A bordo del brigantino Italia si svolgono infatti progetti di ricerca, formazione e terapia, educazione delle persone disagiate. Si persegue inoltre lo scopo di formare le persone che operano a contatto con il disagio.
Attraverso lo scambio delle esperienze diverse, anche internazionali, che fa, il brigantino Italia può essere definito come un ambasciatore dell’Italia educante, formativa e solidale nei mari del mondo.
The Appia Coupé Pinin Farina was much loved by the jet set and refined female drivers in particular. The actress Sylva Koscina appeared behind the wheel of an Appia coupé in Luigi Zampa’s 1960 comedy film “Il Vigile” (The Traffic Policeman), which also starred Alberto Sordi. The vehicle apparently belonged to the actress, who claimed that her Appia Pinin Farina was the only car she could drive.
l’Appia Coupé Pinin Farina è molto amata dal mondo del jet set ed in particolare dal raffinato pubblico femminile. L’attrice Sylva Koscina, nelle riprese del film di Luigi Zampa “Il vigile” (1960) con Alberto Sordi, appare alla guida di un’Appia coupé. Pare che la vettura fosse realmente di proprietà dell’attrice, che affermava di essere capace di guidare una sola macchina: la sua Appia Pinin Farina.
Jeff Bezos: primo a superare la soglia dei 200 miliardi
La ricchezza fondatore di Amazon, già l’uomo più ricco del mondo dal 2017, continua a segnare nuovi record, grazie all’aumento vertiginoso del valore delle azioni del colosso dell’ecommerce (+25% negli ultimi tre mesi, +86% da inizio anno).
Risultato finale. La ricchezza del CEO di Amazon ha sfondato il tetto del 200 miliardi di dollari, impresa in cui nessuno era riuscito prima. Per la precisione, secondo l’indice Bloomberg Billionaires, mercoledì scorso la ricchezza personale di Bezos valeva circa $ 202 miliardi.
“Per anni col suo negozio di materiale elettrico ha avuto benessere per se e per la famiglia. Pagava tasse salate e l’affitto, lo stipendio a due dipendenti e tutto correva normalmente, ma poi è intervenuta la distribuzione via internet. “Ordini, ti portano a casa il materiale e paghi meno di quanto pago io al grossista lo stesso pezzo”.
Ormai quel negozio è l’ombra di se stesso, niente più dipendenti, pochissimi clienti, lavora per pagare l’affitto e le tasse. Perchè tiene ancora aperto ? Mi dice …Ho passato gli anni belli della mia vita qui dentro e chiudere mi sembra morire. L’orgoglio di un piccolo imprenditore contro Amazon e simili che giocano a chi ne fa chiudere di più fino a radere al suolo il commercio al dettaglio. Però, quando avranno tutto in mano, potranno decidere anche di alzare i prezzi perchè non servirà più la micidiale concorrenza sleale contro i piccoli.”
Giulio Rossi Valdisole
…la ricchezza del CEO di Facebook (FB), Mark Zuckerberg ha superato i 100 miliardi di dollari.
Il CEO di Tesla (TSLA) Elon Musk, con un patrimonio netto di $ 96 miliardi ( a dispetto del colossale indebitamento delle sue aziende), è vicino a eguagliare la ricchezza di Zuckerberg. Il fondatore di Microsoft (MSFT) Bill Gates lo ha già fatto (124,3 miliardi).
Founded in 1899 in Turin, Italy, by a group of engineers and investors including Giovanni Agnelli, the first vehicle built by Fiat (Fabbrica Italiana di Automobili Torino) was a car. The firm soon branched out, though, into trucks and buses. In 1903, Fiat produced its first commercial vehicle, and in 1929 a specialist industrial vehicle division, Fiat Veicoli Industriali, was created.
In 1933, Fiat acquired OM, a truck, car and farm machinery maker. The company continued developing its passenger and goods vehicle businesses, and in 1966 made a further purchase, that of UNIC, a French manufacturer of trucks. Three years later the automobile, truck, bus and defence vehicle maker Lancia was acquired by Fiat.
In 1974, Fiat became the majority shareholder of Magirus Deutz, a German bus, truck and fire equipment manufacturer. The following year marked the birth of IVECO, when Fiat Veicoli Industriali brought together its own and acquired brands under a single entity, taking its name from the initials of the Industrial Vehicles Corporation it created.
In 1978, the IVECO Daily, the first light goods vehicle to be produced under the IVECO name, was launched, while two years later the company unveiled the first turbo diesel engine for heavy goods vehicles.
In 1986, IVECO acquired the Italian company Astra di Piacenza, a specialist in trucks for heavy quarrying and mining operations. In the same year, it entered into a joint venture with Ford’s truck operations, creating IVECO Ford Truck, a business of which it ultimately took full control, whereupon the Ford name was removed. Trucks sold under the partnership included the TurboDaily tractor unit and the light-duty Cargo, which under full Iveco ownership was later developed into the EuroCargo.
IVECO increased its presence in the truck market still further with the 1990 purchase of Pegaso, a Spanish manufacturer of commercial vehicles. As part of the acquisition, IVECO also gained control of Pegaso’s British truck-making subsidiary, Seddon Atkinson.
