Vele come un ricamo
di brezza leggera
per la fragile barca
del pescatore:
soffio di speranza
per anime semplici.
Rito pagano e cristiano,
profezia attesa
per un futuro
almeno
meno gramo!
Romano Pisciotti
– La sera del 28 giugno, vigilia della solennità dei santi Pietro e Paolo, davanzali, cortili e giardini di un’ampia porzione d’Italia e della Toscana si riempiono di caraffe d’acqua limpida che custodiscono un albume d’uovo.
Questo gesto semplice dà vita alla cosiddetta ‘Barca di San Pietro‘, nota anche come ‘veliero‘, usanza radicata soprattutto in Garfagnana e Val di Lima, Valleriana e Galciana. Secondo il folklore, durante questa notte l’apostolo pescatore soffierebbe nel recipiente, trasformando l’albume in sottili vele cristalline che, all’alba del 29 giugno, galleggiano come un minuscolo veliero. In origine, la forma di queste “vele” era un oracolo agricolo: aperte e distese promettevano sole, fortuna e raccolti abbondanti, chiuse e filiformi annunciavano piogge e difficoltà.
Mai sentito prima. Ogni angolo del Bel Paese ha una storia da raccontare.
Leggermi serve a qualche cosa 🤣😏🤗