LA FOLLIA DEL MONOPATTINO

Sono semplicemente dei giochi per bambini da usare nel parco con un piede a terra che spinge in sicurezza.

https://video.corriere.it/milano/boom-picco-incidenti-monopattino-milano-pattuglia-vigili/db047a92-f8fb-11ea-b4b0-f49c5435d3f2

I monopattini nelle nostre vite non sono piovuti dal cielo, non sono arrivati per caso. In diversi posti nel mondo sono nate alcune startup che hanno capito che il principio del car sharing si poteva applicare anche a bici e “scooter elettrici” (all’estero i monopattini vengono chiamati così): trovi quello più vicino a te con lo smartphone e sempre con lo smartphone lo sblocchi e paghi la corsa. C’è voluto non poco lo scorso anno per approvare una norma che li rendesse legali, tipo le biciclette, e nel giro di pochi mesi le startup hanno fatto accordi con i sindaci delle nostre principali città smaniosi di poter dire “dopo il coronavirus nulla sarà come prima”. Come se bastasse una manciata di monopattini a far sparire il traffico. Il governo poi, in una smania di “nuovismo”, ha anche messo sul tavolo un ecobonus importante per chi ne acquista uno personale, inserendolo nel ‘Decreto rilancio’, come se dalla crisi si potesse uscire zigzagando su due (piccole) ruote.

Va bene la mobilità intelligente. D’accordo la sostenibilità. Evviva tutto quello che un giorno renderà le nostre città meno ingolfate di smog. Ma credo che questa faccenda dei monopattini elettrici ci stia sfuggendo di mano.

https://www.repubblica.it/dossier/stazione-futuro-riccardo-luna/2020/08/05/news/monopattini_che_cosa_abbiamo_sbagliato-263765718/

Presentato da Romano Pisciotti

CHINA: ‘Rich country full of poor’

The fact that the largest nation in the world is able to manage a capitalist economy without granting political freedoms, even in the presence of the new information medium which is the Internet, represents an unprecedented challenge for those who believe that democracy and the market sooner or later must converge. The unique dimension of China, the peculiarity of its history and its civilization lead to fear that the union between authoritarianism and the market may be solid and lasting. The efficiency of the censorship applied by the Beijing government to the Internet has become a symbol for many Westerners, who observe the successes of the repressive apparatus against dissent.

In every production sector, the country has used production techniques that consume more energy than its Japanese, European or American competitors. Changing this model of development will require difficult sacrifices, even in terms of social consensus. For the Beijing government, the consent of the urban middle class is a fundamental element of political and social stability.

In China, arable land for cereals is only 600 m² per inhabitant, compared to 1900 m² per inhabitant in the United States, yet the American workforce employed in agriculture is only 2% of the active population. The Chinese labor still employed in agricultural work is largely overabundant, unproductive, underutilized, and this is a structural cause of its misery.

The fact that China has become a major world exporter of fruit and vegetables does not prevent it from being doomed to not be self-sufficient in basic production – such as rice, cereals, soybeans. The mass expulsion from the countryside appears to be an inevitable process destined to last a very long time.

The rural population of the country is estimated at around 900 million people. 40% of all farmers on the planet live in China. The other side of the Chinese economic miracle was summarized in November 2006 by a World Bank study relating to the period 2001-2003: in that three-year period of growth, 10% of the population saw their income decrease by 2.4%. Over the same period, the richest 10% of Chinese recorded an income increase of 16%. The condition of large masses of peasants at the beginning of the 21st century. it was still marked by profound injustices, arbitrariness and oppression by the political class.

The flight of Chinese peasants to urban factories and construction sites gives rise to other hotbeds of social tension. In cities, the fate that awaits rural immigrants is that of second-class citizens, victims of a sort of apartheid. Deprived of the status of urban residents, immigrants from the countryside are not entitled to health care or schools for their children. They are condemned to the humblest jobs, underpaid, blackmailed by their employers.

Romano Pisciotti..Browsing the web

TRIESTE …tedesca

Il porto di Trieste nuovamente ai tedeschi…la Germania e l’Unione Europea.

Il porto di Trieste è una delle maggiori infrastrutture logistiche portuali al mondo. Collegato ad una importante rete ferroviaria perfettamente integrata a livello europeo, è il terminal su mare dell’Oleodotto Transalpino, capace di rifornire di idrocarburi le raffinerie di Germania, Austria e Repubblica Ceca, e rappresenta uno sbocco strategico capace di raccogliere merci provenienti dal mercato asiatico attraverso il Canale di Suez.

