Victoria nobis vita

Con i cannoni mozzati, il Vittorio Veneto lascia Taranto per sempre; è quasi banale e scontato il parallelo con un Paese che sta perdendo ogni gloria, ogni voglia di lottare: l’Italia si sta sciogliendo in un meticciaggio di bassa lega che nulla a che vedere con l’arricchimento frutto di mescolanza di culture, l’Italia si è piegata alla fantafinanza e alla falce mortale del globalismo.

Mentre politicanti e giornalai festeggiano la fine dell’Italia industriale, la fine di quella Nazione orgogliosamente operosa, la fina di una Patria madre di cultura e d’imprenditori illuminati, il Vittorio Veneto, simbolo dell’ultima vittoria e del sacrificio di un popolo, attraversa, con il buio, il canale navigabile che separa l’Arsenale dagli orizzonti, dai sogni e dalle passioni.

La nave si consegnerà ai turchi che la faranno a pezzi…noi ci siamo abituati a consegnare le nostre navi, armate o disarmate, questa volta non si andrà a Malta, ma in un cantiere di demolizione dell’alleato NATO che ha occupato parte della Libia e, minacciando i nostri interessi, si sta impegnando nel creare problemi nel Mediterraneo.

Addio Vittorio Veneto, almeno sei ancora riuscito a salpare con le note del Piave, prima che “oh bella ciao” diventi inno nazionale….

 

Romano Pisciotti

video: 

http://www.navismotor.it/uncategorized/victoria-nobis-vita/

 

Brilli più degli altri, questo è difficile da sopportare per alcune persone

ROMANO PISCIOTTI: trovata nel web:
LA STORIA DEL SERPENTE E LA LUCCIOLA
Racconta la leggenda, che un serpente inseguiva una lucciola per divorarla.
Il piccolo insetto faceva l’impossibile per fuggire dal serpente.
Per giorni fu una persecuzione intensa. Dopo un po’ di tempo, la lucciola stanca ed esausta si fermò e disse al serpente:
Posso farti tre domande?
Il serpente le rispose: – “Non sono abituato a rispondere a nessuno però siccome ti devo mangiare, puoi chiedere!” –
– “Domanda numero 1: appartengo alla tua catena alimentare?” – chiese la lucciola.
“- No!” – rispose il serpente.
– “Domanda numero 2: Ti ho fatto qualcosa di male?” – disse la lucciola
– “No, assolutamente!” – Tornò a rispondere il serpente.
– “Domanda numero 3: E allora…. perché vuoi mangiarmi?”
– “Perché non sopporto vederti brillare!”
Morale: In varie occasioni può capitare di incontrare persone che ti criticano, condannano, etichettano, sebbene tu non abbia mai fatto loro qualcosa di male, e malgrado tu ti sia dimostrato gentile con loro. E tutto ciò avviene perché, così come la lucciola, possiedi la tua luce interiore, illumini il tuo cammino e il cammino di molti che camminano nell’oscurità. Brilli più degli altri, come fa la lucciola di notte e questo è difficile da sopportare per alcune persone, perché non hanno quella luce interiore, quel brillìo proprio e soffrono vedendoti brillare.
Sono persone che vivono nell’infelicità. Tu non smettere mai di essere te stesso, di illuminare con quella tua luce, anche se questo dà fastidio a coloro che vivono nella totale penombra.
“I serpenti che mangiano le lucciole non capiscono che poi rimangono al buio per sempre. “

L’anima dei marinai

L’anima dei marinai

Mare e cuore

in un barattolo

per la dispensa

di un destino

che mangia dolore

e beve lacrime,

Giovani vedove

rimangano a piangere

eroi e pescatori.

Il pasto fatale

sarà un gorgo

d’avventure e sogni

nei racconti tristi

di vecchi sopravvissuti

e nel ripetersi

d’onde di marea.

