Tutti i bimbi hanno una mamma…Alcune mamme sono diventate troppo presto angeli del paradiso, altre non hanno avuto il coraggio di crescere il loro frutto, affidandolo alla carità altrui e alla provvidenza.
Alcuni bimbi hanno avuto come mamma una betoniera, il cosiddetto “utero in affitto”: una pancia da costruzione dove i nascituri sono stati “impastati” per nove mesi e, poi, ceduti ai loro “legali proprietari.”
Forse, domani, avremo bimbi usciti da una stampante 3D.
Sarebbe almeno più romantico, come nel mito, nascere dalla schiuma del mare.
Difficile trovare l’amore nei futuri “bambinifici” creati per soddisfare il capriccio e non il desiderio di maternità.
Questi bimbi generati in laboratorio saranno, penso, uguali a tutti i bimbi normalmente partoriti, anzi, saranno tutti perfetti, come da catalogo.
Potranno anche nascere, come in un alveare, soldati o regine o semplici operaie.
Se così sarà, spero che per uno scherzo di future alchimie, possa nascere un altro Spartacus…e liberare tutti i nuovi schiavi!
Julian Assange sta affrontando il momento più drammatico della sua decennale persecuzione giudiziaria, l’Assemblea Capitolina di Roma sta deliberando se dargli o meno una mano – una mano simbolica, certo, ma importantissima: il conferimento della cittadinanza onoraria della città di Roma.
Perché questa settimana costituisce il momento più drammatico per il 52enne giornalista australiano?
Lo è perché l’Alta Corte londinese sta per pronunciarsi sulla sua richiesta di appello (l’ultima di cui dispone). Se la Corte dice di no, egli potrebbe essere, seduta stante, spedito negli Stati Uniti dove l’attende un processo per ergastolo già scritto.
viaggio, attraversata, potenza, resistenza, bandiera, sogno, lontano, molto lontano, colori, oceano, onde, Atlantico…oltre l’Atlantico…l’immaginario, l’infinito, la partenza, la gente, il saluto, la sirena, il fascino, il capitano, i migranti, l’equipaggio, i passeggeri, le feste, la ciminiera, la scia, la solitudine, il cielo, la nebbia…la collisione, la ferita…la morte!
Tutti abbiamo nostalgia per quel corpo giovane che sopportava ogni eccesso e si beava di…appassionate cavalcate amorose!
Ad una certa età ci si ritrova a scoprire su Google il nome di quel muscolo o di quell’osso che, sempre più spesso, s’inceppa o ci fa male. Se ci fosse solo l’incremento del consumo di analgesici, la vecchiaia sarebbe, come si sente dire, solo una brutta malattia!
Lasciati i ricordi in quel cassetto che fu dei sogni, ci accorgiamo che l’esperienza non serve solo per trovare una scorciatoia o dare una dritta, ma ci scopriamo capaci di risolvere questioni intricate, come se tutto fosse più semplice.
Interpretiamo i bizantinismi della politica e potremmo risolvere problemi economici o, persino, le controversie più accese.
Se non sprechiamo questo “stato di grazia” per argomentare sull’ultima partita di campionato, potremmo scoprire che l’età ci ha dato il super potere dell’esperienza!
I sogni si fanno visioni,
applichiamo parametri logici e otteniamo più risultati senza la fretta dei vent’anni.
Personalmente tornerei volentieri sul ponte di comando a dirigere un’impresa…la pensione m’ingrassa!
Naturalmente anche le querce e i politici invecchiano, ma nessuna testa di legno raccoglie esperienze.
Non faccio l’indovino e non saprei dire se le stime d’incasso milionario per il film Barbie si riveleranno esatte, anche se si può prevedere un gran successo, già confermato nei primi giorni di programmazione negli USA.
Io faccio già fatica a capire il successo di una bambola anoressica che ha vestito i panni di ogni possibile declinazione del vuoto assoluto, ben accompagnata da Ken, il fidanzato asessuato, interprete maschile del nulla.
