AZ4000

Come si chiamano i voli papali?

Il loro codice è sempre lo stesso, non importa la destinazione: AZ4000. Si tratta di una caratteristica di fatto unica nell’aviazione civile. A volare sono circa un centinaio di persone. Il pontefice, il seguito (una trentina di persone), i giornalisti nazionali e internazionali (una sessantina), lo staff di Alitalia dedicato ai voli speciali.

 

WHAT ARE THE PAPAL FLIGHTS NAME?

Their code is always the same, no matter the destination: AZ4000. This is a fact unique in civil aviation. About a hundred people fly. The pontiff, the entourage (about thirty people), the national and international journalists (about sixty), the Alitalia staff dedicated to special flights.

 

Presented by Romano Pisciotti

ALITALIA HISTORY

The creation of the Italian Transcontinental Airline, LATI, between Italy and Brazil for the transport of goods and people was the work of the son of the Duce, Bruno.
On October 28, 1934 (the day of the twelfth anniversary of the March on Rome), the Mediterranean Air Company SAM) became “Ala Littoria S.A.”, a name that Mussolini himself was pleased to suggest.
The new company went on to summarize almost all of the Italian air services. At the same time it was also decided to move the offices of the General Management, from via Regina Elena to the Littorio airport, where the new headquarters had been built.


After the Second World War, LAI S.p.A. (Airlines
Italiane) was founded in 1946 to restart regular scheduled services in Italy after the end of the war.
On 5 May 1947 Alitalia-Aereolinee Italiane Internazionali made the first national flight Turin – Rome – Catania with a Fiat G-12 E. … Alitalia L.A.I. was born. Alitalia merges with LAI and becomes Alitalia – Italian Airlines with 3,000 employees and a fleet of 37 aircraft

By Romano Pisciotti

 

Privatizzazioni // Privatization

 

Sergio Noto – Profsore di Storia economica

 

ENGLISH VERSION, LINK:

Privatization

Se per privatizzazione intendiamo la cessione del controllo del capitale azionario di aziende pubbliche, dovrebbero essere stabiliti alcuni punti fermi, che purtroppo raramente non sono stati né rispettati né, in molti casi, nemmeno richiesti. Non serve dire genericamente che bisogna tutelare l’interesse pubblico.

Il primo principio da far rispettare è che chi compra deve avere i soldi. Come si dice, lo deve fare con «mezzi propri». Autofinanziamento, no debiti bancari, no aumenti di capitale strani, denaro contante proveniente dalle casse dell’acquirente. E le banche devono stare alla larga dal capitale azionario che viene rilevato, non sono soci ammissibili in un processo di privatizzazione. Insomma le privatizzazioni si pagano cash, non si fanno pagare ad altri. Le privatizzazioni sono una strada da percorrere importante, ma non indispensabile, e si fanno solo se l’economia del paese funziona, altrimenti risultano peggiori della proprietà pubblica. Lo Stato non può fare cassa impoverendo i consumatori e danneggiando l’economia del paese.

acqua

Il secondo punto riguarda gli interessi prevalenti. Che devono essere quelli dei consumatori o quelli degli utenti, nel caso di aziende di servizi. Un processo di privatizzazione deve comportare in primo luogo un miglioramento, qualitativo e quantitativo dei beni prodotti, un vantaggio per i consumatori, altrimenti è meglio stare tutti a casa propria e lasciare le cose come stanno. Terzo e ultimo, gli acquirenti devono garantire una stabilità della compagine azionaria, almeno fino a quando sono stati in grado di dimostrare che l’azienda privatizzata è in grado di reggersi sulle sue gambe a livelli pari o superiori alla precedente situazione a prevalente capitale pubblico.

Aziende un po’ tutte borderline, a un passo dal baratro, ma cruciali per il nostro paese. Anche per queste dovrebbe valere l’aureo principio che «è il gatto a tirare la coda e non la coda il gatto». Cioè, se certi obiettivi prioritari sono raggiungibili, le privatizzazioni si possono fare, altrimenti meglio lasciar stare. Abbiamo già dato con svendite del patrimonio industriale pubblico, che si sono rivelate un danno permanente e una perdita per tutti.

ALITALIA

I LIKE, Romano Pisciotti