On August 6, 1945, an American B-29 bomber named the Enola Gay left the island of Tinian for Hiroshima, Japan. The uranium 235 gun-type, named Little Boy, exploded at 8:16 a.m. In an instant 80,000 to 140,000 people were killed and 100,000 more were seriously injured. The blast wave shattered windows for a distance of ten miles and was felt as far away as 37 miles. Hiroshima had disappeared under a thick, churning foam of flames and smoke. The co-pilot, Captain Robert Lewis, commented, “My God, what have we done?”
Hiroshima dopo la bomba
On August 9, 1945, another American B-29 bomber, Bock’s Car, left Tinian carrying Fat Man, a plutonium implosion-type bomb. The primary target was the Kokura Arsenal, but upon reaching the target, they found that it was covered by a heavy ground haze and smoke and were unable drop the bomb. The pilot, Major Charles Sweeney, turned to the secondary target of the Mitsubishi Torpedo Plant at Nagasaki. The bomb exploded at 11:02 a.m. over the narrow Urakami Valley northwest of downtown Nagasaki. Of the 286,000 people living in Nagasaki at the time of the blast, 74,000 people were killed and another 75,000 sustained severe injuries. The damage was less extensive, since the blast was boxed in by the river valley and partly to the fact that the bomb was dropped about 2 miles off target.
Doveva succedere ed è puntualmente successo. Apple, anche se solo per una manciata di minuti, alle 11.48 ora locale è diventata la prima società quotata made in Usa a superare la capitalizzazione di mille miliardi di dollari.
….Solo per qualche minuto: valore di borsa, valore che il mercato da e toglie…viviamo in un mondo di eroi di carta!
Don aiki ga ƙkasata cikin soyayya da riƙkon gaskiya;
Domin gudumawar da shuwagabaninmu ‘yan kishin ƙkasa suka bada;
kada ta zama a banza;
Muyi aiki da zuciya ɗaya da girmamawa a gareta;
Domin ta kasance ƙkasa ɗaya mai yanci ga kowa tare da haɗin kai da zaman lafiya.
Lyrics in Igbo
Bilie nu ndi ala anyi
Irubere oku Nigeria isi
Ije ozi ala nna anyi
Na ifunanya na ike na okwukwe,
Olu ndi dike anyi gara aga
Agaghiabu ihe efu,
Ije ozi n’ obi n’ ike n’okwukwe
Otu ala jikolu onu na nnwere onwe
Udo na ịdị n’otu.
Lyrics in Yoruba
Dide eyin ara .
Wa je-pe Naijiria,
ka fife sin ‘lewa
pelu okun ati ‘gbagbo
Ki ise awon akoni wa
ko ma se ja sa-san,
Ka sin tokan-tara
ile tominira wa,
ti alafia so-dokan.
National Pledge
The Nigerian pledge of allegiance is recited immediately after the playing of the Nigerian national anthem: It was written by Professor (Mrs.) Felicia Adebola Adedoyin in 1976.
I pledge to Nigeria my country.
To be faithful, loyal and honest.
To serve Nigeria with all my strength.
To defend her unity, and uphold her honour and glory.
Presented on January 14, 1956 at the XXXIX Brussels Motor Show, it can in fact be considered one of the forerunners of the modern concept of minivan.
Presentata il 14 gennaio 1956 al XXXIX Salone di Bruxelles, può di fatto essere considerata una delle antesignane del moderno concetto di monovolume.
Vintage
The 4-5 seats version, in addition to the front seat for two people, had a single central rear seat and ample space for luggage between the backrest and the engine compartment; knocking down the seats, it could be transformed into a double bed almost two meters long.
The 6-seater version, in addition to the front seat for two people, had four foldable single seats arranged in two rows; knocking down the seats resulted in a load platform of over 1.75 square meters, fully exploitable, which could be easily accessed through the two doors, one on each side.
TAXI
The taxi version had a driver’s seat at the front, beside which there was a rubber-covered shelf to support the luggage; on the back, instead, there was a single rear seat and two removable seats, to accommodate up to four passengers.
Multipla
La versione 4-5 posti, oltre al sedile anteriore per due persone, disponeva di un unico sedile posteriore-centrale e di un ampio spazio per i bagagli tra lo schienale e il vano motore; abbattendo i sedili, poteva essere trasformata in una letto matrimoniale lungo quasi due metri.