Quello che fa la società pubblica tedesca HHLA è la realizzazione della più grande ambizione geopolitica del cosiddetto Northern Range europeo, ovvero quella di integrare ai colossi della logistica portuale del nord Europa, attraverso il sistema ferroviario, una piattaforma avanzata sul Mediterraneo.

https://youtu.be/ZQZKw8Mueko?t=1

Il ruolo dell’Europa in questa nostra debolezza è determinante ed è accompagnato – ovviamente – dall’inettitudine della nostra classe politica. Ecco perché ci obbliga a dedicare le risorse del Recovery Fund a centinaia di piccoli progetti “big data” e “green” che nulla hanno a che fare con le vere esigenze della nostra economia.  

…eravamo orgogliosi per Trieste italiana

Romano Pisciotti

MEGLIO VIAGGIARE IN AEREO O IN TRENO?

Addio aereo a tutti i costi, meglio viaggiare in treno o in bus. Potrebbe essere il nuovo volto del trasporto a breve-medio raggio nell’Europa post-pandemia. Almeno secondo i dati raccolti da un sondaggio svolto nei giorni scorsi tra un migliaio di viaggiatori dalla banca d’affari Ubs Investment Bank. Gli intervistati, in quattro paesi Ue e in Cina, si sono dichiarati disposti a usare il treno ad alta velocità per percorrenze fino a 6 ore per andare in vacanza e fino a 4 ore per viaggi di lavoro; prima dell’epidemia il valore ritenuto accettabile non andava oltre le 2-3 ore in entrambi i casi. E la presenza di wifi ad alta capacità a bordo amplierebbe ulteriormente l’accettazione delle lunghe percorrenze in treno.

I dati raccolti da Ubs rispecchiano alcune analisi degli esperti, dove l’unico fattore a favore dell’aereo è il forte calo del prezzo del petrolio. Ma le nuove esigenze di distanziamento a bordo, i tempi d’attesa per la sanificazione delle cabine e il contingentamento degli imbarchi in aeroporto per evitare assembramenti hanno in prospettiva un solo denominatore comune: l’aumento del prezzo dei biglietti.

Che si tratti di voli con compagnie “convenzionali” o low-cost, difficilmente si può pensare di continuare a viaggiare in aereo ai prezzi (stracciati) di prima dell’epidemia. Il fondatore e guru di Ryanair, Michael O’Leary, in un’intervista ha dichiarato di essere in grado di «mantenere i conti in pareggio anche viaggiando con un terzo dei sedili vuoti». Ma potrebbe essere necessario dimezzare il numero dei passeggeri a bordo; quanto agli aeroporti, è escluso che le compagnie low-cost possano continuare a programmare solo 20-30 minuti di pausa tra atterraggio e decollo dello stesso aereo, ritmo chiave per mantenere in piedi il business.

Al di fuori della maggiore “pazienza” dei viaggiatori post-pandemia, il treno – specie se declinato sulle linee ad alta velocità – potrebbe avere carte migliori da giocare. Già oggi un Frecciarossa porta 450 passeggeri offrendo spazi ben più ampi di quelli offerti da un aereo. Riducendone la capienza a 350 posti si potrebbero rispettare le norme di distanziamento senza far impennare i prezzi. I ticket con l’indicativo del posto e della vettura sono già uno standard e il numero delle porte d’accesso consente imbarchi e sbarchi ordinati; unico dato negativo: le fermate intermedie potrebbero allungarsi di qualche minuto, come i tempi tecnici di ripristino del convoglio a fine corsa.

Presented by Romano Pisciotti

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https://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/per-i-viaggi-post-pandemia-il-treno-battera-laereo

Dirigenti che rendono la vita impossibile

Politici impreparati. Ministri privi di un curriculum all’altezza del ruolo. Boiardi che passano con disinvoltura da un incarico all’altro, senza conoscere neppure uno dei delicatissimi settori cui di volta in volta sono preposti. Dirigenti che rendono la vita impossibile a decine e decine di loro sottoposti, ostacolandone produttività e carriera… Se il nostro giudizio non fosse offuscato dai demoni del politicamente corretto, se un velo d’ipocrita perbenismo non c’impedisse di cogliere il reale volto delle cose, non faticheremmo molto a riconoscere che è proprio questo – la presenza di tanti incompetenti in posizione di comando – il vero demone che da anni ha preso in ostaggio il futuro del nostro paese. Lo certificano i dati. In uno studio condotto nel 2011 su un campione di circa 14.000 lavoratori, «i rispondenti hanno valutato positivamente appena il 26 per cento dei loro capi». Stesso dicasi per i governi e i capi di stato: «circa il 60 per cento delle persone nel mondo ritengono che il loro paese sia sulla strada sbagliata, per colpa dei loro leader».  

Romano Pisciotti like…leggi di più:

https://www.lastampa.it/cultura/2020/09/28/news/perche-tanti-incompetenti-diventano-leader-1.39359195

“…a white swan in a pitch-black sea”

It has been engulfed by a massive corruption scandal in Brazil (2018), where it bribed officials in the state oil company Petrobras in order to secure contracts.

