TRAPPOLA MORTALE

Il mare calmo

ha già inghiottito

la notte,

incurante dell’eterno

che non lo tocca,

sembra dormire

sazio di tormenti;

il suo alito marcio

sale a un cielo

troppo sbiadito d’azzurro

e il caldo feroce

scioglie le onde

in un respiro lento

che muore tra le vele

già vuote.

Il silenzio dei pensieri

è oramai padrone

dell’incauto vascello

che ha consumato

vento e fortuna

dove il tempo

è solo presagio

dell’imminente fine.

 

Romano Pisciotti

INNOCENTI

I tipulidi sono insetti davvero sfortunati: sebbene per noi totalmente innocui, morfologicamente ricordano delle zanzare giganti…

OGNI RIFERIMENTO NON È CASUALE

Innocui ronzii

di carcerati innocenti

colpiti da una ciabatta

o dal martello

di giudici infami

che, per malavoglia,

si fermano agli indizi!

Insetti

che vivono poco

per natura

o per la folla

che cerca soddisfazione

in una qualunque

vendetta.

Romano Pisciotti

 

Quando la giustizia sbaglia

L’errore giudiziario non è un’astrazione. È un fatto concreto, devastante, che spezza vite e abbatte la fiducia nello Stato di diritto. Ogni anno, nel mondo, decine di persone vengono incarcerate per crimini che non hanno commesso. In alcuni casi, vengono condannate all’ergastolo, in altri addirittura alla pena di morte. Il sistema giudiziario, per quanto costruito su principi di equità e presunzione d’innocenza, non è infallibile. E quando fallisce, lo fa in modo devastante.

 

I tipulidi sono insetti davvero sfortunati: sebbene per noi totalmente innocui, morfologicamente ricordano delle zanzare giganti, sebbene appartengano a famiglie differenti (Tipulidae i primi, Culicidae i secondi). E si sa, una zanzara più è grande più sangue succhia… o almeno è ciò che i più credono. Questi insetti, tuttavia, non sono assolutamente ematofagi, anzi, molte specie vivono così poco che da adulti che neppure si nutrono.

Sono pericolosi? No. Sono nocivi? No. Possono causare danni all’essere umano? No. Possono causare danni a giardini o coltivazioni? No.

È chiaro che ucciderli solo perché somiglianti a grosse zanzare non ha molto senso, lasciamoli in pace.

In foto la mastodontica Tipula maxima.

(© Andrea Bonifazi)

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GIGLI DI MARE

Gocce cadute dal cielo,

come racconta il mito,

semi leggeri

portati dalle onde

su rive sabbiose

dove sboccia

il candore della bellezza:

profumo

nelle dune inospitali

del mediterraneo.

Forse nostalgie di marinai,

pensieri lontani

che tornano

sulle amate terre lasciate.

Forse sogni affidati al mare

per crescere nell’impossibile

o lacrime di cuori

di chi non è tornato.

Fiori urticanti

che portano il dolore

dei combattenti in mare

che avete dimenticato.

Romano Pisciotti

(10 giugno, festa della Marina Militare)

Giglio di mare: fiore meraviglia della natura, bianco e con una forma dei petali che ricorda le bellissime orchidee. Fiore che produce una capsula contenente molti semi di colore nero. Il vero seme è situato all’interno di una massa sugherosa e leggerissima, che permette il galleggiamento del seme come se avesse un salvagente. Le onde e le correnti portano i semi anche in terre lontanissime.

La bellezza e rarità rendono questo fiore un simbolo della biodiversità costiera italiana, ma nasconde delle insidie, in quanto velenoso: può causare irritazioni e ustioni cutanee.

 

LE TORRI ARABE

Sette mitiche torri

popolate da sogni,

glorie e anime infedeli,

dovevano essere

segno della storia

e incrollabile difesa:

il vulcano ha coperto

fatiche, battaglie

e grandi pietre.

l’Etna

è l’unico signore

di queste terre,

alla grande Montagna

poco importa

delle baruffe tra

arabi, siculi o normanni.

Lui è,

e Lui fa

la storia, la vita

e la morte.

Delle sette torri

solo il ricordo

sullo scudo azzurro

stemma di Mascali,

città fiera di resilienza

tra il fuoco

e l’azzurro del mare.

l’Etna continua a borbottare,

forse

si è fatto ragione:

Mascali non cede!

Romano Pisciotti

Delle “Sette Torri di Mascali”, poste nello stendardo dell’odierno Comune di Mascali (CT), non esiste più traccia.

