LE TORRI ARABE

Sette mitiche torri

popolate da sogni,

glorie e anime infedeli,

dovevano essere

segno della storia

e incrollabile difesa:

il vulcano ha coperto

fatiche, battaglie

e grandi pietre.

l’Etna

è l’unico signore

di queste terre,

alla grande Montagna

poco importa

delle baruffe tra

arabi, siculi o normanni.

Lui è,

e Lui fa

la storia, la vita

e la morte.

Delle sette torri

solo il ricordo

sullo scudo azzurro

stemma di Mascali,

città fiera di resilienza

tra il fuoco

e l’azzurro del mare.

l’Etna continua a borbottare,

forse

si è fatto ragione:

Mascali non cede!

Romano Pisciotti

Delle “Sette Torri di Mascali”, poste nello stendardo dell’odierno Comune di Mascali (CT), non esiste più traccia.

 

“RAPIDI E INVISIBILI PARTONO I SOMMERGIBILI”

(Lettera immaginaria di un marinaio siciliano)

Caro Beppe,

ti ricordi quando andavamo a pescarci il pranzo? Che sogno quel tappeto di vivi luccichii, prigionieri di piccole onde blu del mare sotto casa. Respiravamo l’aria azzurra del nostro paradiso e il dolce della zagara. Dagli scogli ci salutavano Marta e Linda, sbracciandosi in sorrisi d’amore, lanciavano baci e c’invitavano a tornare alle loro labbra.

Quanto tempo è passato? Mesi o secoli? Chiuso in questa latta ho perso il tempo mano a mano che la pelle si faceva sempre più bianca, ora sono anche dimagrito a fasoli e ragù puzzolente.

Ti scrivo senza sapere quando imbucherò questa lettera, ti scrivo senza sapere dove sei…volendo ti troveranno.

Marinai, non più pescatori.

Di Marta non ho notizie fresche, l’ultima lettera…anzi, le ultime otto lettere, le ho ricevute con due tue e una del parrinu: tutte insieme e con date già vecchie!

Don Luigi scrive che i miei stanno bene e Marta mi racconta di una vita   tranquilla al paese. Il nuovo Podestà è un galantuomo, è il

papà di occhi ncruciati …dovresti ricordarti lei, se non il padre.

Marta mi scrive parole di lacrime e d’amore. Alle sue lacrime aggiungo le mie.

Tu sei sempre imbarcato?   Della tua lettera ho letto ben poco: erano più le parti coperte da strisce di merda secca della censura…sei diventato un segreto di Stato! Forse anch’io ed è per questo che la posta non arriva più. Al rientro da ogni missione spero, comunque, di trovare qualche notizia dal paese e da te.

Da quando hanno saputo che ero il garzone del farmacista mi hanno nominato infermiere, l’equipaggio è ridotto al minimo indispensabile.

Non ho molto da fare in quel ruolo: ho curato qualche scottatura e ferita, più che altro devo curare tanta paura, che è la malattia più diffusa in missione, e qualche bozzu di chi ha misurato con la capa i piccoli spazi dei comparti. Mai nulla di serio, fortunatamente, perché l’infermeria è solo un armadietto nel quadrato ufficiali, non saprei che fare con un po’ di tintura e bende. Vero è che, per l’occorrenza, ci sono qualche laccio emostatico, un paio di pinze per ogni uso e un bisturi…prego Dio che non voglia mettermi alla prova! Forse ci sarà poco da curare se si può scoppiare come una bolla o morire di miciaciu senza un boccone d’aria.

A conti fatti preferisco i turni in cuffia ad ascoltare l’oceano, i pesci e le eliche grasse di qualche mercantile nemico. Io non ne ho ancora ascoltate, ma ho avuto la fortuna di sentire, per tempo, un’elica veloce e, probabilmente, malintenzionata: abbiamo smesso di respirare e le eliche sembravano formare una squadriglia sulla nostra testa. Loro dovevano avere altri impegni urgenti o sono stati così babbi da non trovarci. Lo “squalo”, il nostro Comandante, deve aver ben valutato che era meglio soprassedere o saremmo stati noi il loro pasto. Siamo stati “rapidi” ad acquattarci in modo “invisibili”.

Quando siamo risaliti, e il Comandante ha guardato nello specchio magico, il nemico era già troppo lontano per la nostra velocità. Forse questa parte della lettera la cancelleranno, ma le cose sono andate così… per una volta. Con lo Squalo ci siamo già ben distinti per il naviglio affondato.

