Mito & Bellezza // Myth & Beauty

 

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Venere e Nettuno

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Neptune is religious, mystical, creative, can not feel pleasure if it does not involve the imagination and its unconscious. Venus, instinctive, passionate, immediate, seductive.

Vennet Mito & Bellezza // Myth & Beauty Romano Pisciotti

Nettuno è religioso, mistico, creativo, non può provare piacere se non coinvolge l’immaginazione e il suo inconscio. Venere, istintiva, passionale, immediata, seduttrice.

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Nettuno – Danzica, Polonia

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History, mythology and legend of Poseidon

God of the Sea
Called Neptune in Roman mythology, Poseidon, brother of Zeus, was the God of the Sea. But also the protector of horses and the one who triggers earthquakes. The relationship between the sea and horses is justified by some scholars. They state that originally Poseidon was to be born as a God-horse and only later was associated with the sea. This was when the Greek peoples began to devote themselves more to fishing and maritime businesses than to the cultivation of land.

Storia, mitologia e leggenda di Poseidone

Dio del Mare
Denominato Nettuno nella mitologia romana, Poseidone, fratello di Zeus era il Dio del Mare. Ma anche il protettore dei cavalli e colui che scatena i terremoti. La relazione tra il mare e i cavalli viene giustificata da alcuni studiosi. Questi affermano che originariamente Poseidone doveva essere nato come Dio-cavallo e che solo successivamente sia stato associato al mare. Questo quando i popoli greci cominciarono a dedicarsi più alla pesca e ai commerci marittimi che alla coltivazione delle terre.

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Poseidone (Nettuno)

Venere (Venus):

venere Mito & Bellezza // Myth & Beauty Romano Pisciotti

Ancient Italic divinity, assimilated to the Greek goddess Aphrodite and venerated as a goddess of beauty, love, fertility and spring nature.

Venere di Milo Parigi 300x204 Mito & Bellezza // Myth & Beauty Romano Pisciotti
Venere di Milo – Parigi

Antica divinità italica, assimilata alla dea greca Afrodite e venerata come dea della bellezza, dell’amore, della fecondità e della natura primaverile.

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nudo 2 300x212 Mito & Bellezza // Myth & Beauty Romano Pisciotti IMG 4857 300x218 Mito & Bellezza // Myth & Beauty Romano Pisciotti

MITI STORIA POETI ARTISTI SCRITTORI ARTIGIANATO – History Poets Artists Writers Handicraft

Presented by Romano Pisciotti

I colori dell’acqua // The colors of the water

 

 

Immersione nei mari della Sicilia

Immersion in the seas of Sicily

 

 

 

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Images taken in the waters of Favignana Island, Egadi archipelago, Sicily

 

 

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Thanks to them
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Immersione 6

 

Romano Pisciotti: LIKE

 

INFO Sicily tour:

Aurora View Resort

Le Miss

“A me mancherà un piede, ma a lei cuore e cervello” Così Chiara Bordi, 18enne di Tarquinia che parteciperà a Miss Italia e sarà la prima al concorso a presentarsi con una protesi alla gamba, ha risposto a una hater che l’accusava di impietosire gli italiani “solamente perché storpia”.

Il mondo nuovo è fatto di gente che non si arrende…neppure davanti al buon senso: tutti sappiamo che cosa è il concorso “Miss Italia” dunque che senso ha far sfilare una ragazza con la protesi ad una gamba?

miss italia Le Miss Romano Pisciotti
miss Italia

Forse, in un mondo di edonisti e narcisisti, il concorso di bellezza inizia al mattino uscendo di casa e finisce nel sudore di una palestra o sotto i ferri di un chirurgo plastico…forse “Miss Italia” dovrebbe cambiare pelle e premiare l’intelligenza, il sacrificio e altre qualità, visto che la bellezza la cerchiamo nella vita quotidiana.
Forse, le papere ( …e paperi) in costume hanno fatto il loro tempo nei concorsi, essendo diventate parte del quotidiano?
Perché non rimettiamo le cose al loro posto? Una vita che premia le qualità ottenute con fatica e sacrificio, mentre i concorsi di bellezza possono premiare l’effimero, senza voler insegnare filosofia o storie di vita a nessuno.

