Romano Pisciotti

“When my ship will no longer be the courage, pride and hope of a people … she will no longer have a flag.”

Romano Pisciotti

Amerigo Vespucci 300x300 Romano Pisciotti Romano Pisciotti

“Quando la mia nave non sarà più il coraggio, l’orgoglio e la speranza di un popolo…non avrà più bandiera.”

R.P.

romano 3 300x215 Romano Pisciotti Romano Pisciotti

Capt. Romano Pisciotti

Industrial & Business Management Expert

After an important experience as naval officer,

I worked on behalf of important international companies in Argentina, Brazil, Egypt, Italy and Nigeria with full responsibility, in a managerial position.

I have actively participated at the business start-up of new operating units both in Italy and abroad.

I have been fully involved in the restructuring of companies and the regeneration of business activities. In my different experiences, I have directed multi-ethnic work groups even in stressful environments.

I have lived for more than six years in Nigeria where I have had significant experiences as General Manager.

My current activities still bind me to Africa, to Lagos, as a business consultant and teacher at the Rome Business School

I have never neglected the professional upgrading by following courses at qualified universities.

La Verità

Brilli più degli altri, questo è difficile da sopportare per alcune persone

BUSINESS & MARKETING

Royal Appeal 745x1024 Romano Pisciotti Romano Pisciotti

Commercial Developer

for Motor Parts Industry (IVECO Dealer, Lagos – Nigeria)

italmotor@gmail.com

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Romano Pisciotti

“Quando stai per rinunciare, quando senti che la vita è stata troppo dura con te, ricordati chi sei: un marinaio di una volta. Ricorda il tuo sogno“.

“When you are about to give up, when you feel that life has been too hard on

you, remember who you are:

a sailor of yesteryear. Remember your dream “.

Africa’s Century

BUGIE // falsehood

verità Romano Pisciotti Romano Pisciotti

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“Sailor sailed and prepared manager”

Navy Naval Academy Romano Pisciotti Romano Pisciotti
Accademia Navale – Naval Academy

Teacher at the Rome Business School

Romano Pisciotti Romano Pisciotti Romano Pisciotti

Romano Pisciotti: Rome Business School

European Foundation for Management Development (EFMD)

The defense of partisan positions is certainly legitimate, while the dissemination of untrue information is always unacceptable.

bugie della giustizia 1024x535 Romano Pisciotti Romano Pisciotti

La difesa delle posizioni di parte è certamente legittima, la diffusione di informazioni non veritiere è invece sempre inaccettabile.

 

 

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Siamo tutti cattivi nella storia di qualcuno

We are all bad in someone’s story

http://www.navismotor.it/

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ITALMOTOR Romano Pisciotti Romano Pisciotti
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ITALMOTOR Ltd. CATALOG & BUSINESS LINK: 

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ASTRA

ITALMOTOR Ltd – CATALOG & BUSINESS

Logo IVECO 300x71 Romano Pisciotti Romano Pisciotti

La memoria dell’impresa // The memory of the company

Facciamolo strano…LET’S STRANGE

 

Rotary Hose 300x173 Romano Pisciotti Romano Pisciotti
Rotary Hose
 

Mail to: italmotor@gmail.com

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ITALMOTOR.tech

www.auroraviewresort.com

 

ITALY

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ITALMOTOR AFRICA

THE ROME BUSINESS SCHOOL NIGERIA

 

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Master License

ITALMOTOR.techelicot Romano Pisciotti Romano Pisciotti

colonna infame Romano Pisciotti Romano Pisciotti

Le quattro parche

Onestà e sogno

sono morti

sotto le mura d’Invidia

e paludi di Gelosia.

Non c’è storia

quando l’Infamia

rammenda le verità

di cuciture incerte

imbastite da giochi

d’altri interessi.

Non c’è riscatto

ma solo vociare

dopo squallide sentenze

di Vergogna.

Il cuore batte e

non s’arrende mai

ai pupetti di bottega.

 

Romano Pisciotti

TORTORA Romano Pisciotti Romano Pisciotti
Gentlemen of the Court, I am innocent … I hope you are too
Vite da capitano Romano Pisciotti Romano Pisciotti
Vite da capitano

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Schermata 2021 03 17 alle 11.44.23 1 Romano Pisciotti Romano Pisciotti

 

China and America dominate global business like never before. That should be a wake-up call for other countries.

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ferra Romano Pisciotti Romano Pisciotti

This video shows you how to pronounce FIAT, Alfa Romeo, Lancia, Ferrari, Lamborghini, Maserati, Pagani, Abarth, Pirelli (pronunciation guide).

