IL SARTO MALEDETTO

Il sarto maledetto

cuce i desideri

sulle passioni dell’anima:

abiti dorati,

ma tanto stretti

da soffocare il cuore,

o troppo pesanti

per camminare.

Nelle tasche

ci mette il coraggio

e la speranza,

l’orgoglio, la tenacia

e la superbia;

le domande,

ma senza le risposte.

Ci sono abiti caldi

per affrontare i temporali

e camicie fresche

per camminare al sole:

a volte capita l’abito

per la stagione sbagliata.

Rimane sempre quell’imbastitura,

un filo appiccicato alla pelle

che spesso s’impiglia al destino

o alle nostre debolezze;

e il demone tira,

lasciandoci nudi:

la realtà.


Romano Pisciotti

NOSTALGIA E OMBRE

Sono quei giorni

nei quali la pioggia

bagna l’anima

e raffredda il cuore;

sono quei giorni di bassa,

quando il manto della Luna

copre i sogni,

vestendoli d’autunno.

Sono quei giorni

nei quali le tristezze

diventano luogo e tempo;

giorni di pensieri

che si fanno cibo

per un ragno crudele

che tesse

nostalgia e ombre.

Sono quei giorni

che solo un abbraccio

può riscaldare.

 

Romano Pisciotti

SOLE D’INVERNO

 

Il sole d’inverno

scalda i pensieri

dei vecchi,

avvicina i ricordi

alla primavera di un sorriso,

bianco come il sale,

al profumo di olii e giovinezza

di un corpo tonico

vestito dei colori dell’estate.

Amori e passioni

che riempivano l’anima

ma non ancora il desiderio,

come una corsa verso il mare

per tuffarsi nei cavalloni,

incapaci di stancare

la ricerca dell’onda nuova,

più alta, più sfidante.

Sole d’inverno,

disteso sullo sciacquio

di piccole onde

che bagnano

brevi sogni.

 

Romano Pisciotti 

GALAVERNA

La galaverna discese

e ricoprì il cuore

e l’anima degli uomini,

smarriti nella nebbia fitta

della loro ignoranza.

Cadde il pettirosso,

e con lui il segno fragile della vita;

si spense il seme della speranza

nel gelo dove

virtù e poesia

non trovarono dimora.

La legge fu scambiata per forza,

la giustizia per conquista;

terre già arse dai demoni

furono strappate e profanate,

non rese al diritto dei popoli

ma infine consegnate

alla follia della disperazione.

E così il mondo fu lasciato cadere

nel buco nero della maledizione,

dell’abbandono del sacro,

senza pace

né divino ausilio.

Romano Pisciotti

Galaverna: deposito di ghiaccio bianco e ruvido che si forma quando la nebbia, gelando, avvolge e irrigidisce ogni cosa.

SENZA OSSA

Spariranno i motori,

le passioni e i colori,

l’avventura, le mode, i dubbi,

le chiese

e il libero pensiero.

Vestiranno di grigio

e non faranno più l’amore,

cammineranno in fila

come lombrichi.

Saranno controllati

i sentimenti,

i battiti del cuore,

la sudorazione,

il cibo

e la cacca.

Danzeranno gli invertebrati,

connessi e felici,

senza storia né opinioni,

nel barattolo

che chiameranno

nuova civiltà.

Forse conteranno gli anni

dalla fondazione

della Banca Centrale.


Romano Pisciotti

VITTORIANO (Altare della Patria)

Il Vittoriano è monumento

di storia e sacrificio.

Fu Patria.

Fu dolore.

Fu valore.

Era Italia

una e combattente.

Oggi è tomba:

del passato

e degli eroi.

Le pietre resistono

a pennacchi e parate,

a vuote liturgie:

resti di sogni,

menzogne,

fallimenti,

tradimenti

della sola bandiera.

Nessuna pietra pianse

per la corona caduta.

Ogni pietra stilla lacrime

per un Paese

senza testa.

Alla fine,

tutte le pietre

si scioglieranno

nella vergogna.

 

Romano Pisciotti

ORGOGLIO E SOBRIETÀ

Quella divisa bianca

nel sole d’agosto

vestiva la nostra gioventù

e i nostri sogni.

Noi, orgogliosi

di quella fascia blu,

segno d’autorità e vigilanza,

abbiamo compiuto,

con sobrietà e dedizione,

il nostro dovere.

La sciabola del comando,

simbolo di responsabilità

e fedeltà al giuramento,

ci legava al dovere

di combattere per la bandiera

e per i valori che ardevano

nei nostri cuori caldi.

