LA MIA VECCHIA ARCA

Ho costruito una nave

che non esiste,

ma il peso del suo ferro

e dei suoi sogni

è una poesia leggera sul mare,

forte

più delle rabbie di Poseidone.

Una nave che è memoria

di orizzonti e continenti.

Sei tu la nave che ho scelto,

con la ruggine di vecchi rancori

e i desideri mai approdati.

È la nave

di qualche traversata sbagliata,

dei tanti porti giusti,

della serena solitudine

e dell’amore sincero.

Sei la nave del tempo

tra buriane e pirati;

qualche colpo di tosse

dei motori

non cambia l’orgoglio

d’essere per mare.

 

Romano Pisciotti

IL FANGO DI CAMPO ALEGRE

Il fango di Campo Alegre

entrava nelle baracche;

mosche, puttane e marinai,

la squallida fauna

del famoso postribolo:

roba per marinai affamati.

Non ho avuto

il coraggio di sfiorarti,

ragazza senza nome,

in quello squallore

che ti aveva accecato il cuore

e spento il mio desiderio;

il profumo da due soldi

non copriva la disperazione

né le angosce dell’anima.

Ti ho aiutata

a rinnovare l’acqua del secchio;

non ti avrebbero salvata

i soldi che ti ho lasciato.

Me ne sono andato

schifandomi del mio pensiero

e di quella tratta.

 

Romano Pisciotti

GELOSA DELLA LUNA

La sequoia gigante

attraversa venti secoli

senza muoversi

da dove è nata,

schivando fulmini

e boscaioli;

forse la spessa corteccia

conosce il mondo

dialogando con la terra

o accogliendo uccelli,

insetti e mammiferi cantastorie;

porta forse i segni

di eventi lontani

ed è testimone di drammi

e grandi gioie

del mondo intero.

Forse la luna intrigante,

accarezzando le alte chiome,

racconta alla centenaria

fatti e misfatti.

Una vita a piantar radici

senza vedere altri orizzonti,

altri odori, altri colori…

forse vorrebbe

una vita diversa.

Romano Pisciotti