Risacca

In mare non ho mai perso un Natale: non ho mai perso l’affetto di chi, lontano, mi ricordava nelle preghiere e nei sogni. Ho parlato alle stelle quando il vento teso mi rubava le lacrime.

Ho teneramente accarezzato i volti cari, mentre il sapore del ferro accompagnava le mie notti e suoni di sale mi baciavano le labbra: il buio e la risacca dei ricordi mi riempivano il cuore. Nell’immenso misuravo la mia forza e le mie debolezze. Forse, pensando a casa, parlavo con Dio.

La notte era fredda, ma non ho mai perso un sorriso…perché Natale era ogni volta che tornavo a casa.

Romano

Romano Pisciotti

A chi vuoi tu

A chi vuoi tu

Un Natale per chi vorresti abbracciare ancora.
Un ricordo, un pensiero a chi vorresti ritrovare intorno al tavolo della piccola cucina…scartocciando gioiosamente i suoi doni: la vita, l’amore e la felicità di un sorriso.
Natale in una foto ancora impressa nella pellicola, senza la tecnologia di uno smartphone, e con gli occhi socchiusi nell’abbaglio di un flash: immagini lente, di un tempo, sospese nella mente. Abiti e parole non più di moda, luce opaca come una lampadina che va esaurendosi appena un’attimo prima che il filamento incandescente si spezzi, spegnendosi per sempre.
Riaccendere, nella magica notte, le carezze e i modi d’un tempo che ci sono stati donati per un periodo irripetibile…tranne che a Natale, perché non ci sarebbe festa senza di loro.

  • Romano

 

Romano Pisciotti

Angeli

“Tana tolo” nel mio gergo infantile significava “fontana da solo.”

Ero un piccolino alla scoperta del mondo e, con puntiglio, affrontavo le sfide…a misura di bimbo. Con sacrosanta pazienza, e un po’ d’apprensione, mia madre assecondava il suo giovanissimo esploratore: pur con qualche infradiciata, io riuscivo a conquistare una bevuta alla fontana comunale senza che mia madre mi sollevasse alla bocca del “dragone d’oro,” da dove, allora, si poteva ancora bere l’acqua pulita e fresca di Milano.

 

“Infradiciate” ne ho prese parecchie nella vita e non solo a causa delle onde in mare. Tante ansie ho procurato a mia madre, che non mi ha mai limitato nelle scelte di ragazzo, e ho fatto scorta, anche da uomo adulto, delle tante affettuose raccomandazioni.

 

Noi per mare, negli anni dove la distanza non era ancora coperta da un “WhatsApp”… e le nostre madri, a casa, pregando tutti i Santi; non abbiamo ascoltato tutte le loro raccomandazioni ma, fortunatamente, i Santi, hanno ascoltato le loro preghiere.

 

Oggi, che la mamma di un nostro compagno ha messo le ali, alziamo noi una preghiera per tutti i nostri angeli.

Carissimo Arturo, un abbraccio.

 

Romano 

 

(Romano Pisciotti)