L’INGANNO

L’inganno

è quel cuore

che corre

che ricorda

il miele

delle tue labbra

e il sale

di viaggi per mare.

L’inganno

è tutto ciò

che il cuore

ancora insegue

in battiti,

passioni e gioie.

L’inganno

sono i secondi

che battono uguali

e mai rallentano,

è quel cuore

che corre

e che ancora

desidera

miele e sale.

L’inganno

è averne basta,

non per scelta,

ma per quel dolore

nell’ossa

e i muscoli

stanchi.

L’inganno è

il cuore che corre

e un vecchio

che non lo segue.

L’inganno

è il breve dono

della forza

e della bellezza,

è il lungo riscatto

della rosa appassita

e dell’agonia.

 

Romano Pisciotti

Profumo di speranza

Il “Calicanto” è segno di speranza: non c’è gelata invernale che gl’impedisca di fiorire nella stagione più fredda e spoglia! Il suo profumo intenso risveglia sogni esotici…forse anche erotici: nulla è più erotico di un profumo che infonde un intenso piacere. Nella stagione più fredda, con meno luce, la Natura alza il calice inebriante, invito per la mente a richiamare stagioni meno rigide, preludio per il cuore di caldi abbracci e tempi migliori!

Bevo il profumo

di stagioni fredde

e difficili,

nel buio

di lunghe notti.

Note inebrianti

cantano,

nel rigido inverno,

del sole che verrà,

dei raccolti

e dell’abbondanza.

 

Romano Pisciotti

ROMA SAL MUNDI


(Roma sale del mondo)

Città dei pugnali

e dei tradimenti,

dei lutti

e del sangue.

Roma è la Storia

e la storia

di mille racconti:

il peccato,

il becero gozzoviglio,

i pennacchi dei Centurioni

e dei Carabinieri,

la morte

e la fede dei Santi,

i bersaglieri di corsa

e i lenti Ministeri.

Roma è

il Circo Massimo

e la triste Barcaccia,

simbolo di un’impero

squarciato

che non può affondare

nei sanpietrini,

tantomeno nell’oblio

di onde d’asfalto.

Città celebrata:

nei film,

nelle grida da un balcone,

nel verbo dei Papi,

in noiose cerimonie presidenziali

e dal popolo stornellatore.

La città dell’incenso,

del sudore di schiavi,

della puzza delle latrine

e del fumo delle offerte pagane

agli Dei…e alla paura.

Roma è la daga

padrona del mondo,

è l’acqua piegata

dalla geometria

e le terre

segnate da strade

e ponti dell’ingegno latino.

Roma è il Tevere

dei topi

e del monumento

al tempo che scorre.

Legioni

mai del tutto sconfitte,

dalle orde antiche

ne’ da nuovi barbari,

difendono il cuore della città eterna.

Il compromesso e l’inganno,

più duraturi del travertino,

la bellezza

scolpita nei marmi millenari,

il coraggio delle centurie,

l’anima dei Cesari

e gli sbadigli dei nobili,

regnano l’Urbe…

mai tutta conquistata

da chi  l’ha desiderata

o bramata:

si fottano i Napoleone

i Savoia, l’Europa

e chi,

oltre oceano,

vorrebbe imitarne l’Impero.

Roma sopravvivrà

al proprio caos,

al pianto e al riso,

al terrore

e alla stupidità del mondo.

 

di Romano Pisciotti

MERCATO SENZA CONCORRENZA

 Oggi Apple e Microsoft valgono in Borsa poco meno di 3 mila miliardi di dollari ciascuna; dunque più del Pil giapponese. Sono le due società con la maggiore capitalizzazione del pianeta e hanno in mano il controllo delle tecnologie in grado di condizionare in profondità il modo di pensare, di rappresentare e di interpretare il mondo. La narrazione comune è che siano in costante concorrenza e che questa sia la forza del mercato. Ma è proprio così? Direi di no. I principali azionisti di Apple e Microsoft sono gli stessi tre fondi, Vanguard Black Rock e State Street, che in entrambi i casi controllano circa il 20% del capitale totale. In sintesi chi decide le strategie delle due società sono gli stessi soggetti finanziari che, evidentemente, decidono cosa sia il mercato, cancellando ogni reale concorrenza, ormai estranea a tutti i settori fondamentali dell’economia globale. In tali condizioni celebrare il libero mercato significa praticare la religione fideistica del monopolio finanziario a cui riservare la proprietà privatistica di ogni forma di innovazione.

Alessandro Volpi

 

Commento di Romano Pisciotti: l’Europa ci obbliga a riformare la legge sulla concorrenza…che ridere!

7 GENNAIO, GIORNATA DEL TRICOLORE

(Al  72.mo)

Com’erano belli quei fumaioli con il tricolore dipinto, promessa di viaggi oltremare, stile, lusso e tecnologia. Solo chi ha tanto viaggiato può essere orgoglioso di vedere il tricolore sventolare sulle nostre ambasciate, promessa di isole sicure a migliaia di chilometri dall’Italia. Tornando dall’altro emisfero o dal lontano Giappone, l’abbraccio della “compagnia di bandiera”, entrando in quel Jumbo con la livrea tricolore, mi faceva subito sentire “casa”…non parlatemi di soldi buttati! Semmai i soldi li abbiamo bruciati per accettare una nuova bandiera che è solo un brodo di stelle, simbolo di “amici” che mal si sopportano, simbolo di fragile unità: questa non è l’Europa che sognavamo!

