QUEL GIORNO

Il tuo corpo bianco angelico

disteso nell’offerta totale

respirava attesa

di carezze e baci,

nel breve momento

sospeso tra desiderio

e profumo d’amore.

La mansarda oscurata

di un pomeriggio settembrino

si riempì dei nostri battiti

e del dolce sapore

della tua pelle.

Romano

SASSOLINO DEL TEMPO

Pietruzza di mare

lavorata dal sale e dal tempo,

così leggera nella marea

da arrivare sulla battigia,

brillavi al sole

mostrando i colori trasparenti

di vecchie venature

nate, forse,

in terre lontane,

e nuove ferite

incise nel viaggio.

Ho raccolto quel sassolino

e lo conservo

come un piccolo tesoro,

memoria di viaggi

e d’anni scivolati via,

già arrivati

alla spiaggia della vita.


Romano

QUANDO SARÀ

 

Soffierò la mia anima

in una bolla di cristallo,

te ne farò un misero dono.

Tu saprai custodire

il mio ricordo

e compiere, per noi,

ciò che io non ho avuto

la sorte di portare a termine:

i nostri sogni.

In quella bolla

ti starò accanto:

non esiste paradiso

lontano da te.

L’inferno l’ho già vissuto,

nella rabbia

di non poterti donare

ciò che avrei voluto.

 

Romano

INSIEME SULL’ ARCA

Sull’arca Noè ha imbarcato la sua famiglia e tutto il bestiario, condizione d’accesso non fu avere un’anima ma essere creature di Dio.

La “manodopera” divina è stata messa in discussione dalla teoria dell’evoluzione: forse deriviamo tutti  da un verme intraprendente o da qualche difetto di crescita, ma tutti abbiamo un inizio comune. L’amico a quattro zampe, il compagno fedele, che ha diviso con noi felicità e dolore, non ha forse diritto ad avere un’anima? Lasciamo la domanda sospesa per i dotti in teologia. Noi abbiamo ricevuto affetto dall’amico al quale abbiamo dato accoglienza e la sua mancanza ci rattrista, amiamo pensarlo in qualche parco verde o in una casa accogliente ad aspettarci.

Romano

UN FIORE

Oggi porterò un fiore

in quel campo

di tristezza, d’amore

e d’incontro

con le anime lievi:

il fiore di una lacrima

che ha il sale

della nostalgia

di una tua

dolce carezza,

del tuo calore

e del tuo sacrificio.

Il tuo sonno

è inesorabile destino

che il mio cuore

non capisce e non accetta

ma che si consola

pensandoti tra gli angeli.

Romano

(… a mia madre e a tutte le mamme già in cielo, 11 maggio 2025 festa della mamma)

Lettera a una stella

Carissima Gabriella,

dove sei ora non ti si può nascondere nulla…neppure quel senso di vergogna per non esserti stato accanto in quei tuoi giorni difficili, quando i tuoi pensieri si sono confusi con una diversa realtà.

Avevi costruito un muro intorno al tuo cuore, avrei dovuto provare a scavalcare quell’ostacolo e ritrovare le risate di quell’alba ligure quando il sole ci ha colto alle spalle, mentre guardavamo verso il mare! È passato tanto tempo e ho ben imparato i punti cardinali e, nell’intero firmamento, ho imparato a distinguere le stelle utili per seguire la giusta rotta. È mancata, in tutti questi anni, la tua stella…probabilmente, semplicemente, perché non ho saputo ritrovarti.

Romano

 

Ho vagabondato per strade

dove solo gl’incubi e i muti tormenti

potevano raggiungermi.

Pregavo, almeno, per una meta.

Solo la morte mi ha ascoltato:

ho trovato pace

nell’abbraccio del silenzio,

abbandonando quel corpo

che mi aveva tradita.

Romano

(…che possa trovare pace anche nel nostro ricordo)