Carnival Orders Five Ships from Fincantieri – April 2016

On Saturday, Carnival Corporation finalized contracts with Italian shipbuilder Fincantieri to build five new cruise ships as part of a memorandum of agreement announced in 2015. The five new ships include two that will be built for Costa Asia for deployment in China, two ships for Princess Cruises and one designated for P&O Cruises Australia, with deliveries expected in 2019 and 2020.

CARNIVAL BREEZE 300x111 Carnival Orders Five Ships from Fincantieri   April 2016 Romano Pisciotti
CARNIVAL BREEZE

 

The new ships for both Costa Asia and P&O Cruises Australia are expected to be 135,500-ton vessels with the capacity to carry 4,200 passengers. The 143,700-ton, 3,560-passenger ships for Princess Cruises will be the brand’s fourth and fifth Royal-class vessels, featuring the successful design platform used on Royal Princess, Regal Princess and the new , Majestic Princess coming in 2017.

The five new ships across three brands will be built at Fincantieri’s shipyards in Monfalcone and Marghera, Italy.

Carnival Corporation has now taken delivery of two new ships in 2016 – AIDAprima for AIDA Cruises and Koningsdam for Holland America Line. Including the five new ships highlighted during Saturday’s signing ceremony with Fincantieri, Carnival Corporation has a total of 16 new ships scheduled to be delivered between 2016 and 2020.

CARNIVAL LIBERTY 300x111 Carnival Orders Five Ships from Fincantieri   April 2016 Romano Pisciotti
CARNIVAL LIBERTY

 

The P&O Cruises Australia ship, the brand’s first-ever newbuild construction, will be designed to capture the essence of modern Australia and will feature the largest passenger capacity of any ship in the line’s fleet, serving 4,200 passengers. The new ship will join an already growing fleet that was recently expanded with the addition of Pacific Aria and Pacific Eden in November 2015, and will see the introduction of the 2,000-passenger Pacific Explorer in 2017.

Australia is one of the fastest growing cruise markets in the world, with an average annual passenger growth rate of 20 percent over the past decade, and the enhanced fleet for P&O Cruises Australia will help meet growing cruise demand in the region.

Carnival partenze 300x87 Carnival Orders Five Ships from Fincantieri   April 2016 Romano Pisciotti
Carnival partenze

 

romano pisciotti, surfing web

April 2016

La Vendetta

logo La Vendetta Romano Pisciotti

 

UNA RABBIA INCONTENIBILE
Ero così arrabbiato che avrei potuto uccidere a mani nude chiunque mi fosse capitato sotto tiro e avesse osato contraddirmi, anche per una sciocchezza. So che capite come mi sentivo perché di sicuro ogni tanto anche a voi è capitato di provare questa rabbia e questa frustrazione.
La letteratura e il cinema sono pieni di personaggi del genere, dal Mercante di Venezia di Shakespeare a Django di Tarantino. Il desiderio di vendetta è un’emozione archetipica dell’uomo. Nella vita reale ci sono i bulli a scuola, i finti amici che ti rubano la ragazza, i capi bastardi, i vicini di casa che ti fanno dispetti e tanta altra gente
pronta a farti torto per ottenere qualcosa o solo per il piacere di farlo. E quando questo succede, come fai a non chiedere vendetta? La mente maschile sembra assetata di giustizia a tutti i costi.

