Genova: Ponte sul Polcevera – (Italy)

Bandiera a lutto Genova: Ponte sul Polcevera    (Italy) Romano Pisciotti

Il rispetto per i morti è sincero e dovuto, il rispetto e l’amore per questo Paese altrettanto…meno per i politicanti e i giornalai, ai quali ci si deve avvicinare con spirito critico.
Io sono convinto che le strutture vitali e i servizi di base di un Paese debbano essere principalmente, seppure non totalmente, pubbliche: acqua, luce, gas, ferrovie, telefonia, rete stradale…ecc…Tutto deve essere, ovviamente, ben gestito: non mancano esempi, o non sono mancati in passato, come non mancano speculazioni e ruberie. Non trovo esempi di efficienza in questo clima post-liberista.
Se non siamo il “paese dei campanelli” i servizi non devono avere scopo di lucro…o pensiamo di fare business con i Vigili del Fuoco o l’Arma dei Carabinieri o con l’acqua da bere e l’aria che respiriamo?
I ponti non si suicidano!!!! Crollo strutturale o atto di Dio sono sempre preceduti da incuria o errori….non stiamo parlando di un vascello in balia delle onde!
Vorrei ricordare che: “solo nel 2016, i ricavi da pedaggio di Atlantia sono ammontati a 4 miliardi. Per non parlare del fatto che, ogni anno, a gennaio arrivano puntualmente i rincari dei pedaggi in teoria giustificati dagli investimenti dei concessionari sulla rete autostradale. Negli anni, le autostrade si sono confermate una gallina dalle uova d’oro per i Benetton che le hanno acquistate a prezzi stracciati dallo Stato”.
Stato e privati sembrano congiurare contro gli utenti e nel caso del ponte sul Polcevera, come minimo, sono mancati il monitoraggio e il controllo da parte di Autostrade e da parte degli Enti preposti.
Lo Stato deve funzionare: è un nostro diritto e un dovere di tutti!!!!
Se, invece, l’Italia sta assomigliando al paese dei campanelli, me ne vergogno e lavorerò per migliorarla.

Romano Pisciotti

“only in 2016, Atlantia’s toll revenues amounted to € 4 billion, not to mention the fact that, every year, in January the toll price rises are justified in theory by the investments of the concessionaires on the motorway network. highways have confirmed the goose that laid the golden eggs for the Benetton who bought them at rock bottom prices “.

 

 

La Lanterna 240x300 Genova: Ponte sul Polcevera    (Italy) Romano Pisciotti
La Lanterna

Quando crolla un maxi ponte, per di più sopra una città come Genova, allora dobbiamo capire che le Autostrade vanno nazionalizzate e gestite senza logiche di profitto. Se si confermerà il cedimento strutturale la revoca delle concessioni ad Autostrade sarebbe un atto dovuto e doveroso.

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Romano Pisciotti: concordo !!!!

IMG 4062 300x203 Genova: Ponte sul Polcevera    (Italy) Romano Pisciotti

The beautiful Sicily

Sicilia 1 The beautiful Sicily Romano Pisciotti
Italy

Sicily The beautiful Sicily Romano Pisciotti

 

SICILY / SICILIA

 

Land of Fire: Divine forces flowing to the sea in crystal rivers between lava rocks and deep lakes, invisible to mortals and to the envious Moon; theatre of magnificence for the Deities that reign the Earth, battlefield for the splendour of the God who rules the waves: infinite clash for the power of beauty.

Romano Pisciotti

Terra del fuoco: Divine forze scorrono al mare in fiumi di cristallo tra rocce di lava e laghi profondi, invisibili ai mortali e alla Luna invidiosa; teatro della magnificenza per le Divinità che regnano la Terra, campo di battaglia per lo splendore del Dio che regna le onde: infinita battaglia per il potere della bellezza.

