{"id":5982,"date":"2022-04-08T16:16:05","date_gmt":"2022-04-08T16:16:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romanopisciotti.com\/?p=5982"},"modified":"2022-04-08T16:16:05","modified_gmt":"2022-04-08T16:16:05","slug":"il-viaggio-di-ursula-e-il-viaggio-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.romanopisciotti.com\/index.php\/2022\/04\/08\/il-viaggio-di-ursula-e-il-viaggio-delleuropa\/","title":{"rendered":"Il viaggio di Ursula e il viaggio dell\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Ci siamo \u201carmati\u201d di diritti civili con tanti altri buoni propositi e\u2026illusioni: \u201cOccorre limitare le importazioni dai paesi autocratici\u201d, peccato che la democrazia faccia difetto in tutto il globo. Limiteremo gli scambi commerciali con la Russia, forse pensando che Arabia Saudita, Cina, India, Brasile, Egitto e tutti i paesi africani siano paradisi di libert\u00e0.<\/strong><\/h4>\n<h4><strong>Contando le teste, si pu\u00f2 ben dire che quasi la met\u00e0 del mondo si sveglia pensando a come mettere insieme il pranzo con la cena, mentre per una larga parte dell\u2019umanit\u00e0, il solo pranzo \u00e8 gi\u00e0 un problema. Contando le teste, il fabbisogno di materie prime, grano compreso, \u00e8 la catena al piede per molto pi\u00f9 della met\u00e0 del mondo! Contando le teste, troppe di loro non conoscono la democrazia e sono pi\u00f9 interessate al pane.<\/strong><\/h4>\n<h4><strong>Paesi che esportano petrolio devono importare grano e quasi tutti i prodotti alimentari; ci sono paesi che hanno bisogno di petrolio, grano e acqua, riuscendo a coltivare solo la miseria; ci sono paesi che importano quasi tutte le materie prime e hanno bisogno di esportare ci\u00f2 che producono, per coltivare il loro benessere.<\/strong><br \/>\n<strong>Morale della favola: i flussi commerciali non possono fermarsi, come non si potr\u00e0 fare un distinguo tra paesi democratici e autocratici.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019idea di esportare democrazia con i bombardieri, oltre ad essere un tragico controsenso, non pu\u00f2 essere una via percorribile. <\/strong><br \/>\n<strong>La globalizzazione ha solo spostato ricchezze e povert\u00e0, lasciando quasi invariata la somma, spesso creando solo degli ologrammi di libert\u00e0 e benessere o innescando appetiti e illusioni\u2026alcune pericolose. Dunque, neppure questa \u00e8 la via.<\/strong><br \/>\n<strong>Il chiaro fallimento di queste \u201cvie\u201d, voglio sperare che non porti alla terza strada: la guerra mondiale!<\/strong><\/h4>\n<h4><strong>Sfidare il potenziale nemico non \u00e8 un buon sistema per cercare la pace: minacciare o tacere non sono, certo, il modo di porsi, ma sanguinare per sanzioni a doppio taglio e, contemporaneamente, mostrare i muscoli flaccidi, rende ancor pi\u00f9 paradossale la politica. Non sono soluzioni, ma espedienti, le armi sottobanco, la minaccia di surreali tribunali. Neppure \u00e8 intelligente l\u2019alleanza, senza se e senza ma, con chi sta combattendo una guerra a distanza per il predominio imperiale, pi\u00f9 che per la libert\u00e0 dell\u2019Ucraina\u2026forse qualche se o ma dovremmo dirlo.<\/strong><\/h4>\n<h4><strong>L\u2019Europa, unita nei dibattiti e ancora troppo divisa negli interessi, non pu\u00f2 comunque tacere, non pu\u00f2 essere indifferente a una guerra sotto casa, ma scegliere un campo non pu\u00f2 portare alla pace, forse, porter\u00e0 solo al coinvolgimento diretto nella guerra sul terreno e nei cieli che, palesemente, non siamo in grado di combattere: onestamente, aldil\u00e0 dei pochi militari professionisti, pensiamo veramente di avere armi ed eserciti adeguati? Anche se cos\u00ec fosse, veramente crediamo che la possibile distruzione totale possa essere la soluzione?