FullSizeRender 238x300 La Vendetta Romano Pisciotti
Romano Pisciotti

LA VENDETTA È NEL CERVELLO
Uno studio pubblicato sulla rivista Science nel 2004 è stato il primo a dimostrare che l’impulso alla vendetta risiede nel cervello. I ricercatori dell’università di Zurigo hanno chiesto ai soggetti presi in esame di prendere parte a un gioco “finanziario” in laboratorio e nel frattempo monitoravano le reazioni del cervello attraverso la tomografia a emissione di positroni (PET). Se i partecipanti cooperavano e mettevano insieme le loro risorse ognuno di loro riceveva del denaro. I partecipanti però non sapevano che il gioco era truccato. In molte manche si vinceva ma in certi casi un partecipante, d’accordo con i ricercatori, tradiva la fiducia del partner a cui era abbinato, arricchendosi alle spese del gruppo. Prevedibilmente la cosa ha fatto infuriare gli altri, che si sono sentiti traditi e presi in giro. I ricercatori ogni tanto offrivano ai partecipanti l’occasione di punire l’impostore. La tomografia dei partecipanti più ansiosi di vendicarsi evidenziava un picco di attività in un’area evolutivamente molto antica del cervello chiamata striato dorsale. La ricerca ha collegato lo striato dorsale alla vendetta e ha dimostrato che viene attivato anche dalla cocaina. Non c’è da sorprendersi se l’idea di poterci vendicare ci sembra così affascinante:
il nostro cervello è programmato per provare piacere al pensiero di mettere in atto la vendetta.

Leggi articolo completo su:

 

 

logo La Vendetta Romano Pisciotti

Da Charlie Hebdo al Tgv, l’anno nero della Francia

 

Isis rivendica: ‘E’ 11 settembre della Francia’

Sette attentati: strage nel teatro Bataclane,  kamikaze allo stadio

La Francia è sotto attacco, in fiamme, ferita da un anno che l’ha esposta a un crescendo di violenza. Dalla strage di Charlie Hebdoall’episodio del Tgv fino alla tragica serie di attentati che stanno sconvolgendo Parigi in queste ore. A gennaio l’uccisione di 12 persone al settimanale satirico e la presa di ostaggi al supermercato kosher con cinque morti, quattro ostaggi e una vigilessa a Montrouge, oltre all’assalitore. Un mese dopo tre militari di guardia a un palazzo di Nizza, che ospita diverse istituzioni ebraiche, vengono aggrediti con un coltello da un francese di origine africana. Ad agosto un 26enne marocchino, armato di kalashnikov, apre il fuoco sul treno Amsterdam-Parigi.

Sotto attacco 300x300 Da Charlie Hebdo al Tgv, lanno nero della Francia Romano Pisciotti
Sotto attacco

 

Romano Pisciotti: con rispetto

Berlin protest against TTIP trade deal draws thousands

Thousands have protested in the German capital Berlin against a planned free-trade deal between the EU and US.
Organisers said 250,000 people took part in the rally; police put the figure at around 100,000.
Opponents of the Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) say it is undemocratic and threatens consumer and worker rights.
But supporters of the deal, which lowers trade barriers, say it would boost economies and create jobs.
Hundreds of buses shuttled protesters to Saturday’s demonstration in the German capital.
“We are here because we do not want to leave the future to markets, but on the contrary to save democracy,” Michael Mueller, president of the ecological organisation German Friends of Nature, told AFP.

Berlin  300x169 Berlin protest against TTIP trade deal draws thousands Romano Pisciotti
Berlin

Volkswagen, uno scandalo che scardinerà il modello Germania

di Wolfgang Munchau, con un articolo di Giuseppe Chiellino….segnalato da Romano Pisciotti

Molti scandali si sgonfiano. Altri sono destinati ad assumere dimensioni sempre più grandi. Il caso Volkswagen sarà di quest’ultimo tipo. Le sanzioni e le richieste di risarcimenti danni per la manipolazione da parte di VW dei test sulle emissioni potrebbero facilmente superare i 100 miliardi di euro. I costi economici complessivi dovrebbero, poi, rappresentare un multiplo di quell’importo, ben più dell’onere che la Germania avrebbe dovuto sopportare per l’uscita della Grecia dall’Eurozona.
Fatto ancora più rilevante, lo scandalo Volkswagen ha tutte le potenzialità per scardinare il modello economico tedesco. La Germania ha posto un affidamento esagerato sull’industria dell’auto, così come l’industria dell’auto è stata eccessivamente dipendente dalla tecnologia diesel.

