BANCHE ITALIANE PENALIZZATE

E’ entrata in vigore il 1° gennaio 2021 la nuova direttiva dell’EBA (European Banking Authority) sui conti correnti. In particolare gli addebiti automatici (pagamenti di bollette, finanziamenti, rate varie), se i correntisti non avranno sufficienti disponibilità liquide sui loro depositi bancari, non saranno più consentiti e questo porterà quindi ad una situazione di morosità da parte dei titolari.

Conti correnti in rosso, le nuove regole

Inoltre se la morosità si protrae per tre mesi con mancati pagamenti da soli 100 euro (persone fisiche) e da 500 euro (imprese), l’EBA impone alla banca di segnalare il cliente alla centrale rischi e di classificare tutta la sua esposizione come “crediti malati”, bloccando di fatto per quella persona o per quella impresa, ogni possibilità di accesso al credito.

Le banche italiane sono le più penalizzate dalle nuove norme europee su sconfinamenti e sofferenze. Se difatti fino allo scorso 31 dicembre, un debitore era considerato in stato di default se aveva pagamenti arretrati per più di 90 giorni in misura pari al 5% del suo debito, dal 1° gennaio 2021 la percentuale cala significativamente fino all’1% e si determina lo stop alle compensazioni tra linee di credito e stato di default raddoppiato.

Così rivela l’ufficio studi di Unimpresa secondo cui  tutto questo con danni enormi soprattutto per le piccole e medie imprese, per le quali la flessibilità in banca è essenziale.

Presented by Romano Pisciotti

Conti in rosso e sconfinamenti: l’Italia la più penalizzata dalle norme europee

Having a cat has a therapeutic effect

Avere un gatto ha un effetto terapeutico

Having a cat has a therapeutic effect

 Trasmettendo una sensazione positiva e apportano molto benessere. 

They convey a positive feeling and bring a lot of well-being.

Per esempio i gatti possono aiutare le persone affette da… sindrome da deficit di attenzione.

For example, cats can help people with … attention deficit syndrome.

Romano Pisciotti

1955 Formula 1 Monaco Grand Prix

 

Alberto Ascari last race

“Alberto Ascari died exactly 65 years ago at Monza, the 26th of May 1955. I tought it would be a good day to share my remastered version of his last race, only 3 days before his fatal crash.”

ANDREA COLOMBO

Presentato da ITALMOTOR (Romano Pisciotti)

Haftar mette in ginocchio il governo italiano

La liberazione degli equipaggi dei due pescherecci italiani da 108 giorni detenuti senza un’incriminazione a Bengasi dalle autorità che rispondono al feldmaresciallo Khalifa Haftar è una splendida notizia per i marittimi di Mazara del Vallo (8 italiani, 6 tunisini, 2 filippini e 2 senegalesi) e per i loro famigliari, provati da tre mesi e mezzo di angoscia.

Non può però venire considerata un successo diplomatico o politico non solo per i lunghi tempi che si sono rivelati necessari per giungere alla soluzione di questo sequestro ma anche per le umiliazioni subite e il prezzo che l’Italia ha dovuto pagare, peraltro non ancora del tutto chiaro nella sua reale dimensione.

La passerella a Bengasi del premier Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio è stata fuori luogo e grave per almeno due ragioni. I due leader politici hanno cercato gloria e visibilità a ridosso del Natale e nel momento di massima difficoltà del governo ma non hanno nulla di cui vantarsi. In questa vicenda l’Italia è stata umiliata per oltre cento giorni nella sua ex colonia dove molti dei nostri interessi nazionali sono in ballo.

I turchi hanno ottenuto la liberazione di una loro nave catturata dalle motovedette di Haftar in soli sei giorni, semplicemente minacciando risposte muscolari se non vere e proprie rappresaglie ma né Recep Tayyp Erdogan né il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, hanno raggiunto Bengasi per omaggiare il generale.

Haftar libera i pescatori ma mette in ginocchio il governo italiano

Presentato da Romano Pisciotti

L’incubo no cash

L’incubo no cash e il teorema di Pangloss

Delle tante pessime idee escogitate dalla civiltà occidentale per autodistruggersi, l’abolizione del denaro contante è forse la più folle e pericolosa. I pretesti variano secondo l’inclinazione del gregge: in Italia si dice per fermare l’evasione e all’estero – nientemeno – per sconfiggere il terrorismo e le mafie.

Ovviamente in un’ipotetica società cashless gli evasori e i criminali continuerebbero a frodare il fisco e a muovere miliardi truccando bilanci, creando società di comodo e corrompendo funzionari e politici, esattamente come fanno oggi. E i ladri troverebbero altri modi per rubare, esattamente come ne hanno già trovati. Le cose cambierebbero invece per tutti gli altri, quelli che non avendo conti in Lussemburgo e/o inclinazione al crimine non potranno più proteggere la propria ricchezza dalle crisi finanziarie e dall’arbitrio dei governi.