Caro amico, andiamo per l’Oceano in questo bidone a caccia di ferro d’affondare e carne da macellare…Dio ci perdonerà? Ogni volta speriamo di non essere noi i vitelli da sacrificare!

Nelle notti senza Luna possiamo salire in coperta a respirare l’ aria dell’Oceano. Respiro profondamente, ma non sento nessun profumo…almeno non si sente puzza d’umani, di gasolio e cipolle….sento solo fresco sul viso e sono già, solo così, beato…felice d’esser vivo!

L’Oceano è solo uno sciacquio infinito e buio, almeno è quanto riesco a vedere. Forse dovremmo dargli rispetto, invece gli caghiamo dentro, appesi fuoribordo come sul trespolo di un pappaiaddu…forse è per questo che spesso s’incazza…e quando s’incazza, se non scendiamo come una balena, ci strappa le budedda…ma non è brutto come quando mirica o inglisi fan chioviri bumme.

Prego Sant’Agata, che mi raccomandi a Dio per non farmi morire qui, senza fussuni ne’ lapide.

Sott’acqua mi sembra di perdere l’anima, come se non scendesse con noi, solo il corpo rimane prigioniero nello scafo.

Lo Squalo ha visto qualcosa…trafficato questo mare grande! Debbo lasciarti, si va all’attacco!

Un abbraccio

Antonio

*Il mare lento

è nero e unto

di bava della morte.

Quando Nettuno

non accende la Luna

è tempo

di lupi affamati

che mordono

senza dare scampo.

Il mare lento

inghiotte,

con rantoli

di macabri sbuffi,

gli sconfitti

della notte,

mentre l’alba

festeggia

nuovi eroi.


(SCONFITTI ED EROI

di Romano Pisciotti)

BEAUTIFUL LAND // MAGNIFICA TERRA

Land of Fire: Divine forces flowing to the sea in crystal rivers between lava rocks and deep lakes, invisible to mortals and to the envious Moon; theatre of magnificence for the Deities that reign the Earth, battlefield for the splendour of the God who rules the waves: infinite clash for the power of beauty.

Romano Pisciotti

Terra del fuoco: Divine forze scorrono al mare in fiumi di cristallo tra rocce di lava e laghi profondi, invisibili ai mortali e alla Luna invidiosa; teatro della magnificenza per le Divinità che regnano la Terra, campo di battaglia per lo splendore del Dio che regna le onde: infinita battaglia per il potere della bellezza.

Romano Pisciotti

 

Leggera risacca

Di mattino presto, avevo sistemato una delle sedie di plastica presa al bar, sulla battigia del lido di Fondachello; così accomodata, mia madre (milanese sino al midollo) sorrideva al mare, godendosi i raggi tiepidi del mattino.

Il bisbiglio della piccola risacca accompagnava al cuore i ricordi della mente: momenti di una vita combattuta, amata, sofferta e profondamente vissuta…profonda più del mare, più limpida che quel cielo che abbracciava, sulla spiaggia di Sicilia, quella donna infragilita dagli anni.

Oggi, questo è il ricordo che lega i miei anni passati in mare con il ricordo di mia madre. Lei sapeva che sarei tornato, anche se non avrei mai smesso di viaggiare sul mare o nel mondo…così è stato e lei ha sempre perdonato le mie assenze.

Mia madre ed io abbiamo l’oceano nell’anima: il suo mare grande d’amore e le mie maree d’emozioni, d’umori e sogni.

Da tanti anni ho smesso di navigare, ma non ho mai lasciato l’instabile ricerca di quella famosa isola che, forse, non c’è.

Mia madre è mancata da pochi mesi e quella leggera risacca è nel mio cuore come una sua continua carezza.

(Romano Pisciotti)

TASTE OF ITALY…IN NIGERIA

Land of Fire: Divine forces flowing to the sea in crystal rivers between lava rocks and deep lakes, invisible to mortals and to the envious Moon; theatre of magnificence for the Deities that reign the Earth, battlefield for the splendour of the God who rules the waves: infinite clash for the power of beauty.

Romano Pisciotti

Terra del fuoco: Divine forze scorrono al mare in fiumi di cristallo tra rocce di lava e laghi profondi, invisibili ai mortali e alla Luna invidiosa; teatro della magnificenza per le Divinità che regnano la Terra, campo di battaglia per lo splendore del Dio che regna le onde: infinita battaglia per il potere della bellezza.