Victoria nobis vita

Con i cannoni mozzati, il Vittorio Veneto lascia Taranto per sempre; è quasi banale e scontato il parallelo con un Paese che sta perdendo ogni gloria, ogni voglia di lottare: l’Italia si sta sciogliendo in un meticciaggio di bassa lega che nulla a che vedere con l’arricchimento frutto di mescolanza di culture, l’Italia si è piegata alla fantafinanza e alla falce mortale del globalismo.

Mentre politicanti e giornalai festeggiano la fine dell’Italia industriale, la fine di quella Nazione orgogliosamente operosa, la fina di una Patria madre di cultura e d’imprenditori illuminati, il Vittorio Veneto, simbolo dell’ultima vittoria e del sacrificio di un popolo, attraversa, con il buio, il canale navigabile che separa l’Arsenale dagli orizzonti, dai sogni e dalle passioni.

La nave si consegnerà ai turchi che la faranno a pezzi…noi ci siamo abituati a consegnare le nostre navi, armate o disarmate, questa volta non si andrà a Malta, ma in un cantiere di demolizione dell’alleato NATO che ha occupato parte della Libia e, minacciando i nostri interessi, si sta impegnando nel creare problemi nel Mediterraneo.

Addio Vittorio Veneto, almeno sei ancora riuscito a salpare con le note del Piave, prima che “oh bella ciao” diventi inno nazionale….

 

Romano Pisciotti

video: 

Victoria nobis vita

 

Brilli più degli altri, questo è difficile da sopportare per alcune persone

ROMANO PISCIOTTI: trovata nel web:
LA STORIA DEL SERPENTE E LA LUCCIOLA
Racconta la leggenda, che un serpente inseguiva una lucciola per divorarla.
Il piccolo insetto faceva l’impossibile per fuggire dal serpente.
Per giorni fu una persecuzione intensa. Dopo un po’ di tempo, la lucciola stanca ed esausta si fermò e disse al serpente:
Posso farti tre domande?
Il serpente le rispose: – “Non sono abituato a rispondere a nessuno però siccome ti devo mangiare, puoi chiedere!” –
– “Domanda numero 1: appartengo alla tua catena alimentare?” – chiese la lucciola.
“- No!” – rispose il serpente.
– “Domanda numero 2: Ti ho fatto qualcosa di male?” – disse la lucciola
– “No, assolutamente!” – Tornò a rispondere il serpente.
– “Domanda numero 3: E allora…. perché vuoi mangiarmi?”
– “Perché non sopporto vederti brillare!”
Morale: In varie occasioni può capitare di incontrare persone che ti criticano, condannano, etichettano, sebbene tu non abbia mai fatto loro qualcosa di male, e malgrado tu ti sia dimostrato gentile con loro. E tutto ciò avviene perché, così come la lucciola, possiedi la tua luce interiore, illumini il tuo cammino e il cammino di molti che camminano nell’oscurità. Brilli più degli altri, come fa la lucciola di notte e questo è difficile da sopportare per alcune persone, perché non hanno quella luce interiore, quel brillìo proprio e soffrono vedendoti brillare.
Sono persone che vivono nell’infelicità. Tu non smettere mai di essere te stesso, di illuminare con quella tua luce, anche se questo dà fastidio a coloro che vivono nella totale penombra.
“I serpenti che mangiano le lucciole non capiscono che poi rimangono al buio per sempre. “

Fiat celebra i 50 anni di ‘What’s going on’ di Marvin Gaye

Fiat celebra i 50 anni di ‘What’s going on’ di Marvin Gaye

con un video sulla sostenibilità, tema ispiratore di 500 Electric

Fiat ha messo sul suo canale Youtube un video tributo che celebra il cinquantesimo anniversario dell’album ‘What’s going on’ di Marvin Gaye. E’ un filmato emozionale, ricco di immagini coinvolgenti sulle note del pezzo ‘Mercy Mercy Me’ tratto dall’album, uno dei primi esempi musicali di attenzione al ‘climate change’, scritto con l’obiettivo di denunciare gli effetti dell’inquinamento su aria, oceani e animali.

Riconosciuto dal magazine Rolling Stone come uno dei migliori dischi di tutti i tempi, l’album affronta direttamente temi di forte impatto sociale come la tutela dell’ambiente, la lotta per l’inclusione e l’equità, l’impegno per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.

