La marea sale
a liberare
la chiglia e il cuore,
si aprono le vele
ad abbracciare il vento
e il destino.
Sarà il mare
a rimescolare i ricordi
con l’ignoto
e le speranze
del nuovo viaggio,
scacciando la nostalgia
e la paura.
Romano Pisciotti
La marea sale
a liberare
la chiglia e il cuore,
si aprono le vele
ad abbracciare il vento
e il destino.
Sarà il mare
a rimescolare i ricordi
con l’ignoto
e le speranze
del nuovo viaggio,
scacciando la nostalgia
e la paura.
Romano Pisciotti
Il naviglio
che non è rientrato
ha mille e mille nomi,
ancora mille e più:
il nome
di ogni singolo uomo
che l’amaro destino
ha legato al salmastro
di notti senza Luna,
a rossi tramonti
e all’alba di gloria!
Combattenti sul mare,
nel ferro e nel fuoco,
eroi nel silenzio
di acque profonde.
Altri uomini
sono partiti
e partiranno
con la stessa bandiera
e lo stesso credo.
Romano Pisciotti
Con il Regio Decreto del 17 novembre 1860 n. 4419, viene sancita la nascita della Marina Militare.
…giusto festeggiare, celebrare e ricordare!
RP
Le navi da battaglia
han perso
torri e cannoni:
coperte lisce,
scatoloni per casseri
e tughe cieche
con dentro
tecnologia spaziale;
su quelle isole
di latta
hanno nascosto
l’armamento,
come i felini
gli artigli.
Il cuore
è ancora la bandiera,
l’anima è l’uomo,
e la preghiera
è sempre
quella del marinaio…
il mare, fortunatamente,
è ancora un mistero
meraviglioso
e qualcuno,
in plancia,
deve guardare di prua!
Romano Pisciotti
“…da’ giusta gloria e potenza alla nostra Bandiera…”
Sono stato gentilmente “criticato”per non scrivere tutta la realtà della vita di bordo…che, sicuramente, non è solo emozioni e tramonti stupendi!
Perdonate, ma scrivere, non certo da letterato, è la mia nuova passione!
Bene, confesso:
Ho navigato da giovane, quando la fatica e la lontananza pesano meno, quando la curiosità e la voglia di viaggiare sono come spinte per cercare nuovi orizzonti.
Ho cominciato lavando piatti…tantissimi piatti sull’ammiraglia dell’epoca : la T/n Raffaello!
Poi…ho annusato il profumo di mari diversi e il puzzo di stiva; ho respirato il fumo denso della ciminiera, la brezza mediterranea, l’odore del petrolio e di varie altre schifezze chimiche.
Quante volte mi sono incamminato a prua, al posto di manovra, in piena notte e con il viso picchettato dalla pioggia ghiacciata! Ho passato ore e ore sotto il sole al posto di manovra a Panama. Ho assaggiato la paura di marosi feroci; ho ricevuto complimenti, dai piloti canadesi, per come avevo imparato a manovrare nei ghiacci del San Lorenzo.
Ho diviso la cabina con qualche scarafaggio; ho fatto, non so più quante volte, la guardia in plancia in piena notte con l’unico conforto di una tazza di caffè preparata dai marinai in guardia con me; con loro non ho diviso solo il caffè, ma anche i loro sacrifici e il dolore della nostalgia per casa e famiglia…a volte al suono di qualche brano del “Notturno dall’Italia.”
Ho visitato gli USA e l’Australia quando i comuni mortali arrivavano solo al traghetto per la Sardegna e il massimo del turismo era una settimana a Londra, con viaggio organizzato.
Ho navigato su vecchie petroliere, modernissime bulk carrier e a bordo di eleganti transatlantici.
Ho viaggiato “alla busca” e, chiuso nella blindata Centrale Operativa di Combattimento, su navi militari (fortunatamente solo per esercitazioni).
Ho comandato e ubbidito…ho sempre fatto il mio dovere.
Ho fatto un po’ il pirata, barando sul punto nave da comunicare al noleggiatore; ho “fregato” un po’ di carico per miscelarlo con il bunker per i motori; ho “mastruzzato” qualche tonnellata sul carico…per favorire le tasche dell’armatore (erano le regole del gioco).
Ho preso belle abitudini nella prima classe della vecchia e lussuosa Augustus…ho preso qualche acciacco nella pancia di petroliere durante le operazioni di degassifica.
Ho conosciuto gente e posti…ho visto meraviglie della natura e dell’uomo, schifezze indicibili e povertà umana. Ho visto tanti di quei posti da confondermeli.
Ho aspettato settimane per ricevere una lettera da casa e poter imbucare un saluto.
Ho navigato quando, mollati gli ormeggi, si era fuori dal mondo…e il Marconista annunciava la buona o la cattiva novella: “Si carica a Ras Tanura…si scarica non si sa dove…Gibilterra ordini!”
Ho navigato quando farlo era ancora avventura: punto nave con le stelle e radar ancora a valvole! Ho sperimentato i primi Loran C…per il punto nave con stazioni di terra: un gran mal di testa per posizioni incerte! I satelliti di posizionamento erano
ancora un lusso per poche navi e, spesso, ancora molto sballati.