La versione 6 posti, oltre al sedile anteriore per due persone, disponeva di quattro sedili singoli ripiegabili disposti su due file; abbattendo i sedili si otteneva un piano di carico di oltre 1,75 metri quadrati, interamente sfruttabile, al quale si poteva comodamente accedere mediante le due porte, una per ogni lato.
La versione taxi disponeva anteriormente di un sedile solo per il guidatore, al fianco del quale c’era un ripiano rivestito in gomma per appoggiare i bagagli; posteriormente montava invece un sedile unico posteriore e due strapuntini estraibili, per ospitare fino a quattro passeggeri.
Versione TAXI
Designer : Ali Cam Domus Academy Car Design 2011 (HD Final Presentation Video) ”Redesign 600 Multipla(1956)”:
La turbonave prese il suo nome dall’ammiraglio ligure del XVI secolo, Andrea Doria. Strutturata su 11 ponti.[3], poteva ospitare fino a 1241 passeggeri e, quando venne varata, rappresentava uno dei motivi d’orgoglio dell’Italia[4] che stava allora cercando di ricostruire la propria reputazione dopo la seconda guerra mondiale. Degna erede dei transatlantici degli anni trenta, l’Andrea Doria era considerata la più bella nave passeggeri della flotta italiana di linea[5] ed era apprezzata ancora più per la sicurezza e la bellezza dei suoi interni di lusso, che la facevano preferire a molti altri transatlantici di altre compagnie Internazionali.
Il 25 luglio del 1956, mentre era diretta a New York, l’Andrea Doria si scontrò, a largo della costa di Nantucket, con il mercantile svedeseStockholm della Swedish America Line, in quello che fu uno dei più famosi e controversi disastri marittimi della storia.
Morirono 5 passeggeri della Stockholm e 46 dell’Andrea Doria[6] per la maggior parte alloggiati nelle cabine investite dalla prua della nave svedese. Il transatlantico, con una murata completamente squarciata, si coricò su un fianco e affondò la mattina di giovedì 26 luglio 1956, alle ore 10:15, dopo 11 ore dalla collisione, davanti alle coste statunitensi. L’inclinazione della nave rese inutilizzabili metà delle lance di salvataggio, tutte quelle sul lato opposto a quello della collisione. Ciò nonostante, vi fu una sola altra vittima, oltre a quelle dovute alla collisione: in seguito al disastro del Titanic del 1912 erano state migliorate le procedure di comunicazione di emergenza e si poterono chiamare altre navi in soccorso; inoltre le manovre di evacuazione furono rapide ed efficaci.
L’incidente ricevette una grande copertura dai media: l’Andrea Doria fu l’ultimo grande transatlantico a naufragare prima che l’aereo si imponesse come mezzo di trasporto per passeggeri per le traversate dell’oceano Atlantico, mettendo fuori gioco il trasporto per nave.
Il relitto dell’Andrea Doria, mai recuperato, giace tuttora posato sul fianco di dritta a una profondità di 75 metri. Le esplorazioni più recenti hanno constatato come nel corso degli anni il materiale di pregio sia stato razziato da sommozzatori non autorizzati.
Gemello dell’Andrea Doria era il Cristoforo Colombo, varato nel 1952 e smantellato nel 1982. L’unità fu sostituita dal Leonardo da Vinci, molto simile nell’aspetto, ma con alcuni accorgimenti tecnici apportati dopo l’esperienza del naufragio.
Ero troppo giovane per ricordarmi di questa nave e della sua tragica fine, ma il suo dramma, ancor oggi, mi riempie di rammarico e tristezza, specialmente pensando al suo Comandante che venne ingiustamente accusato di negligenza: il Capitano Calamai è stato riabilitato dalla storia e vive nel cuore di tutti i marinai con la sua meravigliosa e sfortunata nave.
We still know more about the surface of Mars than what’s under our own seabed.
Here we profile a scientific research vessel that has drilled more holes in the ocean floor than any other and whose expeditions continue to make some of the greatest scientific discoveries of our time.
Name:JOIDES Resolution
Nickname: JR
JR
Operator: International Ocean Discovery Program (IODP)
Launched: 1978 (with IODP since 1985)
Type: Ocean-going research drilling vessel
Height: 62m (similar to the leaning tower of Pisa)
Crew: 70 + 60 scientists and technicians
The JOIDES Resolution (JR for short) circumnavigates the globe drilling holes and pulling up rock cores from under the seabed all in the name of scientific research. Rock cores hold important clues to our planet’s past and future and the JR provides the perfect place to investigate some of the biggest questions about Earth.
