REVOLUTIONARY BATTERY (English and Italian version)

Toyota is set to unveil a “game-changing” electric car with a solid-state battery. The miraculous specs claim it has a range of 300 miles — and can recharge completely in just ten minutes. Japanese carmaker Toyota is set to unveil what the media is calling a “game-changing” solid-state battery as soon as next year, Japanese financial newspaper Nikkei reports.

ITALIAN:

Toyota svelerà un’auto elettrica “rivoluzionaria” con una batteria a stato solido.  Le specifiche miracolose affermano che ha un’autonomia di 300 miglia e può ricaricarsi completamente in soli dieci minuti.  La casa automobilistica giapponese Toyota svelerà quella che i media chiamano una batteria a stato solido “che cambia le regole del gioco” il prossimo anno, riporta il quotidiano finanziario giapponese Nikkei.

Presentazione e traduzione di Romano Pisciotti

Ci attendono anni difficili

Con una buona dose di ipocrisia i politici dell’Unione Europea raccontano ai propri cittadini che rimpiazzeranno l’energia russa con quella acquistata, per esempio, dall’Arabia Saudita, dall’India e dagli Stati Uniti. Quello che non dicono chiaramente è che tutto il petrolio e il gas acquistati hanno prezzi molto più alti di quelli russi, cosa esacerbata anche dal continuo deprezzamento dell’euro. Ma non è certo questo il modo di rimpiazzare forniture energetiche!

Sostituire un fornitore economico di energia come la Russia con nuovi fornitori a prezzi molto più alti è contro ogni logica economica, per non parlare del fatto che sarà un macigno troppo pesante anche per un’economia ricca come quella del nostro continente. Tra l’altro, non rendere pubbliche ed evidenti le cifre di questi sovracosti non aiutata certo a star tranquilli.

La maggior parte degli economisti dà ormai per certa la recessione in Europa. Tuttavia, quanto sarà grave e profonda tale recessione nessuno ancora riesce ad immaginarlo. Certamente, se la politica europea delle sanzioni rimarrà testardamente ancorata allo scontro muro contro muro con la Russia, ci attendono anni molto difficili.

dal web
presentato da Romano Pisciotti

SUICIDARSI CON IL GAS

 

GNL dagli Usa? per l’Italia l’operazione più stupida che si possa fare

 

%name SUICIDARSI CON IL GAS Romano Pisciotti

Una nave gasiera di ultima generazione può trasportare fino a 200.000 metri cubi di gas liquefatto.

 

Nel processo di liquefazione il volume del gas viene ridotto di circa 600 volte.

Per farlo si porta il gas a -160 gradi centigradi, temperatura che dovrà essere mantenuta durante tutto il trasporto.

Una volta arrivato a destinazione il GNL dovrà essere rigassificato riportandolo gradualmente alla temperatura ambiente.

Il processo di liquefazione e rigassificazione richiede un’energia pari a circa il 30% della resa in combustione del gas, quindi il GNL parte già fortemente penalizzato in competitività, se poi aggiungiamo i costi di trasporto, é evidente che con questa soluzione avremo bollette molto più care.

A parte tutto ció va poi considerato l’aspetto ecologico.

Gli USA hanno promesso alla UE 15 miliardi di metri cubi di gas l’anno che rappresentano meno del 20% del solo fabbisogno italiano.

15 miliardi di metri cubi di gas, una volta liquefatti, si trasportano mediamente con 125 gasiere.

Una nave impiega circa 20 giorni per attraversare l’atlantico e raggiungere l’Italia dagli USA.

0E67194C B1F6 40B6 B07D 39F4D1AA7D29 SUICIDARSI CON IL GAS Romano Pisciotti

Altri 20 giorni servono per il percorso inverso, (più almeno 2 giorni per le operazioni di carico e scarico).
Per il tragitto attraverso l’Atlantico la nave brucia circa 4000 chili di gasolio marittimo ogni ora, 96.000 chili al giorno, che per 40 giorni del viaggio di andata e ritorno dagli USA fanno quasi 4000 tonnellate.
Moltiplicate per 125 viaggi sono mezzo milione di tonnellate di gasolio bruciato in un anno, per trasportare il gas in Europa, con tutte le emissioni nocive del caso.
Ma non é tutto.

