Raul Gardini…un uomo da non dimenticare.

 Archiviata Tangentopoli, Gardini viene dimenticato dall’Italia che conta. Solo nella sua amata Ravenna amici e conoscenti ricordano ancora il corsaro dell’economia, il vero erede del fondatore dell’impero Serafino Ferruzzi. Ai tempi d’oro, però, i potenti facevano la fila per vedere Gardini, decine di imprenditori, politici, banchieri.

Perché si è ucciso? «Me lo sono chiesto per anni», risponde De Luca (avvocato di Gardini). «Quella sera era molto logorato. Però sapeva che non sarebbe neppure entrato in carcere. Oggi penso che abbia voluto proteggere la sua storia di imprenditore. E la sua famiglia. Non poteva accettare di tornare a Ravenna con il marchio di corruttore. Si è tolto di mezzo perché la sua famiglia fosse lasciata in pace».

Presentato da Romano Pisciotti

Ciò che sta accadendo. Una profezia del 1956

Renovatio 21 pubblica questo stralcio dal libro di Günther Anders L’uomo è antiquato (1956).

 

 

Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. I metodi del genere di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più alla mente degli uomini.

 

L’ ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate.

 

L’ ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate.

In secondo luogo, si continuerebbe il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi.

 

Bisogna fare in modo che l’accesso al sapere diventi sempre più difficile e elitario. Il divario tra il popolo e la scienza, che l’informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo.

Ridurre drasticamente l’istruzione, riportarla ad una forma di inserimento professionale

 

Niente filosofia. Anche in questo caso bisogna usare la persuasione e non la violenza diretta: si diffonderanno massivamente, attraverso la televisione, divertimenti che lusinghino sempre l’emotività o l’istintivo. Affronteremo gli spiriti con ciò che è futile e giocoso. È cosa buona, con chiacchiere e musica incessante, l’impedire lo spirito di pensare.

 

Il divario tra il popolo e la scienza, che l’informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo

Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani. Come tranquillante sociale, non c’è niente di meglio.

 

In generale si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di ridicolizzare tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza; in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana E il modello della libertà.

 

Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani. Come tranquillante sociale, non c’è niente di meglio

Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione, che l’unica paura – che dovrà essere mantenuta –  sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie alla felicità.

 

L’ uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello, e deve essere monitorato come deve esserlo un gregge.

 

Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione, che l’unica paura – che dovrà essere mantenuta –  sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie alla felicità

Tutto ciò che permette di far addormentare la sua lucidità è un bene sociale; tutto ciò rischia di causare il suo risveglio deve essere ridicolizzato, soffocato, combattuto.

 

Ogni dottrina che mette in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali.

 

Günther Anders

 

 

Günther Anders è stato un filosofo e scrittore tra i padri con Robert Jungk del movimento antinucleare. Ebreo tedesco nato con il cognome Stern, fu allievo di Heidegger e in seguito sposò Hannah Arendt.  Doveva ottenere la cattedra a Francoforte ma gli fu impedito dalle pressioni del filosofo proto-sessantottino Theodor Adorno. Fuggito negli USA all’avvento del Nazismo in Germania,  si mantenne con lavori umili.

Ogni dottrina che mette in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali

 

Rientrato in Europa nel dopoguerra, si dedicò ai problemi del progresso ed in particolare alla causa nucleare.  Nel libro L’uomo è antiquato, 1956 scrive della discrepanza tra i sentimenti umani e le macchine,  destinate a sopravvivergli , e verso le quali l’uomo prova una sorta di «vergogna prometeica». Nel libro Anders definisce altresì i principi di «cecità verso l’Apocalisse» che caratterizzano l’era atomica, dove la distruzione totale è sempre dietro l’angolo. 

 

Presentato da Romano Pisciotti

Renovatio 21

 

www.renovatio21.com

 

 

 

COVID 19 e diritti umani

Secondo il Consiglio consultivo dei giudici europei (CCJE), la sfida principale posta dalla pandemia è stata quella di assicurare che l’emergenza nella sanità pubblica non venisse utilizzata come pretesto per la violazione dei diritti umani e che venissero applicate nuove misure giuridiche nel rigoroso rispetto degli obblighi in materia di diritti umani.

 

In una dichiarazione speciale, la Presidente del CCJE Nina Betetto ha sottolineato che occorre trovare un equilibrio tra sicurezza pubblica da un lato e ambiente e godimento dei diritti e delle libertà fondamentali dall’altro. Un altro principio chiave è mantenere l’indipendenza della magistratura: all’indomani dell’emergenza, non dovrebbero essere istituiti giudici “ad interim” o “tribunali speciali”, poiché questo comprometterebbe l’indipendenza della magistratura e creerebbe un rischio di politicizzazione.

 

Presentato da Romano Pisciotti

TORNERANNO LE SARTINE

Dopo anni di fiato sprecato su come essere o diventare “leader”, dopo continui pistolotti sulla valenza del “team”…scopriamo che il lavoro da casa è un nuovo mito da raggiungere: torniamo alle sartine e al lavoro a casa, dove i volumi sembrano essere gli unici parametri valutabili, magari torneremo a sfruttare anche l’universo di aziendine nel sottoscala per la produzione di ripetitivi prodotti, com’era in uso nel dopoguerra.

