ITALIAN LINE

 In a hypothetical compilation of the most significant human creations of the twentieth century, the large passenger ship would enter by right. It is the largest self-propelled object conceived by man. As Jules Verne wrote in front of the Great Eastern, it is a “floating city”. 

https://youtu.be/U2nf28jUqYk?t=3

The Italian Line, or Societa di Navigazione Italia enjoyed enormous popularity for their good food and enthusiastic service, and as well for the relatively warm weather of their mid-Atlantic crossings. Italian Line ships all featured several outdoor pools and sunny open deck areas to take advantage.

Presented by Romano Pisciotti

SENSATIONAL!!…THE ALFA ROMEO OF TOMORROW

It seems Alfa Romeo is one of those brands that refuse to step away from traditions and move on with the times. Over the last decade or so, the Italian company has come up with some great models, but their business strategy hasn’t been what you would call sustainable. However, this may be about to change, as the Italian car company recently stated that we will be getting a new model every year until 2026, and from 2027 onwards, all models of the brand will be electrified.

Presented by Romano Pisciotti

 

FERRARI: forward-looking innovation

Ferrari continues to be an ever-present figure when it comes to producing some of the world’s most revered and sought after exotic automobiles. Striking a fine balance between forward-looking innovation, while still keeping true to its heritage.

 

Ferrari SF90 Spider

Romano Pisciotti..from the web

L’ENERGIE NUCLEAIRE EN AFRIQUE… UNE BONNE AFFAIRE ?

Alors qu’une dizaine de pays africains projettent de se tourner vers le nucléaire civil et ont annoncé leur intention de se doter d’une centrale.

Le continent possède 20 % des réserves mondiales d’uranium. Mais le nucléaire civil représente moins de 2 % de sa production énergétique. Potentielle solution pour pallier le déficit d’électricité de l’Afrique, l’énergie atomique séduit de plus en plus. Une dizaine d’États ont déjà annoncé leur intention de se doter d’une centrale. Pour les puissances étrangères, cet engouement est un enjeu commercial de taille et l’occasion d’asseoir un peu plus leur influence sur le continent. Alors que la Chine et la Russie multiplient les projets, les États-Unis tentent de rentrer dans la course.

L’Agence internationale de l’énergie n’est pas aussi optimiste que les pays africains. Selon elle, la part de nucléaire dans la production énergétique du continent ne va pas beaucoup augmenter dans les années à venir. En cause, son coût de production, moins compétitif que le renouvelable, mais aussi l’instabilité politique et le contexte sécuritaire tendu des pays intéressés.

https://www.jeuneafrique.com/1089444/politique/infographie-nucleaire-lengouement-africain-aiguise-les-appetits/

Romano Pisciotti : surfer sur le web

What’s the best way to make sense of investing in Africa?

The first step is to consider both cultural considerations and potential pitfalls.

Linguistic, ethnic and religious diversity makes cultural changes across the continent extreme. Demonstrating passion and interest in the local culture and its nuances is essential, not least to generate trust, but to build loyalty takes time.

 

Romano Pisciotti

Appreciate that Africa is not just a homogeneous market, but 54 countries with 2,000 languages, 521 of which are in Nigeria alone.

Africa’s current total population of 1.2 billion people is young: South of the Sahara, their average age is under 25 in all countries except South Africa.

Romano Pisciotti

Going forward, the continent will account for about 50% of the world’s population growth between now and 2050, predicts PricewaterhouseCoopers.

Africa’s middle classes are already growing rapidly, with one in three people now believed to be living above the poverty line, even if not among the wealthy. Meanwhile, the staggering 1.1 billion – around 42% of the continent’s population – is projected to reach middle-class status by 2060.
Of the 54 African countries, South Africa is still considered the continent’s first powerhouse and a gateway to many other African countries. But with 173.6 million citizens growing their GDP by 200% in just ten years, Nigeria is regarded as Africa’s new power actor.

 

FROM WEB (Romano Pisciotti)

“Lascia stare il mare, pensa a studiare!”