 

di Romano Pisciotti

Fiat celebra i 50 anni di ‘What’s going on’ di Marvin Gaye

Fiat celebra i 50 anni di ‘What’s going on’ di Marvin Gaye

con un video sulla sostenibilità, tema ispiratore di 500 Electric

Fiat ha messo sul suo canale Youtube un video tributo che celebra il cinquantesimo anniversario dell’album ‘What’s going on’ di Marvin Gaye. E’ un filmato emozionale, ricco di immagini coinvolgenti sulle note del pezzo ‘Mercy Mercy Me’ tratto dall’album, uno dei primi esempi musicali di attenzione al ‘climate change’, scritto con l’obiettivo di denunciare gli effetti dell’inquinamento su aria, oceani e animali.

https://youtu.be/SeK8OXVUH1k?t=2

Riconosciuto dal magazine Rolling Stone come uno dei migliori dischi di tutti i tempi, l’album affronta direttamente temi di forte impatto sociale come la tutela dell’ambiente, la lotta per l’inclusione e l’equità, l’impegno per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.

Fiat 500 che negli anni ’60 aveva inventato la ‘motorizzazione democratica’, oggi si fa portavoce di un messaggio di cambiamento, di attenzione all’ambiente e di mobilità sostenibile, valori incarnati dal claim del brand ‘Drive for Change’.

 

Presentata da Romano Pisciotti

24 Maggio 1915-2021

24 Maggio

Le zecche danzano
sul Piave e sulla storia,
hanno succhiato il sangue
della libertà e dell’onore.
Popolo d’anime spente
incapace di combattere,
incapace di sognare,
incapace di difendere
e celebrare il passato
per un futuro
nel canto dell’orgoglio.
Forse sognano ancora
…d’essere vivi.

 
(Romano Pisciotti)

IPOTESI SULLA TRAGEDIA DEL MOTTARONE (STRESA)

In queste ore, a causa della concitazione che ha seguito il disastro, si è fatta molta confusione su quale cavo si sia spezzato: quello portante o quello traente? E’ certo che a cedere e a finire tranciato è quello “traente”, come hanno detto la sindaca di Stresa e il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Verbania Roberto Marchioni. Cos’è il cavo traente? E’ la fune d’acciaio che produce il movimento delle cabine: è a quella fune che gli abitacoli sono agganciati. Poi c’è l’altra, la “portante”, che rimane ferma rispetto ai veicoli e che ha funzione di sostegno. Tutti gli impianti di risalita hanno sistemi di pesi, contrappesi e di sicurezza sia a monte che a valle per bloccare la corsa delle cabine in caso di anomalie. 

 

Quello che è certo è che c’è un cavo tranciato, dice il tenente colonnello dei carabinieri Giorgio Santacroce, che comanda il reparto operativo di Verbania. Un solo cavo tranciato perché “gli altri sono intatti“. Quel cavo è il cosiddetto “traente“. Si è staccato, dice l’ufficiale dell’Arma, all’altezza dell’ultimo pilone. È il tratto di salita in cui l’impianto è sottoposto allo sforzo maggiore. Esiste un dispositivo di sicurezza che entra in funzione in casi come questi. Ma la cabina, raccontano numerosi testimoni, ha cominciato ad arretrare, a velocità crescente. Ha finito di correre all’altezza dell’ultimo pilone contro il quale si è scontrata: lì è precipitata giù per 15-20 metri e ha cominciato a rotolare lungo il pendio per qualche decina di metri finché non si è fermata contro alcuni abeti.

Nella prima ipotesi il cavo si è spezzato, la cabina ha cominciato ad arretrare e all’altezza del pilone, dove ci sono le carrucole, si è scontrata col pilone e si è sganciata finendo nel vuoto. Nella seconda ipotesi il cavo – per motivi tutti da capire – si è “scarrucolato”, come si dice in gergo, cioè è uscito dalla via delle rulliere sulla parte alta del pilone e a quel punto si è strappato. “Non è un accertamento che può essere fatto nell’immediatezza sarà necessario fare verifiche di carattere tecnico” dice la procuratrice Bossi.