Oggi, senza stanchezza,

ricordiamo il candore

di una divisa

che per sempre

ci ha vestito l’anima.

 

Romano Pisciotti

ILLUSIONE PERFETTA

Delusi dagli dèi,

che ci hanno gettati

in una polenta di stelle:

non siamo mai stati

i prediletti,

ma soltanto futuro pasto

di un buco profondo

che ruota e viaggia

nell’infinito mare

di polvere e detriti.

Galassie immense

che la nostra mente

non distingue

né comprende davvero.

Siamo al centro

solo di una bolla

che inganna l’occhio

e l’anima,

composta unicamente

dalle stelle che vediamo:

illusione perfetta

per l’ingenuità

di uomini che vivono

nel breve respiro

di un nano-luce.

Verità antica,

nota ai Greci,

agli Arabi sapienti

e a Galileo.

Ma impauriti dal vero,

continuiamo a pregare,

preferendo l’illusione.

Romano Pisciotti

SULLA SCIA DEI SOGNI

SULLA SCIA DEI SOGNI

di Romano Pisciotti

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“Alla mia età…” faceva una canzone, “…si comincia a sognar…”

Da quell’età a oggi non ho mai smesso di sognare, pur rimanendo con i piedi ben piantati a terra… non sempre proprio a terra, avendo navigato per molti anni.

Con i piedi a mollo, o meno, non ho mai smesso d’avere traguardi: prima desiderati, poi raggiunti (non tutti). Sognavo di più, non mi accontentavo… né mi accontento ora!

Non accontentarsi mai è una condizione (forse) un po’ precaria. È sfida continua, ricerca continua, miglioramento continuo.

Ho preso anche qualche batosta, ho visto infrangersi dei sogni, ma ho voltato pagina… anche da sotto zero, più volte.

Sono stati i sogni a riportarmi in alto, nel senso più vero: volare…continuando ad avere obiettivi, anche difficili.

Tra successi e sconfitte, posso dire che sognare mi ha sempre fatto bene. Anche solo per sognare rivincite e per aiutarmi nelle risalite.

Sognare mi ha insegnato a ragionare, a prevedere, a vedere il futuro.

Su strade difficili ho incontrato diavoli e angeli. Con pochi maestri ho imparato a confrontarmi con me stesso.

Nelle aziende dove ho lavorato, in Italia e all’estero, sono stato sempre un innovatore — da dirigente e da imprenditore.

Il cambiamento crea nemici più che ostacoli. Il successo spaventa chi vive di rendita e di comodità.

Di nani ne ho incontrati spesso, qualcuno mi ha derubato dei frutti, ma nessuno è riuscito a sradicare il mio albero dei sogni.

Sognare non significa vivere tra le nuvole.

È vivere il futuro — non uno, ma più di uno — e scegliere.

Saper scegliere è la parte più importante: per scegliere serve lucidità staccandosi dal sogno.

Nella scelta siamo soli e siamo veri.

Certamente, non tutto era scritto nei sogni, sarebbe stato troppo facile…e ho affrontato la vita reale: ho vissuto intensamente.

La realtà è come il tempo, sempre più veloce dei sogni: occorrerebbero più ore nella giornata per realizzare tutti i sogni, forse anche più anni…che, purtroppo, non ci sono dati.

Sognare è costruire una realtà diversa, non necessariamente fatta solo di case, auto o soldi. Anche questi possono starci, ma il sogno è più profondo: è plasmare il domani.

Realizzare un sogno non è facile: si vola ma si rischia d’affondare.

Spesso il sogno stesso è una trappola.

Intestardirsi nella realizzazione può essere fallimentare.

“L’avrò di riffa o di raffa”… potrebbe voler dire sopruso, verso gli altri o verso sé stessi.

La rinuncia non è sempre sconfitta: può essere lungimiranza.

Se, a volte, sembro perdermi nel “cazzeggio” …è solo un momento di confronto tra sogno e realtà. Pensare, per molti, sembra diventato un optional.

Ci affidiamo a sondaggi, all’Intelligenza Artificiale e alle opinioni altrui.

Serve invece l’analisi, il confronto tra forze disponibili e obiettivi da scalare.

Buone idee mi vengono camminando, o… cazzeggiando sul divano, dove il soffitto è un buon limite ai voli troppo alti e arditi.

Il sogno può solo spronare, se supera il tuo limite… forse è il sogno sbagliato.

È giusto guardare oltre l’orizzonte, imbarchiamoci con prudenza e l’accortezza di scegliere una buona nave e un buon equipaggio: da un sogno si può tornare, da un incubo no.

