{"id":685,"date":"2018-07-15T09:19:13","date_gmt":"2018-07-15T09:19:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romanopisciotti.com\/?p=685"},"modified":"2018-07-15T09:19:13","modified_gmt":"2018-07-15T09:19:13","slug":"di-social-manca-solo-il-selling","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanopisciotti.com\/index.php\/2018\/07\/15\/di-social-manca-solo-il-selling\/","title":{"rendered":"Di social manca solo il selling"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"single-subtitle\">Il B2B \u00e8 fermo a tecnologie obsolete, ma \u00e8 la mancanza di strategia il vero ostacolo alle vendite. Il social selling tra le possibili soluzioni al problema<\/h2>\n<p>Dagli anni Ottanta a oggi <strong>quanto \u00e8 cambiato il mondo della vendita<\/strong>?<\/p>\n<p>Praticamente, quasi per nulla. Sono invece molto cambiate le nostre <strong>abitudini di acquisto<\/strong>. Da una serie di indagini e ricerche di mercato emerge che:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u201989% dei clienti inizia il processo di acquisto con una <strong>ricerca online<\/strong> (Fleishmann-Hillard);<\/li>\n<li>il 75% dei clienti afferma di usare <strong>i social media<\/strong> come parte integrante del loro processo di acquisto (IBM);<\/li>\n<li>il 55% dei buyer B2B ricerca le <strong>informazioni sui social media<\/strong> (MediaBistro);<\/li>\n<li>il 79% delle persone che <strong>seguono un brand sui social media<\/strong> lo fa perch\u00e9 interessate a conoscere di pi\u00f9 e ricevere informazioni su prodotti, servizi e promozioni (Fleishmann-Hillard).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le aziende italiane, per\u00f2, non riescono a stare ai ritmi di questa evoluzione quando si tratta di adeguare sistemi e processi di vendita.<\/p>\n<p>Se penso agli anni Ottanta mi viene in mente un\u2019immagine che ritrae squadre di agenti di vendita di aziende venete di seconda marca (ovvero aziende con un brand poco conosciuto) che battono la Brianza collezionando appuntamenti a freddo e utilizzando come strumento di vendita un catalogo prodotti dell\u2019azienda o delle aziende rappresentate. Periodicamente, o su richiesta, l\u2019agente poi passava dal cliente a ritirare le copie commissione da portare in azienda o spedire via fax.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 cambiata la situazione oggi<\/strong>? Parlando con commerciali e agenti di vendita, pare non di molto. Perlomeno se facciamo riferimento alle piccolissime, piccole e medie imprese italiane: come conferma l\u2019ISTAT nell\u2019annuario del 2017, la loro propensione alla tecnologia \u00e8 alquanto scarsa. Basti pensare che<strong> solo il 71,3% delle imprese con pi\u00f9 di 10 addetti \u00e8 presente sul Web<\/strong> con un sito Web proprietario o una pagina, e che solo il 7,6% permette di tracciare online lo stato dell\u2019ordine. Probabilmente l\u2019unico cambiamento diffuso capillarmente \u00e8 la sostituzione del fax con l\u2019e-mail.<\/p>\n<p>Quando parlo con le aziende mi trovo davanti a <strong>situazioni di due tipi<\/strong>:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>imprese che si lamentano di commerciali<\/strong> con esperienza <strong>poco propensi al cambiamento<\/strong>che ostacolano l\u2019adozione di sistemi di Customer Relationship Management, disinteressati alla formazione in ambito tecnologico;<\/li>\n<li><strong>commerciali e agenti che si lamentano<\/strong> della vetust\u00e0 delle soluzioni tecnologiche adottate in azienda, della scarsa valorizzazione delle persone, e che quindi fanno autoformazione o finanziano personalmente la partecipazione ai vari corsi di formazione in ambito vendita e tecnologia.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ovviamente ci sono le eccezioni, per\u00f2 il numero di imprenditori, manager e aziende illuminate \u00e8 una piccola percentuale rispetto al numero complessivo di attori presenti sul territorio.<\/p>\n<h2>Come dovrebbe essere la figura del commerciale oggi?<\/h2>\n<p>Per rispondere a questa domanda, si rende utile una serie di indagini da cui emerge che:<\/p>\n<ul>\n<li>i professionisti delle vendite che usano i social media per fare social selling hanno il <strong>51% in pi\u00f9 di probabilit\u00e0<\/strong> di raggiungere e superare i propri obiettivi di vendita rispetto ai loro colleghi che non fanno uso dei social media (LinkedIn);<\/li>\n<li>oramai <strong>tre buyer su quattro<\/strong>, soprattutto di grandi e medie aziende, che generalmente hanno pi\u00f9 budget, <strong>usano i social media per reperire informazioni<\/strong> inerenti al contesto professionale (fonte IDC);<\/li>\n<li><strong>i buyer scelgono in base al valore<\/strong>. Il 74% dei buyer sceglie come fornitore il commerciale che ha fornito valore per primo condividendo contenuti utili, un white paper o dei dati o trend di settore, o mostrandosi pronto a offrire consigli e suggerimenti (fonte Corporate Visions).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Le persone sono alla ricerca del valore<\/strong>. Essere credibili e saper costruire rapporti basati sulla fiducia ci permette al momento opportuno di essere scelti e battere la concorrenza.