Per parte sua, il potere politico di Berlino ha coccolato la grande industria e ha sempre tutelato i suoi interessi all’estero. La “legge Volkswagen”, infatti, protegge la società da una scalata ostile. Ed è stato un ex top manager di VW, Peter Hartz, a scrivere nel decennio passato la legge di riforma del mercato del lavoro.
In compenso, il colosso industriale contribuisce alla stabilità dell’occupazione a livello regionale. E i meccanismi di voto nel consiglio di sorveglianza garantiscono che l’attività produttiva possa essere trasferita al di fuori della Germania solo con il consenso esplicito dei sindacati. In altre parole, ciò non può avvenire.

Merkel in VW 300x156 Volkswagen, uno scandalo che scardinerà il modello Germania Romano Pisciotti
Merkel in VW

 

In termini di gestione del rischio macroeconomico, si tratta di una strategia sciocca – simile all’affidamento eccessivo che il Regno Unito ripone sui servizi finanziari. Queste strategie funzionano bene fino al momento in cui non funzionano più del tutto.
Per valutarne il più ampio impatto economico, è necessario considerare le dimensioni effettive dell’industria. Queste sono molto più grandi di quanto suggeriscano le statistiche ufficiali che non tengono conto delle interdipendenze tra i settori industriali. L’industria dell’auto è senza dubbio il maggiore acquirente unico di beni e servizi da altri settori. Secondo uno studio pubblicato nel 2008 dall’università di Mannheim, l’industria dell’auto valeva nel 2004 il 7,7% del valore aggiunto prodotto in tutta la Germania, la più alta percentuale di qualsiasi Paese al mondo. La Corea del Sud era al secondo posto con il 5 per cento. La maggior parte dei Paesi europei oscillava tra il 2 e il 4 per cento. L’industria dell’auto, come la manifattura tedesca più in generale, da allora ha fatto bene e oggi non mi aspetto che i numeri siano molto diversi.

Ci sono diverse variabili secondo le quali questa situazione può ora svilupparsi. Il miglior risultato per l’industria sarebbe un periodo di aggiustamento graduale. Di solito, però, la vita non riserva questo tipo di sviluppi. Un esito un po’ più probabile potrebbe essere un aggiustamento accelerato.
VW sta mancando l’obiettivo di un boom di vendite sul mercato Usa. Di conseguenza c’è già una perdita. Se iniziassero ad accumularsi, le perdite commerciali potrebbero facilmente superare i costi di qualsiasi risarcimento legale. Per mantenere le quote di mercato, Volkswagen dovrebbe praticare sconti sui prezzi di listino delle auto. Una combinazione di prezzi più bassi e di volumi di vendite inferiori è il presagio di un periodo di profitti in calo.

Un terzo scenario, ancora più drammatico, sarebbe la svendita di attività al fine di pagare i risarcimenti danni e le sanzioni. Questo sbocco potrebbe essere problematico dal momento che il gruppo Volkswagen funziona come un grande network just-in-time. Seat in Spagna e Skoda nella Repubblica Ceca, entrambe controllate VW, condividono la tecnologia del gruppo di Wolfsburg. Inoltre, poiché il sistema politico tedesco entra in convulsione al solo pensiero di una scalata straniera, per non parlare dello spauracchio dell’insolvenza, la mia ipotesi è che Volkswagen verrà mantenuta in vita attraverso una qualche combinazione di aiuti di Stato, nascosti o palesi che siano.

Tutto ciò potrebbe diventare via-via più costoso nel corso degli anni, e politicamente meno popolare. L’autovettura è un prodotto maturo. Gli atteggiamenti ambientali su scala globale si stanno orientando contro la tecnologia diesel e quelli sociali stanno prendendo di mira l’auto in quanto tale.
Vedo un interessante parallelo con la transizione dall’analogico o al digitale alla fine degli anni 70, quando i tedeschi stavano ancora sviluppando e potenziando le centrali telefoniche analogiche. Che funzionarono bene. E funzionarono meglio della generazione precedente, tanto che avevano un seguito di estimatori entusiasti. Solo che i consumatori non le volevano più.