“Lascia stare il mare, pensa a studiare!”

di Romano Pisciotti

Parlo di un tempo, non così lontano, quando le nonne erano solo anziane affettuose e dolci…non erano ancora fenomeni per “Ballando con le stelle” o maratonete di viaggi low cost…e gli anni pesavano molto più di quanto possano pesare oggi. Sicuramente, le nostre nonne erano affaticate da una vita di sacrifici, attraversata da due guerre mondiali e da combattimenti giornalieri ben più gravosi di ogni moderna maratona.

Mia nonna Tina, Martina Brambilla all’anagrafe e milanese sino al midollo, è scomparsa ormai molti anni fa, alla bella età di novantasei primavere, ma ho avuto la gioia di condividere con lei la mia infanzia, l’adolescenza e la maturità; ho condiviso momenti felici, qualche lacrima e tante sono state le marachelle che mi ha perdonato, anche se qualche “ciabattata” l’ho presa (…solo di striscio, per la poca mira o il poco impegno che metteva nella punizione).

Tra i suoi aneddoti migliori ricordo la battuta: “Lascia stare il mare, pensa a studiare!”…arrivata per risposta al mio desiderio di frequentare l’Istituto Nautico. La sua battuta, molto seria e da lei citata naturalmente in dialetto meneghino, dice tanto di quanto, in famiglia, si potesse abbinare il mare a una professione oltre che alle vacanze estive….”pensa a studiare”.

Furono proprio quelle vacanze estive e quei bastimenti, anche se solo appena intravisti, a farmi sognare… e i sogni divennero realtà!

Scelsi, per vicinanza, il San Giorgio: non fu certo facile lasciare famiglia, amici e abitudini per andare a studiare a Genova, ma fu sicuramente più difficile per i miei cari lasciarmi percorrere la strada che avevo scelto.

Non per tutti i fine settimana potevo rincasare, i centocinquanta chilometri di treno da Milano erano, o almeno lo erano allora, un viaggio; questo non scoraggiava la nonna Tina che, vedova di un impiegato delle ferrovie, non esitò per più volte, a raggiungermi per trascorrere insieme qualche ora domenicale.

La nostra meta, in quelle giornate, non cambiò mai: la Stazione Marittima! Io devo aver esagerato, colorando di miei sogni, i racconti dei meravigliosi viaggi di quei transatlantici ormeggiati in banchina. Abbiamo salutato, con il classico fazzoletto, la partenza delle navi bianche verso orizzonti lontani.

Il 28 luglio del 1973 i tabelloni esposti a scuola decretarono un tanto sospirato “Maturo!”

Oggi è quasi incredibile pensare che già il mattino del 4 di agosto fossi in banchina ad attendere l’AUGUSTUS.

Avevo già fatto un imbarco estivo, sulla RAFFAELLO, ma li lavavo piatti, ora avevo già la mia bella divisa da Giovanotto Diplomato.

Su navi eleganti e operosi mercantili ho respirato mare e ferro per tanti anni, compreso l’indimenticabile periodo come Guardia Marina.

Ho poi archiviato il titolo di Capitano di Lungo Corso per navigare altre avventure in tutti i continenti, collezionando qualche smacco e tante soddisfazioni…ora, che ho raggiunto l’età dove i ricordi sono più dei sogni, ho una gran nostalgia per quei fumaioli tricolori, per il periodo in Accademia e per quei viaggi in paesi che, allora, erano molto più distanti di ciò che possono apparire oggi.

Negli anni ho visto la mia “compagna di sogni” affaticarsi e cercare nei miei successi le sue gioie, ho visto il suo viso pallido diventare immobile, accompagnandola verso il viaggio più lungo.

…A te, cara nonna Tina.

Romano

In ricordo dell’Ammiraglio Giovanni Carta

In ricordo dell’Ammiraglio Giovanni Carta.


Penso che quell’aria un poco stranita, che a volte gli si leggeva in volto, fosse lo specchio di pensieri lontani dai corridoi dell’Accademia. Per lui la scienza della navigazione, costretta in tavole logaritmiche, doveva essere meno importante di quei cerchi perfetti che disegnava alla lavagna, come preambolo delle sue lezioni di navigazione e simbologia del contrasto con la meravigliosa imperfezione del vento e delle onde che il suo sorriso tradiva.

