ALANG

Abbiamo

camminato sul ferro:

nel metallo

non sono rimaste

le nostre orme

ma quel ferro

ha conservato memoria di noi,

dei nostri pensieri

e della solitudine.

Delle camminate in coperta

noi ricordiamo

il vento gelido,

forse

anche lo scricchiolio

della ruggine sotto i piedi

o l’odore di pittura

nei giorni di bonaccia;

la  nave ricorda i nostri passi

e ogni respiro,

quel ferro

ricorda il tempo,

i viaggi

‏e l’emozione

del rosso tremolio

del sole

in ogni tramonto…

sino alla spiaggia

di Alang

dove

la fiamma ossidrica

ferisce

la lamiera

e cancella

un pezzo

della nostra vita.

 


Romano Pisciotti

“RAPIDI E INVISIBILI PARTONO I SOMMERGIBILI”

(Lettera immaginaria di un marinaio siciliano)

Caro Beppe,

ti ricordi quando andavamo a pescarci il pranzo? Che sogno quel tappeto di vivi luccichii, prigionieri di piccole onde blu del mare sotto casa. Respiravamo l’aria azzurra del nostro paradiso e il dolce della zagara. Dagli scogli ci salutavano Marta e Linda, sbracciandosi in sorrisi d’amore, lanciavano baci e c’invitavano a tornare alle loro labbra.

Quanto tempo è passato? Mesi o secoli? Chiuso in questa latta ho perso il tempo mano a mano che la pelle si faceva sempre più bianca, ora sono anche dimagrito a fasoli e ragù puzzolente.

Ti scrivo senza sapere quando imbucherò questa lettera, ti scrivo senza sapere dove sei…volendo ti troveranno.

Marinai, non più pescatori.

Di Marta non ho notizie fresche, l’ultima lettera…anzi, le ultime otto lettere, le ho ricevute con due tue e una del parrinu: tutte insieme e con date già vecchie!

Don Luigi scrive che i miei stanno bene e Marta mi racconta di una vita   tranquilla al paese. Il nuovo Podestà è un galantuomo, è il

papà di occhi ncruciati …dovresti ricordarti lei, se non il padre.

Marta mi scrive parole di lacrime e d’amore. Alle sue lacrime aggiungo le mie.

Tu sei sempre imbarcato?   Della tua lettera ho letto ben poco: erano più le parti coperte da strisce di merda secca della censura…sei diventato un segreto di Stato! Forse anch’io ed è per questo che la posta non arriva più. Al rientro da ogni missione spero, comunque, di trovare qualche notizia dal paese e da te.

Da quando hanno saputo che ero il garzone del farmacista mi hanno nominato infermiere, l’equipaggio è ridotto al minimo indispensabile.

Non ho molto da fare in quel ruolo: ho curato qualche scottatura e ferita, più che altro devo curare tanta paura, che è la malattia più diffusa in missione, e qualche bozzu di chi ha misurato con la capa i piccoli spazi dei comparti. Mai nulla di serio, fortunatamente, perché l’infermeria è solo un armadietto nel quadrato ufficiali, non saprei che fare con un po’ di tintura e bende. Vero è che, per l’occorrenza, ci sono qualche laccio emostatico, un paio di pinze per ogni uso e un bisturi…prego Dio che non voglia mettermi alla prova! Forse ci sarà poco da curare se si può scoppiare come una bolla o morire di miciaciu senza un boccone d’aria.

A conti fatti preferisco i turni in cuffia ad ascoltare l’oceano, i pesci e le eliche grasse di qualche mercantile nemico. Io non ne ho ancora ascoltate, ma ho avuto la fortuna di sentire, per tempo, un’elica veloce e, probabilmente, malintenzionata: abbiamo smesso di respirare e le eliche sembravano formare una squadriglia sulla nostra testa. Loro dovevano avere altri impegni urgenti o sono stati così babbi da non trovarci. Lo “squalo”, il nostro Comandante, deve aver ben valutato che era meglio soprassedere o saremmo stati noi il loro pasto. Siamo stati “rapidi” ad acquattarci in modo “invisibili”.

Quando siamo risaliti, e il Comandante ha guardato nello specchio magico, il nemico era già troppo lontano per la nostra velocità. Forse questa parte della lettera la cancelleranno, ma le cose sono andate così… per una volta. Con lo Squalo ci siamo già ben distinti per il naviglio affondato.