Io giocavo con i soldatini e adoravo le macchinine, ma quelle bambole di pezza, o i vari bambolotti piagnucolosi che balbettavano “mamma”, hanno riempito i fantasiosi giochi di molte mie coetanee e di tutte le bambine che le hanno precedute…altri tempi!
…Poi, qualcuno deve aver visto, nel prototipo di un’oca integrale, l’emancipazione della donna, la liberazione dei costumi, la società moderna, il nuovo secolo globalizzato…e tutte le rappresentazioni possibili del “nuovo”.
Qualcuno ha visto anche la stupidità umana? Il consumismo? La pochezza di spirito?
Ho conosciuto tante ragazze e conosco tante ex ragazze, signore mature, che fortunatamente, poco assomigliano al modello Barbie, come ben pochi amici hanno intrapreso il ruolo di Ken.
Laureate al servizio del mondo o mamme meravigliose…laureate e mamme meravigliose!
Avranno anche giocato con una Barbie, ma hanno seguito altri modelli.
Sono rimaste Barbie le aspiranti veline o le inseguitrici della Ferragni, come sono rimasti alcuni stupidi Ken della situazione.
Ma se la modella di “biondo vestita” non ha ispirato le moderne amazzoni: astronaute, insegnanti, eccetera…da dove viene il successo di questo film?
La vera Barbie è nata nel ‘59, ma le sue vittime sono nate nel ventunesimo secolo?!
Etica e morale sono parole gommose, appiccicose e scivolose, sono un universo filosofico, psicologico e religioso: una frittura mista alimentata da usi e costumi, conoscenze, credenze, fattori ambientali e tanto, tanto altro.
Dell’etica e della morale, spesso, ne abbiamo fatto bandiera, guida, legge e scempio.
L’Homo sapiens…insieme all’Homo stultus, hanno usato secoli d’esperienze, espedienti, illusioni e menzogne nel tentativo di dare un senso universale, duraturo a queste parole gassose, comprimibili…malleabili.
Assorbendo ogni sorta di stimolo, etica e morale, sono in continua evoluzione, prendendo forme diverse in tempi e luoghi diversi.
La nuova etica seppellisce la precedente e la morale viene sbriciolata in qualche ricordo o esaltata in nuove visioni della società.
Da tempo anche il marketing ha imparato ad usare, a proprio comodo, etica e morale: non c’è sito web aziendale che non dedichi pagine pompose all’etica, sia essa richiesta ai dipendenti o sbandierata come essenza dell’azienda stessa nei confronti del Pianeta.
Da questi ciarlatani, pronti a genuflettersi anche davanti a Greta pur di far quadrare i bilanci, abbiamo imparato a disincantarci…poco, ma non ci beviamo più ogni promessa di tutela verso questo o quello.
Appena ieri, paesi e popoli si sono misurati con la globalizzazione, scoprendo che etica e morale hanno declinazioni diverse…come se la Storia non ci avesse già avvisati!
Molti dei conflitti in atto, palesi o sotterranei, sono anche lo scontro di filosofie etiche: i contendenti hanno una diversa visione del mondo…non necessariamente in modo radicalmente diversa, ma i punti di disaccordo creano fratture che sembrano destinate a crescere…o vogliamo farle crescere.
Oggi che l’etica verso il Pianeta la stiamo lavando via con un po’ di green washing, ignorando le reali risposte utili e sensate, oggi che abbiamo le guerre etiche e morali per esportare la democrazia, oggi…i grandi dibattiti etico-morali sembrano concentrarsi sull’utero in affitto e sull’intelligenza artificiale.
C’è anche un continuo chiacchiericcio sui “diritti” e i “valori”, ma ad uso e consumo di una politica nana e di una finanza gigante: la prima che li usa per fare propaganda, la seconda per abbattere ogni confine , morale e territoriale, fastidioso per il suo potere.
L’intelligenza artificiale potrebbe sostituire il pensiero umano. In un mondo dominato da poche aziende con fatturati superiori ai PIL nazionali, rischiamo di trasformare l’etica e la morale in favole ad uso e consumo di falsi idoli.
