ANIMA

Anima

Nei miei pensieri
i tuoi modi
le tue parole
i tuoi battiti.
Nelle stanze comuni
del cuore
i nostri sogni
le delusioni e
le passioni.
Nell’anima
qualche lacrima e
il tuo sorriso,
la gioia dell’attesa
di un abbraccio.
Negli occhi
la mia e
la tua speranza
d’essere insieme
ancora felici.

Romy

Romano Pisciotti

OCCHIO DI TIGRE

La pietra chiamata “occhio di tigre” è un cristallo di quarzo, con splendide fasce di colore giallo dorato che lo attraversano. È un minerale potente che aiuta l’armonia e l’equilibrio, migliorando gli stati di ansia e paura.

Stimola l’azione e aiuta a prendere decisioni con discernimento e comprensione, oltre che con una grande chiarezza mentale. Tradizionalmente viene usato come amuleto contro le energie negative, ed è noto per indurre al coraggio, alla fiducia in se stessi e alla forza di volontà. Esalta la creatività ed è una delle pietre che aiutano il risveglio della Kundalini.

Provenienza e significato

La maggior parte di queste pietre provengono dal Sud Africa, ma si trovano anche in Brasile, India, Birmania, Australia e Stati Uniti. Il significato del nome “occhio di tigre” deriva dal fatto che assomiglia all’iride del felino: il colore va dal giallo al bruno e al marrone, attraversato da bellissime sfumature striate. Il minerale è un grande amplificatore di energia, come nella maggior parte dei casi di cristalli di quarzo, e aumenterà a sua volta l’energia di tutti gli altri cristalli con cui si utilizza.

Spigolando nel web,

Romano Pisciotti

LA PLASTICA E’ IL VERO KILLER

OGNI ANNO 8 MILIONI DI TONNELLATE DI RIFIUTI E PLASTICA FINISCONO NEGLI OCEANI DI TUTTO IL MONDO INQUINANDO GLI OCEANI, DISTRUGGENDO INTERI ECOSISTEMI, UCCIDENDO MIGLIAIA DI SPECIE MARINE ED AVVELENANDO ANCHE NOI!!!
SE GETTI PLASTICA NELL’AMBIENTE SEI COMPLICE DI TUTTO QUESTO!!!
FAI LA TUA PARTE PER PROTEGGERE E PRESERVARE IL PIANETA ED  SUOI ECOSISTEMI!!!
Romano Pisciotti: LIKE

Occhio agli occhi !!!

Fissare lo schermo sforza gli occhi e li stanca.

Il lavoro davanti a un computer non è, come potrebbe sembrare, un’attività rilassante ma in realtà può provocare parecchi problemi di salute; Il corpo umano non è abituato a stare fermo, seduto per lunghi periodi, quindi soffre.

Stare seduti causa mal di schiena e influenza negativamente la circolazione del sangue favorendo malattie cardiovascolari.

Guardare uno schermo luminoso per ore può portare stanchezza oculare e affaticamento degli occhi, mal di testa, visione offuscata, bruciore, prurito o lacrimazione agli occhi e disturbi temporanei alla vista.

Fortunatamente, l’affaticamento degli occhi raramente è un problema permanente quindi i sintomi possono essere prevenuti o curati facilmente.

I rimedi classici sono di utilizzare uno schermo di buona qualità e tenersi lontano dal monitor.

Per riposare gli occhi, può aiutare applicare questa semplice regola, è la regola 20/20/20: ogni 20 minuti, guardare un oggetto distante circa 20 piedi (6 metri) per 20 secondi.

Per evitare rischi di salute è importante stare correttamente seduti e mai per troppe ore consecutive.

L’importante, per rimanere in forma, è fare pause frequenti, sia a lavoro sia a casa, di almeno 5 minuti ogni ora.

Camminare e allungare le gambe durante le pause e, magari, considerare una scrivania per il computer che ci porti a stare in piedi per una parte della giornata almeno.

Romano Pisciotti

OVERLOAD

A system is in operation in Italy that detects the total mass of each industrial vehicle in transit and warns in case of weight exceeding the maximum allowed value. This is how Overload Tutor was created, installed in five locations on the national network.

