NOLAN E L’ODISSEA

Dante

e tanti altri

hanno masticato Ulisse,

scannato,

celebrato

e reinventato.

Il vero eroe

è quello

dell’Odissea,

cantato

e tramandato

di bocca in bocca,

forse cambiato,

rivisitato…

Forse l’originale

si è perso

in quel mare,

sempre presente,

vero protagonista

della storia,

dei miti

e delle favole.

Il mare

è la divinità

e il racconto

che nessuna fantasia

ha mai superato.

Romano Pisciotti

QUESTIONE D’UOVA

Pan Gu,

la leggenda cinese

del gigante,

nato da un uovo,

che creò il mondo;

l’uovo cosmico,

primordiale,

l’uovo simbolo

di rinascita

e trasformazione;

l’uovo di Colombo,

quello filosofico,

l’uovo fritto

e quello di Pasqua;

filosofi, storici

e cuochi

celebrano l’uovo…

e tu

ancora

cerchi il pelo.

 

Romano Pisciotti 

CARA MEZZA PIOTTA

VECCHIA CARA MEZZA PIOTTA

C’era na vorta ‘a liretta, sta banconota de poco conto e de poco valore, c’era na vorta sta cartastraccia italiana, talmente straccia che co sta mezza piotta ce passavi ‘n sabato de festa, e pensa npò: arincansavi pure co du spicci in tasca. Incredibile vero?

Eppure so passati 21 anni e ora in tasca c’hai 25 euro de sta super-moneta che tanto bramavi e desideravi. Già, caro mio, me te ricordo come eri gasato ed entusiasta all’arrivo de sto caspita de euro, come gongolavi e te sfregavi le mani ripetendo a memoria gli slogan der Mortadella:”lavoreremo un giorno di meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno di più”.

Era chiaro che nun sarebbe successo, manco era arivato sto benedetto euro dei miei stivali e come pe magia er caffè era raddoppiato così come tutti i beni de prima necessità; ma tu nun te volevi arrende finalmente potevi anna a Parigi senza cambia na valigetta de “sordi der monopoli”, così la chiamavi la nostra vecchia, amata e compianta lira.

Dopo 21 anni nun è cambiato molto: lo stipendio è lo stesso da quattro lustri, er costo della vita è decuplicato, altro che caffè già è tanto se t’accatti ‘n pezzo de formaggio, eppure de st’euro maledetto te sei ancora nnammurrato, caro vecchio babbeo europeista.

Nonostante tutto ancora sostieni che l’euro: “è stata una salvezza per l’Italia”. La filastrocca te la sei imparata a memoria e la ripeti a disco rotto manco fossi un cyborg. Dar canto mio vorrei prova a fatte rinsavi e allora te la butto giù facile, semplice semplice, e vedemo si te svegli.

C’era na volta sta mezza piotta, co sta mezza piotta c’annavi ar bar a fa colazione. Cappuccino e cornetto costavano 2 mila lire. Poi annavi ar tabaccaio e con quattro sacchi te ce compravi le sigarette. A pranzo te recavi al ristorante e con 15000 lire te magnavi primo e secondo. In totale avevi speso 21000 lire.

Adesso fai na cosa, vecchio caro amico europeista, esci de casa con 10 euro e vedi che cavolo ce fai. Meglio de cosi nun so come spiegattelo che t’ hanno intorlupinato de gran carriera e che te l’hanno messo lì, proprio lì, dove non batte il sole. Spero d’avette reso l’idea caro il mio vecchio baccalà europeista!

Francesco Centineo
Pro Italia – Torino

Google loses challenge against EU

Google loses challenge against EU antitrust decision, other probes loom

By Foo Yun Chee

Google suffered one of its biggest setbacks on Wednesday when a top European court upheld a ruling that it broke competition rules and fined it a record 4.1 billion euros, in a move that may encourage other regulators to ratchet up pressure on the U.S. giant.

The unit of U.S. tech giant Alphabet (GOOGL.O) had challenged an EU antitrust ruling, but the decision was broadly upheld by Europe’s General Court, with the fine trimmed modestly to 4.125 billion euros ($4.13 billion) from 4.34 billion euros.

https://www.reuters.com/technology/eu-courts-wed-ruling-record-44-bln-google-fine-may-set-precedent-2022-09-14/

Presented by Romano Pisciotti

LA BUFALA DEI LICENZIAMENTI VOLONTARI

Le “Grandi Dimissioni” sono, ehm… perlopiù fuffa.
Un quarto dei 20 milioni di americani che ha spontaneamente lasciato l’impiego nei primi mesi dell’anno, si è pentito della decisione.
Molti stanno affannosamente cercando lavoro, percependo il rischio di rimanere disoccupati a causa della recessione, la metà teme il peggioramento delle condizioni di mercato, ed il 42% dichiara che la nuova occupazione non è stata all’altezza delle aspettative.
Questa moda durerà quanto un gatto in tangenziale.

