisciotti

Going forward, the continent will account for about 50% of the world’s population growth between now and 2050, predicts PricewaterhouseCoopers.

Africa’s middle classes are already growing rapidly, with one in three people now believed to be living above the poverty line, even if not among the wealthy. Meanwhile, the staggering 1.1 billion – around 42% of the continent’s population – is projected to reach middle-class status by 2060.
Of the 54 African countries, South Africa is still considered the continent’s first powerhouse and a gateway to many other African countries. But with 173.6 million citizens growing their GDP by 200% in just ten years, Nigeria is regarded as Africa’s new power actor.

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FROM WEB (Romano Pisciotti)

Protein is not an option

Nowadays, the whole world is talking about sustainability. Many efforts aim to maintain our world for future generations, creating a balance between our current needs and those of our children, grandchildren, and great-grandchildren. The right animal nutrition choices play a crucial role in achieving the challenging aim of sustainable animal production.

Greenhouse gases emitted by livestock, responsible for about 10% of global greenhouse emissions, are increasing rapidly on our planet.  Livestock releases methane through microorganisms that are involved in the animal digestion process, and nitrous oxide through the decomposition of manure.  Doctor Dario Caro and Professor Simone Bastianoni of the Ecodynamics group of the University of Siena, in collaboration with Professors Ken Caldeira (Stanford University) and Steven Davis (University of California) have estimated the greenhouse gas emissions due to 11 types of cattle, related to 237 nations and released in the last half of the century, finding that globally from 1961 to 2010, these emissions increased by 51%.

74% of world emissions are caused by cattle.  This is mainly due to the abundance of dairy cows but also the large amount of methane and nitrous oxide emitted by beef cattle compared to other animals.  Sheep contribute 9%, buffaloes 7%, pigs 5% and goats 4%.

The need for protein for human nutrition is too important to be able to solve the problem by abandoning the farm.

Modern farming takes care of the welfare of animals and the entire planet by promoting sustainable farms where environmental hygiene, the health of livestock and their nutrition is at the center of scientific development.

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The grazing animal’s bucolic image fills us the spirit, but this type of breeding uses too much green land, not always available and this type of feed develops digestive processes that increase gas emission.

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Often, especially in African countries, not only are green fields available, but water is not available in the necessary quantity and hygienic conditions. The best way to coordinate human needs, greenhouse gases, is relying on science and technology … which is not always the monster that is painted.

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Romano Pisciotti

COP26 – DRAGHI: “…I soldi ci sono…”

…BENE, MA QUANTI SOLDI?…PERCHE’ NE OCCORRONO VERAMENTE TANTI!

USCITA DAL FOSSILE

Prendendo ad esempio la Nigeria: quinto produttore mondiale di grezzo. Produce con bassa efficienza, al punto di non arrivare alle quote OPEC, ma brucia tonnellate di gas ogni giorno….i bagliori delle torce dei pozzi sono diventati i colori dei tramonti nel Rivers State. (ben poco gas viene riutilizzo, bruciando anche milioni di dollari).

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Il Paese ha molti pozzi offshore, quasi tutti gestiti da società straniere, dotati anche di navi storage. Con la normativa del Local Content, da anni è cominciata la “nigerianizzazione” di alcuni marginal field e in tutte le società straniere il personale è quasi tutto nigeriano (ad ogni livello); gli stipendi vengono imposti dal Governo allo stesso livello degli espatriati, questa pratica ha creato una frattura enorme tra gli stipendi di dipendenti oil e lavoratori di altri settori, ma ha contribuito alla formazione della classe media nigeriana. I sindacati del settore petrolifero sono una forza para-politica ed estende il suo potere in qualsiasi settore economico sinergico con quello petrolifero.

Gli automezzi pesanti circolanti non supera la normativa EURO 3, il travaso dall’Europa di veicoli più recenti dal mercato “usati” è massiccio, ma in diminuzione a causa dell’elettronica utilizzata nei moderni veicoli e dallo “spazio libero” sotto la cabina, vantaggioso per i consumi, ma di difficile impiego sulle strade nigeriane. Il prezzo di veicoli nuovi è proibitivo, se non per i veicoli cinesi assemblati localmente e dotati di meccanica semplice a normativa EURO 3.

Prima di pensare ad un miglioramento, dal punto di vista dei consumi e dell’inquinamento, occorrerebbe costruire una rete viaria compatibile con veicoli meno antiquati. Il trasporto su gomma copre l’80% del settore logistico, affiancato dal trasporto fluviale (dove possibile) e da una piccola percentuale su rotaia (la rete ferroviaria è limitata e inefficiente, nonostante i recenti investimenti).

