{"id":5962,"date":"2022-03-29T13:30:40","date_gmt":"2022-03-29T13:30:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romanopisciotti.com\/?p=5962"},"modified":"2025-08-09T15:11:57","modified_gmt":"2025-08-09T15:11:57","slug":"i-cannoni-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanopisciotti.com\/index.php\/2022\/03\/29\/i-cannoni-di-dio\/","title":{"rendered":"I CANNONI DI DIO"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">I CANNONI DI DIO<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Da ragazzo vivevo a Milano, in una di quelle aree popolari che costituivano, nel dopoguerra, una fascia abitativa tra il centro cittadino e le nuove periferie formate dai tristissimi quartieri dormitorio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><br \/>\nCase, negozi, l\u2019ufficio postale, piccole imprese, giardini, ambulatori medici, scuole e il mercato comunale costituivano un\u2019area ben vivibile, quasi un paese ben progettato e collegato con il resto della citt\u00e0 da un\u2019efficiente rete di mezzi pubblici.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Oltre che dai diversi progetti costruttivi dei caseggiati, ogni area era caratterizzata da peculiarit\u00e0 distintive che costituivano un ben identificabile quartiere: il giardino pubblico pi\u00f9 ampio, la caserma della Polizia Stradale, la scuola pi\u00f9 rinomata, l\u2019affaccio sulla Circonvallazione Interna, il capolinea di un tram, la famosa torrefazione o, con civettuolo vezzo, il bar Motta, che cercava di simulare l\u2019eleganza dell\u2019omonimo e salottiero negozio di Piazza Duomo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ogni quartiere inglobava vecchie corti che ancora non avevano capitolato alla speculazione edilizia, residuati e testimoni di una Milano storica e contadina, che ospitavano la casa-bottega di un calzolaio o un\u2019osteria con il caratteristico giardinetto ombreggiato, o una pi\u00f9 o meno antica cappella votiva.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><br \/>\nNon molto distante da casa mia c\u2019era la Corte dei Brambilloni, dove era nata la mia carissima nonna materna e, forse, tutta la dinastia dei Brambilla.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Da bambino, con la nonna Martina, che non abitava pi\u00f9 nella corte, andavo spesso a fare un giretto in quella zona e, nell\u2019occasione, non mancava una breve sosta nella chiesetta di San Martino, santo del quale mia nonna portava il nome\u2026 anche se, per me, la nonna era semplicemente Tina.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><br \/>\nPortarmi davanti all\u2019antico affresco, ben custodito nella chiesetta e raffigurante il soldato romano che taglia il suo rosso mantello per condividerlo con un povero, credo volesse essere per me un insegnamento da parte della nonna.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ogni quartiere, proprio come nei vecchi paesi \u2014 e come si pu\u00f2 ancora vedere oggi \u2014 si sviluppava intorno alla Chiesa. La Parrocchia, con l\u2019Oratorio e il cinema-teatro parrocchiale, costituiva il pi\u00f9 importante centro del tessuto urbano di quell\u2019epoca, specialmente se unita a un asilo materno o a una scuola.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Sono passati poco pi\u00f9 di cinquant\u2019anni, ma quei quartieri sembrano essersi sciolti in un allargato e continuo centro urbano, meno originale e pi\u00f9 spento.<br \/>\nNon ritrovo il negozio del droghiere e del lattaio e tante altre botteghe con i loro caratteristici profumi; non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il bar con la sala da biliardo e il flipper, dove i giovanotti si davano appuntamento\u2026 sono scomparsi i tavoli della briscola, dove i vecchi sfidavano i giovani per un bianchino o si infervoravano in mai risolte discussioni sul confronto generazionale.<br \/>\nIl cinema dell\u2019Oratorio ha chiuso i battenti e, se non fosse per il campo di calcio, avrebbero dismesso anche l\u2019Oratorio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Da molti anni non vivo pi\u00f9 a Milano: per l\u2019avventura della vita ho lasciato quel quartiere, come se avessi lasciato il\u2026 paese mio.<br \/>\nAbitavo al quarto piano del palazzo che confinava con l\u2019Oratorio, tanto che mia mamma poteva chiamarmi dal balcone!<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il campanile, non molto pi\u00f9 alto del palazzo, aveva il campanario proprio all\u2019altezza delle nostre finestre\u2026 onestamente, lo scampanio non era sempre accolto con benevolenza cristiana, specialmente quando il sacrista sembrava prolungare il suo concerto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><br \/>\nNon solo oggi, ma gi\u00e0 da tempo quel suono mi manca: lo scampanio a festa per un matrimonio, i rintocchi tristi che invitavano alla preghiera per un lutto o il suono che segnalava la Messa o la Benedizione Vespertina\u2026 i suoni del giorno e della vita del quartiere.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Un suono in particolare mi rimbomba nella testa: il lungo scampanio che annunciava l\u2019arrivo di un violento temporale.<br \/>\nSo bene che i pi\u00f9 giovani saranno increduli, ma anche nella metropoli lombarda, allo scurirsi del cielo e all\u2019alzarsi del vento, dal campanile arrivava un forte e prolungato allarme che, come facile immaginare, non serviva da segnale ai contadini per ritirare il gregge e mettersi al riparo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Dunque, perch\u00e9 lo scampanio?<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Forse, pi\u00f9 per innocente tentativo che per comprovata teoria scientifica, si volevano \u201crompere\u201d le nuvole per prevenire la grandine!<br \/>\nSicuramente le onde sonore provocavano un certo impatto, pi\u00f9 che sui nuvoloni neri, sui timpani; la gente, comunque, affrettava il passo per raggiungere casa, i bar ritiravano i tavolini e il giornalaio metteva al riparo le riviste, che normalmente stavano appese con le mollette da bucato fuori dall\u2019edicola.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><br \/>\nLa gente si preparava al maltempo, si riparava e si disponeva, dopo la tempesta, a riprendere il quotidiano.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Oggi si \u00e8 persa quest\u2019usanza e i \u201ccannoni di Dio\u201d tacciono!<br \/>\n\u2026Eppure le nuvole si sono fatte dense e scure sul nostro Paese\u2026<br \/>\n\u2026gi\u00e0 grandina!<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Certo, non basta il suono delle campane come rimedio alla crisi economica e morale che il Paese \u2014 forse il mondo intero \u2014 sta attraversando, ma una \u201csonora chiamata\u201d per gli uomini di buona volont\u00e0 sarebbe un messaggio di fiducia nel futuro: la Chiesa \u00e8 una viva professione di Credo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><br \/>\nLa barca di Pietro ha affrontato tempeste e temibili secche, ma da pi\u00f9 di duemila anni ha sempre trovato il porto sicuro della Fede.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Sbrogliamo le funi delle campane!<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nei nostri quartieri, nelle nostre citt\u00e0, si percepiscono paura, sfiducia e il gelo \u201cdell\u2019arroganza dell\u2019io\u201d\u2026 la gente tutta ha bisogno di ritrovarsi nel gesto del soldato che divide il proprio mantello\u2026 il sole di San Martino verr\u00e0!<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Romano Pisciotti<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><a href=\"https:\/\/www.romanopisciotti.com\/\">Romano Pisciotti Industrial &amp; Business Management<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I CANNONI DI DIO Da ragazzo vivevo a Milano, in una di quelle aree popolari che costituivano, nel dopoguerra, una fascia abitativa tra il centro cittadino e le nuove periferie formate dai tristissimi quartieri dormitorio. 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