DROPS OF MEMORIES

NOSTALGIA 300x200 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
NOSTALGIA

Non aggrappiamoci alla nostalgia, ma non disperdiamo i nostri ricordi.

Let’s not cling to nostalgia, but do not disperse our memories.

 

Tenero 225x300 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti

Ci sentiremo
si, ci sentiremo
per un saluto.
Qui ti lascio
l’augurio, la speranza
e i sogni
porto la forza
il nostro coraggio
e le fatiche.
Il tuo amore
mi è caro
più del pane
porto con me
il tuo sorriso
e i battiti.
Dunque, ti lascio
il mio abbraccio
per mio ricordo
non già per
paura d’essere dimenticato
ma per sentirti…
sempre.

Romano

El Alamein

Pentagramma 2 300x108 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti

Caro amico,

Ricordo bene tuo padre…quando veniva a prenderti a scuola con quella macchina francese… che più brutta non poteva essere: una Citroen, credo, super molleggiata e disegnata con l’accetta.

Tuo padre mi è sempre sembrato un uomo severo, oggi, con il viso scarno e quel cappellino buffo, mi fa teneramente sorridere pensandolo come un vecchio saggio tibetano.
Anche lui sta sorridendo, dolcemente e un po’ tristemente….è una caratteristica delle persone anziane quella di avere un sorriso sospeso tra nostalgia, stanchezza e affetto.
Un musicista, come tuo padre è stato, deve essere severo per sfruttare le poche righe del pentagramma ma, combinando suoni e pause, muove tutta la gamma dei sentimenti e colora il mondo.
Già da qualche anno ho perso mio padre, tra le cose che ricordo di lui ci sono quelle strimpellate con la sua inseparabile chitarra!
La generazione che ha visto gli orrori della guerra e che ha ricostruito il Paese, sembra avere in comune (dilettanti o professionisti) la passione per la musica…e l’arte e la cultura…così era per mio padre com’è per il tuo!
Abbraccialo per me.
Vuoi vedere che forse dovremmo ricominciare dalla musica…per migliorare questo Paese?!
Con affetto,
Romano

Pentagramma DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti

ricordo 300x149 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
ricordo

Navi in grigio

Risacca

CRONOMETRO

Luigi Pisciotti 225x300 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Luigi Pisciotti

Ciao papà!

Io desideravo un cane maschio e da guardia: gli amici mi regalarono una femmina di Labrador, per l’appunto, una giocherellona femmina da biscotti!!

Poco tempo dopo un maschio meticcio, come “razza”, ben bastardo come indole, riuscì a entrare in giardino per far guai. Eva, così si chiamava la temibile guardiana di casa, partorì Brina: una cagnolina a pelo raso color grigio scuro e dalle zampette cortissime che faticavano a regge il corpo massiccio… onestamente, sembrava una foca!

Io avrei preferito chiamarla nebbia o smog, se non foca.

Madre e figlia scorrazzavano in giardino, pur con il limite imposto da un reticolato creato a protezione della piscina, dove avrebbero voluto nuotare. Ogni volta che mi tuffavo in quella piscina, si ripeteva la scena di abbaiamenti disperati e corse sfrenate in lungo e in largo: avrebbero voluto “salvarmi”!

Mio padre, negli ultimi anni, usciva raramente da casa se non per recarsi agli appuntamenti con il tanto amato “Coro di Gavirate”, in compenso, ha goduto piacevolmente il giardino: con la sua chitarra si sedeva sulla solita panchina a strimpellare il suo ricco repertorio che andava dalle canzoni del Littorio a quelle partigiane, ai canti di montagna, senza tralasciare le belle canzoni dialettali della tradizione meneghina. Il pubblico apprezzava: Eva e Brina scodinzolavano al suo arrivo, per poi accucciarsi all’ascolto dei “concerti”.

Quelle brevi passeggiate di mio padre, nel giardino di casa, con le due inseparabili amiche trotterellanti, sono continuate anche quando l’appoggio del bastone si fece, per papà, sempre più necessario.