Negli USA non ci sono sacche di gas naturale come quelle siberiane (o se esistono, sono in via di esaurimento).

Il gas americano é quasi tutto “di scisto” o shale gas.

Si tratta di gas intrappolato in rocce sedimentarie argillose.

L’estrazione di questo gas avviene con un processo denominato Fracking.

Sottoterra si trivellano pozzi orizzontali, lunghi anche diversi kilometri, nei quali vengono fatte brillare cariche esplosive. Poi vi si inietta acqua ad alta pressione, mescolata a sabbia e additivi chimici.

Questo permette di frantumare le rocce argillose, da cui possono così liberarsi il petrolio o il gas, che salgono in superficie attraverso il pozzo.

Il territorio e l’ambiente ne escono devastati.

I problemi collaterali di questo genere di estrazioni, infatti, sono gravissimi. 

L’impossibilità di assicurare la perfetta tenuta delle tubazioni nei pozzi, causa l’irrimediabile inquinamento delle falde acquifere, che si trovano a metà strada tra i giacimenti e la superficie; inoltre, ca ricordato che il metano è un potente gas serra e una parte di quello estratto si libera nell’atmosfera.

Ogni pozzo occupa in media 3,6 ettari di territorio e richiede enormi quantità di acqua (da 10 a 30 milioni di litri), e di sabbia.

La sabbia deve essere estratta, raffinata, caricata e trasportata su treni (100 carri ferroviari per ogni pozzo), accumulata in depositi e infine trasportata con automezzi fino al punto di utilizzo.

Uno degli impatti ambientali più preoccupanti è legato all’acqua utilizzata per il fracking, che risale poi in superficie e deve essere smaltita come rifiuto nocivo, in quanto contaminata.

L’unica soluzione praticabile è trasportarla con autobotti in altre zone, dove viene stivata nel sottosuolo, con ulteriore inquinanento.

Tutta questa attività inoltre, stimola faglie sismiche sotterranee e induce terremoti.

Nel 2007 in Oklahoma c’era stato un solo terremoto, mentre nel 2015 ve ne sono stati oltre 900; per la maggior parte sono stati lievi, ma alcuni hanno provocato molti danni.

In pratica, una zona virtualmente non sismica è stata trasformata in pochi anni nel territorio più sismico degli Stati Uniti, proprio a causa dello smaltimento dei liquidi usati per l’estrazione di idrocarburi di scisto nelle profondità del sottosuolo.

Intendiamoci, anche i russi e gli azeri hanno devastato il mar Caspio per l’estrazione del petrolio, ma importare gas dagli USA é l’operazione ecologicamente più stupida che si possa fare.

Va detto che la maggior parte delle imprese di shale oil e shale gas degli USA erano a rischio di fallimento a causa dei bassi prezzi di mercato. In particolare le società più puccole non riuscivano ad essere competitive con le estrazioni tradizionali, proprio per gli altissimi costi del fracking. Ora la guerra le ha “Miracolosamente” rivitalizzate tutte.

di V. Vaia

PRESENTATO DA ROMANO PISCIOTTI

Azienda & Impresa

PETROLIO A 380 DOLLARI

JP Morgan: petrolio previsto a 380 dollari al barile

”Le nazioni del Gruppo dei Sette stanno mettendo a punto un complicato meccanismo per limitare il prezzo raggiunto dal petrolio russo nel tentativo di stringere le viti sulla macchina da guerra di Vladimir Putin in Ucraina. Ma data la solida posizione fiscale di Mosca, la nazione può permettersi di ridurre la produzione giornaliera di greggio di 5 milioni di barili senza danneggiare eccessivamente l’economia, hanno scritto gli analisti di JP Morgan, tra cui Natasha Kaneva, in una nota ai clienti.