Caro amico, andiamo per l’Oceano in questo bidone a caccia di ferro d’affondare e carne da macellare…Dio ci perdonerà? Ogni volta speriamo di non essere noi i vitelli da sacrificare!

Nelle notti senza Luna possiamo salire in coperta a respirare l’ aria dell’Oceano. Respiro profondamente, ma non sento nessun profumo…almeno non si sente puzza d’umani, di gasolio e cipolle….sento solo fresco sul viso e sono già, solo così, beato…felice d’esser vivo!

L’Oceano è solo uno sciacquio infinito e buio, almeno è quanto riesco a vedere. Forse dovremmo dargli rispetto, invece gli caghiamo dentro, appesi fuoribordo come sul trespolo di un pappaiaddu…forse è per questo che spesso s’incazza…e quando s’incazza, se non scendiamo come una balena, ci strappa le budedda…ma non è brutto come quando mirica o inglisi fan chioviri bumme.

Prego Sant’Agata, che mi raccomandi a Dio per non farmi morire qui, senza fussuni ne’ lapide.

Sott’acqua mi sembra di perdere l’anima, come se non scendesse con noi, solo il corpo rimane prigioniero nello scafo.

Lo Squalo ha visto qualcosa…trafficato questo mare grande! Debbo lasciarti, si va all’attacco!

Un abbraccio

Antonio

*Il mare lento

è nero e unto

di bava della morte.

Quando Nettuno

non accende la Luna

è tempo

di lupi affamati

che mordono

senza dare scampo.

Il mare lento

inghiotte,

con rantoli

di macabri sbuffi,

gli sconfitti

della notte,

mentre l’alba

festeggia

nuovi eroi.


(SCONFITTI ED EROI

di Romano Pisciotti)

L’anima a Nettuno

Una nave

che affonda

in lenta agonia

cede l’anima

a Nettuno

con urla

di lamiere

e pause di silenzi

piene di dolore.

Ferita mortalmente

abbassa la prua

verso la paura

del profondo buio.

Abbandonata

dagli uomini

al destino eterno

del freddo

dell’abisso,

cede al peso

della vergogna

e del rimpianto.

Il tempo affonderà

anche il ricordo

di bandiere,

d’orizzonti infiniti

e l’orgoglio

di un nome.

Solo qualcuno porterà

il dolore del rimorso

o la rabbia contro

un destino avverso,

fino a quando

anche il suo cuore

diventerà ruggine.

 

Romano Pisciotti

URLA

Il tuono della morte

arrivò dall’orizzonte

rimbombando

dal cassero alla chiglia,

seguirono fiamme atroci

e dolore,

sangue e sirene.

La paura

saliva dal mare:

saltavano paratie

e poi i boccaporti.

Bruciavano i corpi

nel gasolio

e nelle grida:

urla

che risalivano i ponti

rotolando in coperta

spargendo tutto il dolore.

Poi, la grande bolla

inghiottì il relitto 

e il buio della notte.

Nella pena di un’alba muta,

solo il mare

poté accogliere quelle anime,

per restituirle a Dio

insieme alle preghiere

e i dolorosi lutti

di madri e spose.


Romano Pisciotti

Canary Islands: a route for African migrants

Spanish coastguard finds 3 Nigerians under ship coming from Lagos

Tre migranti hanno viaggiato per undici giorni sul timone di una petroliera

Erano partiti dalla Nigeria e sono arrivati lunedì pomeriggio nelle Canarie, in Spagna.

The authorities confirmed that the migrants were taken into the port and attended to by health services.

The Spanish coastguard has rescued three migrants stowed away on a ship that arrived in the Canary Islands from Nigeria.

A photograph showing the trio was distributed on Twitter by the coastguard on Monday, November 28, 2022.

Where they stayed: They are seen sitting on the rudder of the oil and chemical tanker Althini II.

What you should know: The vessel arrived in Las Palmas in Gran Canaria after an 11-day trip from Lagos, according to Marine Traffic.