<\/p>\n<p>Recentemente ho fatto una lunga conversazione con <strong>Paolo Susani<\/strong>, direttore commerciale del gruppo Zucchetti, dove abbiamo parlato di come la digital transformation stia cambiando le nostre abitudini, trasformando modi e modelli di business sia nelle grandi imprese che nelle PMI, e come questo influenzi il mondo della vendita. Nuovi approcci come il <strong>social selling<\/strong>prendono sempre pi\u00f9 piede e permettono alle aziende di aumentare fatturati e numero di clienti, concentrandosi su questi e sui prodotti e servizi pi\u00f9 profittevoli e individuando nuove nicchie e nuovi mercati.<\/p>\n<p>Premesso <strong>che un progetto di social selling \u00e8 un progetto strategico<\/strong> che coinvolge l\u2019azienda nel suo complesso, partendo dall\u2019area marketing e vendite (reparti che devono essere allineati rimanendo in costante comunicazione, per tracciare la rotta e definire le buone pratiche vincenti che portano a risultati concreti) nel tempo ho identificato 8 elementi indispensabili per il successo dell\u2019iniziativa.<\/p>\n<h2>Quali sono gli 8 punti fondamentali per avviare un progetto di social selling?<\/h2>\n<p>Decidi tu come ordinare per priorit\u00e0 gli elementi. Ricordati per\u00f2 che anche solo omettendone uno comprometti la riuscita del progetto.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Scegli le persone giuste<\/strong>. Servono persone motivate a cambiare il proprio modo di agire, inserendo l\u2019utilizzo strategico di LinkedIn nella loro routine giornaliera.<\/li>\n<li><strong>Crea un team di progetto eterogeneo<\/strong> con persone delle diverse aree aziendali \u2013 vendite, marketing, ricerca e sviluppo, tecnici con un approccio commerciale, risorse umane \u2013 capaci di fare gioco di squadra.<\/li>\n<li><strong>Definisci obiettivi aziendali<\/strong> e obiettivi personali dei partecipanti. In altre parole, devi capire i perch\u00e9 alla base del progetto e stabilire le regole base di utilizzo di LinkedIn e di LinkedIn Sales Navigator.<\/li>\n<li><strong>Specializzati<\/strong>. Lavora in maniera verticale e non orizzontale: i clienti cercano degli esperti, ma non dei tuttologi. Concentrati su quello che sai fare meglio e pensa a che cosa ti differenzia dagli altri. Grazie a un utilizzo strategico di LinkedIn \u00e8 possibile individuare i giusti interlocutori aziendali a cui proporre il prodotto e servizio specifico che soddisfa i bisogni del manager dell\u2019azienda. LinkedIn permette di entrare in nuovi mercati.<\/li>\n<li><strong>Persegui l\u2019allineamento tra l\u2019area marketing e l\u2019area vendite<\/strong>, che devono studiare insieme la strategia. Producendo i contenuti giusti, il marketing deve essere di supporto alle vendite in ogni singola fase del processo\/funnel di vendita.<\/li>\n<li><strong>Analizza in dettaglio il tuo mercato<\/strong>. Individua le aziende clienti e i decisori aziendali in modo da ottenere risultati immediati. Bisogna essere sia contadini che coltivano le relazioni e seminano conoscenza, sia cacciatori che mirano all\u2019azienda giusta al momento giusto. Ricordati che le aziende sono fatte di persone, quindi studia ogni individuo sotto il profilo sia personale sia professionale. Oltre a studiare i clienti e potenziali tali, analizza anche i tuoi concorrenti individuando che cosa ti differenzia da loro, posizionandoti al primo posto nella mente delle persone. Ognuno di noi ha almeno un elemento distintivo su cui puntare.<\/li>\n<li><strong>Favorisci il gioco di squadra<\/strong>. \u00c8 alla base del successo di qualsiasi progetto. Un gruppo di persone che condividono lo stesso obiettivo raggiunge risultati strepitosi. Favorisci la collaborazione fra i diversi account e falli lavorare in sinergia perch\u00e9 condividano la base clienti e le opportunit\u00e0. Vedrai che le vendite ne otterranno un sicuro beneficio, favorendo il cross selling (cio\u00e8 la vendita di pi\u00f9 prodotti e servizi allo stesso cliente). Se hai dei partner fai lo stesso con loro e vedrai moltiplicare il numero di opportunit\u00e0 commerciali.<\/li>\n<li><strong>Non improvvisare<\/strong>. Serve definire una strategia, un piano d\u2019azione, implementare una <em>scorecard<\/em> per misurare i risultati identificando degli indicatori guida, i famosi KPI.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Indipendentemente dalle dimensioni aziendali e dal settore in cui opera la tua impresa, il mio consiglio \u00e8 di iniziare a pensare come sia possibile <strong>utilizzare LinkedIn in ambito commerciale<\/strong>, avviando un <strong>progetto di social selling aziendale<\/strong> con l\u2019obiettivo di aumentare dal 10 al 30% la generazione di opportunit\u00e0 di vendita.<\/p>\n<p>(Fabio de Vita)<\/p>\n<p>Consigliato da Romano Pisciotti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il B2B \u00e8 fermo a tecnologie obsolete, ma \u00e8 la mancanza di strategia il vero ostacolo alle vendite. 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