TASTE OF ITALY…IN NIGERIA

From wine we learned patience, waiting for the time necessary to obtain intense sips and an incomparable flavor. A continuous care and research that echo in the reflections of the glasses.

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INFO IN NIGERIA: Romano Pisciotti, mail to italmotor@gmail.com

Wine is an art capable of making people dream

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La Cina verso il primo calo della popolazione in 70 anni

La Cina ha posticipato la pubblicazione del nuovo censimento (il settimo), ma nega che, come sostenuto dal Financial Times, il documento certifichi il primo declino demografico del paese dai tempi del disastroso “balzo in avanti” voluto da Mao Zedong negli anni Cinquanta.

 

Il quotidiano cinese Global Times afferma che se i nuovi calcoli ufficiali indicheranno una popolazione inferiore all’1,4 miliardi registrati nel 2019 è probabile che ci sia stato un errore statistico in precedenza. Il censimento sarebbe infatti più accurato delle relazioni redatte annualmente. A ogni modo, la testata sostiene che la diminuzione del numero di abitanti dovrebbe iniziare nel 2022, ponendo fine a un quinquennio di crescita.

cina La Cina verso il primo calo della popolazione in 70 anni Romano Pisciotti

La crescita demografica è un fattore determinante nello sviluppo di una collettività. In particolare, le grandi potenze hanno bisogno di una popolazione giovane per perseguire le loro ambizioni geopolitiche.

Niccolò Locatelli
Coordinatore di Limesonline

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Presentato da Romano Pisciotti

CURIA REGIS

Bandiera Inglese e italiaa CURIA REGIS Romano Pisciotti

Curia regis Nel Medioevo, organismo con il compito di amministrare la giustizia e di consigliare il sovrano in materia politica ed economica. Il termine poteva riferirsi sia all’assemblea dell’aristocrazia feudale, di alcuni cavalieri e delle alte cariche ecclesiastiche, che veniva convocata in particolari occasioni, sia al gruppo ristretto di consiglieri del sovrano.

https://www.treccani.it/enciclopedia/curia-regis/

Curia Regis” in Latin means “king’s court.” It is also termed as King’s Court or Aula Regis. Curia Regis refers to the Norman English court with a body of advisors, who traveled with the king, advised him on political matters and acted as an appellate court in complicated cases. Later, the functions of the curia regis became exclusively judicial in nature.

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Il Re è la fonte di ogni potere, egli quindi in linea teorica ha anche il potere di risolvere le controversie. Tuttavia se da un lato il re organizza un proprio Tribunale (Curia Regis), dall’altra parte riserva a tale Corte unicamente le cause dal suo punto di vista più importanti: la Curia Regis ha competenza a risolvere le cause relative alle finanze regie, all’investitura dei vassalli, alla proprietà ed al possesso dei beni immobili, nonché alle cause penali fonte di pericolo per la pace del Regno. Il Re è direttamente a capo della Curia Regis.
Per tutte le altre cause vengono istituiti dei Tribunali locali: le Corti Baronali. Esse sono strutturate nel singolo feudo, coordinate dal signore feudale.

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Guarda le slides:

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Presentato da Romano Pisciotti

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Romano Pisciotti

I rischi delle mega-navi, non solo a Venezia

I rischi principali associati alle meganavi sono la capacità di spegnimento degli incendi, lo stoccaggio sicuro del carico e l’errata dichiarazione del carico; nonché le difficoltà di salvataggio date le loro dimensioni, rischio altissimo se pensiamo alle navi passeggeri

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titanic 1024x551 I rischi delle mega navi, non solo a Venezia Romano Pisciotti

Le portacontainer diventano sempre più grandi. Per risparmiare viaggi e carburante, essenzialmente. Soprattutto sulle “autostrade” intercontinentali, in particolare la linea Usa-Cina-Usa. Le navi diventano mastodontiche, tanto che vanno costruiti porti appositi e si punta sul transhipment per trasportare le merci nei porti più piccoli (si trasbordano le merci dalle navi madri a unità più piccole).  La capacità di trasporto dei container delle navi, calcola Allianz,  è aumentata di circa il 1.500% negli ultimi 50 anni ed è quasi raddoppiata nell’ultimo decennio.

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onecms 7923fc07 6d59 4a48 a03d 9d984e1754fc.JPGfdetail 558h720w1280pfhw495fc2f I rischi delle mega navi, non solo a Venezia Romano Pisciotti

Le grandi navi hanno sempre avuto difficoltà nel ricupero dell’investimento necessario per costruirle.