Romano Pisciotti

LEtna la Montagna degli Dei The beautiful Sicily Romano Pisciotti
L’Etna – la Montagna degli Dei
Etna la potenza 300x150 The beautiful Sicily Romano Pisciotti
Etna – la potenza
Fiume di lava The beautiful Sicily Romano Pisciotti
Fiume di lava
The Valley of Temples 300x145 The beautiful Sicily Romano Pisciotti
The Valley of Temples
La bellezza della luce 300x120 The beautiful Sicily Romano Pisciotti
La bellezza della luce
Milazzo 300x145 The beautiful Sicily Romano Pisciotti
Milazzo
Taormina e lEtna innevato 300x225 The beautiful Sicily Romano Pisciotti
Taormina e l’Etna innevato
The beaches of Favignana 300x145 The beautiful Sicily Romano Pisciotti
The beaches of Favignana

 

South Africa

Shockwaves are still being felt in South Africa after President Cyril Ramaphosa’s controversial announcement that the country’s constitution is to be changed to explicitly allow for the expropriation of land without compensation.

Markets reacted negatively and the currency, the rand, has continued to plummet over the last week.

This is because the plan has invited comparisons with the chaotic land reform programme across the Limpopo River in neighbouring Zimbabwe, which saw scenes of violent evictions of mainly white farmers.

But the move will be welcomed by those tired of waiting for reforms promised when white-minority rule ended in South Africa in 1994.

Nearly a quarter of a century on, the racial differences are still stark, nowhere more so than in the area of land ownership.

Flag South Africa 300x200 South Africa Romano Pisciotti
(Flag) South Africa

White people, who make up just 9% of the population, own 72% of the private land that is held by individuals, government figures show.

The redistribution of land was a fundamental principle of the governing African National Congress (ANC) during its struggle against apartheid, which enshrined racial discrimination in law.

South Africa from Zulu to Mandela

 

Romano Pisciotti reporting from BBC NEWS

Zimbabwe enters a new era, but struggles to escape its past

(Inauguration of Zimbabwe President Emmerson Mnangagwa has been halted after a legal challenge by the opposition against the election result.)

Zinbabwe 300x169 Zimbabwe enters a new era, but struggles to escape its past Romano Pisciotti
Zimbabwe

The deadly violence that followed Zimbabwe’s first election since Robert Mugabe was ousted has created tension in a country that was hoping to put its past behind it, says BBC Africa editor Fergal Keane.

The political drama in this country has oscillated between euphoria, tragedy and farce – from a remarkably peaceful election day, to the shooting down of unarmed protesters, to the extraordinary sight of a president disowning the actions of his own police.

Each day has produced the unexpected and created a febrile atmosphere in which questions about who really controls this country have deepened.

Is it Emmerson Mnangagwa, who took over as president after the military takeover in November and won Monday’s disputed presidential vote, or hardliners steeped in the brutal practices of the Mugabe era?

Signals of hope

Events since the vote have not inspired much faith.

Soldiers beat civilians in several opposition strongholds of the capital, Harare.

Romano Pisciotti: we hope for a better future

ITALMOTOR AFRICA

 

GIUGIARO & FERRARI

 

Ferrari Giugiaro 300x164 GIUGIARO & FERRARI Romano Pisciotti

Proving his mettle with the Ferrari GG50, Giorgetto Giugiaro paints in glowing colors a great adventure

Ferrari GG50 300x203 GIUGIARO & FERRARI Romano Pisciotti
FERRARI GG50

“To mark 50 years of activity in the world of car design, I decided to sculpture a Ferrari to the memory of that great adventure and enjoy it with my family”. Giorgetto Giugiaro fashioned and commissioned a project that spilled into stretching horizons, in that he became concurrently – for the first time ever -supplier and customer of the new car.

GIORGETTO GIUGIARO

Romano Pisciotti: LIKE

Romano Pisciotti copia 2 300x225 GIUGIARO & FERRARI Romano Pisciotti
Romano Pisciotti copia 2

Privatizzazioni // Privatization

 

Sergio Noto Profsore di Storia economica Privatizzazioni // Privatization Romano Pisciotti
Sergio Noto – Profsore di Storia economica

 

ENGLISH VERSION, LINK:

Privatization

Se per privatizzazione intendiamo la cessione del controllo del capitale azionario di aziende pubbliche, dovrebbero essere stabiliti alcuni punti fermi, che purtroppo raramente non sono stati né rispettati né, in molti casi, nemmeno richiesti. Non serve dire genericamente che bisogna tutelare l’interesse pubblico.