Anche l’esperienza con le stellette è stata molto interessante: iniziata come radarista sulla vetusta nave Cigno (una Fregata in tutti i sensi, carica d’anni e gloria!), proseguita in Accademia a Livorno e terminata insegnando navigazione! Non posso contare quante volte ho dovuto stringere i denti, ma posso ricordare l’amicizia e la solidarietà con i compagni di corso (vincoli che durano, ancora oggi, dopo quasi cinquant’anni!); posso ricordare la soddisfazione dell’insegnare a dei giovani l’arte della navigazione.
Ho smesso di navigare perché la mia passione si scontrava con un quotidiano deprezzamento della professione…oggi, dopo tanti anni la situazione dei marittimi è, purtroppo, complessivamente peggiorata!
Il mondo globalizzato e tecnologico ha trasformato in tranvieri gli ufficiali della Marina Mercantile.
Per quanto riguarda la Marina Militare …non voglio pronunciarmi, ma i valori per i quali ho “giurato” mi sembrano, oggi, molto annacquati nel Paese.
Lasciamo perdere la politica e torniamo alla vita di bordo:
certamente non facile…oggi come ieri. Un mondo che non si era ancora globalizzato, che non aveva ancora conosciuto internet, un mondo dove distanze e tempo non si erano ancora ristretti era, sicuramente, più affascinante, esotico…il navigare ne aveva di fascino!
Dal giorno che ho “appeso al chiodo” la Patente di Capitano di Lungo Corso, ho continuato a vivere esperienze, non sempre felici, ma sempre interessanti…spesso ancora collegate al mare.
Ho faticato, sognato e realizzato, vinto e perso…ho avuto delusioni e soddisfazioni. Ho vissuto, vissuto intensamente.
Sono salito sul ponte di comando di importanti aziende, in Italia e all’estero…ora faccio il pensionato.
Non è vero che scrivo solo di splendidi tramonti, di gioie e passioni…anche se qualche volta la poesia è andata un poco oltre alla realtà; non ho negato ricordi tristi e ho celebrato eventi drammatici, ma a settant’anni suonati è bello rivivere i ricordi migliori…nel modo migliore!
Comunque non ho ancora “tirato i remi in barca”.
Un abbraccio a tutti,
Romano
(Romano Pisciotti)
Il mare grande
quando è immobile,
nero e silenzioso,
perde l’anima divina
facendo più paura
della tempesta
e della nebbia densa;
la condizione è il
preambolo di una lotta:
il mare,
geloso del cielo,
d’un tratto,
sembra accendersi
con fosforo
risalito dal profondo.
Invisibili esseri
incendiano la superficie
come un rigurgito
di draghi marini.
L’acqua si mescola
con la luce
che più brilla
sotto il taglio di prua,
mentre
sembra placare
il gorgo dell’elica.
Un tappeto luminoso
e gelatinoso
scivola sul silenzio
della bonaccia
allontanandosi
nel buio della notte.
La scienza
ha un nome
per questo fenomeno,
per noi marinai
e sognatori
è l’eterna invidia
di Nettuno per l’aurora.
Romano Pisciotti
Bio luminescence. Illuminazione di plancton…
Il pallido tepore
di una Luna stanca
accarezza
i nostri corpi
inariditi dal sale
del tempo.
La pelle ricorda
ancora
i nostri corpi
caldi e forti
nel riverbero
di vele bianche
gonfie di sole,
vento e vita.
Mentre
ad ogni onda
il nostro tempo
scadeva nell’ eclissi
della giovinezza,
i nostri cuori
imparavano
a respirare l’oceano.
Ad ogni orizzonte
segue
un nuovo orizzonte:
chi è stato in mare
ha conosciuto l’infinito…
lo ha negli occhi
e nell’anima,
per sempre.
Romano Pisciotti
Cercatori
d’amori carnali
e birra fresca
nei bar dei vicoli,
vestiti
di giovani corpi
già feriti
dai gridi di morte
del leviatano.
Negli occhi
il ricordo di marosi,
sulle labbra
la sete sofferta
nella lunga bonaccia
e nel cuore
il dramma della giostra
con la morte.
Torneranno sui pennoni
dimenticando la paura,
le puzzolenti lenzuola
dei bordelli
e ricorderanno
solo i riccioli biondi;
rischieranno
contro il vento
sognando il bottino
di gonfi barili.
Nuovamente in gioco
con il destino
per accendere
il lume
che brucia olio
e vite.
Romano Pisciotti
…Ancora in barili gonfi celebriamo la ricchezza, il progresso…e “qualche” lutto!
RP
Abbiamo navigato,
solcato mari e oceani…
solcato,
come dice il poeta!
Abbiamo
tagliato l’acqua
come fosse
fertile terra,
abbiamo seminato
sacrifici e passione.
Il mare cancella
i fanciulleschi segni
sulla battigia,
non i solchi,
profondi,
arrivati ben oltre
ai sogni di chi
non ha mai
lasciato la spiaggia.
Romano Pisciotti
Lama di morte,
tra le onde rabbiose,
affamata
di prede e gloria.
Lama della sorte:
a fondo,
prigioniero
per sempre,
nella sabbia dell’oceano.
Romano Pisciotti
l’U-352 è significativo per la storia militare americana, la storia marittima e l’archeologia storica poiché è stato il primo U-boat affondato dalla Guardia costiera degli Stati Uniti al largo della costa orientale americana durante la battaglia dell’Atlantico della seconda guerra mondiale.