Why this is important: The Canary Islands is a famous route for African migrants attempting to reach Europe. Spanish data shows migration by sea to the archipelago jumped 51% in the first five months of the year compared to a year earlier.

presented by Romano Pisciotti

…semplicemente Vespucci

Quella gran bella nave la chiamiamo semplicemente “Vespucci”…troppo spesso dimentichiamo il nome completo: Amerigo Vespucci! L’onore e la gloria del coraggioso navigatore sono quasi cancellati, ricordiamo la splendida nave a vela e dimentichiamo che “Amerigo” diede il nome all’anonimo “Nuovo Mondo.” La mitica nave ha l’onore di ricordare l’uomo e un’epopea…ma per tutti è “il Vespucci” o, meno correttamente, “la Vespucci.”

Forse ci fa male ricordare che quel popolo di “indiani” mezzi nudi e l’accozzaglia (a seguire) di mezzi preti, di ubriaconi, di ex galeotti, puttane, speranzosi sognatori e disperati…sono oggi, o si credono, i padroni del mondo.

Il Vecchio mondo sembra popolato, oggi, solo da nani…incredibile pensare che i nostri avi abbiano fatto la Storia del mondo per duemila anni!

A noi rimane un po’ d’insofferenza nell’essere “alleati” del “padrone”, ma la pagnotta assicurata ci fa dimenticare l’orgoglio e il coraggio, illudendoci che la farina ci arrivi gratis.

Forse va bene così…..

”Vespucci” e basta.

Forse…ma questa favoletta dell’invasore e dell’invaso mi convince poco…ogni parte ha le sue ragioni (…e colpe) noi ne crediamo una sola.

Noi siamo per l’Occidente buono e tutto quello che è a Oriente è male. Abbiamo fatto coincidere l’Occidente con tutto quello che sta a ovest dai “brutti e cattivi.”

Abbiamo quasi cancellato il nostro Continente…o, quanto meno, ne abbiamo perso un pezzo che è parte di una Storia comune, per abbracciare un mondo liquido che è la macchietta dell’Impero Romano.

Abbiamo esportato braccia e cervelli; a noi, del vero Impero, è rimasta solo la decadenza…e neppure ci chiediamo come abbiano fatto “loro” a diventare così potenti…e arroganti.

Se ci hanno “liberati” dovremmo anche chiederci quando scadrà la cambiale che continuiamo a pagare e quanto dobbiamo ai milioni di morti russi lasciati sulla strada per Berlino.

I nostri fratelli dell’est hanno avuto una storia sfortunata nella spartizione dell’Europa, oggi noi, diventati anello debole post-storico, dobbiamo fare attenzione a non essere sacrificati nella prossima nuova spartizione dell’intero pianeta che sembra prospettarsi. Ci avevano raccontato che l’Unione Europea sarebbe stata forte e solida tra i potenti…per ora dobbiamo pensare a come scaldarci quest’inverno e come uscire dal vicolo cieco in cui siamo stati “liberi” d’infilarci.

Consoliamoci con una bottiglietta di Coca Cola…e con la maestosa visione del Vespucci…dove (ancora) sventola la bandiera italiana.

Romano Pisciotti

Buone notizie…non per tutti

Le annunciate sanzioni dell’UE sul petrolio e sui prodotti petroliferi russi cambieranno ulteriormente il modello del commercio petrolifero globale, secondo un report della banca d’investimento norvegese Cleaves Securities.

La domanda in termini di tonnellata-miglia delle navi cisterna aumenterà notevolmente, il che si tradurrà in una domanda aggiuntiva per la capacità di circa 613 navi cisterna MR (Medio Raggio) sul mercato.
Questa è senza dubbio un’ottima notizia per
i proprietari di tanker.

dal web, Romano Pisciotti 

INVESTIMENTI GALLEGGIANTI

Nel 2024 verrà lanciata la nave da crociera in cui vivere

Si possono scegliere monolocali come attici a due piani, da acquistare oppure da affittare (per 12 o per 14 anni).

La nave da crociera in cui vivere sarà varata nel 2024, ma si possono già acquistare le sue unità abitative. Gli “appartamenti” hanno da 1 a 4 camere da letto, sono completamente arredati e hanno prezzi compresi tra i 400mila dollari gli 8 milioni.

Secondo Alister Punton, fondatore e amministratore delegato della compagnia, alcune delle 547 unità sono già state vendute. E le residenze sono sulla buona strada per il tutto esaurito entro la fine del 2022.

Romano Pisciotti: Like