Scientists discuss different climatic events that can be ‘read’ in the core samples. Through time sediments are deposited on the sea floor building up layers that trained scientists can read like a book.
Not only is the JR an impressive ship, it’s also a floating laboratory that scientists use to analyse each core and tell us about the climate and life that existed when the sediments where deposited back through Earth’s history.
The boat only goes into port every 2 months to re-supply and start a new expedition Each expedition lasts two months and has a specific scientific aim.
If you are a fan of the TV show Law and Order or if you wonder about fairness of the criminal justice system this is a must read:
Many people are convicted with faulty evidence and unreliable eyewitness testimony.
Its terrifying to think of how many people are wrongfully convicted of crimes and how long it takes to get them cleared…. And the even scarier part is that there aren’t systems in place to punish those who withhold evidence, force confessions, or give false testimony…most of those people aren’t charged, convicted or punished in any way.
There are very few safeguards.
Once convicted of a crime its almost impossible to get back out.
Se sei un fan della serie TV Law and Order o se ti chiedi dell’equità del sistema di giustizia penale, questo è assolutamente da leggere:
Molte persone sono condannate con prove errate e testimonianze di testimoni oculari inaffidabili.
E’ terrificante pensare a quante persone sono state ingiustamente condannate per crimini e quanto tempo ci vuole per farle sdoganare…. E la parte ancora più spaventosa è che non esistono sistemi per punire coloro che negano le prove, costringono le confessioni o danno false testimonianze … la maggior parte di queste persone non viene accusata, condannata o punita in alcun modo.
Ci sono pochissime garanzie.
Una volta condannato per un crimine è quasi impossibile tornare indietro.
Justice
The big holds the laws and determines what is right or wrong
Romano Pisciotti: I LIKE
Ministry of justice-Court records-Criminal records
Aggiorno il post ( che lascio invariato sotto a questo aggiornamento) dopo qualche giorno dalla scomparsa di Marchionne. Ho letto sui social tanti messaggi di cordoglio che ricordavano il suo lavoro, ma ho letto anche molti commenti negativi sull’attività di questo manager: esagerati, a mio avviso, in entrambi i sensi.
Sicuramente gli va riconosciuto il merito di aver salvato la FIAT, mentre le critiche riguardano l’ulteriore abbandono dell’Italia da parte del Gruppo. Effettivamente l’impegno sul versante americano è stato notevole e la strategia del Gruppo ha continuato a interessare altri siti produttivi fuori Italia, dunque, l’Italia non è più il paese del core business di FIAT e neppure la sede legale e finanziaria principale. Giusta o sbagliata che possano essere state queste strategie, è ovvio che il Gruppo abbia sfruttato tutte le opportunità offerte dalla globalizzazione, dall’Unione Europea, dalle sovvenzioni dei vari paesi e dalle nuove normative sul lavoro.
Le critiche riguardano maggiormente i contratti di lavoro, ma prescindendo dalle giustificazioni circa la convenienza aziendale, è altrettanto vero che nulla è stato fatto in modo illegale e le critiche andrebbero fatte, (…se tutto ciò è ovviamente a svantaggio delle maestranze) ai governi, ai sindacati e al mondo globalizzato che hanno concesso, avvallato o perorato queste forme di riforme e filosofie post industriali.
Ovviamente le nuove regole del gioco andrebbero viste anche alla luce della coscienza, e della convenienza per il “sistema paese” (il nostro) tanto più che l’Italia ha sempre sostenuto l’azienda FIAT per il principio che “ciò che è buono per FIAT è buono per il paese.”
Personalmente mi hanno infastidito le acclamazioni esagerate nei confronti di questo manager, quasi chiedendo la sua santificazione e ancor più mi preoccupa l’evidenza che, come un tempo si cercavano gli eroi e le narrazioni epiche, troppo spesso solo per cercare l’approvazione popolare in poco edificanti situazioni, oggi si cerchi il manager-eroe per coprire le nefandezze di un mondo che si è globalizzato in modo scomposto, senza regole e privo di idea sociale.
Santo subito
Nonostante i successi nelle vendite, Fiat e Lancia chiuderanno con utili operativi in rosso anche nel 2019 e per quest’anno l’Alfa Romeo lavorerà in perdita.