 

VOLO DI GABBIANI

Volo di gabbiani

nel tiepido tramonto,

quando il mare

è più mare:

padrone, madre e poesia,

tormento,

pittore dei colori

d’immensi dolori

e nuovi amori.

Volo di gabbiani

nel rosso tramonto,

quando il mare

è schiavo della Luna,

culla di sogni

o tomba di passioni.

Volo di gabbiani

nel buio incombente,

quando il mare

è sacrificio

per santi pescatori

e rifugio di peccatori,

ombra di muti eroi

e perdizione di anime

sconosciute al paradiso.

Volo di gabbiani

nella notte nera

e nei ricordi

più profondi dell’abisso,

volano

verso bastimenti lontani,

mentre le stelle

si specchiano sul mare.

Volo di gabbiani

nella tuonante tempesta,

il mare

si ribella a Dio

e il cuore rimane solo.

 

Romano Pisciotti

NEI GIARDINI DI NETTUNO

Nel silenzio del mistero,

nel buio profondo

dove

solo pochi pensieri

raggiungono

le anime disperse

e i relitti dimenticati,

piccoli e grandi mostri

si nutrono

del tempo senza giorni.

In quei freddi giardini

vivono

gl’incubi dei marinai,

lontani da Dio

e dal coraggio

dell’avventura.

Romano Pisciotti

Da una nuova revisione dei dati oceanici emerge che oltre il 99,999 per cento del fondo marino globale non è mai stato osservato dagli esseri umani.

ACERBE LABBRA

Acerbe labbra,

affamate di sogni,

vivono l’amore

con emozione,

imbarazzo e passione;

labbra

che si schiudono

al mondo e al destino,

prendendo coscienza

della vita,

del piacere, del futuro

e del tempo…

ansiose

di superare l’adolescenza,

baceranno la gioia

per un breve istante,

presto assaggeranno,

della lacrimosa nostalgia,

il doloroso sapore.

Romano Pisciotti

POTREI PIANGERE

Quante volte

ho avuto voglia di piangere

ma non ho pianto;

quante volte

vivo la tristezza

ma non piango…

però se mi commuovo

le lacrime scendono

sole:

non sono i fatti e il dolore

o i drammi e i tormenti,

ma i pizzichi all’anima,

le fughe della mente

e i sobbalzi del cuore

che fanno scivolare

le mie lacrime…

i volti cari

che ho nel cuore,

le parole

che entrano nell’anima,

le note musicali

che aprono

sogni e ricordi

diventano lacrime.

Forse,

per ciò che non so,

per ciò che non ho provato…

potrei piangere.

 

Romano Pisciotti

The king is not naked/ Il re non è nudo

 

(Sotto la tradizione italiana)

Perhaps there are many who do not like kings and queens, perhaps there are many who have mocked this elderly king, already so involved in the past in gossip and in some slip-ups … but this king, yesterday, gave a speech to our Parliament quoting Dante and reminding all of us Italians of our history! He touched, with calm benevolence, even difficult historical periods for everyone and paid homage to the heritage of the Bel Paese. He sealed the friendship of the English people towards Italy without falling into rhetoric … but with the right amount of solemnity and polite lightness.
” … we returned to see the stars again ” he concluded his speech using, from the Divine Comedy, the last verse of the ‘Inferno: he gave a positive message to all of Europe!
It took an English king to make Italians reflect on the artistic and natural beauties that we possess and to call out those who would deny history or destroy our heritage!

 

Forse non sono pochi quelli che non amano i re e le regine, forse sono tanti quelli che hanno sbeffeggiato questo re anziano, già tanto coinvolto in passato nel gossip e in qualche scivolone…ma questo re, ieri, ha fatto un discorso al nostro Parlamento citando Dante e ricordando a tutti noi italiani la nostra storia! Ha toccato,con pacata benevolenza, anche periodi storici difficili per tutti e ha reso omaggio al patrimonio del Bel Paese. Ha siglato l’amicizia del popolo inglese nei confronti dell’Italia senza scadere nella retorica…ma con la giusta dose di solennità e garbata leggerezza.

“…tornammo a riveder le stelle” a concluso il suo discorso usando, della Divina Commedia, l’ultimo verso dell’’Inferno: ha dato un messaggio positivo a tutta l’Europa!

C’è voluto un re inglese per far riflettere gli italiani sulle bellezze artistiche e naturali che possediamo e a richiamare chi vorrebbe rinnegare la storia o distruggere il nostro patrimonio!

Romano Pisciotti