<\/strong><\/h4>\n<h4><strong>Il Pianeta non \u00e8 piatto, venti e correnti scivolano sulla sua pelle e nelle sue vene, come i prodotti della terra dovrebbero scorrere in base ai bisogni, senza confini e dazi, ma questa visione \u00e8 l\u2019utopia che ci hanno venduto per mascherare commerci e sistemi finanziari scellerati: la global economy! Ora rischiamo lo scempio finale: la guerra\u2026solo perch\u00e9 le diplomazie non hanno il coraggio di ammettere il fallimento dell\u2019utopia, non vogliono ammettere che da anni, i nostri alleati, stavano armando l\u2019Ucraina e che da anni si stavano usando le aspirazioni, sacrosante, di un popolo per preparare lo scontro tra imperi. Tutti noi non abbiamo il coraggio di ammettere che, anche a casa nostra, i diritti sbandierati sono stati, e sono, troppo spesso lo zucchero per il solo consenso elettorale e, ora, ci vestiamo della bandiera arcobaleno.<\/strong><\/h4>\n<h4><strong>Forse, la strada \u00e8 rispettare il nostro vicino: con il tempo, come nella Vecchia Europa, i diritti cresceranno anche nell\u2019orto del vicino, insieme al benessere\u2026 e a un poco di democrazia, di cui nessuno \u00e8 campione!<\/strong><br \/>\n<strong>Le differenze economiche e politiche si appianano con l\u2019esempio e il progresso: processo lungo ma sicuro. In quanti secoli abbiamo costruito il nostro benessere, tra tempi bui e splendide rinascite? Oggi il mondo corre pi\u00f9 veloce e non ci vorranno secoli per altri passi avanti dell\u2019Umanit\u00e0, ma dobbiamo cominciare, mostrando ci\u00f2 che abbiamo acquisito, senza mordere nessuno.<\/strong><br \/>\n<strong>Se, veramente, miriamo a una pi\u00f9 equa distribuzione del benessere, con lo scambio pacifico dei beni naturali e industriali, non possiamo limitarci ad affrontare i problemi dividendo l\u2019Umanit\u00e0 in buoni e cattivi, in aggressori e aggrediti: lasceremo terreno solo per i lupi.<\/strong><br \/>\n<strong>Pur essendo mostruosamente triste vedere le lacrime di madri, non dimentichiamoci di quante lacrime siamo stati responsabili e quante lacrime abbiamo pianto, dunque, smettiamo la strafottente e boriosa idea d\u2019essere i migliori, o di pensare d\u2019essere con i migliori: troviamo il coraggio di abbandonare il pregiudizio o il ricatto, andiamo a Mosca e a Washington.<\/strong><br \/>\n<strong>Cara signora Ursula, consolare le madri \u00e8 doveroso, ma affrontare il problema \u00e8 necessario!&#8230;A Kiev non c\u2019\u00e8 la soluzione.<\/strong><br \/>\n<strong>Se, come credo, l\u2019Europa ha qualche cosa da dire e pu\u00f2 fare qualche cosa per il mondo, che lo dica senza belare, che lo faccia senza paura.<\/strong><br \/>\n<strong>Non basta confezionare discorsi pomposi, occorre trattare, dimostrando di aver voglia di farlo, mediare offrendo e chiedendo. Se un buon compromesso deve lasciare tutti, almeno in parte, soddisfatti\u2026l&#8217;Europa che cosa \u00e8 disposta a concedere e a chiedere a entrambi i contendenti?<\/strong><\/h4>\n<h4><strong>La partita non si gioca in Ucraina, ma su tutto il continente, forse su tutto il mondo: dovremmo smettere di chiedere a Cina e India da che parte vogliano schierarsi, ci si schiera in guerra ed \u00e8 quello che vorremmo evitare; dovremmo chiedere, invece, cosa siano pronte a fare per fermare questo scempio e attivare i flussi commerciali di un\u2019economia sostenibile. Naturalmente, dovremo chiederlo, prima che ad altri, a Vladimir e a Joe\u2026e chi \u00e8 senza peccato, scagli il primo missile nucleare.<\/strong><\/h4>\n<h4><strong>Romano Pisciotti<\/strong><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci siamo \u201carmati\u201d di diritti civili con tanti altri buoni propositi e\u2026illusioni: \u201cOccorre limitare le importazioni dai paesi autocratici\u201d, peccato che la democrazia faccia difetto in tutto il globo. Limiteremo gli scambi commerciali con la Russia, forse pensando che Arabia Saudita, Cina, India, Brasile, Egitto e tutti i paesi africani siano paradisi di libert\u00e0. 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