AL(F)ADINO
Negli stabilimenti di casa si continua a fare cassa…integrazione!
FCA Italy, con attività industriali in vari paesi, non partecipa ai successi del Gruppo date le sue perdite: sei miliardi dal 2012.
500
I “piemontesi” sembrano aver trovato…l’America con i marchi Jeep e RAM, nel pacchetto dell’acquisto di Chrysler.
Mike Manley (“Head of Jeep Brand” dal 2011) si è guadagnato sul campo la nomina ad amministratore delegato di FCA.
L’acquisto in liquidazione della Chrysler, con i suoi marchi storici, è stato il vero affare di Marchionne.
Da Zurigo non arrivano notizie confortanti sull’ex timoniere del Gruppo, al quale va riconosciuto il merito di aver salvato FIAT dal fallimento anche se da tempo, la storica azienda, non è più un “ miracolo italiano”
Dunlop Argentina S.A. has been developing oil perforation and explorations hoses for more than 40 years, in accordance with technological advances and using the best materials in the market, fulfilling the specifications of the American Petroleum Institute (API) and the ISO Quality System 9001. Such certifications allow the use of the API monogram on hoses according to the corresponding specification API Spec. (7K-16C).
The main applications of rotary hoses are:
– Injection of mud from the feeding tubeto the swivel
hook.
– Injection of mud from the tank, through the bomb to the
pipe and its return.
– Cushioning vibration between rigid connections of the
installation.
– Water injection in coke towers within refineries. – Cementation, acidification and well profiling.
– General Choke and Kill service. These hoses are provided with threaded couplings, LINE PIPE kind, according to API Spec 5B or welded couplings or flanges according to APISpec6A.
Terminals can be Built-in or Swaged- on process to the hose.
These general conditions added to the specific conditions of each type and grade of application make us proud of our Rotary hoses, and grant us a vast and prominent positioning at a local as well as at an international level.
Rotary Hose
Dunlop Industrial Hoses is one of our main product lines. We offer to the market a complete range of products as a result of our experience and modern technology: synonym of quality, safety and reliability, ensuring suitability for each specific purpose.
CEMENT HOSES
MUD SUCTION HOSES
Transport
ON-SHORE LOAD AND DISCHARGE HOSES – S15
LPG (LIQUEFIED PETROLEUM GAS) HOSES
100% AROMATIC
TANKER DISCHARGE HOSES
MINING AND DREDGING
AIR HOSES
FIRE RESISTANT HOSES WITH ARAMIDE REINFORCEMENT
DREDGING
FLEXIBLE HOSES (SUCTION/DISCHARGE)
Industrial hose
FLEXIBLE HOSES FOR CUTTER/LADDER JOINT IN SUCTION DREDGERS
PIPING JOINTS
Conveyor belts
Conveyor belts is one of our traditional line of products. It is a very important business unit for us. Years of experience and permanence in the market, make up for a history of continuous development and service for:
certificados-2018
Dunlop Argentina’s Quality Management System has been certified API Q1 9th Edition by the American Petroleum Institute (API). Focusing on the oil exploration and production market, this certification will allow us to guarantee that our design, production and selling of High Pressure Mud and Cement Hoses (HPMACH) will satisfy our customers consistently.
API Q1 9th Edition as compared to ISO 9001, addresses over 70 additional requirements and emphasizes a Management System based also on risks not only on processes. Among the most significant requirements are Risks Assessment and Management related to Product Quality and Delivery, Contingency Plan, Quality Plan and Management of Change.
Additionally, during API Q1 Certification Audit, Dunlop Argentina Quality Management System has also been certified under ISO 9001:2008 Standard.
A brief history:
1910. START OF THE COMMERCIAL ACTIVITY IN ARGENTINA, AS PART OF PIRELLI GROUP, SELLING IMPORTED PRODUCTS.
1917. START OF THE INDUSTRIAL ACTIVITY IN ARGENTINA.
1932.CREATION OF FAIC (ARGENTINE FEDERATION OF THE RUBBER INDUSTRY). WE ARE PRESENTLY THE OLDEST MEMBER.
1955.ACQUISITION AND ENLARGEMENT OF THE INDUSTRIAL PLANT IN BELLA VISTA.
La motonaveAugustus è stato un transatlantico costruito in Italia con la gemella Giulio Cesare, dopo la seconda guerra mondiale (1950). Queste due unità avevano caratteristiche tecniche moderne e i motori più potenti sino allora costruiti dalla FIAT.