Sventola Tricolore per ricordare ai bamboccioni che qualcuno l’ha fatta questa Nazione! Sventola per ricordare gli uomini che, nei tuoi colori, si sono riconosciuti popolo.

Invecchio con un peso sul cuore, invecchio tra imbecilli che riconoscono la bandiera solo quando calciano un pallone! Invecchio con il dolore di non vedere l’Europa che già i nostri padri desideravano.

Ancora, come voi, ho nelle vene l’emozione di quel giuramento, urlo di fede salito dal piazzale dell’Accademia…per quel grido continua a  sventolare tricolore!

Romano Pisciotti

EMOZIONI INEVASE

 

Seguitemi in un sogno 

in quel mondo

dove tutto s’avvera.

Chiudete gli occhi

e pensate agli amori

alle passioni,

alle cose mancate

o lasciate a metà.

Pensate

a quel groppo in gola,

alle emozioni inevase

e al magma di pensieri

che non trovano la via,

un passaggio,

verso la realtà!

Qui ritroveremo

gli addii in sospeso,

gli amici partiti

e i treni persi.

Luci, colori e note

di musiche

che troveranno parole.

Troveremo il tempo

che non c’era

e quello

che abbiamo buttato.

Viaggeremo

in quelle stanze

dove vivono

malinconia e rimorsi.

Almeno in sogno

potremo spegnere

le lacrime

e la rabbia.

Al ritorno, forse

potremo

farcene una ragione.

Romano Pisciotti

OROSCOPO

OROSCOPO

Maghi e streghe, anche nei miei anni sfortunati, hanno sempre predetto un oroscopo “altalenante”, non importava a loro se, mentre mi dondolavo su quell’altalena, picchiavo la testa nel punto più alto che raggiungevo o se perdevo pure le scarpe  nel punto più basso delle mie evoluzioni. Certo, ogni tanto, c’è stata qualche soddisfazione e, grazie alla ben misurata lunghezza delle corde ricevute in dotazione, non sono stato catapultato per la tangente in un volo interspaziale ne’ sono caduto così in basso da non poterlo più raccontare! A quelle corde mi ci sono aggrappato, ho tenuto duro! A volte mi sono incazzato (forse spesso) e ho ancora qualche rancore, ma ho continuato a dondolarmi. Forse è stato per il dondolio che ho raccattato anche qualche acciacco…o forse solo per l’età!

Tra alti e bassi ho anche provato ad immaginarmi una vita diversa, come in tanti film dov’ero sempre il protagonista più ricco, più bello…insomma più tutto, anche milionario, o un pilota o un cantante o un banchiere…e tanto altro. Eppure, malgrado non mi mancasse la fantasia, non ho trovato un film che mi soddisfacesse al punto di chiedere la parte. Mi domando: “in quelle diverse vesti, con migliori arcani, come avrei potuto diventare quello che lo specchio non può mostrare?” Intendo, l’anima, il cuore e il cervello che esperienze avrebbero fatto? Quale allenamento? Non che per il vissuto abbia ottenuto un gran cervello o un cuore alla De Amicis, tanto meno un’anima santa…ma in fondo mi piaccio come sono!

Non ho capito dove quell’altalena e’ fissata: all’albero della vita? Al dito di Dio o a quello del diavolo? Ad una trave scricchiolante o che altro? Forse è appesa al nulla, al mistero della vita; forse sono gli accadimenti che hanno offerto robusti ganci per le corde della mia altalena!

Quelle corde sono state probabilmente un limite, ma mi hanno retto nei momenti di sconforto e non mi hanno permesso di sbalzare in voli poco sicuri. Quelle corde sono state un legame con le persone che ho amato…e che amo!

I miei successi (comunque non pochi), le mie lacrime, le gioie e gli amori, gli amici, le passioni…tutta la vita e’ attorcigliata a quelle  corde! Nei film che mi sono fatto non mancava nulla, ma sarebbe stato diverso e meno profondo, meno entusiasmante…sarebbe stato solo più facile, ma non così com’è stato e piaciuto, sudato, goduto e appassionato!

Le mie labbra hanno baciato con intensità, le mie mani hanno accarezzato con delicatezza, ho giudicato con giudizio, ho donato tutto ciò che ho potuto e ho lavorato sodo. Ho fatto le più diverse esperienze, nel bene e nel male.

Ho incontrato buffoni, nani invidiosi e rompiscatole…ma anche tante persone dalle quali imparare e altre alle quali, volentieri, ho insegnato qualche cosa. Ho avuto qualche riconoscimento, da molti ho ricevuto un caldo abbraccio. Non sono riuscito a diventare ricco, ma non sono povero.

Mi è toccato in sorte il segno zodiacale dei pesci, mi ci riconosco: sensibile, fantasioso, sognatore, romantico. Ho passato anni in mare, Nettuno mi è sempre stato amico. Anche ora sono affascinato dalle onde, dalle tempeste e dalla calda bonaccia…forse è li’ che continuo a sognare e a meravigliarmi.

BUON 2024 A TUTTI!!

Romano

 

di Romano Pisciotti