Radio school

In 1937, a severe polio epidemic hit the U.S. At the time, this contagious virus had no cure, and it crippled or paralyzed some of those it infected. Across the country, playgrounds and pools closed, and children were banned from movie theaters and other public spaces. Chicago had a record 109 cases in August, prompting the Board of Health to postpone the start of school for three weeks.

This delay sparked the first large-scale “radio school” experiment through a highly innovative – though largely untested – program. Some 315,000 children in grades 3 through 8 continued their education at home, receiving lessons on the radio.

REMOTE LEARNING

 

 

 

Presentato da Romano Pisciotti

Buona salute!

Joe Biden, il presidente scivola tre volte sulle scalette dell’Air Force One

https://youtu.be/edaLL83KAvE?t=5

Lo scivolone ha sicuramente riportato in auge i dubbi sulla salute del 77enne, un tema che lo stesso Trump ha più volte riproposto in campagna elettorale.Non è la prima volta che Biden fa degli svarioni. Il Daily Mail propone un lungo elenco che va dalle gaffe sulle minoranze, come quando in Iowa davanti alla Commissione Asia-Latinos sostenne che “i bambini poveri sono intelligenti e talentuosi come quelli bianchi”, fino all’errore storico di dire che era vicepresidente durante la sparatoria alla Parkland school avvenuta nel 2018, confondendo l’evento con la tragedia avvenuta nel dicembre 2012 alla Sandy Hook Elementary School in Connecticut.E ancora quando il 24 agosto ha scambiato il New Hampshire per il Vermont. O il 25 settembre quando Biden è sembrato confuso sul nome dell’ultima nomina a giudice della Corte Suprema scelto da Obama. A febbraio, poi, aveva dichiarato di aver lavorato con il leader cinese Deng Xiaoping all’accordo sul clima del 2015, ma Deng è morto nel 1997.Nel corso di un comizio lo scorso 4 marzo ha confuso la miglie con la sorella. E ad aprile è sembrato dimenticare il nome di Obama durante un dibattito sulla Crimea.

 ….ALTRO:

…scivolone di Biden in tv: chiama Trump George

Nel corso di un’intervista tv il candidato Democratico alla Casa Bianca Joe Biden ha commesso una gaffe che né lo sfidante Donald Trump né il web e i social hanno intenzione di fargli passare liscia. “Ancora quattro anni di George…ehm George e saremo nella posizione che se Trump verrà rieletto ci troveremo in un mondo diverso”, ha detto Biden mentre la moglie Jill sembrava suggerirgli il nome giusto dell’inquilino della White House.Il presidente uscente Donald Trump non si è lasciato sfuggire l’occasione per ridicolizzare il rivale e su Twitter ha scritto “Joe Biden mi ha chiamato George ieri. Non è riuscito a ricordarsi il mio nome

La gaffe di Biden è stata immediatamente ripresa dai social network dove molti utenti hanno attaccato il candidato sostenendo che Biden avesse scambiato Trump per George Bush e ipotizzando che soffra di demenza.

 

Romano Pisciotti: SMILE

Il killer Putin e la buona salute di Biden

 

L’analisi della sortita di Biden fatta da Dario Fabbri:

“….gli Stati Uniti necessitano di trasferire all’esterno il malessere che vivono internamente affinché questo non provochi impasse. Tutt’oggi la Russia rappresenta il nemico più facilmente intelligibile dall’opinione pubblica d’Oltreoceano, perfetto per convogliare su di esso la rabbia di dentro.

Biden ha voluto anche smorzare l’entusiasmo di molti paesi europei per il vaccino russo Sputnik V, con l’obiettivo di colpire il soft power del Cremlino. Di fatto il presidente statunitense invita i governi del Vecchio Continente a ponderare la propria scelta in merito, segnalando che trattasi di vaccino prodotto da un paese guidato da un “killer”…..”