I Paesi che fanno meno affidamento per la produzione su singoli settori reagiscono in modo più vigoroso quando arriva uno shock. Possono permettersi una politica di non interferenza verso settori specifici fintantoché l’economia è flessibile.
In Germania, tuttavia, non c’è una gran flessibilità tra i settori. Gli ingegneri dell’auto non si riqualificheranno professionalmente per lavorare nell’industria biotecnologica o – il cielo non voglia – nel settore dei servizi. La dipendenza tedesca da poche industrie è una delle ragioni perché è sempre stata piuttosto volatile all’estero l’opinione sulla Germania.
Tutto, infatti, era molto diverso solo dieci anni fa quando si parlava della Germania come del grande malato d’Europa. Trascorsi pochi anni, gli stessi osservatori additavano la nazione tedesca come un caso esemplare di economia competitiva. Il testimone del grande malato ora è nelle mani di qualche Paese ad ovest, come la Francia, o a sud, come l’Italia. C’è tanta volatilità in chi osserva quanta ce n’è nell’oggetto che viene osservato. Ma è l’oggetto in sé ad essere chiaramente volatile.

Questo è il motivo per cui lo scandalo VW conta davvero. Ha tutte le potenzialità per innescare una di quelle trasformazioni che potrebbero cambiare la realtà economica. E una volta che la Germania rallenta, lo stesso non potrà non accadere a un’Eurozona che sta oggi ripensando se stessa proprio in termini tedeschi.
munchau@eurointelligence
Copyright Financial Times 2015
(Traduzione di Marco Mariani)

Abbonati a IL SOLE 24ORE

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main?fn=homeold

Singapore: Expats praised the city-state for its appealing salaries

Singapore may hold the dubious title of “most expensive city in the world,” but it remains the most popular place for expats to live and work, according to an annual survey of expats released by HSBC.

Singapore Singapore: Expats praised the city state for its appealing salaries Romano Pisciotti
Singapore

 

Expats praised the city-state for its appealing salaries, career development opportunities and quality of life. And despite the eye-watering cost of living day-to-day in Singapore (including transport costs three-times that of New York), more than a quarter of its expats who responded to the 2015 Expat Explorer survey said they earned more than $200,000 per annum (compared to just 13% of expats globally).
A salary increase or chance to get ahead in a career are often the big incentives to move abroad, but an increasing number of expats are travelling to new countries for personal rather than financial reasons, the HSBC study found. Three in five of the people surveyed said they had not experienced an immediate increase in their pay, but more than half, 53%, said their quality of life had improved after moving.

Romano Pisciotti: read more on  BBC NEWS

I cavalli di razza si vedono a fine corsa

Il Patron Volpi: “Ho un impegno morale con lo Spezia; sono abituato a raggiungere i miei obiettivi”
Il Presidente Grazzini: “Responsabili e umili; il Patron Gabriele Volpi ci ha regalato un sogno e continua a farlo, la riconoscenza è grandissima, pretende il massimo e noi non possiamo deluderlo”

Gabriele Volpi I cavalli di razza si vedono a fine corsa Romano Pisciotti
Gabriele Volpi

 

