Diritto alla Giustizia

Affermava solennemente nel XIIIsec. la Magna Charta:
A nessuno verrà negato o ritardato il diritto alla Giustizia.
Un buon prncipio che da noi è rimasto solo sulla charta…
(Giulio Valdisole)

Se l’ingiustizia è difficile da eliminare nei fatti, la possiamo far sparire ristrutturando il nostro modo di vedere la realtà. Ma ciò che sparisce è solo il nostro senso della realtà.

(Vittorio Pelligra)

Pisciotti Romano: dicono che giustizia e ingiustizia cambiano, a seconda di chi le guarda….la giustizia cambia in base a chi l’amministra, al contesto politico ed economico.

Siamo tutti cattivi nella storia di qualcuno

We are all bad in someone’s story

IVECO IN AFRICA, yesterday and today

 

Today’s freight transport is, of course, more comfortable, cheaper and more environmentally friendly than in the past. However, historic trucks – those with which some drivers have experienced the pleasure of driving a heavy goods vehicle – still exert an undeniable fascination for many today.

After the war the nation was completely to be rebuilt. New means were needed, able to respond to the needs of the moment, but above all to the challenges of the future.

Initially, Fiat responded with the average vehicles Fiat 639 and Fiat 640 and the heavy Fiat 670 and Fiat 680.

The last evolution of the 682 came in 1967, with the Fiat 682 N4, which improves the transmission to better withstand the power. However, its production will continue for a long time, not only in Italy but also in Africa. Also for this reason, it took the name of “king of Africa”.

As testimony to its off-road prowess, the Trakker was also used in the Dakar Rally.

 

 

 

While the IVECO T-WAY builds on the heritage of robustness and reliability of the brand’s long lineage of champion multi-axle construction trucks, it introduces innovative and technological solutions to exceed all expectations in productivity, payload capacity, safety and driver comfort.

These characteristics of extreme toughness, high performance and reliability are clearly expressed by the theme of the advertising launch campaign:

‘TREAT IT BAD’.

The IVECO T-WAY delivers all the power needed for traction and PTO with IVECO’s reliable and efficient Cursor 13 engine (13 litres) that develops up to 510 hp – exceeding the outgoing Trakker’s performance by 10 hp. For lighter-weight configurations, it is also available with the Cursor 9 engine.

The engines are coupled with the proven 12- and 16-speed HI-TRONIX automated gearbox, which now also features new functions specifically intended for on and off-road mobility.

They include a Hill Holder function to help departure on steep slopes, Rocking Mode to help recover traction in slippery conditions, and Creep Mode for ultra-low speed when idling. For the on-road sections of the mission, the IVECO HI-CRUISE system further enhances the transmission’s efficiency. It includes predictive gear shifting, predictive cruise control and an eco-roll function that uses the vehicle’s inertia when travelling downhill. With these new algorithms, HI-TRONIX delivers the perfect gearshift strategy for every application.

Motor Parts Industry: IVECO – ASTRA in Nigeria

231 Moshood Abiola Way, Ijora (Old Apapa road)

Lagos – Nigeria

 

Presented by Romano Pisciotti

John Elkann,Giovanni Antolini, Romano Pisciotti
MPI
Motor Parts Industry

LA STORIA… DEI “SE”

Cosa succederebbe se l’Impero Romano rinascesse oggi? Ponendoci questo quesito, oggi andremo a vedere cosa comporterebbe la rinascita dell’Impero e la sua riunificazione, prendendo in considerazione la sua estensione sotto l’imperatore Traiano, quando il controllo imperiale si estendeva su oltre 5 Milioni di km² e Roma era la città più grande e ricca del pianeta.

Romano Pisciotti: LIKE

La memoria dell’impresa // The memory of the company

This 1939 Fiat 500A Topolino is a two-door transformabile coupe feature bodywork from the Garavini coachworks in Turin, Italy

Questa Fiat 500A Topolino del 1939 è una coupé trasformabile a due porte con carrozzeria prodotta dalle carrozzerie Garavini di Torino, Italia.