Per gran parte del resto del mondo, tuttavia, i risultati potrebbero essere disastrosi. Un taglio di 3 milioni di barili alle forniture giornaliere spingerebbe i prezzi del greggio di riferimento a Londra a 190 dollari, mentre lo scenario peggiore di 5 milioni potrebbe significare greggio “stratosferico” a 380 dollari, hanno scritto gli analisti.

Il rischio più ovvio e probabile con un limite di prezzo è che la Russia possa scegliere di non partecipare e invece reagire riducendo le esportazioni”, hanno scritto gli analisti. “È probabile che il governo possa vendicarsi tagliando la produzione come un modo per infliggere dolore all’Occidente. La rigidità del mercato petrolifero globale è dalla parte della Russia”

Quello che avete appena letto è un estratto dell’articolo di Bloomberg che riporta la notizia choc: il prezzo del petrolio quindi potrebbe raggiungere la “stratosferica”  soglia dei​​ 380 al barile se le sanzioni statunitensi ed europee spingessero la Russia a infliggere tagli di rappresaglia alla produzione di greggio. L’avvertimento, il grido d’allarme lanciato dagli analisti di JPMorgan dovrebbe mettere tutti in riga.

presentato da Romano Pisciotti

Lo schiaffo di JP Morgan: petrolio previsto a 380 dollari al barile

presentato da Romano Pisciott

STAREMO…FRESCHI

GAS RUSSO
Jean Coffie, cyberattivista geopolitico specializzato in questioni di difesa e sicurezza
Nel 2022 saranno meno di 600 le navi metaniere, ovvero navi specializzate nel trasporto di gas con una capacità media di 140.000 m3 di gas.
 La più grande nave GNL ha una capacità di 260.000 m3 e fornisce prodotti di gas dal Qatar.
 Facciamo un semplice calcolo:
 600 navi metaniere x 140.000 m3 = 84.000.000 m3 di gas, ovvero 600 navi che trasportano gas mondiale possono consegnare 84 milioni di metri cubi al mese.
 Quindi: 84 milioni x 12 = 1.008.000.000 di m3 all’anno.
 La Russia consegna 150 miliardi di m3 all’anno (!) all’UE, sono ancora 27 paesi.
 Grossomodo, gli USA dovrebbero prima detenere tutte le navi da trasporto di gas del pianeta e tutte queste navi dovrebbero comunque essere in grado di effettuare 4 viaggi all’anno per rifornire l’Europa.
 E una volta consegnato il gas liquefatto, dovrebbe comunque essere convertito in gas, tenendo conto del suo trasporto: la bolletta sarà 4 o addirittura 6 volte più cara del gas russo, senza contare l’inquinamento che ne deriva!
 Si consideri che gli Stati Uniti vogliono colmare questa dipendenza consegnando all’Europa 150 miliardi di m3.  Avranno bisogno di 6.000 navi metaniere, oltre a 1.790 viaggi per nave.
 Solo che un viaggio tra USA ed Europa dura in media 1 mese per questo tipo di nave.
 Quindi, per un viaggio di andata e ritorno, le 6.000 navi dovranno effettuare ciascuna 8 viaggi all’anno per colmare questa lacuna.
 Questa analisi solo per farti un’idea della dipendenza europea dal gas russo…
 Il fabbisogno di gas cinese è di 160 miliardi di m3 all’anno, più del consumo annuale europeo.
Conclusione: fare a meno del gas russo in un decennio, per non dire nel prossimo futuro, è perfettamente utopico per l’Europa.
Presentato da Romano Pisciotti

FARINA E PETROLIO IN AFRICA

L’attacco della Russia all’Ucraina e le sanzioni di ritorsione dall’Occidente potrebbero segnalare una buona notizia per le economie legate ai petro dollari come la Nigeria. Il Brent, l’indicatore del petrolio greggio nigeriano, ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta dal 2014.

Con l’escalation della crisi Russia-Ucraina, le materie prime come il grano e il mais dovranno affrontare interruzioni dell’approvvigionamento e l’ aumento dei prezzi.

L’effetto a catena sarà pesante per le aziende nigeriane che operano nel settore alimentare che attualmente stanno già affrontando un aumento dei costi di produzione a causa della volatilità del range di cambio.