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Petroliera in fiamme nel mar cinese è disastro ambientale I rischi delle mega navi, non solo a Venezia Romano Pisciotti

presentato da Romano Pisciotti

 

Il pregiudizio

Confrontiamo una terzina Dantesca con una citazione di Einstein

Pd I – 88,90

e cominciò: «Tu stesso ti fai grosso col falso imaginar, sì che non vedi

ciò che vedresti se l’avessi scosso.

e cominciò a dire: «Tu stesso ti impedisci di capire pensando cose false, così che non vedi ciò che invece vedresti se avessi scacciato questo pregiudizio.

E’ più facile disintegrare un atomo che un pregiudizio
Albert Einstein

Schermata 2021 03 15 alle 09.21.04 Il pregiudizio Romano Pisciotti

“Il pregiudizio è un processo che porta ad attribuire a una persona sconosciuta i tratti e le caratteristiche ritenute tipiche del suo gruppo di appartenenza”
Il pregiudizio può essere sia negativo sia positivo, si può avere una immagine o positiva o negativa rispetto a una categoria di persone e di conseguenza si opereranno comportamenti positivi o negativi verso quella categoria, se il pregiudizio è molto negativo si può arrivare alla discriminazione. Il pregiudizio può essere considerato come un fenomeno ordinario e quotidiano, riscontrabile tra la gente comune che deriva probabilmente dagli stessi processi cognitivi e sociali che influenzano tutti gli aspetti della nostra esistenza. Esso riflette i processi cognitivi in quanto è un prodotto della nostra percezione del mondo e del tentativo di dargli un senso. L’attivazione e l’applicazioni di categorie e di stereotipi avviene in modo automatico e inconsapevole.
Molti esperimenti nella letteratura confermano che lo stereotipo di un gruppo sociale sia difficile da cambiare, in quanto vengono alimentati da nuove informazioni negative e non vengono neppure attivati quando le informazioni sono positive.
Perciò è molto più facile confermare uno stereotipo piuttosto che smentirlo. Si ottiene così un circolo vizioso che funziona come una profezia che si autoavvera: la categorizzazione, la formazione di preconcetti, la conseguente attuazione di comportamenti e la conferma delle aspettative iniziali.
“l’attivazione di una precisa aspettativa produce comportamenti e atteggiamenti coerenti con essa, che a loro volta sono in grado di produrre le basi per una conferma dell’aspettativa stessa”

Romano Pisciotti: navigando il web

Romano Pisciotti copia Il pregiudizio Romano Pisciotti
Romano Pisciotti

Creative destruction

How Antitrust Regulation Hinders Innovation and Competition

Few economic concepts elicit such strong reactions as that of monopoly, and the policy intended to address it—antitrust regulations (called competition policy in the European Union). Yet, both supporters and opponents of antitrust regulations agree on one fundamental point—that effective competition is vital to the American economy and the welfare of its citizens. However, they differ in how the law should encourage this. There are essentially three schools of thought regarding antitrust policy:

  1. Interventionist. Regulators should use the law proactively to break up companies that are abusing their market power and restore a competitive market. The size of a company is a good guide as to when this should be done.
  2. Consumer welfare. Abuse of market power is rare and dominant market positions can be achieved through delivering improvements in consumer welfare. Therefore, antitrust laws should be used not to break up companies that have grown big through successful competition, but to address instances of collusion, price fixing, or other anti-competitive behavior.
  3. Free market. Antitrust law is unnecessary. Market processes routinely undermine monopolies—and attempts to create monopolies. Laws against “unfair competition” prevent property owners from experimenting with joint ventures and other innovations that can improve consumer welfare.

Until recently, there was a sharp partisan divide between these schools, which can be roughly described as liberal, conservative, and libertarian, respectively. Traditionally in practice, this meant that antitrust conservatives would more often side with the libertarian camp, while leaving some room for cooperation with the liberal faction. However, the recent rise of “big tech” has led some conservatives to turn to the most interventionist approach with a zeal that threatens innovation in America’s world-leading technology industry.

The interventionist approach suffers from the same problems classical liberal economists have long identified with government interventions in markets.

First, there is the “knowledge problem”—how do regulators know better than the market what the best market structure is?

Then there are what are known as public choice considerations—regulators might exercise their powers to promote their own preferred policy positions. The very existence of those powers will lead to intense lobbying by regulated entities—both those seeking regulatory relief and those who benefit from entry barriers that limit competition from potential new entrants in a market.

The consumer welfare approach also has problems. Retaining antitrust law as an option that may be used against entrepreneurs carries the same threat to innovation posed by the interventionist approach. For instance, politicians with an animus against certain companies may pressure regulators into opposing mergers involving those companies. Regulators assessing unfair competition will not be immune from the knowledge problem and public choice effects. Entrepreneurs, eager to avoid provoking antitrust enforcement actions, will be dissuaded from pursuing innovations that might run afoul of the law.

