{"id":1766,"date":"2018-11-04T10:26:30","date_gmt":"2018-11-04T10:26:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romanopisciotti.com\/?p=1766"},"modified":"2018-11-04T10:31:42","modified_gmt":"2018-11-04T10:31:42","slug":"festa-delle-forze-armate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanopisciotti.com\/index.php\/2018\/11\/04\/festa-delle-forze-armate\/","title":{"rendered":"Festa delle Forze Armate"},"content":{"rendered":"<p>Il 4 Novembre, da ragazzino, era per me una festa: capivo poco di guerre, vittorie, dolore e onore&#8230; ma ero emozionato quando, con mio padre, andavo a visitare le caserme e potevo, quasi, giocare intorno ad un cannone o salire su un carro armato! I racconti di mio padre hanno accompagnato la mia infanzia, solo dopo anni ho capito il valore di quelle parole.<\/p>\n<p>Mio padre, con molti, ha diviso le sofferenze dell\u2019ultimo conflitto e mi ha lasciato le pi\u00f9 vere, e vissute, storie di guerra e di uomini; mi ha lasciato la fede e l\u2019amore per valori che ho onorato nel giuramento gridato sul piazzale dell\u2019Accademia Navale a Livorno, tanti anni fa. Quel giorno mio padre era, orgogliosamente, con tutta la mia famiglia, a quel giuramento: quel giorno era lui quello emozionato!! Non era pi\u00f9 un gioco: era la gioia per un figlio adulto che giurava di difendere i diritti di un popolo.<\/p>\n<p>Quel giorno non c\u2019erano cannoni ma giovani stupendi, stretti tra di loro, come un muro, a difesa di tutto ci\u00f2 in cui credevano. La bandiera era un simbolo: con i suoi colori e la sua storia era lo stendardo del nostro futuro; la Patria era ci\u00f2 che, prima di noi, altri giovani avevano costruito: vincolo di valori comuni, lingua, storia, passioni e modi.<\/p>\n<p>Non ho giurato, non abbiamo giurato, per acclamare la guerra o per sfilare in divisa; abbiamo creduto, e credo, in valori che oggi sembrano essere merce di poco valore: i diritti della gente!<\/p>\n<p>\u2026Di cos\u00ec poco conto che \u00e8 stata svenduta la sovranit\u00e0 dei popoli, annegata in una globalizzazione priva di valori sociali; di cos\u00ec poco conto d\u2019aver svuotato la famiglia, la scuola, la giustizia e le tradizioni nel nome d\u2019idoli pagani; abbiamo ceduto la nostra vita e la nostra intelligenza ai \u201csocial\u201d, abbiamo trasformato le banche in centri d\u2019affari privi di controllo, abbiamo trasformato le fabbriche in carta da impacchettare in Borsa e da spacchettare sui mercati di un mondo che sembra aver perso ogni equilibrio, ubriacato dal mito della crescita continua, in un globo che ha i limiti imposti dalla Natura, non gi\u00e0 dalla capacit\u00e0 produttiva delle multinazionali.<\/p>\n<p>Si \u00e8 combattuto per il diritto alla libert\u00e0, si deve combattere per difendere ci\u00f2 in cui crediamo, si deve combattere per difendere una Costituzione che garantisce il diritto alla pace, al lavoro\u2026alla vita; si combatte per difendersi dai soprusi, per difendere le nostre memorie e per assicurare un futuro, a chi ci seguir\u00e0, degno d\u2019essere vissuto.<\/p>\n<p>Si combatte per difendere i confini\u2026quelli del buon senso, contro le favole di vite migliori a \u201clow cost\u201d.<\/p>\n<p><strong>Qualcuno ci ricorda che \u201cnulla \u00e8 gratis, se \u00e8 gratis, la merce sei tu!\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Il 4 Novembre \u00e8 la festa della Vittoria per un popolo che, perdendo il coraggio di combattere, sta per essere sconfitto.<\/p>\n<p>Romano Pisciotti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 4 Novembre, da ragazzino, era per me una festa: capivo poco di guerre, vittorie, dolore e onore&#8230; ma ero emozionato quando, con mio padre, andavo a visitare le caserme e potevo, quasi, giocare intorno ad un cannone o salire su un carro armato! 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