Gestire scientificamente le differenti componenti del patrimonio industriale attraverso un’unica struttura istituzionale dotata di competenze diverse è possibile, almeno per le realtà di dimensioni considerevoli, e può essere estremamente produttivo in termini di valorizzazione.

Scientifically managing the different components of industrial assets through a single institutional structure with different skills is possible, at least for companies of considerable size, and can be extremely productive in terms of enhancement.

 

La sensibilità collettiva verso il patrimonio industriale è molto aumentata: il grande pubblico ha imparato a conoscere e ad amare tale patrimonio.

The collective sensitivity towards industrial heritage has greatly increased: the general public has learned to know and love this heritage

From the business memory we must derive reason for satisfaction and that “return of image” which translates into a promotional advantage.

Dalla memoria d’impresa si debbono ricavare motivo di soddisfazione e quel “ritorno di immagine” che si traduce in un vantaggio promozionale.

 

GENERAZIONE DI UN MESSAGGIO // GENERATION OF A MESSAGE

Without prejudice to administrative reasons or technical needs, the choice of whether or not to keep a document – be it an invoice rather than a product sample or a photo – is often an affective / emotional one, which has as its consequently the “creation of meaning” or, in other words, the generation of a message.

Fatte salve le motivazioni di tipo amministrativo o le esigenze di carattere tecnico, la scelta di conservare o meno un documento – sia esso una fattura piuttosto che un campione del prodotto o una foto – è spesso di tipo affettivo/emotivo, che ha come conseguenza la “creazione di senso” o, in altre parole, la generazione di un messaggio.


Una delle sfide per il mondo imprenditoriale, ma anche per quello cultura

One of the challenges for the business world, but also for the cultural one

NUOVA 500

Recuperare e riproporre, attualizzandoli, vecchi modelli di oggetti di design; oppure mettere in produzione progetti mai realizzati. Come si vede quello dello sfruttamento degli archivi in chiave produttiva è ancora un ambito di intervento ampiamente da esplorare e sviluppare.

Recover and re-propose, updating them, old models of design objects; or put into production projects that have never been realized. As can be seen, the exploitation of archives in a productive key is still an area of ​​intervention that has to be widely explored and developed.

Nuove forme di marketing e di comunicazione d’impresa e del territorio stesso che riconosce nella memoria industriale e del lavoro una propria risorsa capace di attrarre attenzione.

New forms of marketing and communication for business and the territory itself, which recognizes its own resource capable of attracting attention in industrial and work memory.

ROMANO PISCIOTTI

Business developer manager / Consulenza strategica & commerciale

Consulente // Consultant

Motor Parts Industry (MPI – Lagos), a piece of history and motorization in Nigeria

AVARIA GENERALE//GENERAL AVERAGE

 L’istituto dell’avaria generale concerne tutti gli interessati alla spedizione marittima, ovvero il proprietario o noleggiatore della nave ed il proprietario o proprietari del carico.

Nel corso del viaggio possono verificarsi circostanze per le quali il comandante della nave deve assumere tutte le iniziative giudicate necessarie per la salvezza comune. Dette iniziative comportano generalmente esborsi di danaro e/o sacrifici volontari. A titolo di spese, ad esempio, potranno aversi quelle di sosta forzata in un porto di rilascio o quelle conseguenti all’intervento di altre navi, rimorchiatori, ecc., per assistere, rimorchiare o salvare la nave in pericolo. A titolo di sacrifici, i danni provocati a parte del carico nel corso delle operazioni di spegnimento di un incendio, il getto di parte del carico, il danneggiamento volontario di parti della nave, i danni subiti dalla nave incagliata, nel corso delle operazioni di disincaglio.