The third approach, abolishing antitrust law, is extremely controversial. There is a widespread belief, among policy makers, the media, and the public, that without the threat of antitrust law, companies will disregard customer preferences, extract excessive profits, and kill off competitors. Yet there is no such thing as a dominant market position unless it is guaranteed by government. AOL, Borders, Blockbuster, Sears, Kodak, and many other firms once considered dominant in their markets have fallen as the result of competition, without any antitrust action.

This process of creative destruction, succinctly described by the economist Joseph Schumpeter, is a major driver of the kind of innovation that helps raise living standards. It will surely continue unless, ironically, antitrust regulators gain too much power. Were that to happen, large firms will be tempted to reach accommodations with a government that restricts their activities in exchange for not being broken up. Those accommodations will usually include protections and guarantees that act as entry barriers against potential innovative challengers. The result will be less competition, fewer innovations, and lower consumer welfare.

Creative destruction is the best answer to dominant market positions. Rather than use antitrust law aggressively, those who wish to see big companies fall quickly should instead work to end antitrust law. As for other barriers to creative destruction—for instance, financial regulations that make launching an initial public offering of stock prohibitively costly—increased competition can be achieved through deregulation in those other areas.

 

Presented by Romano Pisciotti

BMW contro Google

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Alphabet è il ramo di BMW che si occupa dei servizi di mobilità aziendale.

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BMW Logo

Quando lunedì Google ha annunciato la nascita di Alphabet, la mega società che riorganizza la galassia di Mountain View per privilegiare lo sviluppo di nuovi progetti, lo ha fatto con un sito ufficiale un po’ insolito: il portale dell’azienda non è Alphabet.com ma abc.xyz. Questo perché Alphabet.com appartiene a BMW, che non ha la minima intenzione di vendere il dominio a Big G. Anzi, l’azienda tedesca non ha apprezzato l’uso di un marchio identico al suo.

Pisciotti Romano, commento: a google sarebbe bastato usare un motore di ricerca per scoprirlo !!!!

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Cpt. Romano Pisciotti

 

China devalues yuan currency to three-year low

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China’s central bank has devalued the national currency, the yuan, to its lowest rate against the US dollar in almost three years.

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yuan

 

The lender said the move was a “one-off depreciation” of 1.9% in a move to make the exchange rate more market-oriented.

 

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Segnalato Romano Pisciotti China devalues yuan currency to three year low Romano Pisciotti
…notizia da tenere sott’occhio… suggerimento di Romano Pisciotti

Segnalata da Pisciotti Romano

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo

la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è pronunciata su ben 13 vicende giudiziarie che cittadini europei, e non, hanno sottoposto al suo sindacato. L’oggetto è, per tutte, il medesimo: violazioni dei diritti umani sanciti e protetti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo. Gli stati coinvolti e giudicati sono: Francia, Grecia, Azerbaijan, Belgio, Croazia, Russia ed Ucraina; tutti sono risultati colpevoli, a vario titolo, di quelle violazioni e molti dovranno risarcire i danni arrecati alle vittime.

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Corte Europea

Interim measures ed estradizione: come la Corte previene la violazione dei diritti umani
La giustizia che si può ottenere a Strasburgo non brilla di speditezza. Basta guardare le date in cui sono stati proposti i ricorsi di oggi (ve ne sono ben due del 2004!) per capire che ha ragione chi dice che la Corte Europea “è vittima del proprio successo“. Troppo ricorsi per un giudice che dovrebbe intervenire soltanto a quelle violazioni sfuggite dal controllo dei singoli paesi. Gli Stati controllano poco e male, e così i ricorsi fioccano in gran numero, intasando il giudice europeo e rendendo decennali i tempi di una causa. Non a caso le nuove tendenza di riforma del sistema convenzionale, che vengano dagli stati (il Protocollo XV ridurrà il termine entro il quale proporre ricorso da 6 a 4 mesi) o dalla stessa corte (le sentenze pilota danno respiro alla corte, mentre gli stati risolvono disfunzioni strutturali), sono nel senso di ridurre la mole del contenzioso..
Ma accanto a quel binario, rallentato e appesantito, ve n’è un altro, molto più spedito: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo può concedere in tempi brevissimi Interim measures a favore del ricorrente per evitare e prevenire le violazioni dei diritti umani. Come le comuni misure cautelari, anche queste interim measures sono concesse non al termine bensì all’inizio di un processo, e servono non a fare giustizia (come la sentenza che accerta le responsabilità degli stati e dispone l’equa riparazione) bensì per prevenire una imminente ingiustizia.

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Romano Pisciotti: stop alle estradizioni

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