500 Fiat celebra i 50 anni di ‘Whats going on’ di Marvin Gaye Romano Pisciotti

Fiat 500 che negli anni ’60 aveva inventato la ‘motorizzazione democratica’, oggi si fa portavoce di un messaggio di cambiamento, di attenzione all’ambiente e di mobilità sostenibile, valori incarnati dal claim del brand ‘Drive for Change’.

500 e Fiat celebra i 50 anni di ‘Whats going on’ di Marvin Gaye Romano Pisciotti

 

Presentata da Romano Pisciotti

John ElkannGiovanni Antolini Romano Pisciotti 1 669x1024 Fiat celebra i 50 anni di ‘Whats going on’ di Marvin Gaye Romano Pisciotti

24 Maggio 1915-2021

24 Maggio

Le zecche danzano
sul Piave e sulla storia,
hanno succhiato il sangue
della libertà e dell’onore.
Popolo d’anime spente
incapace di combattere,
incapace di sognare,
incapace di difendere
e celebrare il passato
per un futuro
nel canto dell’orgoglio.
Forse sognano ancora
…d’essere vivi.

 
(Romano Pisciotti)

LEGGE DEL MARE: PORTO SICURO

“Porto vicino” non è scritto da nessuna parte. “Porto sicuro” è definito solo per ciò che non è. 

Il porto sicuro

Che cos’è un “porto sicuro” o “luogo sicuro” (nelle convezioni internazionali Pos, “place of safety)?

A chiare lettere non c’è scritto da nessuna parte – risponde Matteo Villa, analista dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), esperto di migrazioni –. L’unico modo in cui si può provare a ricavarne una descrizione sono le linee guida dell’Organizzazione internazionale del mare (Imo) del 2004, che definiscono solo che cosa non è un “luogo sicuro”.

Non sono obbligatorie, si tratta di raccomandazioni e strumenti di ‘soft law

e stabiliscono che non si può sbarcare dove non sono garantiti alcuni diritti fondamentali, in particolare se a bordo ci sono persone che potrebbero beneficiare di tutele addizionali come, ad esempio, potenziali richiedenti asilo”.

È un dibattito ideologico, che non ha nulla a che fare con il diritto marittimo.

Il diritto marittimo è usato come una scusa, ma non esiste nessuna regola del diritto marittimo che consenta a una nave di non rispettare le regole della sua registrazione di bandiera, non esiste nessuna regola del diritto marittimo che consenta al comandante di disobbedire consapevolmente alle regole della bandiera battente la sua nave, non esiste una singola regola di diritto marittimo che consenta al Capitano di scegliere solo il porto che lui e solo lui decide sia “sicuro”, non esiste una singola regola di diritto marittimo che consenta al capitano di decidere che la Tunisia (nientemeno che la Tunisia con i suoi nove milioni di passeggeri delle crociere ogni anno!) non è “sicura” perché non offre “asilo” (che nulla ha a che fare con la “sicurezza”, ma con l’ideologia politica di ciascuno, che quindi non persegue la sicurezza ma i benefici politici)

Porto vicino

Più facile sarà capire che cos’è il “porto vicino” e dove si trova? Geograficamente sì. Giuridicamente proprio per nulla. Perché l’espressione “più vicino” (“closest” o “nearest”) non è contenuta in nessuna convenzione o trattato sul diritto internazionale del mare; o almeno non con riferimento allo sbarco dei naufraghi. Mentre appare decine di volte per parlare di collisioni fra navi, delimitazioni per definire un arcipelago o le acque territoriali, porti dove ormeggiare per riparare guasti che stanno causando danni ambientali e sversamenti in mare di sostanze tossiche o per definire la “più vicina rappresentanza diplomatica dello stato di bandiera”.

La minima deviazione possibile

La frase che usa invece la giurisprudenza internazionale sui naufragi è un’altra: “minimum further deviation”, cioè una “deviazione minima ulteriore” rispetto alla rotta originaria della nave che ha soccorso. Un accorgimento pensato per limitare i danni economici di mercantili e armatori e ridurre il lasso di tempo in cui un’imbarcazione inadeguata si trova a navigare sovraccarica di esseri umani.