Il primo principio da far rispettare è che chi compra deve avere i soldi. Come si dice, lo deve fare con «mezzi propri». Autofinanziamento, no debiti bancari, no aumenti di capitale strani, denaro contante proveniente dalle casse dell’acquirente. E le banche devono stare alla larga dal capitale azionario che viene rilevato, non sono soci ammissibili in un processo di privatizzazione. Insomma le privatizzazioni si pagano cash, non si fanno pagare ad altri. Le privatizzazioni sono una strada da percorrere importante, ma non indispensabile, e si fanno solo se l’economia del paese funziona, altrimenti risultano peggiori della proprietà pubblica. Lo Stato non può fare cassa impoverendo i consumatori e danneggiando l’economia del paese.

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acqua

Il secondo punto riguarda gli interessi prevalenti. Che devono essere quelli dei consumatori o quelli degli utenti, nel caso di aziende di servizi. Un processo di privatizzazione deve comportare in primo luogo un miglioramento, qualitativo e quantitativo dei beni prodotti, un vantaggio per i consumatori, altrimenti è meglio stare tutti a casa propria e lasciare le cose come stanno. Terzo e ultimo, gli acquirenti devono garantire una stabilità della compagine azionaria, almeno fino a quando sono stati in grado di dimostrare che l’azienda privatizzata è in grado di reggersi sulle sue gambe a livelli pari o superiori alla precedente situazione a prevalente capitale pubblico.

Aziende un po’ tutte borderline, a un passo dal baratro, ma cruciali per il nostro paese. Anche per queste dovrebbe valere l’aureo principio che «è il gatto a tirare la coda e non la coda il gatto». Cioè, se certi obiettivi prioritari sono raggiungibili, le privatizzazioni si possono fare, altrimenti meglio lasciar stare. Abbiamo già dato con svendite del patrimonio industriale pubblico, che si sono rivelate un danno permanente e una perdita per tutti.

ALITALIA Privatizzazioni // Privatization Romano Pisciotti
ALITALIA

I LIKE, Romano Pisciotti

Strage di braccianti

Nel mondo, milioni di persone vivono con due dollari il giorno e ancora più persone sperano di poter arrivare a guadagnare due dollari il giorno, altri ancora non hanno neppure la speranza e altri ancora neppure sanno che cosa sia il dollaro.

La strage 300x200 Strage di braccianti Romano Pisciotti
La strage

I ragazzi che si sono schiantati con il pulmino in Puglia, probabilmente, guadagnavano cinque euro il giorno e viaggiavano su un pulmino meno scassato di quelli che costituiscono la logistica del trasporto in gran parte dell’Africa, movimentando persone pigiate insieme a bagagli e animali.
I sostenitori della globalizzazione ritengono un successo l’aumento dell’economia e del benessere mondiale: in effetti, cinque euro il giorno, per pochi “fortunati”, sono un bel successo.

In Italia pensavamo di aver sradicato la piaga del caporalato, ma i nuovi schiavi (non tutti provenienti da paesi lontani) ci ricordano le loro pene, mentre la teoria post-industriale ci spiega che la competizione fa bene all’economia.
Forse la vera piaga è la globalizzazione che si regge su una guerra tra poveri e sul mito del “low cost”…poco importa se il conto finale costa la perdita del lavoro, dei diritti, della dignità e, per non pochi, anche la perdita della vita.
Gli ipocriti si preoccupano di mandare delle navi a ricuperare i naufraghi, ignorando che la gente non annega nel Mediterraneo, ma in un mondo che ha perso, se ne aveva, ogni logica…se non quella degli algoritmi e della finanza fantasiosa.

Vittime non sono solo i morti…il camionista che guidava il TIR, contro il quale i giovani africani si sono schiantati, sarà rovinato per tutta la vita: gli incubi lo tormenteranno.
Sicuramente, il fatto, è “solo” un incidente, si potrà catalogare come danno collaterale di una guerra di cui non si vede la fine.

Anche ai “piani alti” la recessione, causata da uno stravolgimento dei solidi fattori che hanno governato l’economia per secoli, non concede tregua: la ricchezza della generazione dei baby boomers è svanita. Chi è nato tra il 1945 e il 1964, sia in Europa sia nella “ricca” America, si è visto diminuire il potere d’acquisto delle pensioni, aumentare le spese mediche, diminuire il valore dei risparmi investiti in immobili e sta subendo ogni tipo di vessazione finanziaria da Stati sempre più arroganti e Banche sempre più legate al mondo finanziario privato.
Dati alla mano, il numero di persone che hanno dichiarato bancarotta è stato, ultimamente, il triplo di quello del 1991 (studio The Bankruptcy Project): la generazione del baby boom sta invecchiando peggio dei loro genitori. Il dramma è per le nuove generazioni che, mentre ci si riempie la bocca dei miracoli della tecnologia, non riescono a trarre concreti benefici per la vita quotidiana da questo mondo “veloce” e “piatto”

Forse si andrà presto su Marte, non mancheranno i candidati, perché peggio che qua….