Mio padre era un omone alto e con un notevole dislocamento, invecchiando non aveva perso i capelli e il suo viso è sempre rimasto quello di un bell’uomo con un sorriso dolce. Ora, il giardino, è quello dei cieli, ma scommetto che papà sarà su qualche panchina a strimpellare con accanto il suo pubblico affezionato…anche Eva e Brina lo hanno raggiunto.

Romano

Panchina vuota 300x169 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti

…la tua panchina è rimasta vuota e nessuno fa più musica in giardino.

Dear Dad…your bench is left empty and no one makes more music in the garden.

Nuccio Bertone, Master of automotive design

Ricordi 1 300x177 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti

Avevamo vent’anni, poco più o poco meno, quando prendemmo il mare: ne sono passati di anni, di gioie, delusioni, amori, sogni e vittorie… è cambiato il mondo e il Paese. Sono cambiate le navi. Siamo cambiati noi, nel fisico e nel pensiero: vecchi e maturi. La nostalgia ha preso il posto dello slancio; l’esperienza ha frenato l’irruenza e l’impazienza.
Pensando all’inventario della nostra vita, sapendo che altro dovremo vivere, lasciamo i ricordi al loro posto come medaglie sulla bandiera o…rimpianti e lacrime per ciò che avremmo voluto fare e per chi abbiamo dovuto salutare.
In gola il sapore di quel fumo denso e sulle labbra il salmastro di tiepide brezze; nel cuore il battito dei motori e il volo dei gabbiani.
Ci rassicura l’aver attraversato sia nere tempeste che la sconcertante vivida luce del mare piatto.
Sappiamo che intorno a noi ben poco è rimasto com’era: meglio o peggio che sia, ma senza aver perso l’abitudine, guardiamo di prora!

Romano

Tn Raffaello 300x167 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti

T/n RAFFAELLOT/n RAFFAELLO: Il primo imbarco // The first boarding

Su questa splendida nave, ammiraglia della flotta italiana, io ho pulito i piatti e servito a tavola l’equipaggio; quando si dice “cominciare dalla gavetta”, è il mio caso: tra il quarto e quinto anno dell’Istituto Nautico, ho provato l’esperienza di un imbarco estivo. Un sogno di nave ha portato i miei sogni di ragazzo oltre oceano.

On this splendid ship, flagship of the Italian fleet, I cleaned the dishes and served the crew at the table; when people said “start from the mess”, it’s my case: between the fourth and fifth year of the Nautical Institute, I tried the experience of a summer boarding.A ship’s dream brought my dreams of boy over the ocean.

 

M/n AUGUSTUS

http://www.romanopisciotti.com/index.php/2018/07/15/mn-augustus/

Mn AUGUSTUS 265x300 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
M/n AUGUSTUS

 

The little sailor and a faded photo on board the ITALMOTOR tanker:

Piccolo marinaio 225x300 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti

Piccolo marinaio

Mc ITALMOTOR 300x204 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
M/c ITALMOTOR
Giovane ufficiale 225x300 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Giovane ufficiale
Mc Santa Augusta 300x240 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
M/c Santa Augusta
Mc SICILMOTOR DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
M/c SICILMOTOR
Mn ITALMARE 300x219 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
M/n ITALMARE
Nave Cigno 300x215 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Nave Cigno
Livoro Accademia Navale 300x125 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Accademia Navale/Naval Academy – Livorno
72.mo  300x225 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
72.mo

RP 300x300 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti

Mn Transoceanica Silvia 001 300x206 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
M/n Transoceanica Silvia

Viviamo per 300x188 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti

We live in the hope of becoming a memory

The memory is a little bit of eternity

 

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Nella tempesta 300x211 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Nella tempesta

“She” never “it”

D’infilata in cuccetta con la nave attorno che scrolla, arranca, quasi s’impenna, tonfa e s’abbatte, rolleggia e vibra.
Il mare che sbatte, s’alza, ricade, spuma, copre e risucchia.
Il vento che fischia, urla, insiste, la smette…e riprende.
E’ tutto un concerto di dadi, viti bulloni e sportellini, porte mal chiuse, paratie vive.
Ponti che respirano, si piegano, si stendono e si stirano.
Silenzio…e poi daccapo: borbotta, si lamenta, soffre.
Ora è tranquilla.
Canta, poi mugola o si schianta, ma sempre viva, imponente, possente, calibrata, forte, dolce, delicata, amica e quasi perfetta: la mia nave.
 