Partendo dal ricordo del maestro del giornalismo sportivo spurgolino, Rino Capellazzi, il Patron Gabriele Volpi ha spaziato tra molteplici argomenti, puntualizzando in maniera decisa sui presunti interessi in altre squadre liguri: “La Sampdoria? Mai dato nessun aiuto alla Sampdoria in passato, non conosco il Presidente Ferrero se non di vista. Smentisco categoricamente interessi in altre società se non Pro Recco, Rjieka e Accademia di Abujia, che per altro ci ha regalato le prime perle con Nura e Sadiq, ora alla Roma, ma ci sono ragazzi ancor più forti. Ho un impegno morale con lo Spezia e non ho alcuna intenzione di disimpegnarmi. Siamo ambiziosi, abbiamo intenzione di salire di categoria, ma vogliamo essere pronti a questo, come squadra e come Società; non è detto che accada quest’anno, ma succederà presto; la massima serie non deve diventare un’ossessione, cresceremo e riusciremo a centrare l’obiettivo. Fondamentale è creare prima di tutto una Società che abbia vita continua, che non rischi il fallimento; arrivati in Serie D siamo risaliti presto sino alla B e stiamo continuando a lavorare per rafforzare ogni anno la Società; vincere e poi sparire non ci interessa. Anch’io, cambiando spesso dirigenti, credo di aver commesso un errore; viceversa, avere un gruppo che cresce assieme, con tempo e fiducia, può portare a grandi obiettivi, è la filosofia di Damir Miskovic. Questo è un campionato lungo, la squadra ha dimostrato di esserci e siamo certi comincerà a raccogliere quanto seminato. Il nostro impegno è massimo; se comincio qualcosa sono abituato a raggiungere i miei obiettivi. Ricordo quanto diceva mia nonna, <<I cavalli di razza si vedono a fine corsa>>”.

Romano Pisciotti, surfing web

 

 

Ecco come sarà la nuova Apple Tv

Il nuovo prodotto sarà l’Apple Tv. O meglio, la nuova versione in arrivo mercoledì prossimo: poco più grande del modello attuale, avrà il processore A8 dell’iPhone, 8 o 16 GB di memoria, un wifi più veloce e un telecomando touch. Basata su iOS, permetterà finalmente di scaricare app e giochi, diventando anche una sorta di console per giocatori occasionali. E naturalmente farà tutto quello che fa il modello attuale: si collegherà allo store online di Apple, come pure a iPhone, iPad e Mac per mostrarne i contenuti sul televisore, permetterà di accedere a YouTube, Netflix e altri servizi di streaming, e certamente arriverà con l’annuncio di nuovi accordi per i contenuti.

Ma sarà molto di più, come possiamo rivelare in anteprima grazie a indicazioni che ci arrivano da fonti ben informate sui piani dell’azienda. Apple tv diventerà il centro di HomeKit, il protocollo della Mela per la domotica. Via bluetooth e Wi-fi, elettrodomestici, sensori e gadget comunicheranno con l’Apple tv e si potranno controllare dallo schermo del televisore attraverso il telecomando o da iPhone e iPad. E anche con la voce, grazie a Siri, che sarà più precisa e intelligente.

apple 300x168 Ecco come sarà la nuova Apple Tv Romano Pisciotti
apple

 

Romano Pisciotti, surfing web

What Japan’s military shift means

The administration of Japanese Prime Minister Shinzo Abe has announced a major new interpretation of the security provisions of the country’s 1947 constitution, permitting its Self Defence Forces (SDF) to participate for the first time in collective self-defence related activities.

 

military 300x169 What Japans military shift means Romano Pisciotti
military

 

In future, the SDF will, in principle, be able to assist the forces of a foreign country in situations where either the survival and security of Japan or that of its citizens is at risk.
The new interpretation is highly controversial since it represents a sharp departure from the post-war political consensus, codified in Article 9 of the Japanese constitution, that explicitly limits Japan’s use of military force exclusively to the defence of its sovereign territory and its people.

..read more on BBC NEWS

Segnalato Romano Pisciotti What Japans military shift means Romano Pisciotti
…notizia da tenere sott’occhio….

 

Romano Pisciotti: news to watch.

L’opera dello scandalo: si masturba in scena con il crocifisso

L’opera teatrale di Angelica Liddell sarà rappresentata a settembre a Vicenza. Dal palco l’artista racconterà come da bambina si masturbava con un crocifisso.

Angelica Liddell 300x100 Lopera dello scandalo: si masturba in scena con il crocifisso Romano Pisciotti
Angelica Liddell

 

“Mi masturbavo col crocefisso – dice – perché il mio corpo reagiva alla bellezza di un uomo crocifisso e santo, irraggiungibile. Volevo amare il Re dei Re”.

Commento di Romano Pisciotti: après “Je suis …..” il semble tout accordé