Di Gaetano Evangelista

presentato da Romano Pisciotti

I cambiamenti dei valori negli acquisti

Il Covid e lo scoppio del conflitto in Ucraina hanno cambiato profondamento le abitudini d’acquisto dei cittadini europei e internazionali. In particolare, l’80% degli italiani ha ridefinito le proprie priorità, diventando sempre più orientato al prezzo rispetto alla qualità o che ai valori del prodotto. Infatti, il 31% considera il prezzo basso come criterio determinante e il 24,5% è disposto a sacrificare la qualità sull’altare della convenienza. Inoltre soltanto tre italiani su dieci sono pronti a pagare di più per prodotti sostenibili.

Questa la fotografia del report “The shape of retail” realizzato dalla società di consulenza Alvarez&Marsal, in collaborazione con Retail Economics, analizzando i cambiamenti dei valori negli acquisti dei consumatori in seguito alla duplice crisi, in relazione ad un campione di 5,25 mila famiglie in  Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Emirati Arabi Uniti.

Presentato da Romano Pisciotti

VINCE IL PREZZO BASSO

CODICE INVERSO

Abitando nella periferia milanese, i miei sogni passavano anche dalla piccola stazione della Bovisa. Accompagnato dalla nonna o da papà, la stazioncina era, spesso, la meta delle mie passeggiate di bimbo del secolo passato.

La stazione era ben diversa da come la si può vedere oggi: oltre alla ovvia funzione, era un punto di ritrovo con tanto di bar per gli affezionati del tressette e della spuma al ginger…che mai avrebbero comprato un biglietto di viaggio, né sembravano interessati  al transito dei treni, però mostravano rispettosa familiarità verso l’impeccabile Capostazione e goliardico scherno al bigliettaio che, come un cucù, si sporgeva dalla feritoia del suo ufficio per partecipare alla conversazione.

In primavera un bel glicine in fiore colorava e ombreggiava i tavoli del giardino, addolcendo l’atmosfera di quell’isola ferroviaria. L’estate era comunque la stagione migliore, quando il triciclo del gelataio sostava permanentemente in zona. 

Attendevo lo scampanellare che segnalava l’arrivo del treno e l’abbassamento delle sbarre per le poche auto e i frettolosi pedoni…questi ultimi, sempre indisciplinati, come i tanti ciclisti, aspettavano il rimprovero del Capostazione prima d’arrestarsi.

Lo scampanellio, provenendo da una delle due campanelle a muro, segnalava la direzione da o per Milano…lo sguardo era già nel verso corretto, mentre la mia mano era, obbligatoriamente, ben stretta da quella del papà…anche la sempre accondiscendente nonna, su questo, era intransigente; quando era la mamma ad accompagnarmi avrebbe usato anche il guinzaglio!

Poco interessanti gli “accelerati” che, contrariamente alla definizione, si fermavano anche alla Bovisa, mentre il battito del mio cuore aumentava al fischio insistente dei treni che sfrecciavano, quasi spocchiosi, senza degnare il Capostazione che, impassibile, sventolava la bandiera verde.

Il meglio arrivava con i treni merci, specialmente se “tirati” da due locomotive…annunciando un lunghissimo e lento passaggio di vagoni…penso d’aver imparato a contare seguendo quella variegata processione di carri, ricordando il record raggiunto da un treno sull’altro.

Il treno passava portandosi i mie sogni di viaggi infiniti; non mi era ancora chiara la geografia, né l’estensione della rete ferroviaria e neppure il significato di “lontano”, ma il fascino di quel ritmato incedere di decine e decine di vagoni che lentamente mi sfilavano davanti, m’imbambolava e mi emozionava…”tu dum…tu…dum”…quelle enormi ruote metalliche sembravano segnare i chilometri suonando ogni giunzione delle rotaie; quel ritmo potevo sentirlo nella testa anche quando non potevo più vedere il lampeggiante rosso dell’ultimo carro.

La vita ha superato il sogno e di viaggi per il mondo ne ho fatti tanti, oltre ad ogni linea ferroviaria, quasi oltre ogni limite: ho navigato per anni, su navi d’ogni tipo e per le rotte più diverse! In quegli anni ho viaggiato verso orizzonti lontani, vivendo tante emozioni e una buona dose di adrenalina, ma ho sempre amato i momenti di solitudine, appoggiato al parapetto di poppa, quasi rapito, a guardare la lunga scia della nave: “Splendida bianca” nell’assolato mare o “Scintillante spumosa” nella notte buia…era come rovesciare il mondo e il tempo, ero su quel binario in mare, mentre mi allontanavo da quel bimbo che viveva l’emozione di un viaggio che ancora doveva compiere.

 

Romano Pisciotti

 

GUERRA O GAS?

Oggi, sembriamo aver scoperto la guerra, come se le decine di conflitti sanguinosi che hanno accompagnato la generazione del boom economico, o le morti e le distruzioni che anche la generazione Z ha visto, non ci avessero mai toccato.