Romano Pisciotti

 

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A chi vuoi tu

Vecchia corriera 300x225 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti

…VIENI MIA BELLA CHE E’ L’ORA ARRIVO IN CORRIERA.

E ANCHE COL FREDDO D’ INVERNO SARA’ PRIMAVERA.

RUBARTI I BACI PIU’ AUDACI NON E’ UNA CHIMERA BASTA UNA VECCHIA

CORRIERA PER STARE INSIEME A TE.

(… Vecchia corriera di Del Sarto)

 

Kiss 300x120 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Kiss

It is one of the iconic photographs of the 20th Century, an image that is synonymous with love and with Paris, the city of romance. Its name is Le Baiser de l’Hôtel de Ville (The Kiss by the Hôtel de Ville) and an exhibition at the Martin-Gropius-Bau in Berlin is currently displaying it alongside another hundred or so pictures by the great French photographer Robert Doisneau.

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As surreal alien ship floating out there…the TITANIC was sunk by one of these…

Alien Ship 300x295 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Alien Ship
TITANIC DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
TITANIC

…The British have succeeded in transforming one of the greatest disasters of the British Navy into a myth.

From Wikipedia:

RMS Titanic (/tˈtænɪk/) was a British passenger liner that sank in the North Atlantic Ocean in the early hours of 15 April 1912, after colliding with an iceberg during its maiden voyage from Southampton to New York City. There were an estimated 2,224 passengers and crew aboard, and more than 1,500 died, making it one of the deadliest commercial peacetime maritime disasters in modern history. RMS Titanic was the largest ship afloat at the time it entered service and was the second of three Olympic-class ocean liners operated by the White Star Line. It was built by the Harland and Wolff shipyard in Belfast. Thomas Andrews, her architect, died in the disaster.[2]

Titanic was under the command of Capt. Edward Smith, who also went down with the ship. The ocean liner carried some of the wealthiest people in the world, as well as hundreds of emigrants from Great Britain and Ireland, Scandinavia and elsewhere throughout Europe who were seeking a new life in the United States. The first-class accommodation was designed to be the pinnacle of comfort and luxury, with an on-board gymnasium, swimming pool, libraries, high-class restaurants and opulent cabins. A high-powered radiotelegraph transmitter was available for sending passenger “marconigrams” and for the ship’s operational use.[3] Although Titanic had advanced safety features such as watertight compartments and remotely activated watertight doors, Titanic only carried enough lifeboats for 1,178 people—about half the number on board, and one third of her total capacity—due to outdated maritime safety regulations. The ship carried 16 lifeboat davits which could lower three lifeboats each, for a total of 48 boats. However, Titanic carried only a total of 20 lifeboats, four of which were collapsible and proved hard to launch during the sinking.[4]

After leaving Southampton on 10 April 1912, Titanic called at Cherbourg in France and Queenstown (now Cobh) in Ireland before heading west to New York.[5] On 14 April, four days into the crossing and about 375 miles (600 km) south of Newfoundland, she hit an iceberg at 11:40 p.m. ship’s time. The collision caused the hull plates to buckle inwards along her starboard (right) side and opened five of her sixteen watertight compartments to the sea; she could only survive four flooding. Meanwhile, passengers and some crew members were evacuated in lifeboats, many of which were launched only partially loaded. A disproportionate number of men were left aboard because of a “women and children first” protocol for loading lifeboats.[6] At 2:20 a.m., she broke apart and foundered with well over one thousand people still aboard. Just under two hours after Titanic sank, the Cunard liner RMS Carpathia arrived and brought aboard an estimated 705 survivors.

