Berlin protest against TTIP trade deal draws thousands

Thousands have protested in the German capital Berlin against a planned free-trade deal between the EU and US.
Organisers said 250,000 people took part in the rally; police put the figure at around 100,000.
Opponents of the Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) say it is undemocratic and threatens consumer and worker rights.
But supporters of the deal, which lowers trade barriers, say it would boost economies and create jobs.
Hundreds of buses shuttled protesters to Saturday’s demonstration in the German capital.
“We are here because we do not want to leave the future to markets, but on the contrary to save democracy,” Michael Mueller, president of the ecological organisation German Friends of Nature, told AFP.

Berlin  300x169 Berlin protest against TTIP trade deal draws thousands Romano Pisciotti
Berlin

Volkswagen, uno scandalo che scardinerà il modello Germania

di Wolfgang Munchau, con un articolo di Giuseppe Chiellino….segnalato da Romano Pisciotti

Molti scandali si sgonfiano. Altri sono destinati ad assumere dimensioni sempre più grandi. Il caso Volkswagen sarà di quest’ultimo tipo. Le sanzioni e le richieste di risarcimenti danni per la manipolazione da parte di VW dei test sulle emissioni potrebbero facilmente superare i 100 miliardi di euro. I costi economici complessivi dovrebbero, poi, rappresentare un multiplo di quell’importo, ben più dell’onere che la Germania avrebbe dovuto sopportare per l’uscita della Grecia dall’Eurozona.
Fatto ancora più rilevante, lo scandalo Volkswagen ha tutte le potenzialità per scardinare il modello economico tedesco. La Germania ha posto un affidamento esagerato sull’industria dell’auto, così come l’industria dell’auto è stata eccessivamente dipendente dalla tecnologia diesel.

Per parte sua, il potere politico di Berlino ha coccolato la grande industria e ha sempre tutelato i suoi interessi all’estero. La “legge Volkswagen”, infatti, protegge la società da una scalata ostile. Ed è stato un ex top manager di VW, Peter Hartz, a scrivere nel decennio passato la legge di riforma del mercato del lavoro.
In compenso, il colosso industriale contribuisce alla stabilità dell’occupazione a livello regionale. E i meccanismi di voto nel consiglio di sorveglianza garantiscono che l’attività produttiva possa essere trasferita al di fuori della Germania solo con il consenso esplicito dei sindacati. In altre parole, ciò non può avvenire.

Merkel in VW 300x156 Volkswagen, uno scandalo che scardinerà il modello Germania Romano Pisciotti
Merkel in VW

 

In termini di gestione del rischio macroeconomico, si tratta di una strategia sciocca – simile all’affidamento eccessivo che il Regno Unito ripone sui servizi finanziari. Queste strategie funzionano bene fino al momento in cui non funzionano più del tutto.
Per valutarne il più ampio impatto economico, è necessario considerare le dimensioni effettive dell’industria. Queste sono molto più grandi di quanto suggeriscano le statistiche ufficiali che non tengono conto delle interdipendenze tra i settori industriali. L’industria dell’auto è senza dubbio il maggiore acquirente unico di beni e servizi da altri settori. Secondo uno studio pubblicato nel 2008 dall’università di Mannheim, l’industria dell’auto valeva nel 2004 il 7,7% del valore aggiunto prodotto in tutta la Germania, la più alta percentuale di qualsiasi Paese al mondo. La Corea del Sud era al secondo posto con il 5 per cento. La maggior parte dei Paesi europei oscillava tra il 2 e il 4 per cento. L’industria dell’auto, come la manifattura tedesca più in generale, da allora ha fatto bene e oggi non mi aspetto che i numeri siano molto diversi.

Ci sono diverse variabili secondo le quali questa situazione può ora svilupparsi. Il miglior risultato per l’industria sarebbe un periodo di aggiustamento graduale. Di solito, però, la vita non riserva questo tipo di sviluppi. Un esito un po’ più probabile potrebbe essere un aggiustamento accelerato.
VW sta mancando l’obiettivo di un boom di vendite sul mercato Usa. Di conseguenza c’è già una perdita. Se iniziassero ad accumularsi, le perdite commerciali potrebbero facilmente superare i costi di qualsiasi risarcimento legale. Per mantenere le quote di mercato, Volkswagen dovrebbe praticare sconti sui prezzi di listino delle auto. Una combinazione di prezzi più bassi e di volumi di vendite inferiori è il presagio di un periodo di profitti in calo.

