Neanche un misero dollaro…

Zombieland

di Antonio Polito

Più di 753 miliardi di dollari spesi in un solo anno in armamenti e neanche un misero dollaro destinato agli “ultimi” di casa propria, gli homeless, che ormai in USA sono milioni, pieni di problemi psicologici, senza casa, spesso sotto effetto di droghe, vivono nell’indifferenza di tutti, trattati come se fossero rifiuti da scansare, un problema talmente diffuso ed evidente che molte grosse città degli USA iniziano a essere soprannominate zombieland.

Questo è il concetto di democrazia e libertà negli USA, i famosi esportatori di democrazia e civiltà a colpi di bombe, che hanno ridotto un inferno sulla terra persino se stessi, se sei uno zero meriti la morte in solitudine per strada, con la morte sociale che anticipa quella fisica, questa è la loro filosofia.

Biden richiede per il 2023 la cifra 813 miliardi di dollari per le spese militari, 60 miliardi di dollari in più rispetto al 2022, gli USA sono sempre stati i primi al mondo nel budget di spesa militare, da soli rappresentano il 39% delle spese militari di tutte le nazioni del mondo.

Da italiano mi vergogno di avere alleati simili e ho pena per chi dice che l’Italia deve seguire il modello atlantista americano, è un suicidio assistito.

presentato da Romano Pisciotti

Buone notizie…non per tutti

Le annunciate sanzioni dell’UE sul petrolio e sui prodotti petroliferi russi cambieranno ulteriormente il modello del commercio petrolifero globale, secondo un report della banca d’investimento norvegese Cleaves Securities.

La domanda in termini di tonnellata-miglia delle navi cisterna aumenterà notevolmente, il che si tradurrà in una domanda aggiuntiva per la capacità di circa 613 navi cisterna MR (Medio Raggio) sul mercato.
Questa è senza dubbio un’ottima notizia per
i proprietari di tanker.

dal web, Romano Pisciotti 

INVESTIMENTI GALLEGGIANTI

Nel 2024 verrà lanciata la nave da crociera in cui vivere

Si possono scegliere monolocali come attici a due piani, da acquistare oppure da affittare (per 12 o per 14 anni).

La nave da crociera in cui vivere sarà varata nel 2024, ma si possono già acquistare le sue unità abitative. Gli “appartamenti” hanno da 1 a 4 camere da letto, sono completamente arredati e hanno prezzi compresi tra i 400mila dollari gli 8 milioni.

Secondo Alister Punton, fondatore e amministratore delegato della compagnia, alcune delle 547 unità sono già state vendute. E le residenze sono sulla buona strada per il tutto esaurito entro la fine del 2022.

Romano Pisciotti: Like

Google loses challenge against EU

Google loses challenge against EU antitrust decision, other probes loom

By Foo Yun Chee

Google suffered one of its biggest setbacks on Wednesday when a top European court upheld a ruling that it broke competition rules and fined it a record 4.1 billion euros, in a move that may encourage other regulators to ratchet up pressure on the U.S. giant.

The unit of U.S. tech giant Alphabet (GOOGL.O) had challenged an EU antitrust ruling, but the decision was broadly upheld by Europe’s General Court, with the fine trimmed modestly to 4.125 billion euros ($4.13 billion) from 4.34 billion euros.

https://www.reuters.com/technology/eu-courts-wed-ruling-record-44-bln-google-fine-may-set-precedent-2022-09-14/

Presented by Romano Pisciotti

HA PERSO IL POPOLO EUROPEO

Hanno vinto tutti, Pechino e Washington, ma anche Mosca e Nuova Delhi….

In fondo ha perso SOLO l’Europa dell’eurosoviet, degli euroburocrati… un continente senza Politica, quella che conta (quella con la P maiuscola) che è poi solo la Politica Strategica….

Ha perso il popolo europeo che pensava che si potesse mangiare con le cose fighette come il delirio green, con le “battaglie” da operetta su tutte le amenità possibili, e stampando montagne di carta straccia insomma “whathever it takes”, qualsiasi cosa tranne che LAVORARE… quel popolo europeo che ha creduto che la serietà fossero cose come l’idiozia di usare (he, him) (she, her)…

Purtroppo, invece, si mangia solo con il lavoro, trasformando energia e materia…. e la serietà non sta nei titoli, bensì nei risultati e quelli della classe dirigente del vecchio continente non sono da retrocessione, bensì da fallimento…

di Aurelio Pagani

Romano Pisciotti:   la sconfitta europea

NELLA UE O SOTTO LA UE?