 

Romano Pisciotti

Starbucks

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Tutto l’aroma della globalizzazione nell’accordo Nestlé-Starbucks

La compagnia svizzera ha acquisito il diritto di commercializzare i prodotti della catena di Seattle. Ecco come il caffè ha unito i cinque continenti nei secoli

Un’icona americana ormai debordante negli aeroporti e nei centri commerciali, nei parcheggi e agli angoli delle strade, su YouTube, MySpace e sulle pagine di Facebook, in “Shrek 2” e in “Ti presento i miei”, nelle puntate dei Simpson e in quelle  di Sex and the City. Eppure è con la svizzera Nestlé che Starbucks ha siglato la grande alleanza. Un’alleanza che vale 7,5 miliardi di dollari e darà a Nestlé il diritto a commercializzare i prodotti del gruppo di Seattle.

Nestlè Starbucks Romano Pisciotti
Nestlè

La storia del caffè, però, c’entra poco sia con gli Stati Uniti che con la Svizzera. Il suo nome infatti deriva dall’altopiano etiopico di Kaffa, e tuttora l’Etiopia è il quinto produttore mondiale di caffè, con 384.000 tonnellate che nel 2015-16 rappresentavano il 3 per cento della produzione mondiale, il 34 per cento del suo export, il 60 per cento delle sue fonti di valuta e 15 milioni di posti di lavoro. Nero come il petrolio, qualcuno ha accostato il caffè al greggio indicandoli come i due carburanti su cui si basa la velocità del mondo moderno: l’uno per le macchine, l’altro per i cervelli delle persone. Più in generale il caffè è la terza voce più importante nei mercati mondiali delle commodities, appunto dopo petrolio-gas e acciaio. E non solo per l’Etiopia il caffè ha un’importanza economica pari a quella che ha l’“oro nero” per i paesi produttori.

E anche quello di Starbucks, in fondo, è un caffè globalizzante: è di proprietà americana, fa accordi con gli svizzeri, si rifornisce in America Latina e Africa e sfonda in Asia, ma è stato apertamente ispirato al “caffè all’italiana”. Per questo il primo nome della catena fu tra 1985 e 1992 “il Giornale”. Per questo gran parte della sua nomenclatura è in italiano, vero o maccheronico: Espresso, Grande, Venti, Trenta, Latte, Cappuccino, Americano, Breve, Macchiato, Frappuccino, Barista. E per questo ci ha messo tanti anni prima di trovare il modo di proporre la copia alla patria del modello originale: il primo Starbucks in Italia.

Presented by Romano Pisciotti

9 settembre

Il 9 settembre la Marina Militare celebra e ricorda tutti i marinai caduti in mare.
Nelle pagine della marineria italiana non mancano atti eroici, trionfi pagati con il valore e con la vita, ma il 9 settembre del 1943 non ci fu nessuna vittoria: in quella data l’affondamento della Corazzata Roma e la scomparsa di oltre mille marinai.

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I fatti di quella giornata si possono riassumere così: gli accordi dell’armistizio prevedevano la consegna della flotta a Malta; l’Ammiraglio Bergamini, ubbidiente (probabilmente più perplesso che convinto) prese il mare con la flotta, sconfitta ma ancora poderosa.

Il convoglio fu attaccato da bombardieri tedeschi che colpirono e affondarono la corazzata Roma.
Non è mio intento commentare l’evento, ma alcuni analisti attribuiscono il nefasto epilogo anche ad una reazione, da parte del nostro convoglio, non ben coordinata forse a causa di precedenti ordini contraddittori e alla confusione creata dal rapido mutare degli eventi.
Sicuramente il 9 settembre è una data nefasta che la nostra Marina ha scelto a ricordo dei caduti in mare.
Ci vuole coraggio e fierezza per scegliere una data, non solo triste, ma anche simbolo di sconfitta, di tragica amarezza: quella data segna l’inizio di un periodo buio della nostra storia, l’inizio di sofferenze inimmaginabili per tutto il popolo italiano e il lento affondare dell’intero Paese nei gorghi di una guerra, da quel momento, senza quartiere, per i più, nella situazione di subire i successivi drammatici eventi bellici.
Oggi, la nostra Marina vanta una delle migliori flotte al mondo e può guardare con dignità alla sua lunga storia, può ricordare i suoi momenti gloriosi e le sue ferite…può ricordare tutti (…tutti!!) i suoi morti abbracciandoli in un gesto devoto.

 

Romano Pisciotti

Tempi Moderni

Oggi, una storia non ha successo se non viene trasformata in una fiction televisiva, evento finale che riassume tutte le fasi precedenti che servono a dare vita ad un testo: ideazione, pubblicazione, recensione, premi, passaggio in televisione.