La massa di coloro che invocano il monopolio del denaro elettronico sale come una marea marrone. Sicché se ne parla apertamente e chi ne parla è talmente rassicurato dalla stupidità dei tanti da mettere il carro davanti ai buoi e anticipare senza segreti i dettagli di un furto legalizzato:...continua a leggere

INCUBO NO CASH

 

 

Romano Pisciotti, navigando il web

Pagheremo in due anni 4,7 miliardi

(ANSA) – VENEZIA, 12 DIC – Con il cashback si contrasterà l’evasione “regalando” 4,7 miliardi ai ricchi. Lo afferma la Cgia di Mestre rcordando che questo è il primo fine settimana in cui fa il suo esordio il cashback natalizio e nonostante la partenza sia stata in salita, molti operatori e altrettanti consumatori manifestano grandi aspettative nei confronti di questa misura che sarà operativa anche nel 2021 e nel 2022.
”Tuttavia, le criticità di questa iniziativa sono molte e non tutte legate alle difficoltà di registrazione avvenute in questi giorni” afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo: “Nei prossimi 2 anni le risorse necessarie per finanziare il cashback ammonteranno a 4,7 miliardi di euro – rileva Zabeo -.
Una spesa smisurata che tutti gli italiani saranno chiamati a pagare per incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, concorrendo così alla riduzione dei pagamenti in nero effettuati con il contante. Nella pratica, però, sarà un provvedimento che favorirà soprattutto coloro che possiedono una elevata capacità di spesa. Persone che, secondo le statistiche, vivono nelle grandi aree urbane del Nord, dispongono di una condizione professionale e un livello di istruzione medio-alto. Insomma, una misura a vantaggio dei ricchi, ma pagata con i soldi di tutti. Un modo veramente molto singolare di combattere l’evasione fiscale”. (ANSA).
Romano Pisciotti: non esiste il “Campo dei Miracoli”….Pinocchio lo ha capito a sue spese….

C’era una volta la FIAT 

L’autore ha trascorso oltre trent’anni di vita in quell’azienda con il medesimo sentimento che lega un uomo alla sua famiglia. Un libro rigoroso nel ricordare i fatti, in cui Corso si è preso la libertà di commentarli, di esprimere opinioni personali, con l’impegno a narrarli con fluidità discorsiva, come fosse un romanzo. Il racconto è condotto con occhio critico, talvolta distaccato, a partire dal contesto trovato al momento dell’assunzione, nel 1972, seguendo le evoluzioni degli anni 80 e 90, fino alla fine del suo rapporto di lavoro, con l’avvento di Marchionne. I giovani di oggi che vivono in un mondo digitalizzato resteranno sorpresi nell’apprendere come si comportavano allora gli uomini al comando e come si svolgeva il lavoro quotidiano d’ufficio agli inizi degli anni ’70. Evidenziarne le abissali differenze è come accendere un fiammifero nel buio del passato. Una narrazione di come il mondo cambia, come nulla è mai statico e non è mai consentito adagiarsi sul gradino raggiunto. L’insegnamento che se ne trae aiuta a guardare al domani sull’onda della genialità umana e scoprirne giorno dopo giorno i passi in avanti. Una storia aziendale che si confonde con la storia italiana di fine ‘900.

 

Presentato da Romano Pisciotti

Pianificazione strategica

Dwight Eisenhower è stato colui che ha detto: “Ciò che è importante è raramente urgente e ciò che è urgente è raramente importante”. La pianificazione strategica è un buon esempio: non è urgente ma è importante.

Molte delle problematiche operative quotidiane che affrontiamo nelle nostre organizzazioni hanno avuto i loro semi in passato, quando non siamo riusciti a pianificare.

Certo, nessuno può prevedere il futuro, ogni giorno ha le sue lotte operative ma resta il fatto che molte gravi questione operative hanno come origine un fallimento di mesi o anni prima: un fallimento nella pianificazione strategica.

In altre parole, l’assenza di pianificazione strategica o piani strategici scadenti, di solito portano a incubi operativi.

La pianificazione strategica è un processo, è sistematico, è formalmente documentato, aiuta il processo decisionale, ma la cosa più importante è che il piano è per l’organizzazione nel suo insieme.

Se lo fai bene, l’intera organizzazione ne risentirà e verrà rafforzata verso migliori prestazioni a lungo termine. Se sbagli, l’intera organizzazione subirà un’enorme battuta d’arresto. È così importante a causa della sua natura olistica: fornire una direzione strategica globale alla gestione dell’organizzazione.

 

La pianificazione strategica non è pianificazione del prodotto, pianificazione della produzione, pianificazione del flusso di cassa, pianificazione della forza lavoro o qualsiasi altro tipo di pianificazione condotto nelle organizzazioni odierne. Questi sono progettati per pianificare parti o sezioni o dipartimenti di organizzazioni, ma sono guidati e informati dalla pianificazione strategica.

Quindi un piano strategico non ha bisogno di enunciare piani unitari dettagliati perché la sua importanza non deriva dal livello di istruzione dettagliata che include, ma dalla scala, dall’orizzonte temporale e dall’importanza delle decisioni che incarna.

Il mondo degli affari in cui è immerso il piano strategico è molto incerto con realtà a volte caotiche. Cercare di pianificare nei minimi dettagli per lunghi periodi in nome della pianificazione strategica, sarà piuttosto fuorviante. È possibile pianificare in anticipo in grande dettaglio per brevi periodi di tempo. È anche possibile pianificare in anticipo per periodi molto lunghi, ma non dovrebbe essere molto dettagliato. L’importanza della pianificazione strategica è che pianifichi per l’intera organizzazione, non per le sue parti.

 

In ogni caso, questo è degno di nota: se le organizzazioni non riescono ad anticipare o prepararsi per i cambiamenti fondamentali, potrebbero perdere tempo prezioso e lo slancio per combatterli quando si verificano.

 

(dal WEB, traduzione di Romano Pisciotti)

Romano Pisciotti