I dati commerciali hanno mostrato che Egitto, Turchia, Bangladesh e Nigeria erano le principali destinazioni del grano russo nel 2019 e la tendenza non è cambiata.

Il conflitto minaccia la più grande economia africana, la Nigeria, a causa del costo dei prodotti alimentari a base di grano.

La Nigeria, a causa della bassa capacità di raffinazione del grezzo è costretta ad importare benzina e gasoli, il Governo sostiene l’economia calmierando il prezzo di questi prodotti con massicci aiuti.

Lo sviluppo di questa situazione potrebbe significare un aumento del costo della vita per i 250 milioni di abitanti della Nigeria ed esporre ulteriormente la persistente incapacità del paese di trasferire le fortune petrolifere alle realtà economiche, nonostante la sua ricchezza energetica.

La nuova mega raffineria di Dangote dovrebbe entrare in funzione quest’anno, se non subirà ulteriori ritardi, questo dovrebbe permettere al Governo di eliminare totalmente l’enorme spesa per calmierare i prezzi di benzina e diesel.

DANGOTE 300x110 FARINA E PETROLIO IN AFRICA Romano Pisciotti

Le prospettive a medio termine dell'Africa sembrano più ottimistiche con 1,2 milioni di barili al giorno (mb/g) di nuova capacità prevista entro il 2026, metà della quale sarà rappresentata dal progetto di raffineria 650.000 bpd Dangote oil project in Nigeria, che dovrebbe entrare in funzione nel 2022"

Romano Pisciotti

Green Reputation

Non solo le grandi aziende oggi puntano alla sostenibilità come focus di pianificazione di asset e strategie d’investimento, tanto da poter riclassificare il bilancio.

VERDE 300x197 Green Reputation Romano Pisciotti

La sostenibilità oggi rappresenta un elemento chiave per le aziende e racchiude molteplici vantaggi:

Incremento del valore della marca e sviluppo di vantaggi competitivi

Accedere a nuovi mercati o nicchie di mercato legate alla sostenibilità

Accedere a nuove forme di capitali e modelli di business

Minimizzazione dei rischi

Aumento della produttività e riduzione dei costi

Attrazione e mantenimento delle risorse umane

 

PRESENTATO DA ROMANO PISCIOTTI

Rome logo Green Reputation Romano Pisciotti

Romano Pisciotti:

Romano Pisciotti 253x300 Green Reputation Romano Pisciotti

After an important experience as a naval officer, Romano worked on behalf of important international companies (Pirelli, for example) in Italy (his country of origin), Argentina, Brazil, Egypt and Nigeria with full responsibility, in a managerial position.

He actively participated in the start up of new operating units in Italy and abroad;

has been fully involved in the restructuring of companies and the increase in commercial activities. In his various experiences, Romano has led multi-ethnic work teams even in stressful environments.

He lived for over five years in Nigeria, where he had relevant experience as general manager of large industrial groups and in logistics; the current activities still tie him to Africa, in Lagos, as responsible for the development of new strategies in Nigeria for the IVECO, heavy vehicles company.

Romano has never neglected professional updating by continuously following courses at qualified universities.

info: italmotor@gmail.com

 

 

L’ENERGIE NUCLEAIRE EN AFRIQUE… UNE BONNE AFFAIRE ?

Alors qu’une dizaine de pays africains projettent de se tourner vers le nucléaire civil et ont annoncé leur intention de se doter d’une centrale.

Le continent possède 20 % des réserves mondiales d’uranium. Mais le nucléaire civil représente moins de 2 % de sa production énergétique. Potentielle solution pour pallier le déficit d’électricité de l’Afrique, l’énergie atomique séduit de plus en plus. Une dizaine d’États ont déjà annoncé leur intention de se doter d’une centrale. Pour les puissances étrangères, cet engouement est un enjeu commercial de taille et l’occasion d’asseoir un peu plus leur influence sur le continent. Alors que la Chine et la Russie multiplient les projets, les États-Unis tentent de rentrer dans la course.

energia atomica LENERGIE NUCLEAIRE EN AFRIQUE... UNE BONNE AFFAIRE ? Romano Pisciotti