The sinking of the Titanic DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
The sinking of the Titanic

The disaster was met with worldwide shock and outrage at the huge loss of life and the regulatory and operational failures that led to it. Public inquiries in Britain and the United States led to major improvements in maritime safety. One of their most important legacies was the establishment in 1914 of the International Convention for the Safety of Life at Sea (SOLAS), which still governs maritime safety today. Additionally, several new wireless regulations were passed around the world in an effort to learn from the many missteps in wireless communications—which could have saved many more passengers.[7]

The wreck of Titanic was discovered in 1985 (more than 70 years after the disaster), and remains on the seabed. The ship was split in two and is gradually disintegrating at a depth of 12,415 feet (3,784 m). Thousands of artefacts have been recovered and displayed at museums around the world. Titanic has become one of the most famous ships in history; her memory is kept alive by numerous works of popular culture, including books, folk songs, films, exhibits, and memorials. Titanic is the second largest ocean liner wreck in the world, only beaten by her sister HMHS Britannic, the largest ever sunk. The final survivor of the sinking, Millvina Dean, aged two months at the time, died in 2009 at the age of 97.

 

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GRA anni40 300x200 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
GRA anni’40

Quando nel 1946 l’ingegner Eugenio Gra ne sostenne la necessità molti lo considerarono un megalomane!…..

G.R.A.

 

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Andrea Doria 300x141 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Andrea Doria

Il 25 Luglio è una tragica ricorrenza per la marineria Italiana

July 25th is a tragic anniversary for the Italian navy

La Domenica del Corriere DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
La Domenica del Corriere

Andrea Doria

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TAXI DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
TAXI
Modelli 300x290 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Modelli

FIAT 600 Multipla

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Un 22Signore del mare22 225x300 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Un Signore del mare

L’Ammiraglio Sergio Agostinelli, Comandante dell’Accademia nel periodo in cui ero allievo, ha vissuto nella sua carriera due momenti che hanno segnato la storia della nostra Marina: ha raccolto i poveri corpi dei suoi allievi periti nel disastro aereo del Monte Sella e ha raccolto le vite di naufraghi disperati nel Mar della Cina in una delle missioni più lontane effettuate dalle navi grigie.

 

Morte e vita, dolore e speranza…onore ad un grande marinaio!

 

La ricorrenza del nostro quarantesimo è un evento lieto e così rimarrà, ma il cuore non può dimenticare che la celebrazione coincide con i quarant’anni da quello schianto sul Monte Serra, dove 38 allievi dell’Accademia Navale, un ufficiale e 5 membri d’equipaggio, persero la vita a bordo di un C-130 della 46^ Aerobrigata di Pisa.

 

Non flutti di tempesta

ne un soverchio nemico

ma il destino avverso

colpì le giovani membra

gelando sogni e speranze.

Fumo, rottami e terra

e le verdi passioni

sparse su quel crinale

nel lampo della morte

che acceca ogni attesa.

 

Romano

Vita..morte e onore 225x300 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Vita..morte e onore

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FIAT 1 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
FIAT

FIAT TOPOLINO (Mickey Mouse)

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Asso e ...mito  DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Asso e …mito

Francesco Baracca e la Ferrari

 

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REX 3 300x212 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
REX
REX 1 300x115 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
REX

NELL’AGOSTO DEL 1933 IL RECORD: DALL’EUROPA ALL’AMERICA IN 4 GIORNI, 13 ORE E 58 MINUTI ALLA MEDIA DI 29 NODI

IN THE AUGUST 1933 THE RECORD: FROM EUROPE TO AMERICA IN 4 DAYS, 13 HOURS AND 58 MINUTES TO THE AVERAGE OF 29 KNOTS.

REX 2 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti

REX

History & VIDEO: 

REX

Il nuovo colosso della Marina Mercantile Italiana venne varato il 1° agosto 1931 dai sovrani italiani alla presenza di una folla immensa: di circa 100.000 persone.