Spese e sacrifici danno origine alla dichiarazione di avaria generale o comune e la loro entità verrà ripartita in quota, tenendo conto del valore della nave, del carico e dei noli relativi al viaggio.

 

TRECCANI: AVARIA

https://www.shippingitaly.it/2021/04/01/ever-given-tutti-gli-aspetti-assicurativi-connessi-e-conseguenti-allincaglio-nel-canale-di-suez/

Presentato da Romano Pisciotti

ROMANO PISCIOTTI

MORE ELECTRIC VEHICLES MORE CO2

Akyo Toyoda (PRESIDENTE TOYOTA) mette in guardia la politica: una transizione troppo rapida verso l’auto elettrica rischia di far crollare l’industria.

“Quando i politici fanno sapere di volersi liberare di tutte le auto che usano benzina capiscono cosa significherebbe tutto questo? Più veicoli elettrici produciamo, più salgono le emissioni di anidride carbonica”. Parole pesanti che poi diventano macigni, quando Toyoda afferma che “una eccessiva velocità nella transizione verso l’auto elettrica rischia di far collassare l’attuale modello di business dell’industria”.

GOOGLE TRANSLATOR:“When the politicians say they want to get rid of all the cars that use gasoline, do they understand what all this would mean? The more electric vehicles we produce, the higher the carbon dioxide emissions ”. Heavy words that then become boulders, when Toyoda states that “excessive speed in the transition to the electric car risks collapsing the current business model of the industry”.

Presentato da Romano Pisciotti

TOYOTA LANCIA ALLARME

Suez Canal Toll Fee

How Much Do Ships Pay for Transit?

HISTORY

TOLL CALCULATORS

 

The Suez Canal Authority (SCA) is set to lose over $10m in revenue from container lines routing vessels via the Cape of Good Hope rather than its waterway.

According to new Alphaliner research, “the number of containerships that have opted to use the Cape route and bypass the Suez Canal has risen to a historic peace-time high,” including at least 20 sailings on the Asia-Europe, Europe-Asia and North America east coast-Asia trades.

“A unique combination of a container tonnage surplus and rock-bottom bunker prices has increasingly prompted ocean carriers to avoid the canal – and thus its fees,” the analyst noted today.

Lines using cheaper Cape of Good Hope route will cost Suez Canal $10m

presented by Romano Pisciotti

‘Colli di bottiglia’ nelle catene di approvvigionamento

Le immagini della Ever Given, la nave cargo arenatasi nel Canale di Suez, bloccando una delle rotte commerciali più trafficate al mondo, hanno fatto in poche ore il giro del mondo.

….in poche ore il prezzo del barile sui mercati ha superato i 60 dollari: un aumento del 5%. E se non ci saranno tempi certi sul ripristino della normale circolazione su una cosa tutti concordano: più la situazione si protrarrà, peggiori saranno i danni.

Nell’era delle comunicazioni digitali, del 5G e della competizione per semiconduttori e terre rare, l’incidente di Suez e l’incidenza dei ‘colli di bottiglia’ nelle catene di approvvigionamento aggiunge nuovi timori per la tenuta delle supply chains, che durante la pandemia hanno già mostrato tutta la loro vulnerabilità e che di nuovo oggi, con i vaccini, pongono interrogativi tutt’altro che trascurabili. 

Furti ad opera di pirati, attacchi terroristici, ostilità belliche, incidenti navali: il blocco anche temporaneo di uno di questi passaggi, con conseguente collasso delle relative forniture, può generare uno shock sui mercati energetici, spingendo in alto i prezzi.

COLLI DI BOTTIGLIA

 

PRESENTATO DA ROMANO PISCIOTTI

Una dimostrazione di quanto siamo dipendenti da quello che succede nel mondo

“La situazione impatterà in modo particolare su quelle aziende che avevano optato per una catena della fornitura corta e non dispongono di un ampio stock di prodotti”

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Romano Pisciotti: Ci siamo ubriacati di “just in time” di teorie sulla fabbrica “magra” e per mettere in atto queste false promesse di utili mirabolanti abbiamo messo in atto una globalizzazione selvaggia, piegata più alla fantafinanza e agli utili a breve termine, senza pensare al “sistema paese” e alla stabilità economica.

