EQUILIBRISMI

 

Se

stando in piedi

t’inciampi

nelle mutande

che stai infilandoti,

forse

caro mio

sei diventato vecchio.

T’incazzi,

per la terza volta

il piede s’inciampa nell’elastico,

ops…

e traballi.

Il ginocchio

si flette,

la gamba

si alza…

ma l’alluce

s’incastra

nell’elastico.

Anziché

fare equilibrismi

ti siedi

o trovi un appoggio!

Una soluzione c’è,

per le mutande,

non per la sciatica

ne’

per il ginocchio

ballerino!

Qualche santo

ti sale in bocca,

così ricordi

le gare campestri

e i salti

in palestra.

Ricordi

i vent’anni,

quando,

senza grassi aggiunti,

sfilarsi e infilarsi

pantaloni e mutande

era

spesso

un rapido siparietto…

sessuale!

Romano Pisciotti

…tranquilli, tutto ok: usate mutandoni più larghi! 🤣

ANIMA NUOVA

Lascia

che l’onda stanca

si spiaggi

sul cuore

quando il mare

raccoglie

i tuoi cocci

di delusioni

e sconfitte,

lascia

che il salmastro,

a poco,

lavi le ferite.

La Luna sapiente

porterà la marea

e altri sogni,

altre speranze

e un’anima

nuova.

Romano Pisciotti

Da sempre associata al femminile, la Luna è per questo il simbolo della fecondità e della purezza. Discreta ma forte, la Luna splende per luce riflessa, ma ha la potenza di agire sugli oceani.

LA MEMORIA DELLA TERRA

I nostri corpi vivono

ora

l’aridità della terra 

e l’arsura 

che spacca 

le zolle polverose.

I nostri corpi,

un tempo sorgenti

di acque 

impetuose di desiderio 

e d’emozioni,

si stanno asciugando;

solo il tuo amore

non vede

la sterile sabbia

che ricopre il tempo

delle nostre vite.

Non bastano

le lacrime

del mio dolore,

della mia rabbia,

a germogliare

nuova speranza

e sogni.

Noi saremo,

immobili,

nella memoria 

della terra.

Romano Pisciotti

ALANG

Abbiamo

camminato sul ferro:

nel metallo

non sono rimaste

le nostre orme

ma quel ferro

ha conservato memoria di noi,

dei nostri pensieri

e della solitudine.

Delle camminate in coperta

noi ricordiamo

il vento gelido,

forse

anche lo scricchiolio

della ruggine sotto i piedi

o l’odore di pittura

nei giorni di bonaccia;

la  nave ricorda i nostri passi

e ogni respiro,

quel ferro

ricorda il tempo,

i viaggi

‏e l’emozione

del rosso tremolio

del sole

in ogni tramonto…

sino alla spiaggia

di Alang

dove

la fiamma ossidrica

ferisce

la lamiera

e cancella

un pezzo

della nostra vita.

 


Romano Pisciotti

CARNE DA CANNONE

La luna buia

nasconde

la mano della morte

stretta nei silenzi

delle bocche aperte

che hanno vomitato

sangue e vita.

Nelle trincee,

nei fossati puzzolenti

o nelle cariche ardite,

la morte sorprende

anche la paura!

Negli occhi impietriti

dei fanti

la Luna può leggere

le loro brevi vite,

i vergini amori

e l’ultimo terrore.

 

 

Romano Pisciotti

AUGURI PROFESSORE!

Il peso degli anni non riesce a piegare chi all’insegnamento ha dedicato la vita…

così per il nostro carissimo professore di Costruzioni e Arte Navale che oggi festeggia onomastico e compleanno.

Io penso che l’emerito professore abbia contato, per un lunghissimo tempo, gli anni scolastici più brevi dell’anno solare; forse per questo ha meno giorni sulle spalle!

Il professore, e poi Preside, deve aver scandito i giorni con il suono della campanella e diviso le ore con le vite di migliaia di giovani studenti…che lui ha sempre considerato discepoli. Le sue lezioni erano lunghi racconti farciti di nozioni, esempi e raccomandazioni. Non ha mai dato un compito a casa, ma le ore di lezione andavano ben oltre le materie specifiche e ci ha preparato per il compito più difficile: la vita!

Auguri professore!

Romano Pisciotti

 

Profumo di speranza

Il “Calicanto” è segno di speranza: non c’è gelata invernale che gl’impedisca di fiorire nella stagione più fredda e spoglia! Il suo profumo intenso risveglia sogni esotici…forse anche erotici: nulla è più erotico di un profumo che infonde un intenso piacere. Nella stagione più fredda, con meno luce, la Natura alza il calice inebriante, invito per la mente a richiamare stagioni meno rigide, preludio per il cuore di caldi abbracci e tempi migliori!

Bevo il profumo

di stagioni fredde

e difficili,

nel buio

di lunghe notti.

Note inebrianti

cantano,

nel rigido inverno,

del sole che verrà,

dei raccolti

e dell’abbondanza.

 

Romano Pisciotti

7 GENNAIO, GIORNATA DEL TRICOLORE

(Al  72.mo)

Com’erano belli quei fumaioli con il tricolore dipinto, promessa di viaggi oltremare, stile, lusso e tecnologia. Solo chi ha tanto viaggiato può essere orgoglioso di vedere il tricolore sventolare sulle nostre ambasciate, promessa di isole sicure a migliaia di chilometri dall’Italia. Tornando dall’altro emisfero o dal lontano Giappone, l’abbraccio della “compagnia di bandiera”, entrando in quel Jumbo con la livrea tricolore, mi faceva subito sentire “casa”…non parlatemi di soldi buttati! Semmai i soldi li abbiamo bruciati per accettare una nuova bandiera che è solo un brodo di stelle, simbolo di “amici” che mal si sopportano, simbolo di fragile unità: questa non è l’Europa che sognavamo!

Sventola Tricolore per ricordare ai bamboccioni che qualcuno l’ha fatta questa Nazione! Sventola per ricordare gli uomini che, nei tuoi colori, si sono riconosciuti popolo.

Invecchio con un peso sul cuore, invecchio tra imbecilli che riconoscono la bandiera solo quando calciano un pallone! Invecchio con il dolore di non vedere l’Europa che già i nostri padri desideravano.

Ancora, come voi, ho nelle vene l’emozione di quel giuramento, urlo di fede salito dal piazzale dell’Accademia…per quel grido continua a  sventolare tricolore!

Romano Pisciotti