Nessun gruppo di lavoro o manager guida e allenatore o motivatore, fatte salve le riunioni o le comunicazioni via internet: roba anonima, con gente che saltella (magari in mutande) tra la cucina e il computer.

Si risparmieranno tempo e carburante per gli spostamenti e si perderà il gioco di squadra, l’attenzione comune, la socialità del gruppo e lo scambio continuo d’idee o consigli; si perderà il senso di appartenenza all’azienda, che non è una forma fantozziana di sudditanza, ma la condivisione di valori e obiettivi, oltre alla (sempre tanta esaltata) “Mission”.

Ore in casa spese, più probabilmente, in masturbazioni mentali, più che in costruttivi confronti con soluzioni immediate e condivise.

Probabilmente ci si organizzerà in un sistema meno vincolato all’azienda, magari con l’incremento di lavoratori (pseudo) autonomi…in poche parole con un lavoro meno tutelato o garantito…così tanto ricercato da chi invoca le riforme strutturali, che renderanno il lavoro sempre più precario. Più sarà precario il lavoro e meno saranno i consumi, i mutui, i figli e…lo Stato.

In un rigido sistema di assicurazione della qualità, come ci hanno abituato, assisteremo probabilmente alle visite a domicilio di caporali del lavoro.

Torneremo, forse, a un esercito di sartine? Nessuno si guarderà più negli occhi e nella coscienza?

Probabilmente comincerà una nuova (triste) era e non mancheranno gli esperti o i santoni che profetizzeranno maggior utile aziendale, un nuovo sistema concorrenziale e tanto tempo libero…

…vedremo.

 

di Romano Pisciotti

Romano Pisciotti

 

Anime di ferro

Tanti, io di sicuro, pensano che le navi abbiano un’anima…ne più ne meno come gli uomini, anche le navi vivono nel nostro ricordo. Per quelle anime di ferro che hanno accompagnato le nostre fatiche, le nostre paure e passioni, c’è un mare immenso dove ritrovano i cuori dei loro marinai.
Alcuni eroi e tanti martiri, non hanno mai lasciato la loro nave: le lacrime di madri, mogli e figli sono la sorgente di quell’immenso mare.

Romano Pisciotti

ITALMOTOR

Many, I for sure, think that ships have a soul … neither more nor less than men, even ships live in our memory. For those iron souls who have accompanied our efforts, our fears and passions, there is an immense sea where they find the hearts of their sailors.

Some heroes and many martyrs have never left their ship: the tears of mothers, wives and children are the source of that immense sea.

R.P.

Romano Pisciotti

AZIENDE…CHE FUGGONO

Mentre il Governo dichiara guerra al “sommerso” ( parte integrante dell’economia del paese) rischiando di deprimere ulteriormente l’economia pur di accaparrarsi un maggior gettito fiscale (…già tra i più alti in Europa), non batte ciglio per l’evasione legalizzata che s’immerge come un sottomarino nelle acque del, di fatto, paradiso fiscale olandese:

Campari non è l’unico ad aver fatto questa scelta e non sarà neppure l’ultimo:

Fiat (FCA) ha portato la sede fiscale in Olanda dal 2014, seguita da MediaForEurope, la nuova holding che ha unito Mediaset italiana e spagnola. Ecco altri che si sono spostati nei Paesi Bassi: Cementir, del gruppo Caltagirone, Eni, Enel, Exor, Ferrero, Prysmian, Saipem, Telecom Italia, Illy, Luxottica Group. 

In Europa non si hanno le idee chiare sulla concorrenza sleale!!!

Romano Pisciotti

ABBATTERE STATUE E’ UNA FORMA DI RAZZISMO

“Mettersi a fare l’inventario delle statue e abbattere quelle che sono dedicate a personaggi storici non perfetti, e non in linea con i nostri valori odierni, è un’idiozia”, le parole di Alessandro Barbero

…Ed è una forma di vergognoso e arrogante imperialismo culturale verso gli abitanti di quel luogo diverso che è il passato. È, inoltre, evidente che una volta cominciato è impossibile fermarsi. Rimosse le statue del generale Lee, bisognerà rimuovere anche quelle del presidente Lincoln, il liberatore degli schiavi, il quale allo scoppio della guerra civile dichiarò che per lui la questione della schiavitù era del tutto secondaria. E che, se per salvare l’Unione doveva abolire la schiavitù, l’avrebbe fatto; e se invece per salvare l’Unione doveva mantenere la schiavitù, l’avrebbe mantenuta. Noi italiani dovremmo buttare nel Tevere il Marco Aurelio del Campidoglio, imperatore di un impero schiavista, lui stesso padrone di schiavi. È evidente che mettere in mano alla politica decisioni di questo genere è un enorme errore che potrà fare solo danni”.

Presentato da Romano Pisciotti