LO STRETTO DELLA PAURA

Soffocato tra le terre

c’è quel collo di mare,

sabbioso e conteso,

dove il naviglio scivola

tra secche e relitti,

dove piove umana follia.

La finanza brinda

con petrolio e champagne:

non è ostaggio…

gli equipaggi sì,

della paura

e della lontananza.

E noi

solo a domandarci

quanto costa il gasolio.

Romano Pisciotti

SENZA GIOIA

Dimenticata la storia,
spento l’immaginario di Marinetti,
siamo orfani dell’anima;
mangiamo lombrichi,
da precotti a premasticati,
sarà un attimo.

Una minoranza rumorosa
ha svuotato il coraggio
di una vita a sfide e colori,
promettendoci la monotonia
di una vita a nastro,
piatta e uguale,
incatenata alla paura
di una fine precoce
e tomba della gioia.

Romano Pisciotti 

IL SARTO MALEDETTO

Il sarto maledetto

cuce i desideri

sulle passioni dell’anima:

abiti dorati,

ma tanto stretti

da soffocare il cuore,

o troppo pesanti

per camminare.

Nelle tasche

ci mette il coraggio

e la speranza,

l’orgoglio, la tenacia

e la superbia;

le domande,

ma senza le risposte.

Ci sono abiti caldi

per affrontare i temporali

e camicie fresche

per camminare al sole:

a volte capita l’abito

per la stagione sbagliata.

Rimane sempre quell’imbastitura,

un filo appiccicato alla pelle

che spesso s’impiglia al destino

o alle nostre debolezze;

e il demone tira,

lasciandoci nudi:

la realtà.


Romano Pisciotti

NOSTALGIA E OMBRE

Sono quei giorni

nei quali la pioggia

bagna l’anima

e raffredda il cuore;

sono quei giorni di bassa,

quando il manto della Luna

copre i sogni,

vestendoli d’autunno.

Sono quei giorni

nei quali le tristezze

diventano luogo e tempo;

giorni di pensieri

che si fanno cibo

per un ragno crudele

che tesse

nostalgia e ombre.

Sono quei giorni

che solo un abbraccio

può riscaldare.

 

Romano Pisciotti

SOLE D’INVERNO

 

Il sole d’inverno

scalda i pensieri

dei vecchi,

avvicina i ricordi

alla primavera di un sorriso,

bianco come il sale,

al profumo di olii e giovinezza

di un corpo tonico

vestito dei colori dell’estate.

Amori e passioni

che riempivano l’anima

ma non ancora il desiderio,

come una corsa verso il mare

per tuffarsi nei cavalloni,

incapaci di stancare

la ricerca dell’onda nuova,

più alta, più sfidante.

Sole d’inverno,

disteso sullo sciacquio

di piccole onde

che bagnano

brevi sogni.

 

Romano Pisciotti 

GALAVERNA

La galaverna discese

e ricoprì il cuore

e l’anima degli uomini,

smarriti nella nebbia fitta

della loro ignoranza.

Cadde il pettirosso,

e con lui il segno fragile della vita;

si spense il seme della speranza

nel gelo dove

virtù e poesia

non trovarono dimora.

La legge fu scambiata per forza,

la giustizia per conquista;

terre già arse dai demoni

furono strappate e profanate,

non rese al diritto dei popoli

ma infine consegnate

alla follia della disperazione.

E così il mondo fu lasciato cadere

nel buco nero della maledizione,

dell’abbandono del sacro,

senza pace

né divino ausilio.

Romano Pisciotti

Galaverna: deposito di ghiaccio bianco e ruvido che si forma quando la nebbia, gelando, avvolge e irrigidisce ogni cosa.