OVERLOAD

The new system carries out the weighing of industrial vehicles running at any speed, using portals similar to those of the speed tutor. The apparatus – created in collaboration with the Traffic Police – is placed ten kilometers before the apron where a Polstrada patrol operates, equipped with a static overload detection device, as required by current legislation. the Overload Tutor reports to the patrol vehicles that are overloaded, which are then stopped, checked and eventually fined. In this way, it is possible to carry out selective and no longer random checks, also avoiding unnecessary stops for vehicles in order.
The system operates through sensors embedded in the road surface, which for each passing vehicle identify the class, the number of axles, speed and weight, and cameras placed on a portal, which record the number plate. The system sends to the Traffic Police – via a cellular connection on a portable terminal – the image of the overweight detected vehicle, with the date and time of transit and estimated time of arrival. Autostrade per l’Italia has already installed five Overload Tutor workstations along the busiest sections of its network’s trucks.

Presented by Romano Pisciotti

Niccolò Machiavelli…discharge

The ‘court’ of San Mauro Pascoli (Italy) acquitted Niccolò Machiavelli with full formula: 81 votes for the sentence, 600 for the acquittal. A verdict without appeal in front of an audience of 800 people, which once again confirmed – by raising the shovel – the “guaranteed” soul of Romagna in the traditional historical processes of August at the Torre Pascoliana.
The debate, coordinated by the president of the Court Miro Gori, was lit between the two contenders, the political scientists Carlo Galli (accusation) and Maurizio Viroli (defense). Galli, a professor at the University of Bologna, accused Machiavelli of utopianism and excessive centrality of politics.
On the contrary, Maurizio Viroli, a professor at Princeton (USA): “We are the ones who need Machiavelli …”

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Italia in guerra: Aleandro Tartarini

A dare impeto all’uso di combustibili non convenzionali arriva la Seconda Guerra Mondiale che rende ancora più difficile il recupero di risorse energetiche e costringe al razionamento della benzina. Situazione che dà vita a soluzioni insolite, come il “gasogeno”, un ingombrante impianto costituito da una sorta di caldaia alimentata a legna o carbone e applicata sulla vettura per generare del gas in grado di fornire un po’ di energia per muovere le vetture.

LE PRIME APPLICAZIONE

A trovare soluzioni più pratiche sono piccoli artigiani che puntano sul metano. Tra questi, Aleandro Tartarini che vede nel nuovo combustibile un’ottima opportunità per sé e il Paese. “Ero convinto”, racconta, “della praticità della cosa. Pensai, allora, che se la guerra fosse continuata il costruire apparecchiature che permettessero lo sfruttamento del gas naturale sia a scopi domestici, sia per l’autotrazione, mi potesse assicurare il futuro. Era una fonte di energia tanto grande che mi sembrava un delitto non utilizzarla saggiamente“. L’intraprendente imprenditore crea così un piccola azienda in via dei Gandolfi a Bologna, la Officine Meccaniche Tartarini (OMT), offrendo lavoro, possibilità quanto mai preziosa in quei momenti terribili, a decine di operai. L’attività ha subito successo, tanto che Aleandro è costretto ad assumere altri dipendenti per cercare di soddisfare la domanda di bombole e riduttori. “Facevano”, ricorda Aleandro, “la fila fuori dalla piccola officina per avere un riduttore: lo avrebbero pagato a peso d’oro. Il nostro ritmo era febbrile, eppure non si faceva abbastanza…”

A METANO IL 5% DEL PARCO AUTO

A fare aumentare le richieste arriva un provvedimento del 1943 nel quale si comunica che “tutti i civili che possedevano una vettura ottenevano il foglio di circolazione esclusivamente se installavano il carburatore a metano”. In alcune aree, quindi, il kit di trasformazione diventa quasi obbligatorio tanto che i veicoli con le bombole con un “buffo cappuccio sopra la valvola” applicate sul tetto si diffondono rapidamente. In particolare, sulle Fiat 508, meglio note come “Balilla”, che a quell’epoca dominano le vendite. Con i veicoli a gas cresce il numero di “stazioni” di servizio che, diversamente da quanto avviene oggi, non sono pensate per fare il pieno ai serbatoio, ma a provvedere alla sostituzione delle bombole vuote con altre piene. Un sistema che ricorda il cambio dei cavalli dell’epoca delle carrozze e che garantisce un adeguato servizio su tutto il territorio, comprese le zone prive di pozzi e di metanodotti, e una maggiore diffusione dei veicoli a gas. Lo stesso Tartarini cerca nuovi clienti fuori dall’Emilia. Sotto il terrore delle bombe, i suoi operai viaggiano in treno o, più spesso, con un’ancora rudimentale forma di autostop portandosi appresso grossi pacchi con riduttori e attrezzi del mestiere per applicare i kit lontano dall’officina. Il risultato è che negli anni quaranta su 97.000 veicoli circolanti oltre 5.000 (più del 5%) sono alimentati a metano. Numero al quale si devono aggiungere 1.300 autocarri a gas naturale.