Passare da novello Colombo a piccione frollato è un attimo!

Sognare è gratis, realizzarli costa.

Ma vivere senza sogni è vivere da replicanti.

Realizzare sogni richiede sacrificio, coraggio, costanza, un pizzico di fortuna e la consapevolezza che non tutto dipende da noi. Abbiamo bisogno di altri sognatori:

“Ciascuno cresce solo se sognato.” (Danilo Dolci)

Non bastano volontà e ispirazione: serve connessione con il mondo.

Prevedere, anticipare, captare: è il mestiere del realizzatore di sogni. Un buon aiuto può venire dai “segnali deboli.”

I segnali deboli sono preziosi: piccole scosse prima di un’eruzione. Avvertimenti e anticipazioni dei cambiamenti sociali e del mondo che ci circonda.

Nei social, nei discorsi, nei bilanci e negli atteggiamenti si nascondono verità.

Saperle vedere è un’arte.

Io non credo nel “lavoro da remoto”: lontani, ci si disconnette dagli stimoli e dall’ambiente.

Anche la scuola oggi prepara solo pessimi esecutori e non dei buoni sognatori. Così la società dei consumi ci vende sogni precotti — usa e getta.

Esistono manuali per sognatori creduloni, ma vincere alla lotteria è assai raro! Alcuni articoli sono solo trappole motivazionali.

Non basta dire “non mollare mai.”

Il vero consiglio è: non insistere troppo. Cambia sogno, se serve.

Non tutto è realizzabile!

Possiamo sognarci maghi o imperatori, solo se non lo raccontiamo in giro, rischiando di passare per “Napoleoni” da manicomio. Sognare in grande può far bene al nostro spirito, ma attenzione a non esagerare: il risveglio potrebbe essere poco piacevole.

Non leghiamoci ad un sogno anche dopo aver raggiunto il nostro limite, oltre al limite ci vanno i santi…se questi sono i vostri idoli, auguri!

Sii pratico. Valuta forze, costi, e impatto sulla tua vita e sulla vita dei tuoi cari.

Evita i sogni (i progetti) complessi che necessitano troppi incastri con la vita di altri.

Non andare contro la tua natura e il tuo carattere.

Focalizza le tue motivazioni.

Prepararsi alle difficoltà mi sembra un consiglio ovvio.

Chiedetevi se quel sogno è ciò che volete realmente, non chiedetevelo dopo una sconfitta, cadreste nella favola della volpe che scopriva l’uva acerba!

Cazzeggiate e cazzeggiate sino a che non sarete ben convinti che realizzare quel sogno sia il vostro vero e desiderato obbiettivo.

Nessun sogno vale la vita…se non siete degli eroi.

Fissa una scadenza ai tuoi sogni, non siamo eterni.

Gli imprevisti, malgrado venga valutato tutto, sono una certezza. Generalmente un imprevisto non è un dramma e il più delle volte è cosa di poco conto, facilmente risolvibile con piccoli aggiustamenti.

L’imponderabile è ciò che sfugge anche alla più attenta previsione, fortunatamente si tratta di eventi che si fanno annunciare (segnali deboli). Non sempre si può evitare la catastrofe e dovrete correre alle scialuppe, sempre che non vogliate affondare con la nave, però nessun sogno svanito può valere un suicidio.

L’imponderabile è un evento esterno, è assai probabile che voi non abbiate sbagliato nulla, ma capita.

Se l’evento non vi ha sotterrato, potete riprendere la vostra strada verso nuovi sogni.

L’imponderabile è come una specie di meteorite: può dipendere dal cambiamento dell’ambiente, dal cambiamento di una legge, dalla vostra salute, da un’ insospettabile vigliaccata…insomma dalla sfiga più nera!

Ho sperimentato qualche evento imponderabile, ma non ho smesso di sognare e di avere una vita tuttora invidiabile e ricca di progetti in realizzazione.

Indubbiamente sarei stato meglio senza il meteorite, ma l’abilità di non farsi colpire in pieno (l’esperienza), la solidarietà di qualche fedele, la mia professionalità e qualche provvidenziale riserva, mi hanno evitato il disastro. Ho usato la scialuppa e ne sono contento, salvarsi non è disonorevole… se non siete un samurai.

Conservate sempre una scorta di risorse, non necessariamente denaro: sul TITANIC valeva più una scialuppa dell’oro!

Continuate a sognare.

“Noi siamo della stessa sostanza di cui son fatti i sogni…”

William Shakespeare “La Tempesta” (atto IV).

Un abbraccio a tutti,

Romano