”CHIUDIAMO LE AZIENDE ITALIANE IN ATTESA DI VINCERE LA GUERRA O TROVIAMO UNA SOLUZIONE EFFICACE? …stiamo decidendo di essere sempre più deboli e succubi delle decisioni altrui, in Europa e in tutti i contesti sovranazionali di cui facciamo parte.
Dato che siamo membri storici e potenzialmente cruciali dell’UE e della NATO, e che storicamente per diversi motivi siamo stati un caso di scuola di buon equilibrio tra le grandi potenze che stupidamente si scontrano anche oggi, perché non riusciamo a capire che dobbiamo alzare con orgoglio la nostra voce e dire ai nostri compagni di viaggio che così non si può andare avanti?
Prima o poi lo dovremo fare, altrimenti vedremo una penisola desertica e senza più dignità in alcun contesto, tenuta in vita con sovvenzioni da esterni per usufruirne come base strategica dal punto di vista logistico”

Da un articolo di Cristiano Donelli, presentato da Romano Pisciotti

“Freedom fighter”

Se in Europa il dibattito sul sostegno alla guerra resta debole e si può dire che sul piano degli interessi nazionali stenta a decollare, negli Stati Uniti si intensificano le critiche e i dubbi circa la credibilità del governo ucraino e del presidente Volodymyr Zelensky mentre sempre più spesso viene evidenziato come l’Ucraina non incarni certo quei valori di libertà e democrazia che l’Occidente si vanta di voler difendere.

Nulla di nuovo in realtà per i lettori di Analisi Difesa che ha sempre evidenziato  l’eccessiva enfasi con cui si attribuiva al regime di Kiev il ruolo di “freedom fighter” senza tenere conto che l’Ucraina è in fondo a tutte le classifiche mondiali quanto a democrazia, trasparenza, rispetto dei diritti umani, libertà di stampa ed economica.

Fonti:

Presentato da Romano Pisciotti

LA LEGGE: tamponamento a catena

Tamponamento a catena o semplice carambola tra veicoli?

Nel caso in questione, infatti, la Suprema Corte è stata chiamata a giudicare un caso in cui i veicoli non si trovavano incolonnati sulla stessa corsia di marcia, ma provenivano da direzioni opposte e diverse.

In prossimità di un incrocio, complice la forte velocità, un veicolo ha urtato una motocicletta che, a sua volta, per effetto della spinta ricevuta, è andata a urtare un’altra moto. È giusto parlare in questa circostanza di tamponamento a catena?

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n.17896/2022, ha confermato il proprio orientamento sulle responsabilità da attribuire in un tamponamento a catena, precisando però che sebbene in un sinistro tra veicoli fermi in coda sia scontato attribuire la colpa dell’urto al conducente dell’ultima vettura, bisogna tuttavia avere la prova che i veicoli coinvolti fossero effettivamente incolonnati.

https://www.facile.it/

 Presentato da Romano Pisciotti

LO SUPPORTEREMO ANCORA?

INVECE DI SMORZARE, QUESTO ALZA LA POSTA. LO SUPPORTEREMO ANCORA?

Dopo vari tira e molla sulla considerazione della Crimea e di eventuali rinnovate rivendicazioni su di essa, l’eroe civile necessario dei benpensanti ha deciso che anche quella regione debba essere riconquistata dagli ucraini e addirittura la guerra non potrà considerarsi conclusa finché non sarà raggiunto tale obiettivo.
La Crimea in particolare ha una storia enormemente lunga di contese anche con sanguinose guerre, addirittura andiamo indietro al 1855 quando furono mandati dai Savoia ignari soldati pre-unitari a morire in territori sconosciuti, ma ormai su quell’area quasi tutti i commentatori internazionali avevano posto un punto fisso che fosse da considerarsi definitivamente un territorio russo e che non fosse nemmeno così sbagliata la cosa in fin dei conti.
Ogni tanto prova ad uscire qualcuno fra i politici e i media, anche di peso come l’ancora lucido 99enne ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, che con grande realismo politico propone come possibile soluzione alla guerra la cessione definitiva alla Federazione Russa di quei territori che sono in maggioranza russofoni.
È chiaro che ciò comporterebbe una ridiscussione di confini e con essa il riconoscimento di questi in sede di Nazioni Unite portandosi dietro una eventuale iper complessa pesatura delle posizioni negli equilibri internazionali, ma quando si parla di vite umane da preservare cessando i conflitti armati tutto si può affrontare con impegno.
Non appena un discorso di questo tipo, da ragionare attentamente ma propositivo e intelligente, esce nel dibattito pubblico ecco che viene zittito o occultato se proviene da personalità riconosciuta, mentre al contrario viene dato massimo risalto quando il presidente perennemente in maglietta militare ci critica aspramente per le nostre presunte negligenze presenti e passate e chiede di continuare a supportare la sua lotta armata.
Il passaggio da sottolineare ora e che non deve passare sotto silenzio, son qui apposta nel mio piccolo, è che il buon Zelensky ci vuole imporre moralmente, tramite i soliti sensi di colpa che provano a colpire un Occidente fragile, anche di sostenere una guerra di attacco per conquistare territori ormai perduti…..

di Cristiano Donelli

presentato da Romano Pisciotti

https://www.linkedin.com/posts/cristiano-donelli_ucraina-zelensky-la-guerra-finira-con-activity-6963407622548955136-WCDW?utm_source=linkedin_share&utm_medium=ios_app