FIAT 509 “A DELFINO”

Italian and English version FIAT 509 A DELFINO Romano Pisciotti

La Delfino è stata realizzata sul telaio di una Fiat 509 A del 1925, una vettura piuttosto diffusa all’epoca. La Fiat dopo avere realizzato gli autotelai, li inviava a carrozzieri specializzati, che provvedevano alla realizzazione delle carrozzerie, berlina, spider, torpedo, o sportiva, a seconda delle richieste della clientela.

The Delfino was built on the chassis of a 1925 Fiat 509 A, a rather popular car at the time. After making the chassis, Fiat sent them to specialized body builders, who provided for the construction of the bodywork, sedan, spider, torpedo, or sports car, according to customer requests.

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La Tecnica:

L’autotelaio e quello di una Fiat 509 A del 1925, con motore a 4 cilindri da 990 cc, erogante 22 Cv a 3400 giri/min, cambio a 3 marce a leva centrale.

La carrozzeria è stata interamente realizzata in alluminio, una vera e propria opera d’arte che riproduce la forma di un pesce con tanto di coda, occhi e bocca. Costituita da due semi gusci saldati e uniti da una giunzione invisibile, la carrozzeria della Delfino è piuttosto leggera e tende a flettere molto causando crepe nella carrozzeria.

La lavorazione della carrozzeria della Fiat 509 A Delfino venne denominata “bouchonnè”, e riproduceva le squame della pelle del pesce. La finitura bouchonnè venne realizzata applicando a dei tappi di sughero una carta abrasiva molto fine, grana 600. Facendo ruotare a mano questi tappi, ed esercitando una certa pressione, venivano lasciati dei segni circolari che realizzati uno accanto all’altro su tutta la carrozzeria riproducevano la pelle del pesce, per finire, una verniciatura trasparente ricreava l’effetto viscido dei pesci.

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The Technique:

The chassis of a 1925 Fiat 509 A with 990 cc 4-cylinder engine, delivering 22 HP at 3400 rpm, 3-speed gearbox with central lever.

The bodywork was entirely made of aluminum, a real work of art that reproduces the shape of a fish with a tail, eyes and mouth. Made up of two half-shells welded and joined by an invisible joint, the Delfino bodywork is rather light and tends to flex a lot, causing cracks in the bodywork.

The bodywork of the Fiat 509 A Delfino was called “bouchonnè”, and reproduced the scales of the fish’s skin. The bouchonné finish was achieved by applying a very fine abrasive paper, 600 grit, to cork stoppers. By making these stoppers rotate by hand, and exerting a certain pressure, circular marks were left which, reproduced side by side on the entire bodywork, reproduced the skin of the fish, to finish, a transparent varnish recreated the slimy effect of the fish.

 

La Storia:

La carrozzeria della Fiat 509 A Delfino era davvero speciale, perché riproduceva la forma di un pesce. La Fiat 509 A Delfino fu realizzata tra il 1925 e il 1926 dalla Martelleria Italiana Riva Panzeri di Milano, e venne acquistata nel 1926 da Giuseppe Bonaldi, il Podestà di Bergamo. Bonaldi ebbe poco tempo per godersi la sua Delfino, infatti, poco tempo dopo, il Governo fascista, per fronteggiare i costi della guerra, promulgò l’editto “Ferro alla Patria” dove invitava tutti i cittadini a donare rottami di ferro da fondere per la produzione di cannoni.

Bonaldi da buon patriota rispose all’appello, e consegnò la sua Fiat 509 A Delfino ai depositi governativi, questa donazione venne accettata solo in parte, la carrozzeria a forma di delfino non andava bene per fare i cannoni visto che era di alluminio, venne quindi smontata imballata e rispedita al mittente, senza autotelaio e senza motore che finirono invece nelle fonderie.

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History:

The bodywork of the Fiat 509 A Delfino was very special, because it reproduced the shape of a fish. The Fiat 509 A Delfino was built between 1925 and 1926 by the Italian Martelleria Riva Panzeri in Milan, and was purchased in 1926 by Giuseppe Bonaldi, the Podestà of Bergamo. Bonaldi had little time to enjoy his Dolphin, in fact, shortly afterwards, the Fascist government, to face the costs of the war, promulgated the edict “Ferro alla Patria” where he invited all citizens to donate scrap iron to melt for the cannon production.

Bonaldi as a good patriot answered the appeal, and delivered his Fiat 509 A Delfino to the government deposits, this donation was only partially accepted, the dolphin-shaped bodywork was not good for making cannons since it was made of aluminum, it therefore came disassembled packed and sent back to the sender, without chassis and engine which ended up in the foundries instead.

Traduzione di Romano Pisciotti

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