Nella letteratura sta succedendo quello che già si vede nella cucina: i monotoni panini e sbrigative patatine del McDonald stanno soppiantando le mille ricette dell’arte della cucina di Pellegrino Artusi!

Mc donald 300x300 Tempi Moderni Romano Pisciotti

La grande letteratura forma le coscienze, interpreta il mondo (compreso quello che non si vede) e insegna a vivere e attraverso una forma, uno stile e un determinato uso della lingua. Il piacere di leggere fa parte integrante di un atto conoscitivo e non è separabile da esso.

– La letteratura di consumo è mero intrattenimento. Non c’è niente da scoprire o da imparare, anzi il divertimento può nascere dalla ripetizione dell’uguale, o da qualche innocua variazione sul tema.

L’usura di questa ripartizione ha implicato conseguenze molto importanti, ed è stata la cultura umanistica a uscirne più contaminata. A partire dagli anni Cinquanta e Sessanta la vecchia idea forte e nobile della letteratura si è dovuta confrontare con i linguaggi della comunicazione di massa.

Non più pensiero ma algoritmo

Romano Pisciotti: forse il brano ( già sintetizzato da me) non è di facile lettura ma è estremamente interessante e la conclusione semplice e vera.

Prima dell’età moderna, l’arte non è mai stata fine a se stessa. Come scriveva il grande pensatore tradizionalista Ananda K. Coomaraswamy: “il fine da conseguire era la perfezione, non la bellezza […] e l’artista non era un genere speciale di uomo ma ogni uomo era un genere particolare di artista”. L’arte, dunque, rappresentava un mezzo per adeguare alla visione di Dio gli scopi di utilità e di godimento del tempo. Non vi era differenza tra “belle arti” ed “arti applicate”. E l’arte, secondo San Tommaso d’Aquino, era imitazione della natura e del suo modo di operare. L’arte stessa, dunque, era impiantata nella natura e nel disvelamento della sua essenza vi era l’intima comprensione della verità. È proprio nella distruzione dell’unità tra natura e sapere che risiede quel “peccato” del pensiero occidentale che ha determinato il suo stesso suicidio: la scelta di “non essere” e la distruzione di tutto ciò che di umano c’è in noi attraverso il fraintendimento del significato e del ruolo della “tecnica” e la sua trasformazione in mito civilizzante.

Tanto il produrre opere quanto il produrre utensili sono una iniziativa dell’uomo in mezzo alla natura e sul fondamento della natura stessa.

Scienza Tecnica 300x166 Non più pensiero ma algoritmo Romano Pisciotti
Scienza & Tecnica

Secondo Heidegger sono cinque i fenomeni peculiari dell’età moderna: a) la scienza come ricerca e scienza esatta; b) la tecnica meccanica; c) l’inserimento dell’arte nella mera dimensione estetica; d) l’interpretazione della cultura come fare dell’uomo; e) la de-divinizzazione. Appare subito evidente come questi fenomeni siano concatenati l’uno con l’altro e tutti intrinsecamente collocabili nel più vasto orizzonte del nichilismo. Heidegger, in L’epoca dell’immagine del mondo (altro saggio contenuto in Sentieri interrotti), pone particolare enfasi sul concetto di scienza esatta e fa notare come, a differenza della scienza moderna con la sua presunzione di verità, per i greci, la scienza non fosse affatto esatta perché non aveva in primo luogo bisogno di esserlo.

Leonardo Non più pensiero ma algoritmo Romano Pisciotti

L’esattezza non era parte della sua essenza. Dunque, neanche la scienza moderna, con la sua dimostrazione empirica attraverso il calcolo matematico, potrebbe imporsi come depositaria della verità. Ciò perché la scienza non è affatto un accadere originario della verità, ma è di volta in volta la strutturazione di un ambito veritativo già aperto. “La verità scientifica – affermava il compianto Costanzo Preve – è solo una procedura concordata di accertamento di protocolli dominanti nella comunità scientifica che mutano fisiologicamente di paradigma”.