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Nonostante la produzione petrolifera, gasolio e benzina sono importati a causa della vetustà e inefficienza delle poche raffinerie funzionanti. Una nuova raffineria è prossima all’inaugurazione nella periferia di Lagos.

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La distribuzione dell’energia elettrica è veramente precaria, il paese è “alimentato” da un numero incredibile (milioni) di generatori di tutte le “taglie.”

Alcune centrali idroelettriche esistenti non sono collegate efficientemente con la rete interna, al punto che parte della produzione è destinata ai paesi limitrofi.

La Nigeria è il paese più popoloso e vanta il PIL più alto tra i paesi africani…che con la crescita demografica, la bassa industrializzazione, la bassa scolarità, la bassa organizzazione dal punto d vista igienico-sanitario e la corruzione diffusa, si sta candidando a essere uno dei Paesi più inquinanti e poveri al mondo.

Altri paesi africani sono in condizioni peggiori della Nigeria e alcuni sono governati solo da bande, o tribù, armate; altri sono in condizioni migliori dal punto di vista industriale, ma con sacche di povertà ed enormi deficienze sociali.

Le risorse minerari dell’Africa sono enormi, ma le strutture e le tecniche estrattive sono spesso arretrate e fonte di un nuovo schiavismo, oltre ad alimentare l’inquinamento delle acque e dei terreni.

L’agricoltura, nonostante i recenti investimenti da parte di molti paesi, è frammentata e soffre anche delle problematiche legate alla conservazione e al trasporto dei prodotti.

Molti terreni sono già drammaticamente inariditi e la piaga delle cavallette e di parassiti mantiene ad un livello precario la produzione agricola. Nell’area tropicale e sub-tropicale il terreno fertile non supera i pochi centimetri di profondità e mal si adatta all’agricoltura intensiva (necessaria per sfamare la popolazione in crescita incontrollata), questo ha portato ad un uso indiscriminato di fertilizzanti altamente inquinanti, molti dei quali banditi in quasi tutto il mondo. La Nigeria, ad esempio, ha investito massicciamente nella produzione di riso, ma è ancora lontana dal coprire il fabbisogno interno, obbiettivo sempre più difficile da raggiungere con il continuo aumento della popolazione.

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L’allevamento, nonostante la crescita di fattorie a produzione intensiva, è ben lontano dal fornire il livello di proteine minimo alle popolazioni…naturalmente con forti variazioni nelle varie classi sociali. Il consumo di latte è mediamente al disotto delle raccomandazioni minime FAO. In genere l’allevamento è basato su piccole comunità, spesso in conflitto tra di loro e con le comunità dedite all’agricoltura. Il livello igienico-sanitario, sia durante la fase di allevamento che di macellazione, è molto precario. In alcune aree la scarsità d’acqua salubre e la promiscuità tra animali e umani, favorisce la diffusione di malattie ed epidemie. Ovviamente, manca un numero adeguato di veterinari.

VACCINI PER L’AFRICA:

Con i vaccini (milioni di dosi), in molti paesi d’Africa, dovranno arrivare: frigoriferi, veicoli per il trasporto, medici e infermieri…ovviamente energia elettrica e strade per raggiungere molte città.

ALTRI CONTINENTI

Lo stesso Primo Ministro indiano, nel suo intervento al COP26, ha spiegato a chiare lettere che per una possibile de-carbonizzazione del suo enorme paese (…e fortemente inquinante) ci vorranno decenni! (…è una questione di economia: soldi!)

FUMO COP26   DRAGHI: “…I soldi ci sono…” Romano PisciottiINQUINAMENTO COP26   DRAGHI: “…I soldi ci sono…” Romano Pisciotti

La Cina, pur dando una certa disponibilità (…per il futuro), non potrà cambiare rapidamente l’intero sistema industriale basato sui bassi costi produttivi e sulla globalizzazione dei mercati.

Altri paesi con economie legate al “fossile” non hanno mostrato interesse alle problematiche sollevate al COP26 e alle farneticanti proteste dei Gretini.

ALTRE PROBLEMATICHE… E ALTRI SOLDI

Le tecnologie attuali non permettono di sostituire il fossile nella copertura del fabbisogno industriale e sociale di un’umanità in crescita demografica. Forse il vero problema del pianeta è l’incontrollabile crescita demografica!

Nei paesi industrializzati lo sviluppo di fonti rinnovabili (pale eoliche, fotovoltaico, ecc.) vive per l’effetto di sovvenzioni statali; le auto elettriche godono di altrettante sovvenzioni, oltre a non aver ancora risolto il problema dell’autonomia e del riciclaggio delle batterie.

AUTO ELETTRICA 300x164 COP26   DRAGHI: “…I soldi ci sono…” Romano Pisciotti

Forse assisteremo ad un revaival delle centrali atomiche?