SBM Offshore N.V. (IHC Caland N.V. prior to July 2005) is a Dutch-based global group of companies selling systems and services to the offshore oil and gas industry.

SBM Offshore has avoided criminal prosecution in the Netherlands by paying a record settlement of $240 million to the Dutch Public prosecutor ‘While in Brazil the Petrobras corruption affair — and SBM Offshore’s major role in it — is inexorably building to a climax, the temperature in Netherlands appears to have dropped after a record settlement was reached with the Dutch Public Prosecutor (OM) in November last year. The biggest corruption case in the Dutch history was bought off by SBM for a record $240 million in exchange for which no court case followed and no admission of guilt was entered. To the OM it was important the company had implemented major reforms to prevent re-offending. “We are now a white swan in a pitch-black sea,” said a relieved and proud SBM director Sietse Hepkema in an interview with leading Dutch newspaper NRC Handelsblad last December. The man hired to clean up the company said he didn’t expect further fines in Brazil. “I really think we paid our dues, “he said. And “I refuse to be Brazil’s smelly kid in the classroom.”‘ In order to be able to take part in Petrobras contracts in the future, SBM has also agreed to a R$1 billion settlement with the Brazilian government. Nevertheless, many of SBM’s executives still face criminal charges in Brazil.

SBM Offshore’s former CEO Tony Mace has been sentenced to three years in prison for his involvement in an international bribery conspiracy.

Browsing the web, Romano Pisciotti

The first extradition agreement in history (con versione in italiano)

 

Ramses II”, who reigned for 67 years during the 19th dynasty of the 12th century BC, was known as “Ramses the Great”. His glories surpassed all other Pharaohs, and Egypt reached an overwhelming state of prosperity during his reign. Not only is he known as one of Egypt’s greatest warriors, but also as a peace-maker and for the monuments he left behind all over Egypt. He was the first king in history to sign a peace treaty with his enemies, the Hittites, ending long years of wars and hostility. The treaty can still be considered a conclusive model, even when applying todays standards.

Ramses II “, che regnò per 67 anni durante la XIX dinastia del XII secolo a.c., era noto come” Ramses il Grande “. Le sue glorie superarono quelle di tutti i Faraoni  e l’Egitto raggiunse uno stato di prosperità travolgente durante il suo regno; non solo è conosciuto come uno dei più grandi guerrieri dell’Egitto, ma anche come pacificatore e per i monumenti che ha lasciato in tutto l’Egitto. Fu il primo re della storia a firmare un trattato di pace con i suoi nemici, gli Ittiti, ponendo fine a lunghi anni di guerre e ostilità Il trattato può ancora essere considerato un modello conclusivo, anche quando si applicano gli standard odierni.

The treaty was composed of 18 articles. After a long introduction recording the kings titles and referring to establishment of good fraternity and peace, one article was included to exclude any further attacks on the other countrys territories:

“Reamasesa, the great king, the king of the country of Egypt, shall never attack the country of Hatti to take possession of a part (of this country). And Hattusili, the great king, the king of the country of Hatti, shall never attack the country of Egypt to take possession of a part (of that country). “

Il trattato era composto da 18 articoli. Dopo una lunga introduzione che registra i titoli dei re e fa riferimento alla creazione di una buona fraternità e pace, è stato incluso un articolo per escludere ulteriori attacchi ai territori degli altri paesi:

“Reamasesa, il grande re, il re del paese d’Egitto, non attaccherà mai il paese di Hatti per prendere possesso di una parte (di questo paese). E Hattusili, il grande re, il re del paese di Hatti, dovrà non attaccare mai il paese d’Egitto per impossessarsi di una parte (di quel paese) “.

The treaty then included three articles establishing mutual collaboration against any internal mutiny or coups in either country.

Il trattato includeva quindi tre articoli che stabilivano la collaborazione reciproca contro qualsiasi ammutinamento interno o colpi di stato in entrambi i paesi.

To avoid any further dispute, if a refugee flees to the other country, ten articles were dedicated to their extradition. This was the first extradition agreement in history between two nations. The treaty did not exclude any person, and regardless of whether they were “great men”, nobles or “unknown persons”

Per evitare ulteriori controversie, se un rifugiato dovesse fuggire nell’altro Paese, dieci articoli sono stati dedicati alla loro estradizione. Questo è stato il primo accordo di estradizione nella storia tra due nazioni. Il trattato non escludeva alcuna persona, indipendentemente dal fatto che fossero “grandi uomini”, nobili o “persone sconosciute”

http://www.touregypt.net/featurestories/treaty.htm

presented by Romano Pisciotti

Pisciotti
Romano Pisciotti