Mafia “solidale”

Io vivo in Nigeria e sono sicuro che nessun Nigeriano, con 4.000 dollari in tasca, voglia lasciare definitivamente il proprio Paese.

Sino a qualche anno fa, i villaggi Nigeriani si autotassavano per mandare a studiare all’estero qualche giovane, con l’impegno di tornare e di dividere con il villaggio gli utili ricavati dal futuro lavoro d’ingegnere, medico, ecc…. Questi erano i veri migranti!!! Studenti che hanno frequentato anche le nostre Università, alcuni di loro hanno vinto borse di studio e, poi, hanno trovato lavoro in Italia o in patria.

Diversa è la storia dei clandestini provenienti dal Sub Sahara: per attraversare il deserto, nel tentativo di raggiungere la Libia, occorrono mezzi e organizzazione di tutto rispetto, oltre che la compiacenza di qualche funzionario corrotto; organizzazioni del malaffare possono mettere a disposizione tutto l’occorrente.

Forse, sino a pochi anni fa, qualche giovane poteva essere incantato dal miraggio europeo, da qualche tempo le televisioni dei paesi Africani scoraggiano questo tipo d’avventura e proponendo le immagini delle difficoltà dei viaggi clandestini già trasmesse dai media europei, naufragi e morti inclusi.

Se nessun sano di mente affronta più questi viaggi che non hanno nulla a che vedere con guerre e rivoluzioni, rimangono solo due categorie di clandestini: i forzati e i soldati…della mafia; famiglie ricattate dai trafficanti d’uomini o giovani già affiliati a qualche clan malavitoso. Tenere aperta l’autostrada del mare, è sempre e comunque, favorire questo traffico illegale, se non addirittura vergognoso! Senza una via si limitano o s’interrompono i viaggi clandestini.

La mafia ha bisogno di confini aperti e di governi tolleranti per potersi espandere come un cancro. La mafia è disposta a venire a patti con tutti, quando addirittura non sono gli Stati o varie organizzazioni private, che per scopi politici o di lucro, si alleano con essa.

Le “pressioni migratorie” servono alla malavita per ogni tipo di nefandezza: prostituzione, spaccio, manodopera a basso costo e persino traffico di organi; servono all’incontrollato sistema “liberalista” per creare un futuro mercato unico di masse globalizzate; servono alla fantafinanza e alla politica, per creare occasioni di tensione e scontro; sembrano servire alla Chiesa, per affermare un ruolo; servono ai Governi africani, interessati al motto “aiutiamoli a casa loro!”

La contrapposizione “buonisti” e “sovranisti” alimenta voti per entrambe gli schieramenti, essendo diventato il nuovo tema delle battaglie elettorali; qualcuno spera anche in facili cittadinanze per crearsi un futuro serbatoio di voti.

Ingenui buonisti o bastardi in malafede, raccolgono soldi per oliare questo “sistema” assurdo e si acclamano azioni illegali per attaccare leggi e Governi. Si potrebbe affermare che, se un tempo, la guerra era l’estensione della diplomazia, oggi, il sostegno all’immigrazione incontrollata, è la nuova arma estrema di ricatto anche tra Stati: una guerra non combattuta che crea vittime, falsi eroi… fatturati.

Ultima cosa: con 3.000 dollari in tasca e un biglietto aereo pagato (…all’incirca il costo di ogni singolo viaggio sostenuto dai trafficanti), un Nigeriano può ottenere un visto regolare, ma a quel punto diventerebbe rintracciabile e rispendibile al mittente… questo alla mafia, nostrana o nigeriana, non piace!

Se l’immissione di giovani, realmente, servisse ai paesi che stanno invecchiando o alle aziende bisognose di manodopera (…da rispettare e pagare), non mancherebbero i modi per favorire l’immigrazione regolare; non mancherebbero i modi per l’integrazione di persone che dimostrino la volontà d’integrarsi. Ora, i clandestini sembrano le armi di nuove guerre o per la destabilizzazione di equilibri secolari.

L’Italia è stata nazione di emigranti, forse qualche mela marcia l’abbiamo esportata anche noi…nulla a confronto di milioni di persone che hanno pagato un regolare biglietto, hanno sgobbato e si sono integrate (rispettando le leggi) in Europa e nel resto del mondo.

 I paesi africani hanno bisogno di cultura, investimenti e tecnologia… quelli più poveri hanno bisogno di acqua e farina, i veri sconfitti saranno, nuovamente, questi ultimi.

 

 Romano Pisciotti

 

 

2 thoughts on “Mafia “solidale””

  1. Mi sono sempre chiesto e ,immagino di non essere il solo ,come fanno i clandestini a pagare così tanto per venire in Europa e rischiando soprattutto la vita. Indubbiamente ci saranno interessi mafiosi e gente senza scrupoli che approfittano della situazione. Non vedo però alcun interesse da parte degli stati europei ad affrontare veramente il problema. Tirano avanti senza un progetto il solo progetto è “ no nel mio giardino “ . Aiutare i paesi africani è certo una idea ottima ,ma purtroppo vediamo come spesso tali paesi sono politicamente inaffidabili e molto instabili . Si rischia di vanificare un progetto serio e determinato. L’Europa ha sempre e solo preso da questi paesi credo che sia giunto il momento di dare senza fare conti , senza se e senza ma.

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