Nella foto di copertina l’immagine del grande fumaiolo che per le sue dimensioni fu simpaticamente ribattezzato dai marittimi “O’ Vesuvio”
L’Augustus è stata realizzata, per conto dei Cantieri Riuniti dell’Adriatico, nel Cantiere San Marco di Trieste.
Augustus 1
MS Augustus was a 27,090 GRT, luxurious ocean liner built in 1950 for Italian Line. She was the sister ship to MS Giulio Cesare that was launched in the same year. These two ships were built to the same design, with similar specifications. After the Augustus was sold to Hong Kong, she sailed under five names. The ship was later sold to Manila Hotel and renamed MS Philippines, functioning as a static hotel. As reported by both Maritimematters, and ssmaritime, the MS Philippines, was sold for scrap in September 2011. As of December 2011, she was beached in Alang for scrapping.
Augustus 2
Nel cuore, Romano Pisciotti
Augustus 3
Articolo del Secolo XIX del 09 marzo 2012:
“Addio Augustus, ultimo transatlantico
Tutte le navi prima o poi finiscono qua, su questa lingua di sabbia dell’India, non lontana dal Pakistan. Abili mediatori cercano l’affare migliore, battono gli angoli più bui di ogni porto, alla ricerca della carretta abbandonata o dell’armatore che non ce la fa più. Trattano un buon prezzo, si prendono la nave, la portano ad Alang e la trasformano in prezioso acciaio da rivendere alle fonderie.
In questa caccia senza sosta, non è raro imbattersi in qualche tesoro. È successo ai mediatori che da settembre hanno cominciato a trattare con la Manila Floating Hotels l’acquisto dell’ “Augustus”. Una nave particolare, nell’ambiente lo sanno tutti. Perché era l’ultima unità della flotta dell’Italia di Navigazione: lo scorso 4 marzo avrebbe compiuto 60 anni tondi tondi: ma il suo cuore è già stato portato via, e tra poche settimane non rimarrà più niente, se non un bel ricordo e forse per qualcuno un po’ di rimpianto.
L’Italia di Navigazione ha controllato per lungo tempo la seconda flotta di transatlantici al mondo. Ma già alla fine degli anni Sessanta, nel palazzo in Piazza De Ferrari a Genova, quello che oggi ospita la Regione Liguria, i gruppi dirigenti si erano accorti che la società era condannata dallo sviluppo dei voli intercontinentali. Già nel 1981, la compagnia era stata trasformata in una società per il trasporto di container, destinata a sparire nell’arco di un decennio. La flotta dei transatlantici venne spazzata via: “Raffaello” e “Michelangelo” furono vendute allo scià di Persia poco prima dell’avvento di Khomeini. La prima oggi è un ammasso di lamiere arrugginite nelle acque di fronte Bushehr, la seconda è stata demolita in Pakistan nel 1991, dopo essere rimasta ferma a Bandar Abbas per 15 anni. “Verdi”, “Donizetti” e “Rossini” vennero demolite nel ’77. La “Colombo”, dopo un’infelice parentesi in Venezuela e un tentativo di recupero andato male, è stata demolita in Taiwan nel 1982. La “Leonardo” venne dimenticata due anni nel porto della Spezia, poi nel 1980 un incendio ne decretò la fine. La “Marconi” ha resistito fino al 2002 sotto il nome di “Costa Riviera”, poi è andata in demolizione.
Per l’Augustus la storia è continuata: dal 1976 al 1999 i suoi motori Fiat – i più grandi mai costruiti dalla casa torinese – hanno continuato a macinare miglia su miglia. Sette nomi diversi, tre bandiere, un lungo servizio come traghetto tra Hong Kong e Taiwan. Addirittura, nel ’99, all’inizio del grande boom delle crociere, sembrava che la nave potesse tornare alle antiche glorie. Una società delle filippine voleva farne la sua bandiera, chiamandola “Asian Princess”. Ma dopo i lavori di ristrutturazione nei grandi cantieri di Subic, il progetto è naufragato. Sotto il nome di “Philippines”, la nave ha funzionato a lungo come ristorante galleggiante. La Manila Hotels ha fatto di tutto per custodire questo tesoro dimenticato dall’Italia. Ma di fronte all’ultima crisi economica ha gettato la spugna, condannando l’ “Augustus” al suo ultimo viaggio.”