Coriandoli
nella calle buia e puzzolente,
spazzati dal vento
con polvere di risate
e una cartaccia unta
di sugo di pizza.
Le maschere argentate
sono diventate spazzatura
nei sacchi neri
ammucchiati nei campielli:
è la Venezia
che rimane dopo la festa,
a ricordo dell’eroica e lussuriosa gloria del passato
scimmiottata portando in scena
piumaggi e vecchie palandrane.
Fantasmi di antichi Capitani da Mar,
accalcati con pagliacci
su gondole dondolanti
tra Ponte Vecchio e Ponte Chiodo,
stupiti e schifati
da vaporetti affollati
di umana malacreanza,
piangono al funerale
della Serenissima.
Romano Pisciotti