Ma c’è una terza ipotesi e la avanza all’AdnKronos Beppe Pontrelli, fondatore del Comitato Giustizia 3 febbraio, che riunisce le famiglie delle vittime della strage del Cermis del 1998, quando un aereo militare Usa della base di Aviano tranciò un cavo della funivia provocando la morte di 20 persone. Secondo Pontrelli “è evidente che il sistema di sicurezza del freno della cabina non ha funzionato” perché “il vagoncino a valle si è fermato a pochi metri dalla stazione. In buona sostanza si è trattato di un guasto tecnico per mancato funzionamento del sistema frenante della cabina sulla fune portante”.

 

NAVIGANDO IL WEB, ROMANO PISCIOTTI

Diritto alla Giustizia

Affermava solennemente nel XIIIsec. la Magna Charta:
A nessuno verrà negato o ritardato il diritto alla Giustizia.
Un buon prncipio che da noi è rimasto solo sulla charta…
(Giulio Valdisole)

Se l’ingiustizia è difficile da eliminare nei fatti, la possiamo far sparire ristrutturando il nostro modo di vedere la realtà. Ma ciò che sparisce è solo il nostro senso della realtà.

(Vittorio Pelligra)

Pisciotti Romano: dicono che giustizia e ingiustizia cambiano, a seconda di chi le guarda….la giustizia cambia in base a chi l’amministra, al contesto politico ed economico.

Siamo tutti cattivi nella storia di qualcuno

We are all bad in someone’s story

IVECO IN AFRICA, yesterday and today

 

Today’s freight transport is, of course, more comfortable, cheaper and more environmentally friendly than in the past. However, historic trucks – those with which some drivers have experienced the pleasure of driving a heavy goods vehicle – still exert an undeniable fascination for many today.

After the war the nation was completely to be rebuilt. New means were needed, able to respond to the needs of the moment, but above all to the challenges of the future.

Initially, Fiat responded with the average vehicles Fiat 639 and Fiat 640 and the heavy Fiat 670 and Fiat 680.

The last evolution of the 682 came in 1967, with the Fiat 682 N4, which improves the transmission to better withstand the power. However, its production will continue for a long time, not only in Italy but also in Africa. Also for this reason, it took the name of “king of Africa”.

As testimony to its off-road prowess, the Trakker was also used in the Dakar Rally.

 

 

 

While the IVECO T-WAY builds on the heritage of robustness and reliability of the brand’s long lineage of champion multi-axle construction trucks, it introduces innovative and technological solutions to exceed all expectations in productivity, payload capacity, safety and driver comfort.

These characteristics of extreme toughness, high performance and reliability are clearly expressed by the theme of the advertising launch campaign:

‘TREAT IT BAD’.

The IVECO T-WAY delivers all the power needed for traction and PTO with IVECO’s reliable and efficient Cursor 13 engine (13 litres) that develops up to 510 hp – exceeding the outgoing Trakker’s performance by 10 hp. For lighter-weight configurations, it is also available with the Cursor 9 engine.

The engines are coupled with the proven 12- and 16-speed HI-TRONIX automated gearbox, which now also features new functions specifically intended for on and off-road mobility.

They include a Hill Holder function to help departure on steep slopes, Rocking Mode to help recover traction in slippery conditions, and Creep Mode for ultra-low speed when idling. For the on-road sections of the mission, the IVECO HI-CRUISE system further enhances the transmission’s efficiency. It includes predictive gear shifting, predictive cruise control and an eco-roll function that uses the vehicle’s inertia when travelling downhill. With these new algorithms, HI-TRONIX delivers the perfect gearshift strategy for every application.

Motor Parts Industry: IVECO – ASTRA in Nigeria

231 Moshood Abiola Way, Ijora (Old Apapa road)

Lagos – Nigeria

 

Presented by Romano Pisciotti

John Elkann,Giovanni Antolini, Romano Pisciotti
MPI
Motor Parts Industry