Un terzo scenario, ancora più drammatico, sarebbe la svendita di attività al fine di pagare i risarcimenti danni e le sanzioni. Questo sbocco potrebbe essere problematico dal momento che il gruppo Volkswagen funziona come un grande network just-in-time. Seat in Spagna e Skoda nella Repubblica Ceca, entrambe controllate VW, condividono la tecnologia del gruppo di Wolfsburg. Inoltre, poiché il sistema politico tedesco entra in convulsione al solo pensiero di una scalata straniera, per non parlare dello spauracchio dell’insolvenza, la mia ipotesi è che Volkswagen verrà mantenuta in vita attraverso una qualche combinazione di aiuti di Stato, nascosti o palesi che siano.

Tutto ciò potrebbe diventare via-via più costoso nel corso degli anni, e politicamente meno popolare. L’autovettura è un prodotto maturo. Gli atteggiamenti ambientali su scala globale si stanno orientando contro la tecnologia diesel e quelli sociali stanno prendendo di mira l’auto in quanto tale.
Vedo un interessante parallelo con la transizione dall’analogico o al digitale alla fine degli anni 70, quando i tedeschi stavano ancora sviluppando e potenziando le centrali telefoniche analogiche. Che funzionarono bene. E funzionarono meglio della generazione precedente, tanto che avevano un seguito di estimatori entusiasti. Solo che i consumatori non le volevano più.

I Paesi che fanno meno affidamento per la produzione su singoli settori reagiscono in modo più vigoroso quando arriva uno shock. Possono permettersi una politica di non interferenza verso settori specifici fintantoché l’economia è flessibile.
In Germania, tuttavia, non c’è una gran flessibilità tra i settori. Gli ingegneri dell’auto non si riqualificheranno professionalmente per lavorare nell’industria biotecnologica o – il cielo non voglia – nel settore dei servizi. La dipendenza tedesca da poche industrie è una delle ragioni perché è sempre stata piuttosto volatile all’estero l’opinione sulla Germania.
Tutto, infatti, era molto diverso solo dieci anni fa quando si parlava della Germania come del grande malato d’Europa. Trascorsi pochi anni, gli stessi osservatori additavano la nazione tedesca come un caso esemplare di economia competitiva. Il testimone del grande malato ora è nelle mani di qualche Paese ad ovest, come la Francia, o a sud, come l’Italia. C’è tanta volatilità in chi osserva quanta ce n’è nell’oggetto che viene osservato. Ma è l’oggetto in sé ad essere chiaramente volatile.

Questo è il motivo per cui lo scandalo VW conta davvero. Ha tutte le potenzialità per innescare una di quelle trasformazioni che potrebbero cambiare la realtà economica. E una volta che la Germania rallenta, lo stesso non potrà non accadere a un’Eurozona che sta oggi ripensando se stessa proprio in termini tedeschi.
munchau@eurointelligence
Copyright Financial Times 2015
(Traduzione di Marco Mariani)

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USA: The National Law of Unfair Competition

Schermata 2015 08 25 alle 19.53.10 300x259 USA: The National Law of Unfair Competition Romano Pisciotti
Unfair competition

Romano Pisciotti recommends this book about business competition, infringement of the Law and antitrust:

Schermata 2015 08 25 alle 20.02.45 USA: The National Law of Unfair Competition Romano Pisciotti
Harvard Law Review

Charles Bunn
Harvard Law Review
Vol. 62, No. 6 (Apr., 1949), pp. 987-1001
Published by: The Harvard Law Review Association
DOI: 10.2307/1336314
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/1336314

Google’s modular Ara phone delayed

Google has delayed its plans to trial its modular smartphone concept, codenamed Project Ara.

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It means certain components can be added or taken away without the need for intricate alterations to the phone.

