YOU WILL EARN BREAD WITH THE SWEAT … OF YOUR FINGERS

A flexible, thin strip wraps around the tip of a finger and collects sweat.

Scientists have come up with a device that harvests sweat from your fingertip to generate power — and you don’t even need to lift a finger to make it work. In fact, it can do its thing as you sit still or even sleep.

The flexible, thin strip wraps around the tip of a finger like a Band-Aid and converts chemicals found in human sweat into small amounts of electrical energy. Fingers constantly produce sweat, so the device can work without the wearer moving a muscle.

“By using the sweat on the fingertip — which flows out naturally regardless of where you are or what you’re doing — this technology provides a net gain in energy with no effort from the user,” said Joseph Wang, a professor of nanoengineering at UC San Diego and co-author of a paper describing the product, published in the journal Joule.

PRESENTED BY ROMANO PISCIOTTI

Quanto vale la vittoria in euro?

La vittoria della Nazionale di calcio italiana a Euro 2020 farà bene all’economia.

Il giorno dopo la finale a Wembley iniziano a circolare le prime stime sull’impatto del trionfo degli Azzurri sull’economia italiana.

A snocciolare le prime previsioni è il presidente della Figc, Gabriele Gravina:

“Il calcio e la Nazionale concorrono a fare il nostro Paese più credibile, stimato, inclusivo e ricco: tutte le maggiori ricerche stimano l’impatto della grande vittoria di ieri nello 0,7% del Pil” ha detto parlando al premier Mario Draghi che ha ricevuto gli azzurri campioni d’Europa a Palazzo Chigi.  “Gli azzurri rappresentano un esempio positivo, un messaggio di bellezza che fa bene all’Italia, in termini di passione e fiducia per il futuro, ma anche economici: la vittoria, attraverso bel gioco e identità ben definita, è un incentivo a dare sempre il meglio di noi stessi in ogni settore”.

AZZURRI e PIL

Presentato da Romano Pisciotti

NOTTI D’ARGENTO

NOTTI D’ARGENTO

(di Romano Pisciotti)

Il mare non restituisce 

tutti i ricordi,

i morti e i sogni

rimangono 

sul fondo dell’immenso

come relitti condannati

sotto il rombo dell’onda

a naufragi eterni.

Nelle notti d’argento

tornano a navigare,

per vivi e morti,

nostalgia e paure

poi, i cannoni

cancellano i volti.

Il dolce garbino

accarezza le lacrime

muovendo verso casa

le vele rimaste vive.

Romano 

BIG TECH ANTITRUST

Google’s (GOOG, GOOGL) app store, Google Play, became the latest target of Big Tech antitrust regulators in a federal lawsuit filed by dozens of attorneys general led by the state of Utah.

The case, brought in U.S. District Court for the Northern District of California, is one of dozens of lawsuits that Google’s parent company Alphabet is facing in a wave of actions around the globe challenging tiers of its dominant markets.

In the complaint, the states accuse Google of illegally operating monopolies in the market for Android app distribution by imposing technical barriers that prevent third parties from distributing apps outside the Play Store. According to the complaint, Google controls 99% of the “licensable” market.

“Android is the only viable operating system available to license by mobile device manufacturers that market and sell their devices to U.S. consumers,” the lawsuit states, noting a distinction Google has from its competitor Apple (AAPL) that is also facing antitrust scrutiny over its App Store.

The suit added: “The barriers to entry in the licensable mobile operating system market are high, and even highly resourced entrants, such as Microsoft (MSFT) and Amazon (AMZN) have failed.”

To stifle competition, the states allege, Google uses contracts to prevent original equipment manufacturers (OEMs) from circumventing the technical barriers, and to block competing app stores from distribution on the Play Store.

 

Presented by Romano Pisciotti

Con i piedi sull’acciaio

Con i piedi sull’acciaio

(di Romano Pisciotti)

Il ritmo sommesso

di motori ghiotti

di miglia e nafta

ha accompagnato

le più belle navi

che hanno creato

un mito sugli oceani.

Sogni, passioni e sudore

sono svaporati

dalle austere ciminiere

che hanno portato

la nostra bandiera

e il nostro stile

sulle rotte del sole

come nei mari tempestosi.

Fortune e sventure

già nella storia

e nel cuore di chi

ha vissuto l’emozione

di guardare

la terra dal mare

stando con i piedi

sull’acciaio.

Un mondo diverso

ha affondato l’epoca

delle navi di linea,

un mondo che corre

troppo veloce

per avere ricordi.

Orgoglioso

di aver vissuto

l’emozione del mondo

degli ultimi cavalieri.

LA PAGNOTTA GRASSA

La verità

è sempre sul fondo

di un pozzo di liquami,

coperta da bugie

e gongolanti falsi trionfi,

annegata tra interessi

e buio dell’ovvio.

Uomini boriosi vivono

in groppa a giudici nani

regnando sulla beata ignoranza,

sull’avidità di pecore grasse,

che difendono il pascolo,

e sulle pecore magre

che tremano

del freddo della paura.

Non verrà giustizia,

nessuna giusta sentenza

alla corte del tiranno

o nel caldo letto

della democrazia.

Gli uomini dormono

all’ombra di facili certezze:

si troveranno colpevoli

appagando il popolo di Pilato,

si ordiranno vendette

per placare le piazze

e si massacreranno fanti

per difendere

l’impero della pagnotta grassa.

Romano Pisciotti

Le nostre storie

Amiamo le nostre storie: abbiamo sofferto passioni ed esaltato intime gioie. Nelle nostre storie, specchio delle nostre anime, ritroviamo la rabbia per ciò che abbiamo mancato e l’ardore per ciò che abbiamo vissuto, ritroviamo i nostri valori, i momenti bui e i raggi del successo. Nelle nostre storie non c’è tutta la nostra vita ma solo i ricordi che conserviamo nel cuore, siano brevi riflessi o pesanti macigni o farfalle che frullano in pancia e nel cervello, tutti pezzi del nostro vissuto.

Oggi, abbiamo perso un amico e il suo ricordo è un pezzo delle nostre storie di marinai, di gioventù e di dolore. Abbiamo un lungo elenco di dolori privati, ma la partenza di Stefano è un dolore comune a tutti noi, come le lacrime che versiamo per i compagni di corso che non sono più fisicamente con noi.

Nelle nostre storie viviamo i nostri vent’anni e lo scorrere delle stagioni, rivediamo i sorrisi e ascoltiamo il battito dei cuori dei nostri compagni. L’eco del comune giuramento risuona tra le immutate mura con il calpestio dei nostri passi e il potente respiro della giovinezza.

L’eco dei ricordi risuona nei nostri cuori come piacevole brezza o violento grecale. Il pensiero dei nostri morti è come l’aria nei polmoni quando si fa tagliente nelle gelide notti. Non piangiamo il nostro destino, che inevitabilmente ci coglierà in un abbraccio, ma la mancanza, ora, dei nostri cari compagni.

Romano