“….Dopo 24 ore di totale sconcerto diplomatico a Mosca, Vladimir Putin la butta in psicologia e spiega che Joe Biden gli ha dato dell’assassino perché è lui a sentirsi tale. Augurando ironicamente ‘buona salute’ al collega americano, il presidente russo si è appellato a un modo di dire “che usavamo tra bambini nel cortile, quando si litigava: chi ti chiama con un nome si sta dando quello stesso nome”. In pratica, l’italico bue che dà del cornuto all’asino…..”

 

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Buona lettura
Niccolò Locatelli
Coordinatore di Limesonline

 

Romano Pisciotti like LIMES

Il pregiudizio

Confrontiamo una terzina Dantesca con una citazione di Einstein

Pd I – 88,90

e cominciò: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sì che non vedi

ciò che vedresti se l’avessi scosso.

e cominciò a dire: «Tu stesso ti impedisci di capire pensando cose false, così che non vedi ciò che invece vedresti se avessi scacciato questo pregiudizio.

E’ più facile disintegrare un atomo che un pregiudizio
Albert Einstein

“Il pregiudizio è un processo che porta ad attribuire a una persona sconosciuta i tratti e le caratteristiche ritenute tipiche del suo gruppo di appartenenza”
Il pregiudizio può essere sia negativo sia positivo, si può avere una immagine o positiva o negativa rispetto a una categoria di persone e di conseguenza si opereranno comportamenti positivi o negativi verso quella categoria, se il pregiudizio è molto negativo si può arrivare alla discriminazione. Il pregiudizio può essere considerato come un fenomeno ordinario e quotidiano, riscontrabile tra la gente comune che deriva probabilmente dagli stessi processi cognitivi e sociali che influenzano tutti gli aspetti della nostra esistenza. Esso riflette i processi cognitivi in quanto è un prodotto della nostra percezione del mondo e del tentativo di dargli un senso. L’attivazione e l’applicazioni di categorie e di stereotipi avviene in modo automatico e inconsapevole.
Molti esperimenti nella letteratura confermano che lo stereotipo di un gruppo sociale sia difficile da cambiare, in quanto vengono alimentati da nuove informazioni negative e non vengono neppure attivati quando le informazioni sono positive.
Perciò è molto più facile confermare uno stereotipo piuttosto che smentirlo. Si ottiene così un circolo vizioso che funziona come una profezia che si autoavvera: la categorizzazione, la formazione di preconcetti, la conseguente attuazione di comportamenti e la conferma delle aspettative iniziali.
“l’attivazione di una precisa aspettativa produce comportamenti e atteggiamenti coerenti con essa, che a loro volta sono in grado di produrre le basi per una conferma dell’aspettativa stessa”

Romano Pisciotti: navigando il web

Pisciotti
Romano Pisciotti

Il suo profilo da moneta imperiale romana è stata la filigrana di un’epoca ormai morta.

“Due erano allora le correnti di pensiero su Gianni Agnelli, che mi paiono rimaste identiche anche oggi. Una, salottiera, sintetizzata dal titolo scalfariano “Avvocato panna montata”, che lo ferì: giudizio banale, ingeneroso. L’altra, agiografica, che lo descriveva come il più grande imprenditore italiano del Ventesimo secolo. Giudizio altrettanto banale che lui stesso, cinico uomo di mondo, avrebbe rifiutato con ironia.

 

Neppure fu l’uomo moderno, kennediano, visionario descritto dagli stranieri, forse in contrapposizione all’italiano medio.”

Da : “Vi racconto il Gianni Agnelli che ho conosciuto”
Di Riccardo Ruggeri

 

Presentato da Romano Pisciotti

CHI SCEGLIERESTE COME PRESIDENTE?

LA FIAT NON ESISTE PIU’

COME SE NE SONO ANDATI MOLTI PROTAGONISTI DEL PASSATO

MA SE SI POTESSE SCEGLIERE IL NUOVO PRESIDENTE

CHI SCEGLERESTE?