L’Agence internationale de l’énergie n’est pas aussi optimiste que les pays africains. Selon elle, la part de nucléaire dans la production énergétique du continent ne va pas beaucoup augmenter dans les années à venir. En cause, son coût de production, moins compétitif que le renouvelable, mais aussi l’instabilité politique et le contexte sécuritaire tendu des pays intéressés.

https://www.jeuneafrique.com/1089444/politique/infographie-nucleaire-lengouement-africain-aiguise-les-appetits/

Romano Pisciotti : surfer sur le web

NEAR FUTURE FOR OIL

There has been much discussion on the volatility of the price of crude oil: the market rule based on supply and demand, in addition to being subject to the seasonality of consumption and industrial trends, is strongly linked to environmental and social factors that affect the availability of extraction and transportation. Security in some areas of extraction or sea routes is challenged by conflicts or acts of piracy or sabotage, just to name a few well-known issues.

One of the lesser-told factors of the energy crisis that is causing bill costs all over Europe, is the fact that this summer less wind has blown. Especially in the north of the continent, in 2021 the strength of the currents was between 10 and 15% lower than the expected average…slowing down the wind turbines that were supposed to guarantee energy.

pale 300x166 NEAR FUTURE FOR OIL Romano Pisciotti

In fact, it could be said that climate change has already impacted the solutions available to combat climate change!

Even if the human impact on global warming is minimal compared to natural cycles, we must certainly act on the part that depends on us.

Unfortunately, regardless of the will of the various countries to break away from the servitude of fossil fuels, it must be admitted that the renewable sources available are not yet capable of guaranteeing a real ecological transition. Perhaps this is the real reason for the unenthusiastic approach to “changes” of many Rulers … if not for the generic statements that commit the distant future more than the present and more for coal alone.

Except for the young people who follow Greta, animated by youthful dreams and impulses, everyone can understand that forcing the industry with too rapid change could mean a stalemate or the destruction of the economies of many countries, if not the whole world. After all, no one – not even most young dreamers – is willing to make a drastic life change.

Economic collapse is as dangerous as the effects of climate change.

We could easily have a large amount of energy from hydroelectric and nuclear sources, but there is already an endless discussion about the safety and disposal of nuclear waste or other environmental discussions related to large dams.

The political and industrial commitment must be in the search for real alternatives rather than in the fluctuating popular consensus or the immediate profit on what is available; perhaps the concrete ecological alternatives are still to be invented or lie in the still theoretical solutions: we must not be under the illusion that eternal batteries or the availability of hydrogen in large volumes are already industrial-grade.

It is very likely that oil and gas will not leave us anytime soon, beyond the thunderous announcements of politicians looking for some quick response to public opinion.

Perhaps the real immediate solution is the reduction of energy consumption, this should not be difficult, if environmental consciences do not lie, even if paradoxically, the ecological transition will need a large amount of fossil fuels (wind turbines, or other solutions, are not made with the magic wand)

The industry has provided us with vehicles that consume and pollute less than previous models; we can give up a bit of travel and a bit of heat in our homes … but it is certainly strange that the same man, who became excessively rich by promoting electric cars and supertrains, also promotes useless and energy-intensive space travel; it is strange that the man who delivers the fruits of globalization home to us only cares about finding a faster way to expand his business, at the expense of more sustainable businesses; it is strange that no one wants to give up chatter, dispersed in millions of useless messages, ignoring the immense absorption of energy for the functioning of algorithms that already claim to be vital.

Perhaps there is, in part already there, a sustainable way to extract oil and gas (certainly abandoning the absurd practice of extraction with destructive methods such as the fragmentation of rock shales). There could be consumption, just as sustainable (intelligent), until science offers us a real alternative.

Surely we could decrease, more rapidly than any other solution, the suffocation of the seas with plastic or the deforestation of the lands: this would give a sure hand to the ecological rebalancing of the Planet.

Leaping through hoops to get out of the fossils too quickly could have worse consequences

Romano Pisciotti

IMG 1966 300x274 NEAR FUTURE FOR OIL Romano Pisciotti
Romano Pisciotti