Dell’utero in affitto neppure voglio parlarne, considerandola un’aberrazione. Anche se l’etica e la morale sono in continua evoluzione (…e involuzione), spero che si preservi, almeno, il ventre materno dalle follie e capricci di chi etica e morale le ha definitivamente scaricate con lo sciacquone!
Etica e morale possono essere fruste chiodate per nuove inquisizioni o guide per un mondo sano e democratico.
Senza disturbare la filosofia e la religione, penso che rispolverare un po’ di buon senso, semplice e contadino, quello dei nostri nonni, potrebbe essere il sale per le nuove generazioni dell’Occidente che, anche per colpa nostra, si stanno ammalando di becero qualunquismo e di depressione collettiva.
Non può essere etico spingere il mondo ad un pensiero unico, bollando come fake news tutto ciò che non conviene al potere o al fatturato; non è morale affidare i vecchi a robot senza anima; non è morale inzuppare il cervello dei bimbi di racconti senza sogni, né crescerli a illusioni filo guidate; non è etico reprimere le passioni, ma non può essere morale trasformare le voglie in diritti, non è etico annullare i doveri verso il prossimo e verso il Pianeta. Al tempo stesso, non è etico, né morale, parlare e giudicare senza ascoltare le ragioni degli altri.
Forse non è morale…fare la morale!
Rispetto! È tutto ciò di cui abbiamo bisogno…o di etico ci rimarrà solo la raccolta diversificata della spazzatura!
L’Antitrust ha provveduto a comminare una sanzione pari a 760.000 euro a Tim e una di oltre 7 milioni di euro a Dazn per l’intesa che è stata raggiunta dalle due società in relazione ai diritti tv del campionato di calcio di Seria A, per periodo compreso tra il 2021 ed il 2024.
A finire sotto la lente d’ingrandimento dell’autorità era una particolare clausola prevista dall’accordo tra Dazn e Tim, che prevedeva un’esclusiva a favore di quest’ultima e il divieto di sottoscrivere delle partnership con gli altri operatori presenti nel settore delle telecomunicazioni. A seguito di un sub-procedimento cautelare avviato dall’Agcom, che è stato avviato lo scorso 6 luglio 2021, l’infrazione è durata poco più di un mese. Nel corso del mese di agosto 2021 le due società, infatti, hanno provveduto ad interrompere l’applicazione di questa particolare clausola e hanno provveduto a stipulare, con data 4 agosto 2022, un nuovo contratto.
Nell’agosto 1952, su una spiaggia nei pressi di Cagliari, é stata trovata una bottiglia con dentro questo messaggio: “Regia Nave Fiume – Vi prego, Signore, di informare la mia cara madre che io muoio per la Patria. Marinaio Chirico Francesco da Futani, Salerno. Grazie Signore – Italia!”
Con questo ragazzo, durante la tragedia della seconda guerra mondiale, trentasei mila marinai italiani persero la vita…per molti di loro, inghiottiti dal mare, non ci sarà mai una croce: le onde ci hanno restituito il loro coraggio, la loro paura e il loro dolore.
Oggi, solo oggi, ci accorgiamo che il Mediterraneo è anche tomba di sogni, di speranze e gioventù! Se tra le chiacchiere della politica, e della gente, per i barconi dispersi, ci fosse anche una preghiera, anche solo un ricordo, per i nostri morti in mare…potremmo, forse, essere un Popolo, una Nazione.
Purtroppo, sembriamo aver paura dei nostri morti e della nostra storia, sembriamo rinnegare anche il sommesso pianto di Francesco…richiudendo, ancora, la sua anima in quella bottiglia dispersa nel mare dell’indifferenza.
Da quando l’uomo esiste nella storia, il Mediterraneo è tomba d’eroi e per semplici pescatori e marinai. Uomini in pace o in guerra, sotto bandiere diverse, con o senza galloni o stellette: uomini e donne senza più un porto.
Il silenzio dell’abisso rispetta il loro coraggio…noi nuotiamo nel mare della vergogna avendo perso la memoria e, con essa, l’onore.