 

VARO del REX DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
VARO del REX

Per varare il Rex venne utilizzata la prima bottiglia di Brut riserva reale prodotta dall’azienda vinicola Gancia e il collo della medesima, custodito in una preziosa urna con il nome della nave e il suo profilo in diamanti, venne donato alla madrina, la regina Elena di Savoia.

Il Rex fu il primo transatlantico ad avere tutte quelle innovazioni che ne facevano un’autentica nave da crociera: cabine di lusso con veranda privata, aria condizionata, vasti ponti per lo sport e lidi grandi e immacolati con due piscine, centro benessere, garage con accesso drive-in direttamente dalla banchina.
Da un punto di vista tecnologico, il Rex è ricordato per essere stato una delle primissime navi al mondo dotate di prora a bulbo; la sua straordinaria carena, studiata presso la vasca navale di Amburgo, era stata ottimizzata copiando le sue forme da quelle della trota. Il Rex fu un mix di tradizione e innovazione: all’esterno presentava linee aggraziate e filanti, tipiche dello streamline e dell’industrial design anni Trenta, mentre gli interni erano più conservatori e ispirati agli stili storici più classici. Da notare che fu anche una delle ultime navi con poppa a clipper; soluzione questa che soluzione, per quanto démodé, era stata scelta per ottenere una maggiore superficie dei lidi poppieri a dispetto dei limiti di lunghezza dello scafo imposti dalle dimensioni del bacino di carenaggio di Genova.

REX 169x300 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
REX

Il record del Destriero e dell’Italia che sfidava il mondo

Il 9 agosto 1992 – venticinque anni fa, un motoscafo iper hi-tech col tricolore a poppa conquistò il primato della corsa più veloce sull’Atlantico: 58 ore. Un “lampo” tuttora imbattuto. Cesare Fiorio, che guidò l’impresa: “Volevamo un successo inattaccabile: ci siamo riusciti”

Destriero 300x169 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Destriero

Accosto volutamente i due successi italiani, lasciando ad un già vecchio articolo del quotidiano “LA STAMPA”, il ricordo di quest’ultimo successo con il laconico  e attualissimo commento:

“Probabilmente venticinque anni dopo sarebbe all’avanguardia anche nei motori green-ibridi come è stato allora, in quell’agosto 1992, uno dei mezzi navali con la più alta concentrazione di potenza, efficienza, tecnologia. Era l’Italia che funzionava, che sperimentava, che andava alla conquista del mondo. Nove anni prima, più o meno dallo stesso crogiolo di forze, Azzurra andava a sfidare a Newport la Coppa America, prima campagna col tricolore a poppa e nello stesso anno Il Moro di Venezia – altra barca iper-hi tech (i cantieri Tencara erano all’avanguardia) – cercava di completare l’opera nel trofeo dei trofei della vela con Raul Gardini. Vale la pena ricordare. ” 

Era l’alba del 9 agosto 1992 quando alle ore 6,14 minuti,50 secondi il personale di servizio al faro di Bishop Rock, isole Scilly in Inghilterra, ancora avvolto nella nebbia, fece un sobbalzo nel sentire una voce, quella di Cesare Fiorio, alla radio: ”Buongiorno, qui è la nave Destriero, siamo partiti da New York, grazie per registrare data e ora del nostro passaggio”… ”Buongiorno Destriero, non vi attendevamo così presto…” fu la risposta dell’addetto.

Già, così presto. Destriero, con il guidone dello Yacht Club Costa Smeralda, aveva percorso le 3106 miglia in 58 ore,34 minuti e 50 secondi alla media incredibile di 53,09 nodi ovvero di 98,323 km/h. Il precedente record apparteneva al catamarano inglese Hoverspeed in 3 giorni, 7 ore e 54 minuti alla media di 36,96 nodi. Dunque, il Destriero ha impiegato quindi ben 21 ore in meno.

