IL PRIMO IMBARCO NON SI SCORDA MAI.



Da ex marittimo confermo che il primo imbarco, come il primo amore, non si scorda mai…il mio fu  nell’estate del 1972.

Durante le vacanze estive, tra il quarto e il quinto anno dell’Istituto Nautico, imbarcai sulla splendida turbo nave Raffaello. 

Le navi di linea erano già in crisi e la Società Italia cercava di dare un futuro ai sui gioielli, Raffaello e Michelangelo, alternando la classica rotta Genova-New York con qualche crociera nei Caraibi. Sappiamo tutti che anche questa alternativa d’impiego non salvò le nostre ammiraglie dalla fine ingloriosa…ma questa è un’altra storia. 

Imbarcai come “Piccolo di camera” e venni assegnato ai Servizi Generali. Per venticinque giorni, tanto durò il viaggio negli USA, con crociera ai Caraibi, lavai i piatti alla mensa equipaggio. Lavoro faticoso e rispettabilissimo, ma dopo il mio ruolo…venivano solo i topi nella gerarchia di bordo: tutto era un po’ diverso dal mito che circondava i transatlantici e dai miei sogni di ragazzo, ma faticai facendomi anche apprezzare dai colleghi anziani.

Come primo imbarco e primo lavoro, fu un’esperienza durissima: sveglia all’alba per il servizio colazioni, poi servizio pranzo e cena, su due turni! 

Oltre a lavar piatti, aiutavo nella preparazione e pulizia delle tavole. La nave era stata progettata per la “linea” e potei sperimentare che le cambuse non erano state disegnate per viaggi più lunghi: ricordo che le bottiglie di San Pellegrino erano stivate ogni dove. Dovevamo “camallarci” le bottiglie, con l’ausilio di carrelli e piccoli nastri trasportatori, per lunghi corridoi di servizio, su e giù dai ponti…non ho mai visto i lussuosi saloni, ma quella nave l’ho misurata tutta!

Il mare potevo vederlo, solo nelle pause, affacciandomi al parapetto e il lusso della prima classe lo vivevo nei racconti dei cuochi e dei camerieri. Non smisi di sognare né di sgobbare: mi diplomai, seguirono diversi imbarchi su navi di ogni tipo, frequentai l’Accademia di Livorno come ufficiale di complemento e nel 1981, finalmente, ottenni la Patente di Capitano di Lungo Corso.

Tra i ricordi di quel primo imbarco, oltre alle dolorose vesciche ai piedi, c’è la breve escursioni a New York con la vista delle Torri Gemelle appena inaugurate. Pochissimo tempo per le franchigie, così delle isole caraibiche non ne apprezzai il fascino. 

Negl’anni successivi ebbi modo di rifarmi!

In quel viaggio non spesi una lira per il puntiglio di consegnare 

a mio padre l’assegno della paga assolutamente intero!

A fine viaggio ebbi la più bella sorpresa: sui tavoli della mensa vennero messe delle insalatiere dove l’equipaggio, a contatto con i passeggeri, aveva modo di lasciare una mancia…come una specie di decima. L’equipaggio era veramente numeroso, mentre noi, ai servizi, eravamo in pochi. Gli anziani divisero il bottino in parti uguali…mi sentii veramente ricco e orgoglioso del mio Lavoro!

In quei venticinque giorni le ore furono solo lavoro, tanto straordinario e poco riposo, ma tra stipendio e mance portai a casa un bel gruzzolo!

Ho smesso di navigare poco dopo il conseguimento del titolo di Capitano, ma da quel che sento la vita a bordo, se possibile, è pure peggiorata e la paga non è più quella di una volta…va bene la passione, ma certo non basta per una vita di sacrifici!

Comunque, alla gioventù dell’iPhone e degli aperitivi…consiglierei di fare qualche bella esperienza…senza dipendere da mamma e papà.

Romano Pisciotti 

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7 commenti su “IL PRIMO IMBARCO NON SI SCORDA MAI.”

  1. Io feci imbarchi estivi nel 54/55, 56/57 e 57/58 nel 58 mi diplomai e a fine ’58 imbarcai definitivamente a turno particolare con la Villain & Fassio e Cintergen, patentato nel ’63 e Osservatore Radar nel ’67. Fatto petroliere, tramp a grano, linea con Nord America e bananiere. Visitato il mondo gratuitamente per dieci anni. Bei tempi la gioventù !

  2. Ero presente al varo della Raffaello! Navi costruite fuori tempo massimo quando gli aerei passeggeri a reazione stavano prendendo il controllo del traffico. Comunque nel 1972 sono stato promosso 1* Ufficiale. Hu by

  3. Eh si caro Romano, proprio così. Diciamo che dalla nostra parte c’era la voglia di farsi valere non tramite i ‘like’. È tutta un’altra storia direi.

  4. Buon pomeriggio ho letto con rimpianto la sua rubrica,diplomato nel 1972,patente clc 1979,primo comando 1989.In pensione purtroppo dal marzo 2019.Ho sempre amato il mio lavoro ,rimpiango la vita trascorsa.

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