La riduzione dei costi…ci costa lacrime e sangue ogni volta che salta una rotella del diabolico ingranaggio.

Assembliamo auto con parti costruite in Cina o rimbalziamo per mezzo mondo macchinari che aggiungono quote di valore in una catena che unisce bassi costi di produzione e grandi rischi, disoccupazione nei paesi industrializzati e, spesso, bassa qualità.

Per alimentare la teoria della globalizzazione abbiamo dovuto abbattere i costi di trasporto costruendo mega navi, spesso messe in cantiere con sovvenzioni pubbliche, abbiamo modificato porti, sempre con spesa pubblica, per ricevere questi giganti del mare…tutti pagheremo per una folata di vento che ha messo in difficoltà la “EVER GREEN.”

I marittimi hanno già pagato in termini di riduzione del personale a bordo e riduzione di stipendi, per rincorrere, al ribasso, le paghe di marinai d’acqua dolce.

Abbiamo creato un sistema che premia gli azionisti e distribuisce i costi su tutti.

Abbiamo globalizzato le pandemie e i disastri tenendoci l’incubo della disoccupazione…e tante altre rogne. Il conto economico, a livello mondiale, quadra, mentre noi affondiamo in questo mare grande che non rispetta confini, leggi o il benessere sociale.

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“La corsa al gigantismo navale, che continua a caratterizzare la strategia dei grandi gruppi che controllano il trasporto di merci in container (e quindi di tutti i principali beni di consumo), e che sono impegnati da anni a ordinare navi portacontainer sempre più grandi, ha creato un circolo vizioso che sta facendo emergere una fragilità senza precedenti storici nel mercato marittimo. In 5 anni la flotta mondiale per il trasporto merci è cresciuta del 37%, con tassi annuali anche del 10%, a fronte di una recessione economica mondiale e di una flessione nel tasso di sviluppo anche della Cina, oltre che dei principali Stati che avrebbero dovuto alimentare il rilancio dell’economia globale. 10% annuo contro una crescita media del 2% nel Pil mondiale. In queste cifre sono sintetizzati interrogativi inquietanti relativi alla corsa, tutt’oggi in atto, a nuove navi sempre più grandi e alle conseguenze che questa corsa genererà anche in sistemi paese…”

(Convegno Federagenti dedicato al tema delle grandi navi)

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Il blocco del canale di Suez causato dall’incagliamento di una delle più grandi navi al mondo, la portacontainer Ever Given della compagnia Evergreen, sta generando un vero e proprio effetto valanga su tutto il commercio globale, e in particolar modo su quello europeo. E di conseguenza anche il porto di Genova, il primo porto del paese, osserva con “orrore” le notizie in arrivo dall’Egitto, dove la situazione sembra essere, paradossalmente, “in alto mare”.

Un vero tsunami su tutta la filiera italiana – sottolinea Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto – la situazione potrebbe risolversi tra diversi giorni e provocherà seri problemi per la gestione delle scorte. Da Suez passano ogni settimana circa 50 mila contenitori diretti in Europa, e questo blocco sta facendo saltare tutte le schedule e le programmazioni, con attese dilatate anche di giorni“. Molte navi, infatti, stanno optando di aggirare il blocco rispolverando l’antica rotta di circumnavigazione dell’Africa “con un allungamento dei viaggi di 7-8 giorni – sottolinea Botta – cosa che con ogni certezza farà registrare rincari sul costo della merce trasportata“.

