Ho costruito una nave
che non esiste,
ma il peso del suo ferro
e dei suoi sogni
è una poesia leggera sul mare,
forte
più delle rabbie di Poseidone.
Una nave che è memoria
di orizzonti e continenti.
Sei tu la nave che ho scelto,
con la ruggine di vecchi rancori
e i desideri mai approdati.
È la nave
di qualche traversata sbagliata,
dei tanti porti giusti,
della serena solitudine
e dell’amore sincero.
Sei la nave del tempo
tra buriane e pirati;
qualche colpo di tosse
dei motori
non cambia l’orgoglio
d’essere per mare.
Romano Pisciotti