Valletta

 

L’ Avvocato

Ghidella

Romiti
Giovannino
Umberto
Susanna
Lapo

Marchionne
J. Elkan

 

Andrea

 

 

FATE LA VOSTRA SCELTA E SCRIVETELO NEI COMMENTI

Romano Pisciotti

GIANNI AGNELLI…ENZO FERRARI…LA NUOVA MONOPOSTO

La “storia d’amore” tra la Ferrari e la Fiat nasce il 18 giugno del 1969, quando il “Drake” cede a Gianni Agnelli il 50 per cento dell’azienda, mantenendo tuttavia il controllo della gestione sportiva.

https://youtu.be/RJYFLr7ZHCw?t=59

Il primo successo della “joint venture” tutta italiana arriva nel 1975: Niki Lauda si aggiudica il titolo piloti e insieme a Clay Regazzoni quello costruttori, che vinceranno anche i due anni successivi. L’austriaco si ripeterà nel 1977.

Nel 1988, dopo la morte di Ferrari, la Fiat diventa l’azionista di maggioranza della casa di Maranello.

Dal 1999 al 2004 Schumacher vince 5 campionati del mondo piloti e 6 costruttori (con l’aiuto di Eddie Irvine e soprattutto Rubens Barrichello). Agnelli muore il 24 gennaio del 2003.

 

2021:

 

 

Romano Pisciotti, LIKE

GLI SPRECHI DELLO STATO COSTANO IL DOPPIO DELL’EVASIONE

L’evasione fiscale e contributiva presente nel nostro Paese – pari, secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a circa 110 miliardi di euro all’anno – ammonta a poco più della metà degli sprechi, degli sperperi e delle inefficienze causate dal cattiva gestione della nostra Pubblica Amministrazione (PA) che, la CGIA, stima in oltre 200 miliardi di euro all’anno.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

 

ROMANO PISCIOTTI: l’evasione fiscale è dedotta, spesso basata su denunce della G. d F. che vengono, poi, smentite in tribunale; gli sprechi dello Stato sono una spesa reale.

L’uso geopolitico dei vaccini

L’uso geopolitico dei vaccini anti Covid. I vaccini ‘occidentali’ contro quelli russo e cinesi? I casi dell’America Latina, Israele, Africa, Medio Oriente e Sud-Est asiatico.

La nuova partita di geopolitica mondiale si gioca sullo scacchiere della salute. I favoriti, com’è evidente, sono coloro i quali hanno il vaccino contro il Covid. Se infatti allo scoppio della pandemia si è vissuta una sorta di sudditanza nei confronti di chi era in grado di fornire (e distribuire agli altri, perché no?) mascherine e respiratori, oggi la battaglia si gioca sul versante dei vaccini.

 

Presentato da Romano Pisciotti

Il nuovo coronavirus è destinato a restare

 Gli scenari delineati dai modelli previsionali per i prossimi mesi e anni sono vari, ma tutti concordano che Covid-19 non se ne andrà tanto presto.  

Molto di ciò che accadrà dipende dalle scelte dei governi e delle persone 

Gli esperti concordano su due punti: COVID-19 non se ne andrà tanto presto e il futuro dipende da molte incognite, per esempio la durata dell’immunità al virus, l’eventuale influenza delle stagioni sulla sua diffusione e – forse l’aspetto più importante – le scelte dei governi e delle persone. “Molti posti stanno riaprendo e molti altri no. Non sappiamo ancora bene che cosa succederà”, commenta Rosalind Eggo, esperta di modellazione di malattie contagiose alla London School of Hygiene & Tropical Medicine (LSHTM).

“Il futuro dipenderà in gran parte da come ricominceranno le interazioni sociali e dal tipo di prevenzione che adotteremo”, dice Joseph Wu, epidemiologo dell’Università di Hong Kong.  Modelli recenti ed evidenze ricavate dai lockdown che hanno funzionato indicano che i cambiamenti comportamentali possono ridurre la diffusione di COVID-19 se sono rispettati dalla maggioranza delle persone, anche se non per forza da tutte.

Presentato da Romano Pisciotti:

 

https://www.lescienze.it/news/2020/08/11/news/covid-19_coronavirus_scenari_futuro_2021_numero_contagi_casi_mondo-4778345/