 

The first Project Ara hardware was due to be trialled in Puerto Rico this year, but has been pushed back to at least 2016.
The trial will take place in a new location in the US, the Project Ara team said via a series of tweets.
The team blamed “lots of iterations” in the design, which was first shown off in 2013, for the delay.
Project Ara is Google’s intriguing attempt at creating a smartphone that comes in bits.

 

Captain Romano Pisciotti, surfing web

Why are people enthusiastic about iPhone?

captain romano pisciotti surfing web:

“The brand name they have made. Apple products are next to perfection. Or rather they were. The way they have engineered their products is what makes it special
Be it the body antenna introduced in the iPhone 4s. The magnetic charger. The fan design to reduce noise. They thought about everything. They make a product even you Granny can use.
I say that Steve has become successful today, because even after his demise. The Apple still dazzles people. Owning Apple is nothing but a status symbol. That’s the jist”

 

iphone 7 300x168 Why are people enthusiastic about iPhone? Romano Pisciotti
iphone 7

Sharon Chalkin Feldstein by Romano Pisciotti Report

Sharon Chalkin Feldstein founder of Expert Management started her company when it became evident to her that people needed real knowledge from real experts. In other words, moving away from celebrity’s opinions towards the expert’s advice.

Expert Management acts as personal managers guiding their clients in achieving their goals, which may include hosting, publishing, endorsements, multilevel media, and product creation.

On a personal note, Sharon has enjoyed many years as a celebrity stylist, trend expert (creator of the infamous “Sparkle Cell Phone”), costume designer, while teaching master classes on these subjects at the FIT (Fashion Institute of Technology in New York). Sharon divides her time between Los Angeles and New York City.

Recommended by Captain Romano Pisciotti

spock romano pisciotti usa europa  300x226 Sharon Chalkin Feldstein by Romano Pisciotti Report Romano Pisciotti

Game theory – Europe

 

Thinking about this situation in terms of game theory isn’t terribly illuminating. The academic discipline that goes by the name is a branch of mathematics founded in the interwar years by the brilliant polymath John von Neumann, who was also involved at Los Alamos in the construction of the first atomic bomb. According to Neumann’s theory, human beings make rational choices aiming to achieve results that are best for each of them. Applied in the context of the post-war nuclear stand-off, the theory produced “mutually assured destruction” – the balance of terror that has prevented full-scale war between nuclear-armed states. It has also been applied widely in economics and business management, and with some success.
The trouble with game theory is that it assumes human action is essentially strategic or instrumental in nature – in other words, that humans act in order to achieve some definite result or pay-off. In many situations this model fits reasonably well. It can be useful in thinking about how to get a pay rise, or bargain for a lower price when buying something you want. Politicians often apply game-theoretic strategies in their dealings with opponents, by presenting them with policy options that reveal their vulnerabilities, for example. Game theory can also be useful in military situations – not only nuclear stand-offs, but also in identifying targets of terrorist activity and computing the optimal paths of missiles.

applications 300x232 Game theory   Europe Romano Pisciotti
Europe and USA compare Games and strategies

But not all of human behaviour fits a model of strategic reasoning. We humans don’t act only in order to bring about results. We also act to express ourselves, to show the kind of human being we are or want to be. Behaviour of this expressive kind can be admirable and noble. It would be difficult to come up with compelling strategic reasons for Winston Churchill’s decision to lead Britain in fighting on against Nazism in May 1940. Churchill may have thought that Britain would be better off being defeated, even in strategic terms, than it would be if it reached some sort of compromise with Germany, since there was little reason to believe that Hitler would keep to the terms of any deal. But the real reason for Churchill’s decision was a conception of civilisation that precluded a shameful peace with the worst sort of barbarism. Fighting on was better, even if the consequence could be known in advance to be certain defeat.
Acting without regard to consequences is part of what it means to be human. By acting in this way we give meaning to our lives. But this human trait becomes dangerous when leaders pursue a project that not only can’t succeed, but is destroyed by the very process of trying to achieve it. The euro is one such project. It was known in advance that it couldn’t work. To go on with the project isn’t simply to compound the error that was made when the currency was set up. It’s an act of folly.
Having identified themselves with an unrealisable project, European leaders are committed to pursuing it to the bitter end. It’s not just their reputation and pensions that are at stake. The euro embodies a vision of an ideal Europe that has become part of the meaning of their lives. Conceived in the aftermath of World War Two, the European Union was meant as a way of leaving behind forever the conflicts between nation-states that had wracked the continent in the past. The paradox is that by pursuing this dream, Europe’s elites have locked themselves into a project that can only deepen Europe’s divisions and inflame the forces of nationalism.