 Romano Pisciotti

AFRICA – Beautiful place in Africa

A critical question is whether Africa’s surge represents a one-time event or an economic take-off. The continent’s growth also picked up during the oil boom, but slowed sharply when oil and other commodity prices collapsed during the last years.

Today, individual African economies could suffer many disappointments and setbacks. While short-term risks remain, Africa has strong long-term growth prospects, propelled both by external trends in the global economy and internal changes in the continent’s societies and economies.

Romano Pisciotti: Like

Centaur II: the Italian 8 × 8 armored car

Centauro II: l’autoblindo italiano 8×8
All’inizio degli anni ’90 quello italiano è stato il primo esercito al mondo a poter disporre di un veicolo blindato su ruote in grado di affrontare i carri armati cingolati. Stiamo parlando dell’autoblindo Centauro, che è stato pensato per avere una maggiore mobilità nei teatri operativi urbani (cioé su strada o su tracciati preparati) ma poter operare anche come cacciacarri,grazie al suo armamento.

L’evoluzione di quel veicolo – acquistato anche dagli eserciti di Spagna, Giordania e Oman – è il Centauro II, che mantiene le caratteristiche vincenti del primo progetto, adattandole alle nuove sfide operative di questi anni e dei decenni a venire. Prodotto dal Consorzio Iveco Oto Melara (divisione di Leonardo, ex Finmeccanica).

Centaur II: the Italian 8 × 8 armored car

At the beginning of the 1990s, the Italian army was the first army in the world to have an armored vehicle on wheels capable of dealing with crawler tanks. We are talking about the Centauro armored car, which was designed to have greater mobility in urban operating theaters (ie on roads or prepared tracks) but can also operate as a tank destroyer, thanks to its armament.

The evolution of that vehicle – also purchased by the armies of Spain, Jordan and Oman – is the Centaur II, which maintains the winning characteristics of the first project, adapting them to the new operational challenges of these years and decades to come. Produced by the Iveco Oto Melara Consortium (division of Leonardo, formerly Finmeccanica).

CENTAURO 300x185 Centaur II: the Italian 8 × 8 armored car Romano Pisciotti
CENTAURO

Romano Pisciotti: Produced by the Iveco Oto Melara Consortium

Hiroshima – Nagasaki

On August 6, 1945, an American B-29 bomber named the Enola Gay left the island of Tinian for Hiroshima, Japan. The uranium 235 gun-type, named Little Boy, exploded at 8:16 a.m. In an instant 80,000 to 140,000 people were killed and 100,000 more were seriously injured. The blast wave shattered windows for a distance of ten miles and was felt as far away as 37 miles. Hiroshima had disappeared under a thick, churning foam of flames and smoke. The co-pilot, Captain Robert Lewis, commented, “My God, what have we done?”

 

Hiroshima prima della bomba 300x210 Hiroshima   Nagasaki Romano Pisciotti

Hiroshima dopo la bomba 300x209 Hiroshima   Nagasaki Romano Pisciotti
Hiroshima dopo la bomba

On August 9, 1945, another American B-29 bomber, Bock’s Car, left Tinian carrying Fat Man, a plutonium implosion-type bomb. The primary target was the Kokura Arsenal, but upon reaching the target, they found that it was covered by a heavy ground haze and smoke and were unable drop the bomb. The pilot, Major Charles Sweeney, turned to the secondary target of the Mitsubishi Torpedo Plant at Nagasaki. The bomb exploded at 11:02 a.m. over the narrow Urakami Valley northwest of downtown Nagasaki. Of the 286,000 people living in Nagasaki at the time of the blast, 74,000 people were killed and another 75,000 sustained severe injuries. The damage was less extensive, since the blast was boxed in by the river valley and partly to the fact that the bomb was dropped about 2 miles off target.

 

Romano Pisciotti: madness