FIAT 508

 

Dal WEB, Romano Pisciotti

Le cinque case automobilistiche più antiche del mondo.

Oggi, vengono prodotti ogni anno circa 60 milioni di auto, ma quanto ne sappiamo della storia delle case automobilistiche che realizzano i modelli che vediamo tutti i giorni sulle strade? Che sia stata fondata come azienda produttrice di motori marini o come mulino per il grano a conduzione familiare nell’800, ogni casa automobilistica vanta una storia interessante, che le ha rese quelle che sono oggi. Continua a leggere e scopri le cinque case automobilistiche più antiche del mondo.  

5. Rolls-RoyceUno tra i più rinomati marchi nel settore delle auto di lusso, la Rolls-Royce, è stato fondato nel 1906 da Henry Royce, ingegnere di successo, e da Charles Rolls, proprietario delle prime concessionarie di auto a motore del Regno Unito.  Così nacque questa grande collaborazione. La Rolls-Royce ottenne il primo successo con la Silver Ghost, premiata come “migliore auto del mondo” dopo aver superato vari record.  La Silver Ghost ha viaggiato da Londra a Glasgow per 27 volte, percorrendo l’incredibile distanza di 14.371 miglia di seguito e battendo il record del viaggio più lungo senza fermate a bordo di una vettura a motore affidabile e confortevole. La Rolls-Royce, adesso acquisita dalla BMW, rimane uno dei più rispettati produttori di auto nel mondo.

4. Ford: Il primo veicolo di Henry Ford è stato creato nel 1886, con un discreto motore a quattro cavalli. Bisognerà attendere fino al 1903 per la fondazione della società Ford. Pur essendo una delle più antiche case automobilistiche del mondo, ciò che rende la Ford così famosa è il rivoluzionario sviluppo della produzione su catena di montaggio. Questo stile di produzione rendeva la realizzazione delle automobili più conveniente e, pertanto, le vendite avrebbero avuto un prezzo inferiore, offrendo a centinaia di migliaia di americani la possibilità di possedere la prima macchina. La produzione della Model T ha consentito a molti americani di poter viaggiare e ha rivoluzionato non solo la fase di progettazione delle vetture, ma anche il loro ruolo svolto all’interno della società.

3. Fiat: La Fiat è stata fondata nel 1899. Oggi è ancora il marchio automobilistico più importante d’Italia ed è molto noto in tutta Europa. Alla fine del 1910, Giovanni Agnelli, amministratore delegato, visitò la fabbrica di Henry Ford e rimase talmente impressionato dalla linea di produzione che, al suo rientro in Italia, la introdusse alla Fiat. Questo nuovo metodo per la produzione della vettura italiana portò all’apertura della fabbrica del Lingotto, la quale vanta un’enorme pista ovale di prova sul tetto.

2. Vauxhall: La Vauxhall è stata fondata nel 1857 dall’ingegnere scozzese Alexander Wilson a Vauxhall, Londra.  In quel momento, Vauxhall era un produttore di motori a pompa e marini, prima di avviare la produzione di motori a benzina nel 1894, quando Wilson lasciò l’azienda. La prima auto Vauxhall è stata fabbricata nel 1903 e costava l’imponente cifra di € 150. Questa prima automobile, nota come 6HP, era una macchina monocilindrica e due marce, senza retromarcia. Anche se oggi è un po’ più costosa rispetto a quei € 150, la Vauxhall resta una scelta molto popolare tra migliaia di appassionati.

1. PeugeotLa Peugeot venne fondata nel 1803 da Jean-Pierre e Jean-Frédéric Peugeot  ed è la più antica marca di auto del mondo. Fondata originariamente come mulino di grano a conduzione familiare, la Peugeot produceva seghe, nastri in acciaio e molle per il settore dell’orologeria, prima di passare alle bici nel 1830 e alle auto nel 1882.  La prima automobile firmata Peugeot è stata presentata all’Esposizione universale del 1889 di Parigi. Questo triciclo a vapore non è famoso solo per essere stato popolare durante l’Esposizione, ma anche per essere stata la prima auto mai guidata in Italia nel 1893. Un momento, una vettura francese è stata la prima auto a essere guidata sulle strade italiane? Ebbene sì. Gaetano Rossi, un industriale tessile facoltoso, ordinò la macchina dalla Francia nel 1892 e questa venne consegnata l’anno successivo a casa sua, nel nord Italia. Peugeot ha percorso un lungo cammino e continua a crescere grazie a un’estrema resistenza.

 

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