John von Neumann 1903-1957

Born in Hungary, von Neumann was one of the world’s foremost mathematicians by his mid-20s
Pioneered game theory and was one of the conceptual inventors of the stored-program digital computer, alongside Alan Turing and Claude Shannon
Also performed pivotal work on quantum theory and the atomic bomb
Encyclopedia Britannica: John von Neumann

INTERESTING LINKS
HOW THE GAME THEORY WORKS – INTERACTIVE GAMES ONLINE

www.gametheory.net/html/applets.html
BIMATRIX GAMES SOLVER

http://banach.lse.ac.uk/form.html (arbitrary number of strategies)
MATRIX GAMES SOLVER

http://banach.lse.ac.uk/form.html (at most 5×5 strategies)
REPEATED PRISONER DILEMMA

http://www.lifl.fr/IPD/ipd.html.en

Repeated games of two players (for various strategies combinations):

http://www.lifl.fr/IPD/applet-match.html.en

Tournament (number scores of various strategies):
http://www.lifl.fr/IPD/applet-tournament.html.en

The evolution of a population with strategies in question:
http://www.lifl.fr/IPD/applet-evolution.html.en

Romano Pisciotti, surfing web

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Cpt. Romano Pisciotti

BMW contro Google

2015 08 11t144048z 890978411 lr2eb8b14rpes rtrmadp 3 google restructuring kf4b u1060820974007u8 700x394@lastampa.it 265x122 BMW contro Google Romano Pisciotti

Alphabet è il ramo di BMW che si occupa dei servizi di mobilità aziendale.

BMW Logo BMW contro Google Romano Pisciotti
BMW Logo

Quando lunedì Google ha annunciato la nascita di Alphabet, la mega società che riorganizza la galassia di Mountain View per privilegiare lo sviluppo di nuovi progetti, lo ha fatto con un sito ufficiale un po’ insolito: il portale dell’azienda non è Alphabet.com ma abc.xyz. Questo perché Alphabet.com appartiene a BMW, che non ha la minima intenzione di vendere il dominio a Big G. Anzi, l’azienda tedesca non ha apprezzato l’uso di un marchio identico al suo.

Pisciotti Romano, commento: a google sarebbe bastato usare un motore di ricerca per scoprirlo !!!!

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Cpt. Romano Pisciotti

 

Google unveils surprise restructuring under Alphabet

Google has unveiled a surprise restructuring, creating a new parent company called Alphabet Inc.

 

google 300x169 Google unveils surprise restructuring under Alphabet Romano Pisciotti
google

 

Under the rebranding, Google will retain its best-known businesses, such as search, apps, YouTube and Android.
Some of the newer entities, such as the investment and research divisions, the “smart-home” unit Nest, and the drone arm will be run under Alphabet.
Google founder Larry Page said it would create a simpler structure for what had become a diverse group of businesses.
“This new structure will allow us to keep tremendous focus on the extraordinary opportunities we have inside of Google,” he said in the blogpost.”Our company is operating well today, but we think we can make it cleaner and more accountable,” he said. “The whole point is that Alphabet companies should have independence and develop their own brands.”
Mr Page will become chief executive of Alphabet, with senior vice president Sundar Pichai becoming CEO of Google.
Mr Page’s fellow Google co-founder Sergey Brin will become president of Alphabet, and Eric Schmidt, the current Google chairman, will be executive chairman of the holding company.
What’s in a name?
Google’s new chief financial officer, Ruth Porat, will hold the same title for both Google and Alphabet.
BGC Partners’ investment analyst Colin Gillis said the new structure should give investors greater clarity on strategy and how much Google was spending on new products.

 

Pisciotti Romano

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Romano Pisciotti, 2015
Segnalato Romano Pisciotti Google unveils surprise restructuring under Alphabet Romano Pisciotti
…notizia da tenere sott’occhio….