Non c’è risultato scientifico che possa mai trovare diretta applicazione in ambito filosofico. Solo andando al di là dell’esattezza, e dunque trasformandosi in filosofia, la scienza può pervenire alla verità del disvelamento dell’essente in quanto tale. L’esito inevitabile dell’assunzione della scienza come scienza esatta è il gigantismo: il mito assolutamente metafisico del potere illimitato del calcolo e del progresso senza fine della tecnica meccanica. Questa idea di tecnica (metafisica e post-metafisica allo stesso tempo in quanto riduce la metafisica alla sua stessa anti-essenza attraverso l’inveramento dell’errore di fondo del pensiero occidentale in età moderna) è caratterizzata dal suo darsi impositivo. Essa si impone all’uomo. E questo darsi impositivo è un darsi per accumulo che differisce in modo evidente dal darsi spontaneo dell’essere greco nella φύσις. Questo “darsi” era paragonabile al fiume che scorre dal cielo verso la terra e che univa l’umano al sacro attraverso l’asse nascente dal centro del Geviert: modello filosofico heideggeriano rappresentato attraverso l’intersezione di due linee (alla pari della croce di Sant’Andrea) ed indicante, nei suoi quattro poli, le dimensioni del Cielo, della Terra, degli Uomini e del Divino. Al contrario, l’essere tecnicizzato moderno è paragonabile al fiume imbrigliato dalla centrale idroelettrica che estrae forzatamente le risorse per accumularle. E l’accumulazione, così come la dismisura del gigantismo, è il fondamento della civiltà moderna.

L’uomo pensato dalla moderna civiltà della tecnica perde di vista totalmente la sua umanità in rapporto con la natura. Ed il pensiero della modernità non è più pensiero ma semplice algoritmo.

Uomo Non più pensiero ma algoritmo Romano Pisciotti

Secondo Heidegger i limiti del gigantismo posto a fondamento della nostra civiltà si esprimevano nel riconoscimento dell’impossibilità di una configurazione quantitativamente esatta del mondo. Il filosofo tedesco vide nel principio di indeterminazione di Heisenberg la prova concreta di questo fatto.

L’incertezza e l’incalcolabilità rese palesi dall’assioma del fisico tedesco rappresentavano infatti un fattore di crisi: non una svolta epocale ma una rottura dell’ordine del tempo.

Attraverso questa rottura sarebbe possibile tornare a quell’istante pre-metafisico in cui

l’uomo possa nuovamente scegliere tra la volontà di dominio sulla natura perpetrata tramite la tecnica o il rispetto della sua essenza fenomenica intrinsecamente.

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DO YOU TRAVEL?

 

viaggi DO YOU TRAVEL? Romano Pisciotti

 

 

“To travel is to live”

It is a quote that motivate me a lot. It motivates me to always look forward to my next travel. It gives me the pleasure and energy to work harder between my vacations.

When having a vacation I enjoy:

  • The sun and beach. Relaxing at the most beautiful beaches in the world. The sun and beach for me is the same as an Iphone charger.
  • New cultures. Meeting new cultures and people is a great way to travel. I love to find the small restaurants and bars where locals catch-up on their everyday life. I love to have small interesting discussions and talks with the locals.
  • History of monuments, churhes, buildings and attractions are for me another way to experience other countries.
  • Running through the city day and night is fantastic way to be active. One of my favourite cities to run through is New York when it is evening near Hudson River. You will discover a wonderful view over the river with the skyline in the background.
  • Friends and family. Discover countries, cultures, history and more gives me and nearest friends some life experiences.
  • Shopping design, unique and limited things which I am not able to buy at home is something I think very interesting.

 

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AURORA VIEW RESORT

AURORA VIEW RESORT ITALY

Granita Siciliana

LA GRANITA SICILIANA

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Granita al caffè

For many considered the “mother” of all the other slushes that have spread to northern Italy, Sicily is certainly different and unique. Its mixture of water, sugar and fruit is frozen slowly and never completely, mixing everything continuously, so as to form a kind of dense and creamy pappetta that represents the peculiar characteristic of Sicilian granita. It is prepared with lemon, but also with almonds, strawberry, pistachio or coffee. And there are those who eat it even with bread or a nice brioche…

Brioche with 22tuppo22 Granita Siciliana Romano Pisciotti
Brioche with tuppo
the classic brioche with the "TUPPO" - The meaning of the word "tuppo" is to be found in the Sicilian dialect, where it is used to indicate the "chignon", the hairstyle often used by Sicilian women. -

…especially at breakfast or as a snack. But never at the end of a meal. At least according to the true Sicilian tradition. 

 

AURORA RESORT:

 

www.auroraviewresort.com

Sicily – Italy

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