{"id":2673,"date":"2019-08-06T18:19:05","date_gmt":"2019-08-06T18:19:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romanopisciotti.com\/?p=2673"},"modified":"2019-08-06T18:19:20","modified_gmt":"2019-08-06T18:19:20","slug":"italia-in-guerra-aleandro-tartarini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanopisciotti.com\/index.php\/2019\/08\/06\/italia-in-guerra-aleandro-tartarini\/","title":{"rendered":"Italia in guerra: Aleandro Tartarini"},"content":{"rendered":"<p>A dare impeto all&#8217;uso di combustibili non convenzionali arriva la Seconda Guerra Mondiale che rende ancora pi\u00f9 difficile il recupero di risorse energetiche e costringe al razionamento della benzina. Situazione che d\u00e0 vita a <b>soluzioni insolite, come il &#8220;gasogeno&#8221;<\/b>, un ingombrante impianto costituito da una sorta di caldaia alimentata a legna o carbone e applicata sulla vettura per generare del gas in grado di fornire un po&#8217; di energia per muovere le vetture.<\/p>\n<h3>LE PRIME APPLICAZIONE<\/h3>\n<p>A trovare soluzioni pi\u00f9 pratiche sono piccoli artigiani che puntano sul metano. Tra questi, <b>Aleandro Tartarini<\/b> che vede nel nuovo combustibile un&#8217;ottima opportunit\u00e0 per s\u00e9 e il Paese. &#8220;Ero convinto&#8221;, racconta, &#8220;della praticit\u00e0 della cosa. Pensai, allora, che se la guerra fosse continuata il costruire apparecchiature che permettessero lo sfruttamento del gas naturale sia a scopi domestici, sia per l&#8217;autotrazione, mi potesse assicurare il futuro. Era una fonte di energia tanto grande che mi sembrava <b>un delitto non utilizzarla saggiamente<\/b>&#8220;. L&#8217;intraprendente imprenditore crea cos\u00ec un piccola azienda in via dei Gandolfi a Bologna, la Officine Meccaniche Tartarini (OMT), offrendo lavoro, possibilit\u00e0 quanto mai preziosa in quei momenti terribili, a decine di operai. L&#8217;attivit\u00e0 ha subito successo, tanto che Aleandro \u00e8 costretto ad assumere altri dipendenti per cercare di soddisfare la domanda di bombole e riduttori. &#8220;Facevano&#8221;, ricorda Aleandro, &#8220;la fila fuori dalla piccola officina per avere un riduttore: lo avrebbero pagato a peso d&#8217;oro. Il nostro ritmo era febbrile, eppure non si faceva abbastanza&#8230;&#8221;<\/p>\n<h3>A METANO IL 5% DEL PARCO AUTO<\/h3>\n<p>A fare aumentare le richieste arriva un provvedimento del 1943 nel quale si comunica che &#8220;tutti i civili che possedevano una vettura ottenevano il foglio di circolazione esclusivamente se installavano il carburatore a metano&#8221;. In alcune aree, quindi, il kit di trasformazione diventa quasi obbligatorio tanto che i veicoli con le bombole con un &#8220;buffo cappuccio sopra la valvola&#8221; applicate sul tetto si diffondono rapidamente. In particolare, sulle <b>Fiat 508, meglio note come &#8220;Balilla&#8221;<\/b>, che a quell&#8217;epoca dominano le vendite. Con i veicoli a gas cresce il numero di &#8220;stazioni&#8221; di servizio che, diversamente da quanto avviene oggi, non sono pensate per fare il pieno ai serbatoio, ma a provvedere alla <b>sostituzione delle bombole vuote con altre piene<\/b>. Un sistema che ricorda il cambio dei cavalli dell&#8217;epoca delle carrozze e che garantisce un adeguato servizio su tutto il territorio, comprese le zone prive di pozzi e di metanodotti, e una maggiore diffusione dei veicoli a gas. Lo stesso Tartarini cerca nuovi clienti fuori dall&#8217;Emilia. Sotto il terrore delle bombe, i suoi operai viaggiano in treno o, pi\u00f9 spesso, con un&#8217;ancora rudimentale forma di autostop portandosi appresso grossi pacchi con riduttori e attrezzi del mestiere per applicare i kit lontano dall&#8217;officina. Il risultato \u00e8 che negli anni quaranta su 97.000 veicoli circolanti <b>oltre 5.000 (pi\u00f9 del 5%) sono alimentati a metano<\/b>. Numero al quale si devono aggiungere 1.300 autocarri a gas naturale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2675\" aria-describedby=\"caption-attachment-2675\" style=\"width: 335px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.romanopisciotti.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/FIAT-508.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2675\" src=\"http:\/\/www.romanopisciotti.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/FIAT-508.jpg\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/www.romanopisciotti.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/FIAT-508.jpg 335w, https:\/\/www.romanopisciotti.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/FIAT-508-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2675\" class=\"wp-caption-text\">FIAT 508<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal WEB, Romano Pisciotti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A dare impeto all&#8217;uso di combustibili non convenzionali arriva la Seconda Guerra Mondiale che rende ancora pi\u00f9 difficile il recupero di risorse energetiche e costringe al razionamento della benzina. 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