A chi vuoi tu

A chi vuoi tu

Un Natale per chi vorresti abbracciare ancora.
Un ricordo, un pensiero a chi vorresti ritrovare intorno al tavolo della piccola cucina…scartocciando gioiosamente i suoi doni: la vita, l’amore e la felicità di un sorriso.
Natale in una foto ancora impressa nella pellicola, senza la tecnologia di uno smartphone, e con gli occhi socchiusi nell’abbaglio di un flash: immagini lente, di un tempo, sospese nella mente. Abiti e parole non più di moda, luce opaca come una lampadina che va esaurendosi appena un’attimo prima che il filamento incandescente si spezzi, spegnendosi per sempre.
Riaccendere, nella magica notte, le carezze e i modi d’un tempo che ci sono stati donati per un periodo irripetibile…tranne che a Natale, perché non ci sarebbe festa senza di loro.

  • Romano

 

Romano Pisciotti

Lontano da casa

Vivere lontano da casa non è per tutti.
Devi avere un cuore grande, grande a sufficienza per far da valigia a tutto ciò che lasci:
gioie e dolori, amici e amori.
Questo bagaglio cardiaco che batte anche quando tocchi un suolo che non ti appartiene o quando sei steso su un materasso che non ha la tua forma e un cuscino scomodo, e guardi il soffitto chiedendoti dove stai andando.
Amici che non sono i tuoi, una città che non è tua.
Devi avere un cuore grande, così grande da far spazio a cose nuove.
Un cuore che a volte temi che altri si siano scordati, perché il presente ha preso il sopravvento nelle loro vite.
Un cuore grande, ma non troppo forte.
Allora è lì che si ferma un attimo.
Va in arresto, ti confonde e non sa più chi sei.
Così ti stendi sul materasso che ora ha subito un po’ il tuo peso, e il cuscino è più molle da una parte e ti chiedi chi stai diventando più che dove stai andando.
Perché quando parti, più che muoverti verso una destinazione, vai verso un destino, il TUO.

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Romano Pisciotti

Che se magna?

Non c’è solo la cucina stellata. C’è anche quella delle trattorie, portata avanti da fior di professionisti: «A me i piatti che sembrano opere d’arte nun piacciono, so’ mezzi vuoti, la gente che se magna?».

There is not only the starry kitchen. There is also that of the trattorias, carried out by professionals: “To me the dishes that seem like works of art do not like them, they are only half empty dishes, people what do you eat?”.

Sora Pina, Giuseppina Sardegna in Panzironi, 87 anni, ha passione da vendere: è lei che dirige i fornelli del Biondo Tevere, a Roma. Lunga la lista dei clienti illustri, da Pier Paolo Pasolini ad Alberto Moravia, da Elsa Morante a Michail Gorbaciov, fino a Luchino Visconti (che qui girò “Bellissima” con Anna Magnani e Walter Chiari): «Qua se magna verace»

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Maserati in Japan

 

An adventure in speed begins. The Maserati Levante Trofeo and GTS are bringing their V8 power to some of Japan’s most scenic roads including the iconic Hakone Turnpike.

Inizia un’avventura in velocità. La Maserati Levante Trofeo e la GTS portano la loro potenza V8 su alcune delle strade più panoramiche del Giappone, tra cui l’iconica Hakone Turnpike.

Maserati Levante
Maserati in Japan

A core offering of all Maserati vehicles is the ability to cover long distances at dynamic yet refined high speed. The V6 and V8 engines in the different Levante versions offer everything you would expect of a Maserati – from snarling responsiveness to effortless long-distance refinement.

Maserati

MASERATI IN NIGERIA info: Romano Pisciotti italmotor@gmail.com

Sorriso

In una foto ho rivisto lo spensierato sorriso del nostro Stefano, nell’assolato piazzale del brigantino, in un pomeriggio di quarant’anni fa.
Siamo invecchiati e tutti abbiamo avuto la nostra dose di gioie e disavventure, forse in proporzioni diverse e non sempre le gioie hanno compensato i crucci o le paure. Tornare a Livorno e sollevare la coperta del tempo, scoprendo corpi di gladiatori e profumi di speranze, ha commosso un po’ tutti…anche se non tutti i ricordi sono riusciti a sovrapporsi con la realtà di quell’incontro.

Caro Stefano, ho avuto la fortuna di averti accanto in quella cena informale dell’ultima serata, so bene che per te deve essere stato ancor più difficile tornare a Livorno: le pillole per digerire la vita e il bastone per ritrovare il passo, certo, non t’hanno agevolato.

Sono stato fortunato perché mi hai regalato i racconti dei tuoi viaggi, la tua ironia e un pizzico della tua gioiosa follia. Ti guardavo con affetto, mentre ascoltavo i tuoi aneddoti dipinti da dettagli e sottolineature quasi maniacali; ti guardavo e, sotto quella tua barba arruffata che t’incornicia il volto, vedevo un pacifico sorriso: quel sorriso di chi ha imparato a prendere la vita con coraggio e filosofia.

Un abbraccio forte carissimo amico.

Romano

STEFANO
72.mo

Accademia Navale

 

Romano Pisciotti