La minaccia nucleare è sempre stata presente, dovremmo rinfrescarci la memoria andando a leggere i giornali, non i documenti segreti, degli ultimi sessant’anni. Forse, a un certo punto, abbiamo pensato che gli ordigni atomici fossero solo materiali per la cinematografia. Abbiamo confuso la globalizzazione con la pace, ignorando che il libero mercato è solo una questione finanziaria ed economica…peccato che non tutti si approvvigionino allo stesso bancomat e non tutti siano vassalli dello stesso impero: lo scontro era inevitabile e non completamente inaspettato, almeno per chi governa le sorti del mondo.

La guerra è tornata, anzi, non ci ha mai abbandonato! Questo conflitto che ci affligge, simultaneo a molti altri che sono stati ignorati, ha di diverso il nostro impegno aperto con quello dei nostri alleati: non abbiamo mandato il solito drappello di soldati in qualche punto quasi sconosciuto del Pianeta, ma ci siamo schierati come mai era successo nella storia recente, ovviamente senza combattere, per ora, ma rischiando di mandare a combattere tutto l’esercito, richiamati inclusi.

Non è la prima volta che scrivo di mia nonna Martina, una donna eccezionale che ha diviso con me un lungo percorso di vita…è scomparsa nel 2000, quasi centenaria.
Lei ha vissuto la prima guerra mondiale, la seconda, la guerra fredda e il crollo del muro di Berlino…spesso le sue battute, in dialetto meneghino, hanno dimostrato la sua fibra da caporalmaggiore e sono state piccoli esempi di filosofia popolare, anche per questo la ricordo spesso.

La minaccia nucleare esisteva ed esiste…da ragazzo ne ero preoccupato, come lo eravamo tutti, esattamente come lo siamo ora.

…Stavo pranzando a casa della nonna quando al telegiornale, quello ancora in bianco e nero, l’ingessato lettore delle notizie iniziò a parlare di tensioni tra i due blocchi…oggi la televisione è a colori, ma non sono cambiate le notizie. Nonna mi trattava come un ometto e commentammo insieme quelle notizie. Io dissi, citando l’opinione comune, che un conflitto nucleare avrebbe cancellato l’umanità; la risposta di mia nonna non so dirvi se fugò le mie paure o ne riaccese altre, ma non fui in grado di controbattere, oggi ci sto ripensando e condivido con voi la battuta ( traducendola dal dialetto milanese):

“Durante la Grande Guerra tutti avevano paura dei gas e si pensava che, se i tedeschi ne avessero fatto un uso massiccio, non ci sarebbe stato scampo per nessuno. Abbiamo superato la prima e la seconda guerra mondiale…e sono ancora qui!”

All’inizio del secolo scorso, nell’immaginario della gente, i micidiali gas costituivano l’arma atroce e definitiva…abbiamo, poi, conosciuto la potenza distruttiva dell’uso criminale dell’atomo: per noi, oggi, la bomba atomica è l’arma definitiva.
Forse, la nonna, ne aveva viste talmente tante da pensare che nulla potesse fermare il mondo. Forse il suo ottimismo superava ogni brutalità umana! Nella sua frase, ci vedo oggi, l’impotenza della gente davanti alle decisioni di chi ha il potere e una certa accettazione che la storia si continuerà a replicare in vinti e vincitori, in vittime e sopravvissuti. Possiamo leggere anche una speranza: nella pur diabolica dinamica della guerra, esiste un limite…anche se non si è fatto molto nella storia, come nei giorni nostri, per fermare i conflitti, speriamo che esista ancora un briciolo di coscienza che possa porre un limite.

Rimane però il dubbio se nella Grande Guerra l’Europa non sia stata gassata totalmente solo per mancanza di gas!
Anche oggi, uno dei protagonisti è il gas, ma questa volta speriamo che ce ne sia tanto, per stare tranquilli…e lo stiamo cercando dappertutto.

Purtroppo non posso più chiedere alla nonna la sua opinione, ma ho paura che anche lei capirebbe che la ricerca della certezza energetica potrebbe non essere per far funzionare i condizionatori, ma sia la scusa per prepararci a menar le mani.

Romano PIsciotti

SAGA TRANSMEDIALE

Ma cos’è una saga transmediale?

Si tratta in sostanza di un’opera narrativa che si sviluppa su diversi media: il romanzo, innanzitutto, ma poi anche fumetto, gioco da tavolo, videogioco.

Un universo narrativo condiviso nel quale vivere, esplorare, raccontare storie.

Numen (saga transmediale) – Scommessa sulla Fine del Mondo

 ….il mondo sta per cedere alla dittatura mentale imposta dalla Democrazia Sacra. Perché la libertà sta per diventare meno che un ricordo. 

….TUTTO SOLO FANTASCIENZA??????!!!!!

Romano Pisciotti