The 1990s saw further new markets open up for Iveco and its truck products, with the establishment in 1996 of a joint venture with the Yuejin Motor Corporation in China, producing light commercial vehicles under the IVECO brand. The following year, IVECO entered the Latin American market, opening up sales to Brazil.
IVECO had also developed considerable presence in the bus and coach markets. In 1999, it was a co-founder, along with Renault, of Irisbus, which resulted from the equal-share merger of the two firms’ interests in the sector. In 2003, IVECO acquired Renault’s share of the Irisbus business.
In 2007, IVECO signed a further deal to develop business in China, this time with Shanghai Automotive Industry Corporation to form SAIC-IVECO Hongyan, producing heavy duty trucks.
Along with other non-automotive divisions, in 2011 IVECO was demerged from Fiat S.p.A to become part of the new Fiat Industrial, Fiat Group’s capital goods division. In 2013, the business was transferred to CNH Industrial, following the merger of Fiat Industrial and CNH Global N.V.
Today, IVECO is the leading European manufacturer of natural gas vehicles, after having launched its first natural gas trucks and buses in 1996, it has produced some 35,000 natural gas powered vehicles to date. Natural gas solutions utilise both CNG (compressed natural gas) and LNG (liquefied natural gas) technology, dependent on the mission, and are available across the entire Iveco range.
Alcune delle principali istanze giurisdizionali europee, nel rapporto tra loro e con altri attori istituzionali, appaiano adottare un atteggiamento apertamente negoziale, che va ben oltre la protezione di culture giuridiche e standard di giudizio, ma si legano piuttosto alladifesa di specifici interessi politici…
Era il 24 agosto del 1862 quando fu sancita la piena unificazione monetaria dell’Italia e la lira divenne l’unica moneta a corso legale nel paese. Monopolio che durò fino al 1999, quando fu adottato l’euro come moneta virtuale e poi come moneta circolante nel 2002.
Forse la sua storia non è finita…..
Il ritorno della Lira italiana è davvero possibile? Sì, ma non nel modo in cui si potrebbe facilmente immaginare. Nessuna permanenza in Europa e dell’Euro come moneta unica pregiudicherà il ritorno della moneta che non circola più dall’ormai lontano febbraio del 2002. La Lira italiana tornerà invece come criptovaluta. Questo grazie a un progetto italoamericano, denominato ITL, ovvero Italian Lira. L’obiettivo finale è quello di creare un sistema di pagamento utilizzando la tecnologia che c’è dietro alle criptovalute (Blockchain) che sia svincolato da terze parti e dai governi.
Bugie e omissioni sull’origine del grano duro: Lidl multata per 1 milione dall’Agcm.
Promozione e commercializzazione delle proprie linee di pasta di semola di grano duro a marchio “Italiamo” e “Combino” mediante confezioni che rappresentano in maniera ingannevole le caratteristiche del prodotto, enfatizzandone sulla parte frontale l’italianità in assenza di adeguate e contestuali indicazioni sull’origine anche estera del grano duro impiegato.
Questa l’accusa mossa dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato a Lidl Italia. Che tuttavia, a differenza di altri produttori di pasta che hanno ricevuto un’analoga contestazione, nel corso della procedura istruttoria avviata dall’Antitrust non ha presentato alcun impegno a modificare il proprio comportamento ed è così stata sanzionata per 1 milione di euro.
La cultura giapponese non sta nel tratto di un pennello, ne’ in una composizione di ikebana,
così come non sta nella cerimonia del the, seppur fosse realizzata con una tecnica perfetta…
La cultura giapponese si trova nel più profondo di noi stessi, della nostra anima, una cultura che ci permetta di conservare una grande dignità e una sola parola, una gentilezza profonda,
accompagnata da una raffinata sensibilità che tocchi il cuore del nostro prossimo come brezza di primavera che accarezza il viso, che ci stupisca come l’ingenuo sorriso di un bambino, che sia densa di rispetto, delicatezza ed amore profondo nei confronti di chi ci circonda…
Rispetto, Lealtà, Dignità, Umiltà.
RossoCiliegia
Negli affari i giapponesi sono dei lupi, come tutti:
YOKOHAMA : chiusura e messa in liquidazione dello stabilimento di Ortona
Ortona.”Apprendiamo con stupore la comunicazione aziendale, in data odierna, della chiusura immediata del sito Yokohama di Ortona”. È quanto scrivono in una nota Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec.
La Yokohama pochi anni fa aveva rilevato l’ex stabilimento di ITR Oil & Gas ad Ortona (Chieti); la storia di ITR passa attraverso diversi cambi nell’azionariato, ma il suo bagaglio tecnologico deriva direttamente da Pirelli e SAIAG, aziende italiane che avevano portato innovazioni nel settore gomma e, in questo specifico (marine hose), sul mercato delle tubazioni off-shore dove primeggiavano con prodotti premium.
Sembrerebbe che l’interesse di Yokohama fosse solo nel fare bottino di tecnologia o di eliminare concorrenti.
E’ oramai tristemente noto il destino di molte aziende italiane che vengono acquistate per, poi, essere chiuse; piccole o grandi società vengono letteralmente piegate dall’azionariato estero alle esigenze del portafoglio globale (ILVA, Pernigotti, ecc.).
Prima di stendere “il tappeto rosso” agli investimenti stranieri occorrerebbe pensare a salvaguardare gli interessi nazionali….e i posti di lavoro!!!