MI FERMO QUI, ANCHE SE CI SAREBBE MOLTO ALTRO DA DIRE (…magari sull’effetto naturale dei cicli climatici e sul reale impatto delle attività umane…)

….E RIPETO LA DOMANDA: “QUANTI SOLDI CI SONO?”…sicuramente manca anche una reale volontà, ma i soldi potrebbero fare miracoli, anche se il primo miracolo sarebbe quello di avere una finanza meno fantasiosa e più legata alle reali necessità del pianeta.

Naturalmente, il processo per eventuali investimenti, non inquinanti, porterà ad un picco d’inquinamento e al rapido consumo delle materie prime!…Ma sarà per una buona causa?!

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Romano Pisciotti

 

GREAT BUSINESS IN NIGERIA

Why should you invest in Nigeria?

There are many reasons why you should consider investing in Nigeria. Nigeria is the largest economy in Africa ahead of South Africa, Egypt and the rest. With so many opportunities for growth, PwC has projected Nigeria among the top world economies in 2050 ahead of Italy, Canada, South Korea, Spain, Netherlands, Australia and others.

With over 200 million people….the best deal is to provide the food!!

Agriculture accounts for 33 percent of GDP and provides employment, both formal and informal, to more than 60% of the population.

However crop production dominates the agricultural sector and accounts for about 85 percent of agricultural activities; livestock and poultry accounting for 10 percent, fisheries and forestry, less than one percent…

…but rapidly growing.

There is a growing demand for animal protein in Nigeria!

Poultry production has not kept pace with the rapid increase in domestic consumption.

There is enormous potential for the poultry industry in Nigeria to enhance food and nutritional security, while contributing to household and economic growth.

Unknown 6 GREAT BUSINESS IN NIGERIA Romano Pisciotti

There is no more efficient place to invest than in pullets. Pullets are the future of an integrated company. Successful pullet rearing is simply attention to detail, management, serology, biosecurity, vaccination, and worming.

 

https://youtu.be/Y65GVfGtsjo?t=84

 

Presented by Romano Pisciotti

Rome logo GREAT BUSINESS IN NIGERIA Romano Pisciotti

The importance of proper and frequent cleaning of the rooms

Both at home and in the workplace, cleanliness and hygiene are an indispensable and fundamental condition.

Especially in this period, with the spread of the Coronavirus unfortunately still in progress, it is more than necessary to pay extreme attention to the cleaning and sanitation of the home and office, using suitable tools and products and providing daily thorough cleansing. of floors, surfaces and objects of common use.

Certainly cleaning and sanitizing in the time of Coronavirus is very important, but it is equally true that proper hygiene is an inevitable element to increase the level of well-being and comfort at home and in the workplace and to protect yourself from infections and allergies.

Choosing a powerful and high quality vacuum cleaner is the first rule to proceed with the total and thorough cleaning of an environment:

Presented by Romano Pisciotti

we like Lagos Environmental Sanitation Corps

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https://m.facebook.com/LAGESCOfficial?_rdr&refsrc=deprecated

The bat is served….unsafe proteins!

Five million tons of bushmeat is consumed annually in Central Africa. In the Democratic Republic of Congo alone, a million prey are captured and killed, while in Ghana over 100,000 bats are cooked. In large regions of the continent, the population sees the forest as the most convenient place to get food. For those who live in poor and isolated villages, game is the only source of protein; for some, hunting and selling meat serves to supplement their meager earnings.

In African metropolises, eating habits have not changed much and the demand for bushmeat, bushmeat, is growing, in parallel with the demographic boom. On the outskirts of Nairobi, Kampala or Abidjan the streets are teeming with street vendors selling roasted antelope legs or monkeys. For the new middle class, buying crocodile or hippo meat is a status symbol. In Kinshasa and Lagos there is no shortage of markets specialized in the sale of game. Even in Western cities like London and New York, the demand for African game is on the rise. There are even restaurants that have made the “wild menu” the key to their success: in refined locations they serve steamed snakes, anteater stews, roast chimpanzees, caterpillar skewers and birds.

The game trade has become a multi-million dollar business that worries scientists and conservationists. The reasons are well known: researchers have now ascertained that African game is a powerful vehicle for the transmission of deadly viruses (Ebola, for example) to humans. It is no coincidence that hunters and their families are the first victims of the epidemics that periodically break out in the middle of the forest.

Then there is an environmental emergency: man is literally emptying the forests

Romano Pisciotti:“The problem of providing protein to the ever-growing population in developing countries is obvious!We have to look for the solution in animal husbandry … in hygienically controlled environments, with healthy food.

Helping developing countries to increase the volumes of meat and milk produced by farms makes the entire planet safer, without forgetting to fight against fairy tales and stupid traditions (even in rich countries) that are counterproductive to development.