L’economia mondiale e la minestra riscaldata

Nel 1993 l’Esercito Italiano ha pensionato i muli, animali che tanta parte ebbero nei conflitti mondiali affiancando i mezzi meccanizzati degli Alpini.

Recentemente, qualcuno si è accorto che un mulo riesce ad arrivare, trasportando materiali, anche dove nessun mezzo meccanico può salire, rivalutando così il prezioso animale: tutti i sistemi di trasporto hanno bisogno di alimentazioni più complesse di qualche carota e, il mulo, può accontentarsi anche della sparuta vegetazione presente in quota…così mentre l’Agenzia di difesa europea lanciava il progetto dei muli high-tech, che saranno in grado di operare in ambienti difficili, la Francia riscopriva gli animali veri per i battaglioni degli Alpini.

Ovviamente nessuno sta pensando di tornare al 1915 o di richiamare in servizio la cavalleria… però, gli esperti militari fanno notare che l’attuale conflitto Russo-Ucraino ha le caratteristiche della guerra “per attrito”, ricordando gli assedi medioevali. Siamo tornati a vedere la guerra non più come la proiezione di un videogioco: i bombardamenti su Bagdad, Belgrado e Damasco ci avevano cinicamente abituati a un conflitto “intelligente”, è come se scoprissimo solo oggi i lutti e i profughi!

Forse, più semplicemente, il dramma della guerra ha i suoi macabri riti e tattiche adattive per ogni scenario.

I militari studiano teatri futuri di guerre spaziali, come la fantascienza aveva anticipato, ma non abbandonano la lettura dei classici e…l’uso dei cannoni.

Anche gli economisti amano la lettura classica, da dove traggono le loro idee e le tattiche adattive, riuscendo a servirci piatti riscaldati in un mix di nouvelle cuisine: un mondo globalizzato era già nella strategia delle teorie del neoliberalismo (inizio XX secolo) e, subito dopo, qualcuno pensò alla globalizzazione anche come un nuovo sistema coloniale. Il mondo globalizzato non è una novità, ma una tendenza economica in atto, con alti e bassi, dai primi del ‘900.

Decenni fa, qualcuno deve aver pensato che l’universalità non dovesse più essere solo appannaggio della Chiesa e che il tempo di predicare una nuova religione fosse arrivato: il mercato!…Naturalmente globale, per essere spacciato come democratico perché privato dalle differenze del colore della pelle, dalla religione e dalle tendenze sessuali, considerando tutti “solo” come consumatori, meglio se anche senza bandiere e confini!

L’economia è come il giro dell’oca e si torna sempre al punto di partenza: ci prepariamo al razionamento del gas e stiamo invocando una qualche specie di autarchia energetica e alimentare…presto legheremo i muli alla ruota del mulino.

Sicuramente siamo allo scontro tra imperi, indifferenti ai danni sullo scacchiere e ai problemi indotti a tutto il mondo, ma molto attenti a come sarà il futuro Pianeta: domani sarà un altro giorno! Infatti, alcuni economisti parlano già dell’inizio di un mondo diverso…forse pensano alla fine della globalizzazione? Già sembrano spegnersi alcuni ceri all’altare dell’outsourcing e dell’ossessivo just in time.

Per i sacerdoti dell’economia, comunque vada, non sarà un grosso problema: basterà rivedere le prediche nelle aule universitarie e stampare qualche nuovo messale pagano, naturalmente, benedetto dal vincitore dello scontro in atto (ammesso che ce ne sarà uno).

Per gli imprenditori veri, quelli che non nuotano come squali nelle Borse di mezzo mondo, quelli che nessun osanna, quelli che non hanno la testa nello spazio e i piedi sulla testa di chi pedala…c’è una brutta notizia: i muli in servizio continueranno a essere loro!

Per la gente comune sarà una nuova frullata sull’ottovolante della vita, questa sì, senza distinzione di razza, sesso o religione. Per tutti un mondo diverso ma per cena la solita minestra riscaldata.

Romano Pisciotti

Strage di braccianti

Nel mondo, milioni di persone vivono con due dollari il giorno e ancora più persone sperano di poter arrivare a guadagnare due dollari il giorno, altri ancora non hanno neppure la speranza e altri ancora neppure sanno che cosa sia il dollaro.

La strage

I ragazzi che si sono schiantati con il pulmino in Puglia, probabilmente, guadagnavano cinque euro il giorno e viaggiavano su un pulmino meno scassato di quelli che costituiscono la logistica del trasporto in gran parte dell’Africa, movimentando persone pigiate insieme a bagagli e animali.
I sostenitori della globalizzazione ritengono un successo l’aumento dell’economia e del benessere mondiale: in effetti, cinque euro il giorno, per pochi “fortunati”, sono un bel successo.

In Italia pensavamo di aver sradicato la piaga del caporalato, ma i nuovi schiavi (non tutti provenienti da paesi lontani) ci ricordano le loro pene, mentre la teoria post-industriale ci spiega che la competizione fa bene all’economia.
Forse la vera piaga è la globalizzazione che si regge su una guerra tra poveri e sul mito del “low cost”…poco importa se il conto finale costa la perdita del lavoro, dei diritti, della dignità e, per non pochi, anche la perdita della vita.
Gli ipocriti si preoccupano di mandare delle navi a ricuperare i naufraghi, ignorando che la gente non annega nel Mediterraneo, ma in un mondo che ha perso, se ne aveva, ogni logica…se non quella degli algoritmi e della finanza fantasiosa.

Vittime non sono solo i morti…il camionista che guidava il TIR, contro il quale i giovani africani si sono schiantati, sarà rovinato per tutta la vita: gli incubi lo tormenteranno.
Sicuramente, il fatto, è “solo” un incidente, si potrà catalogare come danno collaterale di una guerra di cui non si vede la fine.

Anche ai “piani alti” la recessione, causata da uno stravolgimento dei solidi fattori che hanno governato l’economia per secoli, non concede tregua: la ricchezza della generazione dei baby boomers è svanita. Chi è nato tra il 1945 e il 1964, sia in Europa sia nella “ricca” America, si è visto diminuire il potere d’acquisto delle pensioni, aumentare le spese mediche, diminuire il valore dei risparmi investiti in immobili e sta subendo ogni tipo di vessazione finanziaria da Stati sempre più arroganti e Banche sempre più legate al mondo finanziario privato.
Dati alla mano, il numero di persone che hanno dichiarato bancarotta è stato, ultimamente, il triplo di quello del 1991 (studio The Bankruptcy Project): la generazione del baby boom sta invecchiando peggio dei loro genitori. Il dramma è per le nuove generazioni che, mentre ci si riempie la bocca dei miracoli della tecnologia, non riescono a trarre concreti benefici per la vita quotidiana da questo mondo “veloce” e “piatto”

Forse si andrà presto su Marte, non mancheranno i candidati, perché peggio che qua….

 Romano Pisciotti