La Vendetta

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UNA RABBIA INCONTENIBILE
Ero così arrabbiato che avrei potuto uccidere a mani nude chiunque mi fosse capitato sotto tiro e avesse osato contraddirmi, anche per una sciocchezza. So che capite come mi sentivo perché di sicuro ogni tanto anche a voi è capitato di provare questa rabbia e questa frustrazione.
La letteratura e il cinema sono pieni di personaggi del genere, dal Mercante di Venezia di Shakespeare a Django di Tarantino. Il desiderio di vendetta è un’emozione archetipica dell’uomo. Nella vita reale ci sono i bulli a scuola, i finti amici che ti rubano la ragazza, i capi bastardi, i vicini di casa che ti fanno dispetti e tanta altra gente
pronta a farti torto per ottenere qualcosa o solo per il piacere di farlo. E quando questo succede, come fai a non chiedere vendetta? La mente maschile sembra assetata di giustizia a tutti i costi.

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Romano Pisciotti

LA VENDETTA È NEL CERVELLO
Uno studio pubblicato sulla rivista Science nel 2004 è stato il primo a dimostrare che l’impulso alla vendetta risiede nel cervello. I ricercatori dell’università di Zurigo hanno chiesto ai soggetti presi in esame di prendere parte a un gioco “finanziario” in laboratorio e nel frattempo monitoravano le reazioni del cervello attraverso la tomografia a emissione di positroni (PET). Se i partecipanti cooperavano e mettevano insieme le loro risorse ognuno di loro riceveva del denaro. I partecipanti però non sapevano che il gioco era truccato. In molte manche si vinceva ma in certi casi un partecipante, d’accordo con i ricercatori, tradiva la fiducia del partner a cui era abbinato, arricchendosi alle spese del gruppo. Prevedibilmente la cosa ha fatto infuriare gli altri, che si sono sentiti traditi e presi in giro. I ricercatori ogni tanto offrivano ai partecipanti l’occasione di punire l’impostore. La tomografia dei partecipanti più ansiosi di vendicarsi evidenziava un picco di attività in un’area evolutivamente molto antica del cervello chiamata striato dorsale. La ricerca ha collegato lo striato dorsale alla vendetta e ha dimostrato che viene attivato anche dalla cocaina. Non c’è da sorprendersi se l’idea di poterci vendicare ci sembra così affascinante:
il nostro cervello è programmato per provare piacere al pensiero di mettere in atto la vendetta.

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