Ma non solo: “Una volta che la situazione si sbloccherà Suez bisognerà capire come ripartirà al programmazione, con un probabile aumento dei noli e problemi con la gestione dei container vuoti“. Una situazione che con buone probabilità porterà a congestionare i porti con gravi conseguenze sulla logistica sia in banchina che sulla strada. “Sarà un’ulteriore mazzata per il settore del trasporto – ci spiega Giuseppe Tagnocchetti di Trasportounito – già ora, in termini di mancanza di lavoro, visto che stanno saltando gli sbarchi, e dopo perchè si teme la congestione dei terminal, con lunghe attese dei nostri trasportatori che quindi lavoreranno in diseconomia e con pesanti disagi“.

Insomma una vera è propria bufera incastonata nel Mediterraneo e che, secondo Bloomberg, costa 9,6 miliardi di dollari al giorno: attraverso il canale di Suez passa il 12% del commercio marittimo mondiale, e l’8% del trasporto petrolifero. Dirette al nostro paese passano merci per un valore di 88 miliardi l’anno, vale a dire 241 milioni al giorno: “La situazione impatterà in modo particolare su quelle aziende che avevano optato per una catena della fornitura corta e non dispongono di un ampio stock di prodotti – sottolinea Nicola Capuzzo

https://www.genova24.it/2021/03/blocco-del-canale-di-suez-effetto-tsunami-sul-porto-di-genova-253625/?fbclid=IwAR0Ow0W4zXOD27YaQa3rXK0miZk2ccYf7uXmtvh8OyI0zE0MgpSEUtYMStk

Buona salute!

Joe Biden, il presidente scivola tre volte sulle scalette dell’Air Force One

https://youtu.be/edaLL83KAvE?t=5

Lo scivolone ha sicuramente riportato in auge i dubbi sulla salute del 77enne, un tema che lo stesso Trump ha più volte riproposto in campagna elettorale.Non è la prima volta che Biden fa degli svarioni. Il Daily Mail propone un lungo elenco che va dalle gaffe sulle minoranze, come quando in Iowa davanti alla Commissione Asia-Latinos sostenne che “i bambini poveri sono intelligenti e talentuosi come quelli bianchi”, fino all’errore storico di dire che era vicepresidente durante la sparatoria alla Parkland school avvenuta nel 2018, confondendo l’evento con la tragedia avvenuta nel dicembre 2012 alla Sandy Hook Elementary School in Connecticut.E ancora quando il 24 agosto ha scambiato il New Hampshire per il Vermont. O il 25 settembre quando Biden è sembrato confuso sul nome dell’ultima nomina a giudice della Corte Suprema scelto da Obama. A febbraio, poi, aveva dichiarato di aver lavorato con il leader cinese Deng Xiaoping all’accordo sul clima del 2015, ma Deng è morto nel 1997.Nel corso di un comizio lo scorso 4 marzo ha confuso la miglie con la sorella. E ad aprile è sembrato dimenticare il nome di Obama durante un dibattito sulla Crimea.

 ….ALTRO:

…scivolone di Biden in tv: chiama Trump George

Nel corso di un’intervista tv il candidato Democratico alla Casa Bianca Joe Biden ha commesso una gaffe che né lo sfidante Donald Trump né il web e i social hanno intenzione di fargli passare liscia. “Ancora quattro anni di George…ehm George e saremo nella posizione che se Trump verrà rieletto ci troveremo in un mondo diverso”, ha detto Biden mentre la moglie Jill sembrava suggerirgli il nome giusto dell’inquilino della White House.Il presidente uscente Donald Trump non si è lasciato sfuggire l’occasione per ridicolizzare il rivale e su Twitter ha scritto “Joe Biden mi ha chiamato George ieri. Non è riuscito a ricordarsi il mio nome

La gaffe di Biden è stata immediatamente ripresa dai social network dove molti utenti hanno attaccato il candidato sostenendo che Biden avesse scambiato Trump per George Bush e ipotizzando che soffra di demenza.

 

Romano Pisciotti: SMILE