Romano Pisciotti

 

http://www.auroraviewresort.it

ARREDIL ART

To build, renovate, decorate and furnish

ARREDIL ART

INFO IN NIGERIA: Romano Pisciotti, mail to italmotor@gmail.com

VOLCANO GIN

 

METHOD OF PRODUCTION
Cold Compaund: Following the distillation of cereals, we proceed with the cold infusion, with different timing, of the botanists. At the end of the process, these come next
assembled according to a recipe that is the result of sixty-seven infusion tests.
Handcrafted in small quantities and without additives in Santa Venerina, at the foot of the Etna volcano, in the oldest Sicilian distillery of Mastro Mariano.

 

Antichi Vinai wines are born from the secrets and passion for the vine.


For four generations the Gangemi family has been dedicated to viticulture and to the enhancement of Sicilian indigenous vines, especially Etna. In one hundred years of work in the vineyards on the slopes of Etna and in the aging cellars, experience has been added to the passion, to experience the technology, to give admirers of Sicilian wines great certainties to savor.

CONSORZIO ETNA DOC


Etna was the first controlled designation of origin to obtain the
recognition of the designation of origin, the Doc Etna, in fact, was
recognized with DPR of 11.08.1968 published in the Official Gazette of 25.09.1968.


Furthermore, the disciplinary has remained intact since the year of its drafting, maintaining
unchanged the forecast of the indigenous vines of the volcano, for production


Etna doc in its types Red, Rosé, White and Superior White.
The production area of ​​the designation of origin covers part of the territory
of the municipalities of Aci, Sant’Antonio, Acireale, Belpasso, Biancavilla, Castiglione di
Sicily, Giarre, Linguaglossa, Mascali, Milo, Nicolosi, Paternò, Pedara, Piedimonte
Etneo, Randazzo, Sant’Alfio, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Trecastagni,
Viagrande and Zafferana Etnea, on the slopes of Etna, in the province of Catania.

ANTICHIVINAI – ANCIENT WINE-MAKERS

GIFTS COLLECTION

Via Castiglione, 49
95012 Passopisciaro (CT), Italy

Tel. +39 0942 983232
Fax. +39 0942 983218
Email : info@antichivinai.it |

ONLINE SHOPPING: sebastian@antichivinai.it

 

INFO IN NIGERIA: Romano Pisciotti, mail to italmotor@gmail.com

 

 

 

A Palermo si tornerà a costruire navi

A Palermo si tornerà a costruire navi: firmata intesa con Fincantieri

Concessione demaniale fino al 2057 con l’obiettivo di creare nello scalo siciliano uno dei poli navalmeccanici più importanti del Mediterraneo.

Luce verde a Palermo per il rilancio dell’industria cantieristica. E’ stato firmato, nella sede di Fincantieri a Roma, da Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale, e Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, l’atto di concessione demaniale in favore di Fincantieri che ha come obiettivo la creazione nello scalo siciliano di uno dei poli navalmeccanici più importanti del Mediterraneo.

L’accordo genererà una vera e propria rivoluzione anche nell’assetto infrastrutturale, oltre che operativo, del porto di Palermo, destinando un’area estesa, oggi composta da un bacino d’acqua e piazzali, a un moderno stabilimento da adibire alla costruzione di navi, accanto alle riparazioni e alle grandi trasformazioni navali, settore nel quale Fincantieri ha maturato notevole esperienza negli ultimi anni.

FINCANTIERI – PALERMO

Romano Pisciotti: dopo lo schiaffo francese, FINCANTIERI cresce in ITALIA

Navi & Bandiere

Berremo tutto il sole

che l’isola più bella

riveste di profumi

e caldo e sudore

dei giovani picciotti

partiti per mare

ancora vergini d’amore

tornati nei sogni

di madri ferite

da un Dio

che non restituisce 

i riccioli cari

ne le grida

affogate nella notte

di fiamme e cannoni.

Berremo tutte le paure

e partiremo ancora.

 

di Romano Pisciotti

Romano Pisciotti

 

Luce e poesia

Dove il cuore
cede il passo all’anima
troviamo colori
che la mente umana
neppure può immaginare.
Come un’ombra
quel vecchio pino
è rimasto testimone
della mia voglia
di ritornare
a quella festa
di luce e poesia.
Romano Pisciotti

Where the heart

gives way to the soul,

we find colours

than the human mind

can’t even imagine.

Like a shadow,

that old pine

remained a witness

of my desire

to come back

at that party

of light and poetry.

Piedimonte Etneo

Sicilia, Italy