 

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Eccidio di Kindu

L’eccidio di Kindu (o massacro di Kindu) avvenne l’11 o il 12 novembre 1961 a Kindu, nell’ex Congo belga, dove furono trucidati tredici aviatori italiani, facenti parte del contingente dell’Operazione delle Nazioni Unite in Congo inviato a ristabilire l’ordine nel paese sconvolto dalla guerra civile.

 

Orrendo eccidio di Kindu DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Orrendo eccidio di Kindu

Fatti a pezzi, questo deve essere il ricordo di quei tredici uomini:

L’odore della carne macellata deve fermarsi in gola a chi ha sepolto nel silenzio quel sacrificio.

L’odore del sangue e della terra deve arrivare in gola a chi non ha un brivido per quegli uomini, per chi non ha sentimenti per la nostra Storia e per la nostra Patria!

Paura, tanta paura hanno avuto quegli uomini di pace, morti nel terrore di una morte oscena che non ha senso, se ne perdiamo il loro ricordo.
Troppi dimenticano troppo in fretta, troppi hanno vergogna di Patria, ignoranza del sacrificio e della purezza.

L’oblio di Kindu, presagio dell’oblio di questo Paese.
Un abbraccio a voi che ricordate.

Romano Pisciotti

Monumento Roma Fiumicino 225x300 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Monumento, Roma Fiumicino

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AUGUST 6, 1945

Hiroshima – Nagasaki

Hiroshima 300x209 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Hiroshima

The most destructive bombing event of WWII was neither Hiroshima nor Nagasaki. It was the Operation Meetinghouse, the American firebombing of Tokyo.

Tokyo destroyed in the 10 March 1945 300x210 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Tokyo destroyed in the 10 March 1945

On the night of 9/10 March 1945 the United States Army AirForce(USAAF) conducted a devastating firebombingraid on Tokyo, the Japanese capital city. This attack was code-named Operation Meetinghouse by the USAAF and is known as the Great Tokyo Air Raid in Japan.[1] During the raid, bombs dropped from 279 Boeing B-29 Superfortress heavy bombers burned out much of eastern Tokyo. More than 88,000 and possibly over 100,000 Japanese, mostly civilians, were killed and one million left homeless, making it the single most destructive air attack of World War II. The Japanese air and civil defenses proved inadequate, and only 14 American aircraft and 96 airmen were lost.

The attack on Tokyo was an intensification of the air raids on Japan which had commenced in June 1944. Prior to this operation, the USAAF had focused on a precision bombing campaign against Japanese industrial facilities. These attacks were generally unsuccessful, which contributed to the decision to shift to firebombing. The operation during the early hours of 10 March was the first major firebombing raid against a Japanese city, and the USAAF units employed significantly different tactics than those used in precision raids including bombing by night. The extensive destruction caused by the raid led these tactics to become standard for the USAAF’s B-29s until the end of the war.

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MARCINELLE 1956

 

Marcinelle 1956 300x177 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
Marcinelle 1956

Nel 1956, in Belgio, morirono 136 minatori italiani. L’8 agosto ricorre il 62esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, dove oltre ai nostri connazionali persero la vita 95 belgi, 8 polacchi, 6 greci, 5 tedeschi, 5 francesi, 3 ungheresi, un inglese, un olandese, un russo e un ucraino, per un totale di 262 minatori. La causa del disastro fu un vasto incendio che divampò all’interno di una miniera di carbone.

 

1956 300x225 DROPS OF MEMORIES Romano Pisciotti
1956

Romano Pisciotti: Chi, oggi, specula su questa tragedia per giustificare impossibili accoglienze di massa in Italia non conosce la nostra Storia.

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Luci della Sicilia

Luci della Sicilia – Lights of Sicily

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Tonnare siciliane

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Sorriso

Prototipi FIAT

 

Non abbiamo lasciato

sulla sponda d’Alessandria

il nostro sorriso,

ne i ricordi

che conserviamo nell’anima;

forse abbiamo lasciato

allo scorrere del Nilo

il battito di giovinezza

che abbiamo ritrovato 

desiderando d’abbracciarsi ancora.

 

Romano

 

Una pagina triste della marineria italiana