Soccorso e sbarco

Quarto capitolo: quanto velocemente devono avvenire le operazioni di soccorso e, soprattutto, quelle di sbarco dei naufraghi? È stato questo in fondo il vero nodo cruciale dei casi Aquarius (scortata a Valencia dalla Guardia costiera nel giugno 2018) Diciotti (per giorni in attesa al porto di Catania), e i diversi casi Sea Watch, incluso l’ultimo, che ha visto la comandante Carola Rackete prendere la situazione di petto e forzare l’ingresso in porto. I testi internazionali, ancora una volta, offrono più punti interrogativi che certezze. La frase chiave è quel “non appena ragionevolmente praticabile” (“as soon as reasonably practicable”) messo nero su bianco nel terzo capitolo della Convenzione Sar del 1979, che ovviamente lascia aperto un oceano di interpretazioni.

 

Romano Pisciotti: Navigando il web

IPOTESI SULLA TRAGEDIA DEL MOTTARONE (STRESA)

In queste ore, a causa della concitazione che ha seguito il disastro, si è fatta molta confusione su quale cavo si sia spezzato: quello portante o quello traente? E’ certo che a cedere e a finire tranciato è quello “traente”, come hanno detto la sindaca di Stresa e il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Verbania Roberto Marchioni. Cos’è il cavo traente? E’ la fune d’acciaio che produce il movimento delle cabine: è a quella fune che gli abitacoli sono agganciati. Poi c’è l’altra, la “portante”, che rimane ferma rispetto ai veicoli e che ha funzione di sostegno. Tutti gli impianti di risalita hanno sistemi di pesi, contrappesi e di sicurezza sia a monte che a valle per bloccare la corsa delle cabine in caso di anomalie. 

Schermata 2021 05 24 alle 08.40.00 IPOTESI SULLA TRAGEDIA DEL MOTTARONE (STRESA) Romano Pisciotti

 

Quello che è certo è che c’è un cavo tranciato, dice il tenente colonnello dei carabinieri Giorgio Santacroce, che comanda il reparto operativo di Verbania. Un solo cavo tranciato perché “gli altri sono intatti“. Quel cavo è il cosiddetto “traente“. Si è staccato, dice l’ufficiale dell’Arma, all’altezza dell’ultimo pilone. È il tratto di salita in cui l’impianto è sottoposto allo sforzo maggiore. Esiste un dispositivo di sicurezza che entra in funzione in casi come questi. Ma la cabina, raccontano numerosi testimoni, ha cominciato ad arretrare, a velocità crescente. Ha finito di correre all’altezza dell’ultimo pilone contro il quale si è scontrata: lì è precipitata giù per 15-20 metri e ha cominciato a rotolare lungo il pendio per qualche decina di metri finché non si è fermata contro alcuni abeti.

Nella prima ipotesi il cavo si è spezzato, la cabina ha cominciato ad arretrare e all’altezza del pilone, dove ci sono le carrucole, si è scontrata col pilone e si è sganciata finendo nel vuoto. Nella seconda ipotesi il cavo – per motivi tutti da capire – si è “scarrucolato”, come si dice in gergo, cioè è uscito dalla via delle rulliere sulla parte alta del pilone e a quel punto si è strappato. “Non è un accertamento che può essere fatto nell’immediatezza sarà necessario fare verifiche di carattere tecnico” dice la procuratrice Bossi.

Ma c’è una terza ipotesi e la avanza all’AdnKronos Beppe Pontrelli, fondatore del Comitato Giustizia 3 febbraio, che riunisce le famiglie delle vittime della strage del Cermis del 1998, quando un aereo militare Usa della base di Aviano tranciò un cavo della funivia provocando la morte di 20 persone. Secondo Pontrelli “è evidente che il sistema di sicurezza del freno della cabina non ha funzionato” perché “il vagoncino a valle si è fermato a pochi metri dalla stazione. In buona sostanza si è trattato di un guasto tecnico per mancato funzionamento del sistema frenante della cabina sulla fune portante”.

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NAVIGANDO IL WEB, ROMANO PISCIOTTI

Diritto alla Giustizia

Affermava solennemente nel XIIIsec. la Magna Charta:
A nessuno verrà negato o ritardato il diritto alla Giustizia.
Un buon prncipio che da noi è rimasto solo sulla charta…
(Giulio Valdisole)

Se l’ingiustizia è difficile da eliminare nei fatti, la possiamo far sparire ristrutturando il nostro modo di vedere la realtà. Ma ciò che sparisce è solo il nostro senso della realtà.

(Vittorio Pelligra)

Pisciotti Romano: dicono che giustizia e ingiustizia cambiano, a seconda di chi le guarda….la giustizia cambia in base a chi l’amministra, al contesto politico ed economico.

Siamo tutti cattivi nella storia di qualcuno

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pena di morte Diritto alla Giustizia Romano Pisciotti