L’Ammiraglio, allora Capitano di Fregata e ubbidiente al nobile servizio dell’insegnamento, sembrava sognare la libertà dell’uomo di mare e, forse, anche la profondità del filosofo, mentre con lunghe falcate raggiungeva l’aula di navigazione. Non so se in lui, nel tempo, abbia vinto il marinaio o il filosofo, ma la notizia della sua scomparsa mi ha rattristato e mi auguro che i suoi tanti cadetti-studenti conservino ancora il significato di quei cerchi perfetti.

AUCD Romano Pisciotti

72°Corso, Phoenix

NIGERIA: WAR RISK INSURANCE

War Risk Insurance: Again, Nigeria makes case for removal of punitive shipping fees
Nigeria has continued to press for the lifting of the War Risk Insurance (WRI) imposed on vessels delivering goods and merchandise to Nigeria due to fears of insecurity.

ROMANO PISCIOTTI: NIGERIA NEWS

https://businessday.ng/maritime/article/war-risk-insurance-again-nigeria-makes-case-for-removal-of-punitive-shipping-fees/?mc_cid=d3e38123a1&mc_eid=f1ca3f878b

DRAGHI NON CONVINCE PIÙ?!

Nuovo Btp Futura fa cilecca: raccolti solo 3,27 miliardi, mai così male…

Si conclude senza sussulti la quarta emissoone del BTP Futura, titolo di Stato dedicato esclusivamente ai risparmiatori retail ed i cui proventi finanziano gli interventi adottati nel corso dell’anno per la ripresa economica dell’Italia. Il BTP Futura atto IV segna il minimo di sempre, ben sotto i livelli delle precedenti emissioni.

La cinque giorni di collocamento del BTP Futura si è chiusa con 91.273 contratti conclusi a fronte di un importo emesso pari a 3.268,240 milioni di euro, che coincide con il controvalore complessivo dei contratti di acquisto validamente conclusi alla pari sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso le due banche dealer Intesa Sanpaolo e Unicredit (co-dealer Banca Akros e Banca Sella).

Romano Pisciotti: navigando il web

Protein is not an option

Nowadays, the whole world is talking about sustainability. Many efforts aim to maintain our world for future generations, creating a balance between our current needs and those of our children, grandchildren, and great-grandchildren. The right animal nutrition choices play a crucial role in achieving the challenging aim of sustainable animal production.

Greenhouse gases emitted by livestock, responsible for about 10% of global greenhouse emissions, are increasing rapidly on our planet.  Livestock releases methane through microorganisms that are involved in the animal digestion process, and nitrous oxide through the decomposition of manure.  Doctor Dario Caro and Professor Simone Bastianoni of the Ecodynamics group of the University of Siena, in collaboration with Professors Ken Caldeira (Stanford University) and Steven Davis (University of California) have estimated the greenhouse gas emissions due to 11 types of cattle, related to 237 nations and released in the last half of the century, finding that globally from 1961 to 2010, these emissions increased by 51%.

74% of world emissions are caused by cattle.  This is mainly due to the abundance of dairy cows but also the large amount of methane and nitrous oxide emitted by beef cattle compared to other animals.  Sheep contribute 9%, buffaloes 7%, pigs 5% and goats 4%.

The need for protein for human nutrition is too important to be able to solve the problem by abandoning the farm.

Modern farming takes care of the welfare of animals and the entire planet by promoting sustainable farms where environmental hygiene, the health of livestock and their nutrition is at the center of scientific development.

The grazing animal’s bucolic image fills us the spirit, but this type of breeding uses too much green land, not always available and this type of feed develops digestive processes that increase gas emission.

Often, especially in African countries, not only are green fields available, but water is not available in the necessary quantity and hygienic conditions. The best way to coordinate human needs, greenhouse gases, is relying on science and technology … which is not always the monster that is painted.

Romano Pisciotti